venerdì 20 giugno 2008

E ora vai, bambina, il mondo è tuo: vivilo.


Uno

ti insegno il rispetto. Non è cosa facile da fare, ma ti mostrerò con il mio comportamento cos'è il rispetto. Per tutte le persone e i loro sentimenti.
Per qualsiasi forma di vita, poichè ogni cosa ha senso di esistere.


Due
ti insegno il valore della parola amare. Non si può spiegare. Ma potrai capire.Non dire mai a una persona che la ami quando non è vero.Quando ami ti senti vivo.E' un sentimento molto grande. A volte fa fare delle stupidaggini. E'così grande da non farti vedere il resto. Talvolta l'amore ti inganna, ma il sentimento che provi resta comunque vero.

Tre
ti insegno la coerenza. E' un valore enorme. Ti farà sentire chi sei. E' il tuo io. Se non sei coerente perdi la strada e ti inganni. Ricorda di rimanere sempre e comunque fedele a te stessa.

Quattro
L'ammettere i propri errori. Non è facile.
Tutti sbagliamo. L'importante è capire dove e non ricadere negli stessi. Errare è umano, perseverare è diabolico. Sbaglaire ti aiuta a crescere.

Cinque
Non giocare coi sentimenti delle persone. MAI.I sentimenti sono la nostra anima. Come puoi ferire nel corpo puoi ferire anche nell'anima e talvolta è ben più grande questo male.

Sei

sorridi, non costa niente, anzi a volte è contagioso. Ridere fa bene all'anima. Fa bene a te e agli altri, e ti rende più bella, varda che bel sorriso che te gà!!!

Sette

sii generosa. Se vedi qualcuno in difficoltà aiutalo. A volte basta poco e ti ripaga molto.

Otto

Vai e attraversa il mondo senza paura. La paura rovina tante cose belle. Crea delle ombre, ci fa tremare quando dovremmo essere forti. Sii coraggiosa. Attraversa la vita e goditela fino alla fine.E nell'attraversare questo mondo cerca di renderlo migliore.

Nove
Porgi l'altra guancia, ma come dice don Tarcisio.

Dieci
Sii trasparente. Così gli altri riusciranno a vedere che bella persona sei. E a chi non piacerai, pazienza. Saranno solo loro a rimetterci.

Undici

Sii forte, qualunque cosa ti piombi addosso. Qualunque dolore o paura o perdita ti travolga cerca di restare in piedi e resistere. RESISTERE. RESISTERE.La vita è bella. E' in questi momenti che verrà fuori il meglio di te e sarai orgogliosa di te stessa e del tuo coraggio.

Dodici
Sii una persona corretta. Sempre. La tua coscienza non ti rinfaccerà nulla, e sentirai di aver fatto la cosa giusta.Non ingannare le persone.

Tredici

Corajo e mai passion (coraggio e mai passione)
[c'è qualcosa di velatamente buddhista nelle ultime parole (che avessero un senso) di mia nonna]

Quattordici
Tasi e fa. Le parole sono solo parole. Puoi parlare per ore senza dire nulla. Impara che nella vita sono i fatti che contano. Ma ricorda prima di fare, pensaci bene.

E ora vai, bambina, il mondo è tuo: VIVILO


martedì 17 giugno 2008

Ecco come cazzo si fà a essere nazifascisti oggi, malgrado la shoa???

negando la shoa.


COME?

e noi? noi come possiamo essere ANTIFASCISTI OGGI?DOBBIAMO ESSERE EFFICACEMENTE ANTIFASCISTI OGGI.
COME?

domenica 15 giugno 2008

...ma anche loro non son male..

Un classico per dirvi che apprezziamo anche il rugby maschile.

...e questo?

...senza parole...

Amore a prima vista

Sono triste.
E' appena successo il patatrac.
Le mie amiche sono tutte intorno a me.
Mi fanno fare mille cose.

"Guarda le montagne sono lì, sono lì per te" sotto l'alluvione a 1500 metri e io strizzo gli occhi tra una cortina de piova.

"Dove sono i camerini? dobbiamo cambiarci prima del concerto"
all' Hiroshima, ci guardano e ridono.
" E carruse" ci chiamano, e io coi salentini mi sparo una figura di merda dietro l'altra.


"Andiamo in libreria a comprare un libro di Terzani"
Testa penzolante, guardo a terra, mi commuovo quando vedo i mozziconi di sigarette lì calpestati sotto i portici e penso a me, trattata alla stessa stregua.

"Tieni è un ciondolo-richiamo per angeli"...Non me ne separerò più. Quando Eccheccazzo mi vede guardare fisso in un punto mi si avvicina e scuote il mio sonaglio, ritorno nella realtà , la vedo che mi guarda e sorride e penso che è proprio vero che richiama gli angeli.

"Va bene adesso rifletti, abbiamo un esame tra poco, lo so che sei una roccia, tiratene fuori e studiamo, è la cosa giusta" E Jull mi da un plico di riassunti dell'esame su cui avrà lavorato chissà quante ore, e mi commuovo. Senza lei e senza quegli appunti sarebbe tutto più difficile

Io mangio solo arancie. Quattro al giorno. Per cinque giorni, poi mi vien la nausea anche di quellae. E mangio sedano. A chirurgia quella mattina ho saltato il turno. In riunione "i colleghi" si accertano della mia sanità mentale.
"Sai che ti spunta un sedano dalla borsa?"
"Certo è il mio pranzo"
Succede un putiferio per i turni. Si urla.Ci si manda senza troppi preamboli a Fanculo.Maledetti arrivisti psicopatici.
E poi sono io quella che non ci sta con la testa?!
Poi mi cazziano

"Veramente stai facendo troppi turni"
Me ne catafotto.

E quel week-end. Che meraviglia
Prima a pranzo dalla famiglia di Miss Pernice Bianca che pazientemente mi guarda mangiucchiare giusto 2 verdurette. In più rovescio sulla tovaglia mezzo litro d'acqua. Divento fuxia, mi vergogno ma Pernice mi da una bella pacca sulla schiena, di quelle che solo lei sa propinare
"Bene vedo che ti stai ambientando"

Mi piace stare con loro. Sono una famiglia.
La nonna si stupisce del mio vegertarianesimo
"Certo che dev'essere un gran sacrificio!!" azzanandosi un tocco di spezzatino. Sorrido.

Riaccompagnamo la nonna a casa.
Anche il suo nome non corrisponde a quello anagrafico. Dev'essere un' usanza veneta.

Salutandomi la nonna mi dice "Beh mi ricordi come ti chiami?"
"Mavia"
"COME?"
"...MAVIA"
"beh allora per ricordarmelo ti chiamerò MALVA!"

E poi via a Costigliole.
Che bello. Finalmente conosco l'altra nonna di Miss Pernice Bianca.
Me ne ha parlato tanto. E'una donna con la D maiuscola. Una donna di terra.
E lo vedo subito e mi innamoro. Bam...amore a prima vista.
Sono rapita da questa figura forte.
Vitale.
Sa fare tutto. Non sta fema un secondo.
Mi sorride. Parla solo dialetto, anche se con me si sforza di dialogare in italiano. Mi piace il fazzoletto che ha in testa.
Mi piacciono le sue idee sugli uomini che Miss Pernice mi ha prontamente spiegato.
I suoi nonni sono praticamente divorziati in casa. Il suo consiglio è: Non sposarti, ma fai dei figli, loro sono una soddisfazione. Quando trovi uno che va bene, no, ci siamo capiti, ti fai mettere incita, ma non gli dici niente.Così hai un bambino senza dover avere anche un marito.
Mi piace la sua focaccia, mi fa ritornare la fame, che da tanti giorni non sentivo più.
Io e Pernice andiamo a sguazzare nel pollaio.
Una riva insidiosa e piena di fango.
Uno scivolo.
Attenta che si sbrissa.

Mi porta dai conigli.
Che creature meravigliose. Ci sono anche i cuccioli.
Ci corrono intorno diffidenti e ci studiano.
A me piace quello grosso bianco e nero con un orecchio su e uno giù che assaggia l'aria.

Andiamo a mangiare le ciliegie sull'albero, a cercare le fragole sull'orto.
Le due cagne hanno partorito da poco.
Polpetta ha una piccola cuccia vicino a un nido di una chioccia nera. Una cova, l'altra allatta un squadron de cagnetti.
Ma anche il cane da tartufo ha partorito da poco.
Questi sono di taglia più grossa. Vorrei tanto un cane. Come quando avevo Chewbe. Che bello.

Poi raccogliamo l'insalatina fresca dall'orto e la camomilla.
La nonna continua a darmi verdure, uova, focaccia. Io non so come sdebitarmi.
L'abbraccio.

E torniamo verso Torino con la Lancia Delta del papà di Pernice. Non ero mai salita in una Delta prima. La spia del freno a mano è rossa e fissa. Ridiamo.Il papà è elettrauto.
Rido tanto. Mi piace andare in macchina con Pernice, ha una guida così disinvolta.
Indossiamo entrambe dei maglioni freakettonissimi stile anni 70.
Immagino cosa pensano gli automobilisti che ci incontrano...robe da ritorno al fututro.
Parliamo di sua nonna.
Che bello avere ancora dei nonni.

Lo dico a Pernice, di goderseli, perchè poi se ne vanno, e quando non ci sono più fa tanto male, tanto. Le dico di starle vicina, perchè hanno molte cose da insegnarci, e molti modi per aiutarci.
Lei mi dice che è amore reciproco quello tra sua nonna e me, un colpo di fulmine, e io penso che magari, dopo che li ho persi tutti, adesso magari ne ho trovata una...

sabato 14 giugno 2008

SONO LORO!

LORO!


LE REGINE GUERRIERE DEL RUGBY!


SI, REGINE E
GUERRIERE
DI UNO SPORT SPETTACOLARE
CATIVO!

MA ANCHE NOBILE.


"Tre movimenti: salto, gomito nell'occhio dell'avversario, ballon in man, l'arbitro, silente, approva. Tuttoduro, è tutto duro a rugby, impari robe bellissime, durissime in allenamento. Alcune che non saia cosa servono, forse a spaventare l'avversario, ma sono bellisime; con tarcisio allenamento sempre duro. Una volta gli faccio: Tarcisio non se poria far un allenamento blando?
Mai visto il prete così nero, ferma tutti e fà: Mi no digo gnente ma gnanca no taso. Perchè voi allenamento blando?
ma perchè sono un non violento.
se ti danno uno schiaffo, tu devi porgere l'altra guancia, sta scritto sul Vangelo.
Ma è sottinteso che prima ti gà da tallonarlo, ribaltarlo, metterlo sotto e dopo porgerghe l'altra guancia e dirghe: "Vutu provare?"...Questa non è una caserma, qua niente nonnismi, ma per tutto il resto niente mentine, in campo lotta dura senza paura!Alè!Correre!
Correre!Placcare!Touche!Mischia!
Correre!Placcare!Touche!Mischia!
Correre!Placcare!Touche!Mischia!
Lunedì, mercoledì e venerdì, allenamento.
Che bello, no, quando il tuo corpo ti dice "sei allenato" e come fà a dirtelo? Facile :crampi ai polpacci e fitte alla milza, se insisti, peggiora.
M. Paolini"


Queste nuove guerriere le eleggiamo a nostre eroine!
Qui sopra di ragazze che giocano in iran, contro tutto, la società, le buone maniere, le leggi basate su false religioni che le vorrebbero sottomesse e rinchiuse in casa, SENZA PASSIONI.
e ci cono anche le nostre, ITALIANE.

ROMA - Gli uomini della mischia,
dicono di se stesse quando s'ammucchiano contro le avversarie.
Ma non sono uomini, sono donne.

"E' un modo di dire.
Quello corretto, le donne della mischia, forse farebbe ridere".
Giuliana Campanella è arrivata da Auckland con i due figli per poter essere in campo venerdì a Dublino contro l'Irlanda nella prima partita del Sei Nazioni femminile di rugby.

"Quando prolungo l'allenamento e preparo qualche calcio tra i pali Patrick, che ha tre anni, mi fa 'the last one, mommy, please', mentre Chiara che ha sei mesi bruca il prato".
Daniela Gini è romana, capitana della Red&Blu, figlia di giocatore e moglie di giocatore, come gran parte di questa tribù di ragazze che è cresciuta con il rugby in famiglia.
"Era il novembre 2005, sono andata in meta, mi si è storto il piede con frattura dei malleoli e del perone. Li ho rigirati, rimettendoli a posto con le mie mani. Al medico che mi portava fuori e scherzava ho detto: se non piango non vuol dire che non mi faccia male".
Daniela è la faccia glamour della nazionale, con un suo generoso decolletè ha fatto la sua apparizione-choc a una manifestazione nella provincia di Roma:
possono essere così le giocatrici di rugby?, si chiedeva Gasbarra.

Il corto circuito tra bellezza e scontro fisico è tutto nella testa di chi sta fuori:
per loro che in campo mettono la faccia è tutto normale.
Rimmel e fango, tackle e biberon, il combattimento e la carezza, tutto stride con l'immagine della donna.
Come stride Paola Zangirolami, 23 anni, da Monselice, uno scricchiolo di un metro e 60, con due occhi azzurri e i riccioli biondi, campione d'Italia con il Riviera del Brenta.
E' il talento dell'Italia del rugby, ma è con queste forze che dovremo combattere i donnoni del nord, le gigantesse inglesi e quegli altri personaggi sparsi nelle altre squadre come la famosa 'Ugo' della Francia o 'Manolo' della Spagna, così chiamate per la loro scarsa avvenenza.


I commenti più frequenti: ma che le donne giocano a rugby?
Oppure: ma le donne devono stare a casa.
Oppure: ma che mi stai a prendere in giro.
La dimostrazione migliore sarebbe un placcaggio assassino lì sul posto, ma le ragazze fuori dal campo si inteneriscono.
"Le belle sono belle e le brutte brutte. C'è chi ha figli e chi è 'maschile'.
Ma perché, gli altri sport non tolgono femminilità? Andate a vedere le botte che si danno in una partita di basket" dice Michela Tondinelli, mediano di apertura della Benetton, la squadra che ha introdotto il rugby femminile in Italia negli anni '80, vincendo poi 19 scudetti consecutivi.

A ferirle non è il maschilismo estetico ma la clandestinità in cui vivono.
Non ci sono televisioni per loro, niente dirette, quindi niente sponsor. La federazione le onora con una diaria di 26 euro al giorno: Daniela affida la figlia a nonni e zii, le altre prendono le ferie, e c'è chi non fa vacanza per lustri.
E' ancora il mondo del dilettantismo puro e dell'allattamento a bordo campo.
"Ma i nostri terzi tempi sono fantastici", leggendario quello di Cagliari, dove le squadre ospiti della Grazia Deledda (come se la Roma o la Lazio si chiamassero Alberto Moravia) vengono festeggiate con malloreddus, culurgiones e seadas.
Niente catering, tutto fatto in casa delle giocatrici.

E' l'unica concessione alla cultura della donna così com'è stata codificata da chi la vuole casalinga e mamma: ma giocare a rugby è una forma di protesta o di emancipazione?
"So soltanto che giocare vuol dire avere coraggio, mettersi alla prova, accettare le sfide.
E poi ci piace il contatto fisico", dice Daniela.
[...]
Lo dicono tutte: il confronto con i maschi è sempre presente. Forse i numeri sono troppo piccoli per rivelare una tendenza sociologica ma è significativo un altro dato: sotto Roma non ci sono squadre ma sperdute unità, eroine sole in campi spelacchiati della Sicilia. "Una vergogna" mugugna Giuliana Campanella, che è messinese, protagonista di una stagione in cui a Messina una squadra, e forte, c'era. Giuliana vive nel paradiso del rugby: e avere un marito neozelandese aiuta nel babysitteraggio. La Zangirolami insegna e studia, la Gini è contabile, la Facchini è veterinario, le sorelle Schiavon, Veronica e Valentina, una laureata in lingue orientali, l'altra è imprenditrice.
E' un mondo colto, un'umanità diversa da quella delle veline o delle aspiranti al Grande Fratello. "Ragazze che vogliono apparire per gli altri.
Che non rischiano le mani.
Che non si sdraiano sulla compagna a terra per proteggerla" dice Daniela.
Un mondo colto com'è nella tradizione del rugby, sport delle élite.

[...] L'impegno della Federugby viene definito da tutte "umano più che economico": le ragazze arrivano al loro Sei Nazioni con solo una settimana di ritiro e nessuna amichevole di preparazione. Ma anche i maschi erano in queste condizioni cinquant'anni fa, senza risultati, senza soldi, senza tv.
[...]
Basterebbe una vittoria per fare emergere le protagoniste di un mondo che è fatto di botte, di lividi che passano nella notte e il giorno dopo c'è il bambino da portare all'asilo o l'ufficio da raggiungere.
Per ascoltare poi la solita frase: donne e rugby, ma che mi stai a prendere in giro?

di CORRADO SANNUCCI

Ho visto la luce

Devo dire che ultimamente il bianco mi affascina.
Non so perchè ma ci sono molte cose bianche nella mia vita ora.
Una enorme pagina bianca su cui riscrivere il mio destino, una Scandalli (fisarmonica) bianca da imparare a suonare, la neve che ho visto anche se solo da lontano a Balme coi miei amici durante l'alluvione, i fogli bianchi ruvidi su cui faccio scorrere i miei carboncini e la notte di ieri al cortile del Maglio.
BIANCA.

Echeccazzo e .G decise a porre fine alla zitellaggine di tutte e tre propongono movida Torinese. Considero precoce il mio ritorno alla ribalta, il mio stato di zitella appena cominciato tutto sommato non mi dispiace, che c'è di male a voler rimanere sole e farsi bastare se stesse? almeno per un po'...
Detto questo, indosso comunque una magliettina che urla SINGLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
Peccato che pioverà tutta la notte e farà un freddo cane così da non poterla sfoggiare. Eh va beh verranno tempi migliori. Non può piovere per sempre, no? vero jull?
E da dove cominciare la serata se non dai Murazzi?
Piccolo flash back

Io e Eccheccazzo in ascensore, stiamo tornando a casa dopo siopping pomeridiano (no no non è un errore, è proprio siopping quello che faccimo io e Eccheccazzo e .G ) e puntualmente nel momento del ritorno SCRAVASSA!!!
Pioggia che vien giù a secchiate, freddo, tutte bagnae, che si corre in mezzo a piscine (no pozzanghere, piscine proprio) coi sacchetti in testa perchè NOI l'ombrello non lo usiamo. Non ho ancora capito ben perchè, ma dogmaticamente NIENTE OMBRELLO!
Fradice in ascensore, si ride. Tanto. Ci si cojona. Tanto. E vedo la luce.
Non vedo più ben la faccia sua.
Entriamo in casa e bam....solo bianco.
E poi come essere sott'acqua una specie di onda attraversa il mio mondo.
Mi siedo. La situazione rimane immutata.
Fotofobia
"E....sto mal"
"cosa c'è???"
"non vedo più"
"come??!!!?"
"tutto bianco e quando vedo ci sono le onde"
"va ben ho capito"
Va in cucina e mi porge uno dei suoi intrugli
"Bevi"
"cossa xe?"
"bevi hai un calo di pressione"
"no io i cali di pressione li ho sempre e questo non è"
"Tieni, sdraiati"
"aiuto...che male la luce"
Allora .G abbassa le tapparelle. Ridiamo. I me cojona perchè sono un vecchio rottame
"Eeeee, somatizzi"
"Sarà"

Dieci minuti dopo, come nuova. Ho ancora voglia di mondo, di luce, di colori.
Le mie amiche mi salvano sempre.

Concertone al The Beach, suonano i Ninphea Mate e i Ministri (animali da palcoscenico, con delle giubbe bellissime) il tutto allietato dall'irresistibile ironia del SIMPATICO ma anche bellissimo (va bene così????) Mister Temp... che rispolvera i bei tempi delle elementari.
Poi lo riaccompagnamo a casa, non si sa mai, lasciare un uomo solo, di notte a girare per strada di questi tempi...lo scortiamo che è meglio!
Ripartiamo alla volta della movida torinese. Sta cazzo di movida torinese. Bagnate dalla testa ai piedi, sta volta con ben 2 ombrelli in tre...ma scravvassa de traverso.
Gli ombrelli sono inutili....

Entriamo finalmente al cortile del Maglio. E trovo la Dea Gigliola. Quanto tempo, fa sempre ben vederla. Un pò come tornar a casa. E si mastica diaetto. Che ben.
E poi la Est. Che mi vede e mi abbraccia.
Una volta.
Due volte.
Tre volte.
"Statu ben?Sì...te xi razza Piave!!"
Credo mi abbia abbracciata tre volte come Ulisse quando scende negli Inferi e cerca di abbracciare la madre...morta! Non sembro più io da fuori, ma lo sono ancora!!!!
Ridiamo, tanto. Xe sgannassea. E la Est mi passa subito la Moretti.
Mi sento a casa. Un pezzo di Triveneto tutto lì, tutto per noi. Est che ride. Mi trasmette tutto il suo buon umore. Che bello. Sono tanto felice.
Che notte,
BIANCA.

venerdì 13 giugno 2008

istruzioni per miss pernice bianca

allora clicca in alto a destra su "entra" sempre in alto a destra scrivi come "nome utente" la tua e-mail nome-utente@eccetera.it e la tua password della mail in "password", entri, a sinistra c'è scritto nuovo post se clicchi lì puoi scrivere quel che vuoi, hai spazio per titolo e testo e poi basta che clicchi sotto sul pulsante "pubblica" per pubblicarlo o su "salva bozza" se vuoi salvarlo senza che venga pubblicato....
prossimamente blog: applicazioni avanzate!come postare foto imbarazzanti e parassitare le personalità altrui!

prova..


allora...se io riesco a pubblicare questo post spacciandomi per miss pb la suddetta non avrà più scuse per il suo mancato intervento sul blog! è dimostrato che funziona!!!

Sappiamo chi sono i veri nemici della nostra terra

Chi, per vincere le elezioni, ha puntato tutto, sulla paura e sul senso di insicurezza, ha avuto ragione.
L’aggressione climatica è in atto.
Gli italiani sono stati derubati della primavera e dell’estate, la pioggia flagella il paese, i fiumi tracimano, orde di vacanzieri benzodipendenti formano code di chilometri sotto tuoni e fulmini, i traghetti beccheggiano, i pomodori marciscono, i ghiacciai fondono.
La responsabilità di tutto ciò ovviamente, non è dell’avidità dei boss dell’economia, del mostruoso proliferare delle auto e dei gas inquinanti, dello scempio dell’ambiente.
La colpa è di alcune ben individuabili minoranze criminali.
I ghiacci del polo si stanno sciogliendo per colpa degli eschimesi, popoli nomadi affini ai Rom che fumano, cucinano e petano senza ritegno negli igloo.
I loro squallidi villaggi abusivi sparsi nel ghiaccio intossicano l’aria, le loro slitte a motore inquinano e ingialliscono il pelo degli orsi polari.
Al polo sud, migliaia di pinguini terroni emigrano in continuazione facendo traballare sotto il loro peso la già sovraccarica banchisa.
La corrente del golfo è stata deviata dai gommoni albanesi e da pescherecci marocchini, avidi di pesca e guadagno.
Le foreste amazzoniche sono state distrutte da senegalesi e pakistani per farne statuette da vendere.
Una folta coltre di smog copre le città italiane: la colpa è evidentemente delle stufe a gas di vecchio modello dei campi nomadi.
Intanto le comunità di barboni accampate sui fiumi erodono gli argini col loro peso,
e i terroristi islamici hanno distrutto l’agricoltura italiana con falsa grandine lanciata da aerei siriani.
La mancanza di un vero federalismo fa sì che anche sui paesi del nord arrivino in continuazione nembo-cumuli dalla Romania, e scirocco magrebino.
Quando avremo finalmente le riforme, sul Po pioverà solo quando vorranno i padani, non quando deciderà Roma Ladrona o i faccendieri europeisti Giove e Odino.
Il governo darà subito una pronta risposta.
Sono pronte ronde di diversi partiti che segnaleranno l’entrata nei confini nazionali di nuvole di colore scuro o meticcio, portatrici di danni e illegalità isobarica.
Il governo ombra si è detto disposto a fornire diecimila volontari di grossa stazza per coprire dal sole i pensionati più anziani.
Nessuno rinuncerà all’auto, anzi file di vacanzieri continueranno a procedere a passo d’uomo nelle autostrade più intasate di Europa.
Ma se beccheremo un solo lavavetri davanti al nostro parabrezza, sapremo chi rallenta il traffico.
Il nemico si è fatto più subdolo: attacca dall’alto e dal basso con inondazioni, frane, perturbazioni e basse pressioni.
Ma è sempre lui: l’invasore straniero che vuol sabotare l’azzurro e temperato clima italiano.
Non ci faremo ingannare dagli ecoterroristi e dai frocetti verdi:
sappiamo chi sono i veri nemici della nostra terra, i veri distruttori.
Sappiamo di chi avere davvero paura.
E’ vero, c’è un clima nuovo in Italia.
Avevamo tanti partiti ora ne abbiamo due: il centro destra e il centro-sinistra-verso-destra. Avevamo quattro stagioni e ora ne abbiamo due: afa o diluvio.
Ci estingueremo pieni di sicurezza.
S. Benni

giovedì 12 giugno 2008

Arriva la quarta

De che???di reggiseno???NOOOOOOO
La quarta inquilina!!!
E mica potevamo stare solo in tre, più si è meglio si sta....forse.

Premetto che non voglio partire con dei preconcetti:
"Ciao sono M."

"Piacere R."
"Allora come mai qui a Torino?"

"Eh sai io sono siciliana, ho studiato a Parma e ora sono qui per un master...e perchè per gioco mi sono fatta fare le carte e dicevano che ci sarebbero stati dei cambiamenti nella mia vita"

"Ah..." attonita

"Ma poi sono andata anche da
altre due maghe e mi hanno detto sempre la stessa cosa...che ci sarebbe stata una svolta nella mia vita e così ho deciso di venire a fare un master qua"
Avessi potuto avrei lasciato la mia mandibola a penzoloni.
"...Capisco...."faccio con aria seria e annuisco.
E penso che va beh, insomma si può anche credere nell'astrologia, la gente crede a tante cose,la gente fa un sacco di cose strane. Nei giorni scorsi io ho seriamente pensato di abbracciare il buddhismo, raparmi a zero, vestirmi di arancione partire per il Tibet, recitare tanti Mantra e farmi picchiare dai cinesi urlante "FREE TIBET".
Ma poi io e Jull abbiamo deciso che era meglio studiare.
Che prima o poi faremo anche quello, ma che era meglio concentrarsi sulle imminenze.

"Beh, allora perchè non mi spieghi un pò che regole avete qui in casa" mi chiede

"Bah solite cose" rispondo "facciamo la spesa ognuno per conto proprio"...che tristezza e non mangiamo nemmeno mai tutte assieme... "poi abbiamo una cassa comune, ogni tot la si rimpingua per fare la spesa di detersivi, cartaigienica, zucchero ecc..."
Mi ascolta, la sua fronte è corrugata
"...bla bla bla, e poi facciamo RIGOROSAMENTE la raccolta differenziata" meglio metterla in riga subito, penso "ed eccoti qua la giuda dell'Amiat, in più sopra a ogni cestino ho scritto cosa si può e non si può mettere, se hai dei dubbi chiedi pure"
"La raccolta differenziata, sai non l'ho mai fatta, anzi solo per vetro e lattine"

"Beh ora ti ci dovrai abituare, non è poi così difficile: nell'organico metti la roba che puzza, quella che si decompone, nell'indifferenziato tutto ciò che non è plastica, carta, vetro o lattine, ok?"

"Va bene"
Si mette a seder sul tavolo e sfoglia i numerosi depliant che le ho rifilato.
Io ripasso l'indice K come marker di alterazione dei prodotti ittici e di come i Giapponesi ne abbiano ricavato delle formule che so che mai ricorderò. Le cade l'occhio sul libro che ho lasciato sul tavolo: Tofu e Seitan cibi e paitti vegetariani.
Si gira verso di me
"Ma sarai mica anche vegetariana???!!!"

"....siiii???..." che cosa c'è di male nell'esserlo?

"ah ma lo fai per dimagrire, no?"
TRUCK, me casca i brassi!!! ma come per dimagrire?????? "...ehm...non proprio, vedi le ragioni sono molteplici a com..."
"Ma questo Seitan cosa è???"
le spiego cos'è il seitan, come si fa, e le dico che appena lo cucinerò glielo farò assaggiare. Le dirò in seguito anche che una dieta vegetariana contribuisce in maniera preponderante al mentenimento del peso-forma, lo so non è leale ma il fine giustifica i mezzi....ora sembra essere interessata al vegetarianesimo, ma per i motivi sbagliati.
Ricomincio a studiare, dopo poco...
"Cosa studi?"
"Ora o all' Università?"
"Che facoltà fai?"

"Studio Veterinaria, e sto facendo la tesi in Chirurgia, non mi vedrai sovente a casa perchè parto la mattina alle 7.30 e ritorno alla sera. E sai ti pregherei anche di non fare molto rumore la notte, perchè purtroppo ho dei ritmi massacranti e non posso permettermi errori in sala operatoria magari perchè avete folleggiato rumorosamente tutta la notte, e io non ho dormito, inoltre i vicini di sotto sono particolarmente sensibili ai rumori notturni."

"Va bene, va bene"
Del sano nonnismo non fa mai male, mi dico, visto che le altre due fanno il bello e il cattivo tempo quando gli pare, almeno lei magari...
Passano una manciata di minuti

"Come mai hai lasciato Veterinaria per studiare Farmacia?"
TRUCK....me casca i brassi. Oddio ho perso la capacità di comunicare con le persone o è lei un caso disperato?
"No, devi aver capito male, io STO STU-DIAN-DO ME-DI-CI-NA VE-TE-RI-NA-RIA"
Stavolta ho scandito bene.
"Ah....sai io ho un jack russel li conosci?"

Certo jull ci ha fatto la ricerca di etnologia
"Come no!!!!E' il cagnolino di The Mask"
"Eh io ce l'ho proprio come quello della pubblicità, pensa che perchè fosse proprio uguale gli ho fatto tagliare la coda a tre quarti. Anche il mio veterinario è un chirurgo, come te, mi ha anche proposto un intervento alle orecchie , ora ce le ha dritte ma vorrei quasi fargliele piegare..."
TRUCK...me casca i brassi. La persona che ho difronte è un mostro,e chi è questo veterinario???lo faccio radiare dall'albo!!!! Non si può, povera bestia che minchia gli futte a un tabui di avere le orecchie dritte o piegate e la coda corta. Vorrei dirle, non so, è come se il tuo ragazzo per farti assomigliare alla venere di Milo ti facesse amputare tutte e due le braccia!!!
Ma invece
"No...io quel genere di cose non le faccio. Io sto facendo una tesi su chirurgia oncologica, non estetica"

"Oncologica?"

"Ehm...asporto tumorazzi dalla mattina alla sera..."
"Tumori??? ma vengono anche ai cani???"

TRUCK...me casca i brassi.

"eh sì vengono a tutti, anche a loro, e ancora ai gatti, alle vacche, ai cavalli, ai topi e pensa anche alle piante!!!"
"non l'avrei mai detto...non pensavo proprio"
Decido che è abbastanza, mi ritiro nelle mie stanze e penso: su questo devo proprio scriverci un post!!!!

mercoledì 11 giugno 2008

Sull'Amore

Da"Il Profeta" di Khalil Gibran (1883-1931)

Disse allora Almitra: Parlaci dell'Amore.
E lui sollevò il capo e guardo verso il popolo, e scese una grande quiete.
E con voce intensa disse:

Quando l'amore vi chiama, seguitelo,
Sebbene le sue vie siano difficili ed erte,
E quando vi avvolge con le sue ali, cedetegli,
Anche se la lama nascosta tra le sue piume potrà ferirvi.

Quando vi parla, credetegli,
Sebbene la sua voce possa frantumare i vostri sogni così come il vento del nord arreca scompiglio al giardino.
Poiché nel mentre l'amore vi incorona, così vi crocifigge.
Mentre vi accresce, così vi taglia per potarvi.
Mentre ascende alle vostre altezze e carezza i vostri più teneri rami palpitanti al sole,
Così penetra fino alle vostre radici scuotendole nel loro abbraccio alla terra.

Come pannochie di granturco vi raccoglie in sé.
Vi batte fino a farvi spogli.
Vi staccia per liberarvi dai cartocci.
Vi macina fino al candore.
V'impasta finché siete cedevoli;
E poi vi consegna al sacro fuoco, così che possiate diventare pane sacro per la sacra mensa di Dio.

Tutto questo provocherà l'amore in voi affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore, e per questa conoscenza divenire un frammento del cuore della Vita.

Ma se timorosi, nell'amore cercate soltanto la tranquillità e il suo piacere,
Allora meglio per voi che ricopriate le vostre nudità allontanadovi dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni dove riderete, ma non tutte le vostre risa, e piangerete, ma non tutte le vostre lagrime.

L'amore nulla dà se non se stesso e nulla prende se non da se stesso.
L'amore non possiede e né vuole essere posseduto;
Perché l'amore basta all'amore.

Quando amate non dovreste dire: "Dio è nel mio cuore", bensì "Io sono nel cuore di Dio".
E non pensate di poter dirigere il corso dell'amore giacché, se vi trova degni, è l'amore che dirige il vostro corso.

L'amore non desidera che appagare se stesso.
Ma se amando dovete avere dei desideri, essi siano questi:
Sciogliersi ed essere come un ruscello che scorrendo canta alla notte la sua melodia.
Conoscere il dolore della troppa tenerezza.
Ferirsi di comprensione dell'amore;
E sanguinare volentieri e con gioia.
Risvegliarvi all'alba con un cuore alato e ringraziare per un nuovo giorno d'amore;
Grati rincasare nella sera;
E poi aasopirsi con una preghiera per l'amato in cuore e sulle labbra un cantico di lode.

martedì 10 giugno 2008

Un filo di pensieri...


Dopo questo girone infernale, dopo questo purgatorio, quell'anno tocchiamo il cielo con un dito: Rovigo, finale campionato giovanile di Rugby 1975 , contro il Petrarca Padova, un squadron de preti, hanno perfino la cappella attaccata al campo sportivo, guai se ti sentono bestemmiare in campo!

Allora Tarcisio, che quel giorno ci vede demotivati, come dice l'allenatore, in spogliatoio, prima della partita, ci chiama tutti intorno e fa il discorso.

Tusi, mi no digo niente, ma gnaca no' taso! Ne la vita pubblica, ghe xe momenti tragici e altri, peggio ancora, seri: in 'sti momenti qua, bisogna trovar la forse per xogar! In campo, dai!


Marco Paolini, Album

L'Italia

Da quant'è che non vai a confessarti?
Da quando vale l'autocertificazione. Ormai....

Da bambino c'era una tecnica per confessarsi. Potevi cominciare coi peccati più piccoli, come il contadino che deve far passare gli animali dalla siepe: per il buco comincia con la gallina, continua con la capra, poi il maiale,poi la mucca. Allora tutti i peccati fanno un po fatica a uscire. Oppure c'è l'altra tecnica: dire subito il peccato grosso, far passare la mucca, poi gli altri. Anche perchè alla fine si sapeva dove voleva arrivare il prete, sempre lì: ti tocchi? Da solo o con altri ?
Ci sono le gare dietro al ponte della ferrovia...
Con altri o con altre?
Magari!

Insomma pur di non parlare di queste cos eimbarazzanti in confessione eri disposto ad autoaccusarti dei peccati più gravi "Don, ho formicato. Ho formicato tantissimo....Sì ce n'era un nido, le ho formicate tutte, una strage! Non ho onorato il padre e la madre..." Insomma eri disposto a tutto, ma ormai sono tecniche e virtuosismi inutili.
C'era il prete e c'era la scuola: ilprete serviva per parlare con Dio, la scuola per parlare con l'Italia, in italiano.
L'Italia che mi ricordo io non era solo una Repubblica fondata sul lavoro, ce n'era un altra che mi ricordo. Era già vecchia e più che lavorare, l'Italia tibolava. Siccome era grassa, alle tre del pomeriggio era sudata. L'Italia aveva un corpo spettacolare, due bestie nella stalla e un paio di galline cui tirava il collo volentieri quando andavamo a trovarla.
Se la si invitava a fare un giro, l'Italia in maglia rosa montava in macchina di dietro perchè era rispettosa, mezzo sedile per lei e mezzo per noi due fratelli.
No, non fratelli d'Italia. "Nipoti" ci chiamava, ma non ci era zia. Se si andava a mangiare fuori l'Italia mangiava tutto, parlava sempre forte e dopo il pasto azzardava quattro passi perchè ballava bene, come spesso fanno i grassi.
Se ci penso, mi ricordo dove teneva le mani, il modo di guardare, lo scatto che faceva per ricominciare con quel corpo minaccioso e il fiato che mancava. Un corpo che sapeva di guerra e di dopoguerra perchè non è vero che neldopoguerra fossero tutti magri. Un corpo che sa di lavoro ma anche di tribolare, di crescere, nascere e invecchiare.
Un corpo che si nutre, si nutre, e quando gode, gode.
Io me l'immagino cosa dev'essere stato quando l'Italia s'andava a confessare: uno sforzo titanico. Immaginodon Bernardo che si rimboccava le maniche nel confessionale, l'Italia che si avvicinava , si metteva in ginocchio sul confessionale, e tutto il confessionale si inclinava come una barca.
E don Bernardo che cercava di riportare in equilibrio quest'Italia peccaminosa e trasandata che con tutto il suo corpo debordante parlava, parlava, confessava.
Cosa avrà avuto mai da confessare l'Italia , questo ame non l'ha mai detto....


Album, Marco Paolini

lunedì 9 giugno 2008

30....

E pensare che il mio obiettivo erano solo 8 cfu....
Chissà cosa posso fare se punto più in alto....
E sono felice perchè io e i miei amici siamo andati tutti strepitosamente.

Sono felice perchè sono una da 30
Sono felice perchè vado avanti, sempre.

domenica 8 giugno 2008

E tu?

Ho un nodo dentro, del quale vorrei liberarmi
e vorrei piangere ma non riesco
sono troppo stanca,davvero troppo stanca di voler piangere
per riuscire a piangere.
Troppo stanca di trovare sempre gli uomini sbagliati.
Forse se butto tutto fuori, mi svuoterò di questo dolore.
Forse le ferite cicatrizzeranno.

E tu?
sei stato il peggiore.
Con che diritto illudermi così?
chissa da quanto tempo...
E'stato bello sprofondare tra le sue labbra?
Sto bene se non torni mai.
Sto bene senza te.

Senza te sono davvero IO.
Ho dovuto uccidere la parte di me che ti ha amato.
Altrimenti sarei morta.
Ora sono ritornata a essere la donna di marmo.
La donna che odia i maschi.
Tutti, tranne papà e Fo.
La donna che preferisce rimanere sola, senza un compagno.
Sono arrabbiata,
ma con me stessa
perchè sono maledettamente ingenua,

per aver creduto che tu fossi degno del mio amore,
per aver visto in te una stupenda persona che in realtà non sei,

per essermi fatta intortare da tutte quelle parole, belle,
ma i fatti?
non c'erano fatti

non basta guadare un fiumiciattolo


Come ho potuto fidarmi di un uomo senza barba?

Che sciocca.

Ora so cosa NON voglio:
TE

Ora raccolgo i cocci, e li rimetto assieme.
Ho cose MIE.

Solo MIE, che non potrai mai arrivare a toccare.
Perchè sì sei alto , ma non sei all'altezza.

Ho le palle.E tu?

Tu hai solo parole, e non ti rendi conto di quello che è la vita e delle cose che davvero contano.
Ho degli amici, che in momenti come questi si dimostrano VERI.
Ho una famiglia, grande, grande, che MI é VICINA anche se è a centinaia di chilometri da qui.

Sono orgogliosa di essere un chirurgo perchè esserlo costa fatica,
perchè senza fatica e sudore non si ottiene nulla, io so farmi il culo per ciò che desidero davvero, e tu?
Orgogliosa di essere anche una buiatra e di essere rispettata in questa realtà agreste molto maschilista.
Credo nella vita. E mi emoziono quando faccio nascere un vitello o un capretto.

Sono fiera di non aver paura di mettermi in gioco.

Sono coraggiosa.
So accettare le sfide, anche se a volte significa lottare contro i mulini a vento.
Sono un' illusa che crede nelle persone, sperando di trovarne di vere.E non smetto, perchè succede.E tu?
Credo che pian piano, poco alla volta si possa migliorare il mondo.
Sono una che non riesce a star con le mani in mano.E tu?
Sono generosa, e c'è chi se ne approfitta.
Sono forte.
Sono ancora più forte ora.

Sono sempre in piedi, e guardo avanti, e la vita è meravigliosa. Sempre.
Sono una contadina montanara ignorante. E lo dico con fierezza.
Sono una compagna leale, onesta, fedele. Come poche.E tu?

Sono Veneta, ma anche Piemontese d'adozione, boja faus, italiana, europea e cosmopolita.

So che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria.E tu lo sai?

E tu ti sei mai reso conto che le cose che fai e che dici hanno delle conseguenze su chi ti sta vicino e intorno?

Sono un pò troppo ingabbiata nella prigione della scienza e della medicina, ma a momenti cerco di sfuggirle per andare verso la spiritualità.
Sono vegetariana e sono fiera di esserlo, anche questo mi fa sentire a posto con la coscienza.
Sono con Mirtilla che mi ama incondizionatamente, come solo le bestie sanno fare.E so apprezzarlo.

Sono un ottima cuoca.In cucina bisogna essere streghe e giocare con la chimica.


Sono LIBERA

Ho capito.E tu?

Ho i conati tutte le volte che ti penso, davvero mi fai schifo.
Mi fa schifo pensare di aver dormito accanto a un essere viscido.
Mi fa schifo l'ipocrisia con cui hai pronunciato le tue promesse,
aver dato tutta me stessa senza riserve a un essere rivoltante.
Averti accolto nel mio letto, adagiato sul mio seno.

Mi fa schifo ora ripensare a quando facevamo all'amore.
Mi fa schifo aver condiviso la mia intimità con te.
Mi sento violentata nell'anima, mi hai solo usata.
Ora non ti servo più, stai per partire per la Danimarca, o chissà per dove e

mi butti via.

Con indifferenza.
Come si butta via un fazzoletto sporco.

Mi hai detto delle cose orribili,con una voce orrenda, priva di rimorso, per telefono, senza guardarmi negli occhi così da non vedere il dolore, il male, l'agonia lenta delle tue parole che mi torturavano, che mi soffocavano senza pietà, lo strazio che mi divorava.
Così è più facile, no?

E con un sms? ancora più facile!!!

E come ciliegina sulla torta hai spedito a Elisa una lettara per me. L'ho fatta reinbustare senza nemmeno prenderla in mano o vederla e l'ho fatta reindirizzare a Et. Lui saprà cosa farne.E credo si sia fatto molte risate in proposito.
E' più facile la lettera, la carta non piange, non urla, non soffre. La carta è impassibile qualunque parola tu scriva. Non hai avuto il coraggio di guardarmi negli occhi, come avrebbe fatto un uomo.
Ancora parole, parole dette, parole scritte. Basta parole. Meglio i fatti.


L'unica cosa che vorrei davvero fare ora è dartene tante da mandarti in reparto rianimazione.

Per ricambiare.Perchè tu ti renda conto del male che hai fatto. So di non poterti ferire nell'anima tanto quanto tu hai ferito me, perchè hai "un'altra vita" in cui non conto più nulla, non che prima contassi poi molto, ma l'ho capito solo ora col senno di poi, allora mi viene davvero voglia di massacrarti di botte, distruggerti fisicamente.

Prega che le nostre strade non si incrocino, e spero tu abbia il buonsenso di fare in modo che non accada e prega che se malauguratamente succede io non abbia il set chirurgico con me anche se Et ha ragione: "Cosa vuoi castrare uno che le palle non le ha????"

Non posso costringerti ad amarmi,
non posso fare di un verme un UOMO,
non potrò mai più fidarmi di te, delle tue parole, delle tue carezze.
E allora ho fatto il passo successivo.
Non conti più nulla nella mia vita.

E non posso che rassegnarmi il più serenamente possibile alla tua decisione
nella speranza che almeno in questo momento tu abbia le palle di essere coerente con la tua scelta.
Hai chiuso con me. E allora sia.

Un solo augurio, spero che tu cresca, perchè di strada ne devi fare ancora molta per diventare uomo e spero che tu non ti azzardi a trattare mai più nessuno/a come hai trattato me.
Non credo che nessuno al mondo se lo meriti.

Ricambio l'indifferenza.
Sono in fondo felice che sia successo, mi hai mostrato chi veramente sei.
Avrei potuto vivere ancora chissà quanto nell'illusione.
Non ti voglio, e se solo non fossi stata così ingenua
avrei capito molto prima di che pasta sei fatto.
Una sola cosa ti chiedevo: troppo.
Essere all'altezza di stare al mio fianco.

Buona vita, un sorriso di circostanza



Addio per sempre MOrtino.


Simbiosi

Sogno o realtà
Dimmi di che materia è fatta questa vita
Senza l'uno l'altra m'immagino sarebbe
Come un tunnel senza uscita
Come i Magi senza la cometa
Come Ulisse senza la sua curiosità
Come un piano che nessuno suonerà
Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai
Se non provi a spostare l'orizzonte un po' più in là
I sogni non coincideranno mai con la realtà
Disegno la realtà
Come fossi il genio della lampada
Mille e una possibilità
Aspettano solo che io schiocchi le dita
E che avvenga la simbiosi magica
Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai
Se non provi a spostare l'orizzonte un po' più in là
I sogni non coincideranno mai con la realtà
Un pensiero improvviso m'illumina
Come una lanterna
Non so come si sia acceso
Ma un motivo di sicuro ci sarà
Mi dico che devo tenere
I piedi ben piantati a terra
Per far radicare desideri
Che nessuno mai nessuno estirperà
Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai
Se non provi a spostare l'orizzonte un po' più in là
I sogni non coincideranno mai con la realtà


MEG

sabato 7 giugno 2008

Prima vennero...

Prima vennero a prendere gli zingari,
e fui contento, perchè rubavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.

Infine vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perchè non ero comunista.

E quando vennero per me,
mi voltai e mi guardai attorno,
non era rimasto più nessuno a protestare.

(Martin Niemoller)