sabato 12 luglio 2008

Tutti gli amanti nel nostro letto

Passettini pesanti, di stanchezza da studio.
Attraversiamo Corso San Maurizio, black out, tutto buio e tante merde sul tuo cammino che non vedi perchè il lampion non funziona
(ah, che metafora della vita..)!!!

-Esterno, notte- personaggi E. e MM-Dialogo al buio-



"Ma M.M. basta con la monogamia"

"Ekkekazzo sai, già con uno...insomma...si fa fatica. Tu quanti ne hai?Due?TRE?????"


"Dai cinque a sei, sempre!!! Poi ci sono gli amanti storici, quelli da una botta via...sai quelli che finisci in una notte..."


"Ma io sono un tipo da roba più impegnata, mi piacciono quelli di un certo spessore...sai...la forma, la sostanza!!"


"Sì! Ma cara, non sempre la forma corrisponde alla sostanza, a volte il vino più buono stà nella botte piccola, tu pensa a Paolo..."


"Ah come mi arrapa Paolo, dio bono!!!Lui sì, anche più e più volte in una notte, lo sogno anche...uhm..."

"Mah sai è qualche mese che io ora lo tengo un po' in sospeso, l'ho lasciato per Daniel sai, il francese, poi sono tornata a Isaac: lui non uscirà mai dalla mia vita, abbiamo girato il mondo e molti universi io e lui insieme. Mi ricordo sempre della Svezia e dei tramonti di Stoccolma quando sono con lui, ma la monogamia non fà comunque per noi...sai in fondo anche lui ha tante amanti...piace anche agli uomini"


"Va beh, a dirla tutta, forse proprio solo uno non ne ho, ci sarebbe anche l'altro, quello con la barba, che adoro, sopra ogni altro, è stato ovunque e ha fatto qualunque cosa...sai gli uomini con una certa esperienza alle spalle...non c'è confronto con nessuno"


"E poi ci sono quelli misteriosi, di cui non sai niente anche dopo la prima volta, ma le loro parole ti fanno sognare..."


"Parole parole, parole, soltanto parole....ma sai quando uno ci sa fare, ti emoziona appena lo sfiori, ruvido al tatto, quell'odore di vissuto...aaaaaaaaaaaaaah"


"E quelli classici? Luc che sembra in armonia con l'universo, è solido, conosce la natura, parla una lingua antica, tra le sue braccia ti senti a casa e eccitata nello stesso tempo..."


"Eh basta con queste quisquiglie sull'armonia e natura!!!A me piace la guerra, gli intrallazzi, il deus ex machina, quando meno te lo aspetti, questo ti racconta di Elena (sempre queste altre che rovinano tutto, non poteva farsi bastare quello che aveva?!!)!!!no, lei no!!!!TROIA!!!"


"Ma insomma smettila con la rivalità, trovatene uno tranquillo, non sò, vuoi che ti passi il giardiniere, quello che parla sempre di fiori e sà crescere i banani anche al freddo? Un'acqua cheta, lui al massimo ti trascura per una portulaca ma al tramonto è di nuovo da te!!"


"Uhm, uno che mi tratta come un fiorellino, a me????Ma mi hai vista????"

"Hei, guarda che gli agronomi son delicati ma le mani le sanno usare..."


"Sarà, ma io col settore ho chiuso...però che meraviglia, arrivare a casa stanche, stendersi sul letto, allungare la mano, e sentirlo, lì...SEMPRE DURO, notte, giorno, caldo, freddo...sempre pronto a soddisfarti...!!"

"Ma tu ne tieni ancora uno solo alla volta? e se in mezzo alla notte ti và di cambiare?
Comunque tu hai coraggio: io con uno grosso come Nelson non ci starei, e poi con quella copertina dura che a te piace tanto, vabbè il fascino degli spigoli, ma quello rischia di farti del male a tenertelo nel letto, ti lascia i lividi!"



Questo post è stato scritto a quattro mani e mezzo cervello.

Un grazie a tutti i nostri amanti che ci consolano alla fine di una giornata di studio:

Paolo Rossi, "si fa presto a dire pirla". Il vino buono nella botte piccola!
Daniel Pennac, il francese passionale.
Isaac Asimov, quello con cui viaggiare per gli universi.
Tiziano Terzani, "lettere contro la guerra". Quello con tanta barba e esperienza.
Luc-rezio, "De rerum natura", io questo lo cospargo tutto di gelato...
Omero, il grande, "Iliade" e non mi spreco oltre in doppi sensi, che abbiamo già dato abbastanza...
Paolo Peirone, quello che fa crescere i banani al freddo (e meno male che non ci si doveva sprecar oltre...).
Nelson-Couto, "Medicina interna del cane e del gatto". Vedere post precedenti.

venerdì 11 luglio 2008

Contro ogni aspettativa...

se ci hai messo del tuo negli allenamenti,
daresti del tuo meglio per vincere la partita,
ma tu sei in panchina e i titolari che saranno lì a lottare per te...
...il giorno prima non capisci neanche se indosseranno tutti la stessa maglia...
...che alcuni sembra che l'abbiano sbiadita troppo o persa da qualche parte,
che dovresti essere una nazionale ma ti sembra che parlino un'altra lingua
e poi
poi
scendono in campo e il gioco inizia
e sanno giocare,
e giocano pure il gioco giusto
e si girano verso la panchina a chiedere: vado bene così?
e per un attimo, chi mai avresti pensato,
al momento della mischia
ti guarda come per dirti e tu compagna perchè non sei qui?
sò che la luce cambia e che non sarà sempre così,
ma sotto il sole oggi le maglie della mia nazionale erano rossofuoco,
hanno giocato anche con i miei schemi
e porcamiseria se ne han fatti di placcaggi fatti bene.
non sò se ne vale veramente la pena ma...oggi,

oggi vittoria domani si vedrà.

Placcala!

Ecco la settimanale lezione di rugby, MM non ma ne vorrà spero perchè ho anticipato quella sul placcaggio accantonando momentaneamente la touche di cui lei diverrà maestra, è che mi piacerebbe proprio poter risolvere alcune questioni che mi si trovano davanti con un bel placcaggio violento ognitanto, e invece PAROLE...PAROLE ...PAROLE

Ma sarebbe tanto scorretto far placcaggio su una della tua squadra???
o se ti viene da placcarla forse della tua squadra non è???

Discover CapaRezza!

giovedì 10 luglio 2008

Figata!!! ho pubblicato una foto! non credevo fosse un'operazione alla mia portata!
Comunque l'immagine ritrae la sottoscritta che fa un prelievo di sangue ad uno stambecco di quattro anni appena catturato a Leviona, in Vall Savarange!
Una giornata davvero indimenticabile!
P.s.
Peccato che la foto non includa il proprietario della gamba col pantalone blu: era un gran bel figo!

mercoledì 9 luglio 2008

Scolta i veci: adesso basta!!!


Me papà el me ha sempre dita:
"SCOLTA I VECI, SCOLTEME MI"

E allora ho ascoltato te che hai tenuto la mia manina sulla tua ruvida manona da contadino e operaio, una mano grande di fatica che mi ha accompagnata per un pezzo di vita.
Senza fatica non si ottiene nulla
e anche se lo ottieni, non c'è soddisfazione!!

E mi avete insegnato a fare fatica.
Ora anche le cose difficili sembrano più facili,
e non mi lamento.

Mi avete resa tosta, capace di lottare.

Mi hai insegnato la differenza tra giusto e sbagliato
e a tracciare confini.

Mi hai sgridata.
Mi hai sgridata.
E ancora.
Finchè non ho imparato.
Da te ho appreso cos'è valore.

Mi hai ascoltata piangere,
mi hai aiutata a tirare fuori il mio coraggio,
mi hai spronata.

Mi hai messo davanti alla mia figura di Donna e mi hai esortata a essere grande tanto da meritarmela. Anche se per te resterò sempre la tua bambina.


Mi hai detto che nulla è più forte di me stessa,
quando ti parlavo dei miei sentimenti,
e della fatica nel controllarli.


"Non perdere altro tempo e energia che non ne vale davvero la pena, io lo so, son vecio, basta adesso!!
Scolta me che son vecio,
BASTA!!"



Mi hai detto che sei orgoglioso di me.
Che è una cosa bellissima da dire a una figlia.



CORAJO e MAI PASSION

me lo ripeti sempre...ma sei diventato buddhista??
Ci sto riuscendo,
piano piano,
non ho sessant'anni e non sono ancora saggia quanto te anche se vorrei esserelo.
Ho solo un quarto di secolo alle spalle,
e lo sai,
la mia è l'età delle passioni!!
Ci sto lavorando...


Tu mi dici che la vita mi insegnerà.
Che capirò e che non ripeterò lo stesso errore.
E adesso ho capito.
Mi metti con le spalle al muro.
Mi metti calma.
Riacquisto il senso delle cose.

E grazie a te vedo quello che è,
e che era,
da lontano,
col giusto metro,
attraverso i tuoi saggi occhi scuri
di terra e aspre montagne.

E i tuoi occhi non mentono e non tradiscono.
MAI.
I miei occhi sono i tuoi occhi.

E ci ridiamo sopra, perchè è meglio così,
perchè rimane solo più da ridere.
Guardiamo insieme indietro e ridiamo.


Devo essere felice,
guardare il lato positivo delle cose,
che c'è sempre.
Che ho una vita meravigliosa,
tanti amici, ho te e la mamma,
un fratello disperso tra le vacche
in alta montagna (e vai a trovarlo!!!!)
e che quando arriverà l'UOMO giusto lo capirò
e non sbaglierò più
(di questo non mi hai ancora convinta del tutto!!)

Ora so cosa voglio
Ma dove sono quelli come te???
Con tanta barba e tanta sostanza???
Solo in Veneto??Che ridere!!!

Vorrei che tu potessi essere al mio fianco per sempre,
so che non sarà così,
ma mi piace crederlo.




DE GREGORI
SPALLE LARGHE





Un uomo con le spalle larghe,
ecco cosa ci vorrebbe per te,

che ti capisce senza farlo capire e non ti spieghi mai perchè,
che ti conosca da quand'eri piccola,
o che da piccola ti immaginava già.

Un uomo con le spalle larghe,
lo sa bene lui come si fa.

Un uomo con le spalle larghe,
la paura non sa nemmeno che è,

se tira freddo si alza il bavero e corregge il caffè.
Può ritornare sporco di rossetto,
tanto ha una faccia che non tradisce,

un uomo come ce ne sono tanti,
che quando vuole non capisce.

Un uomo con le spalle larghe,
la fortuna non sa nemmeno che è,

ogni sera fa cadere le stelle,
ogni mattina le raccoglie con te,

e se bastassero le cartoline,
te ne manderebbe una ogni anno,

e poi potresti vederlo piangere,
come gli uomini non fanno,

un uomo che mangia il fuoco,
e per scaldarti si fa bruciare.

Diventa cenere a poco a poco ma non la smette di amare.
Un uomo con le spalle larghe tutta la vita ti prenderà,
per insegnarti e per impararti,
se mai la vita basterà.

In una grande casa con le finestre aperte,
in certe stanze piene di vento.

Un uomo con le spalle larghe una buona misura del tempo.


martedì 8 luglio 2008

Ci sto provando...


Un dono

Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo.


Essere Un Fratello

In tutta umiltà mi sforzerò di essere buono, amante del vero, onesto e puro;

di non tenere con me niente di cui non ho bisogno;

di meritare, con il mio lavoro, il mio salario;

di stare sempre attento a quel che bevo e mangio;

di essere sempre coraggioso;

di rispettare le altre religioni proprio come la mia,

e di cercare di veder sempre del bene nel mio prossimo,

di seguire fedelmente lo svadeshi

e di essere un fratello per tutti i miei fratelli.


Mahatma Gandhi

domenica 6 luglio 2008

A.A.A. cercasi concorso letterario

Ciao ragazuoli....
Sto cercando un concorso letterario per romanzi fantasy.
Intendo uno che non abbia limete di consegna nel 2004... ma perchè non tolgono da internet tutti i concorsi già scaduti?
Se sentite qualcosa fatemi un fischio!
grazie!

sabato 5 luglio 2008

Agenore

Un altra giornata fiacca, l'afa mi schiaccia la faccia tra i cuscini.
Non ho voglia di alzarmi (dejavou) ma Mirtilla implacabile, mi tirerà giù dal letto.

Stamattina ha assassinato Josè Saramago
.
Va beh...

Sono già in un bagno di sudore. Mi trascino in bagno, mi lavo la faccia con l'acqua tiepida, perchè a Torino l'acqua dei rubinetti non è MAI fredda.

Ripenso alla Brucellosi e al Carbonchio Ematico.
Ma è ancora troppo presto e il mio cervellino si rifiuta di fare un veloce ripasso pre caffè.


Oggi porterò Jull a Porta Palazzo per la prima volta.

Mi metto a leggere giusto due cosette sul Tetano e sul Botulino...che balle...

Sento Giulia.

Chiede se possimo vederci.

Capisco che è in crisi.

Capisco che è colpa sua.

Come sto ora?
e leggo nei suoi occhi una certa invidia, e il riconoscimanto della Mavia che ha sempre conosciuto, e che ultimamente era sott'acqua.
Sommersa dai casini, litigi, incomprensioni, delusioni, delusioni, delusioni...
E' tutto molto complicato, ed è difficile mollare l'osso.
Ma il mio era un osso buco, niente sostanza.
Non ci ho perso tanto.

Partiamo tutte e tre alla volta del delirio di Porta Palazzo al sabato.

Io mi sento un anguilla tra la folla, sguscio via, tra una bancarella e l'altra, tra le verdure e la frutta, tra i profumi e le puzze, tra la pelle bianca e quella nera, quella sudicia e quella netta, tra l'islam e l'animismo, tra i colori e le voci che parlano ogniuna una lingua differente.

Si comincia il giro dal balon, anche se ormai i pezzi migliori se ne saranno già andati, tra una cianfrusaglia e l'altra ci diciamo due cose, incontriamo un sacco di gente!
Io acquisto 4 splendidi giochi per il Nintendo

"Hai il Nintendo??"

"Certo, l'ho desiderato tanto da piccola, ma i miei...NIENTE! Allora ho deciso che in età adulta avrei sopperito alle privazioni dell'infanzia, e sono andata al mercatino dell'usato e l'ho comprato al volo!!"


Si ravana tra la mercanzia, vestiti freak, usati, rubati, ma che differenza fa...

Jull vorrebbe dei bracciali come i miei ma non li troviamo.

Io spero di trovare qualcosina di allettante così da poter contrattare. Mi diverto da matti a giocare a OK IL PREZZO E' GIUSTO, ma bisogna dire che devo ancora affinare la tecnica.
Mi fermo tutte le volte che vedo un avvitatore elettrico

"Ma sei ancora in fissa per ste robe da bricolage?Non te lo sei poi comprata il seghetto alternativo??!"

"Eh bisogna imparar a fare tutto, mia cara, che nella vita non si sa mai...e poi Et mi ha insegnato molte cose, e mi diverto tanto a fare anche quello, varda là che bella smerigliatrice Black&Decher..."

Gironzoliamo tra le viuzze adiacenti al cortile del Maglio e Jull lo vede.
E' lì tra un paio di scarpe vecchie, una pila di libi usati, qualche videoregistratore rubato, sotto il sole a picco.
Lo stanno sbatacchiando dentro la gabbia per metterlo su un ape furgonata tra un comodino e una cassetta della frutta riempita di antiquaglie.


"No, non possiamo, oh poveretto, non lo si può trattare così come un oggetto"
"Dobbiamo portarlo via, cribbio il sole è a picco, c'è un afa che toglie il respiro, dobbiamo portarlo via!!"
"Cazzo ma dove lo mettiamo, guarda che quello è già tachipnoico"


Mi avvicino, mi annusa. Ha un musetto dolcissimo, come il miele. Ha le orecchiette dritte, piccole e più scure, e una bellissima macchia bianca sul naso.

"Lo vuoi te lo do con la gabbia!!! solo 5 euro"


E' imbrattato di merda, ha avuto la diarrea, leggero esoftalmo da spavento, è in una gabbia che puzza da fare schifo

"Ma dove cazzo lo mettiamo?"
"Però non lo possiamo lasciare qui, no,no, no!"
"intanto portiamolo via!"

all'unisono io e Jull:

"Lo
prendiamo noi"


"Tieni ti do anche il mangime, io c'ho i bambini, i gatti, e questo mangia i fili, io lo chiamo Miele per il colore"


Ottimo, penso, magari decidere di prendersi cura di una bestiola consapevolmente la prossima volta, con la responsabilità richiesta dal caso? Prepararsi alle evenienze? Ma arrivano le vacanze e chissà quanti altri verranno accantonati o abbandonati.

Bene, ora giraiamo per l'affollatissimo balon con una gabbia con dentro un coniglietto di sei mesi, spaventato come non mai. Cerchiamo l'ombra, così magari si riprende un pò. Andiamo dentro al Cortile del Maglio.C'è un pò di fresco.
Ci accolgono tre bimbi.
Bellissimi.
Sporchi luridi.
Dalla testa ai piè.

Ridono.
Sono colratissimi.

Sono tre zingari.
Sono tre bambini randagi.

La più grande ci guarda, ha i capelli lunghi e scuri che incorniciano in due trecce quel visino paffutello dei bimbi, dondola con le mani dietro alla schiena, allungando incuriosita la testa verso di noi.

Occhi scuri. Occhi da strega.
Il viso è bruciato dal sole, colore del bronzo.


"E'...è un to-to-to po?..."

"No, è un coniglio"
"Io a-a-a-vevo uno grande che p-p-poi ha fatto i piccoli, b-b-belli"


Balbetta.
Tiene per mano i due fratellini ancora più piccoli. Che bella fisionomia si cela sotto lo sporco delle loro faccie. Sono rapita dal più piccolo, ha un sorriso che gli solca completamente la faccia, tra le guaciotte tonde, ha in mano uno zoccolo rosso, che tiene vicino alla testa. Lui è biondissimo. Sono sporchissimi. Anch'io quand'ero piccola venivo sempre sgridata da mia mamma perchè mi inzozzavo. Ma io dovevo andare a "rabaltarghe el fien ai contadini", a giocare a fare le polpette di fango, a dare la caccia ai grilli talpa, o a fare la guerra dei cachi. Insomma, non avete voluto comprarmi il Nintendo?in qualche modo dovevo sfogarmi no?

Chiacchieriamo ancora un pò coi i bimbi e poi proseguiamo verso casa. Ancora un giretto al mercato della verdura, per comprar roba per noi e per sfamare le bestie, e poi a casa.

Miele è bravo. Si lascia fare tutto.
Lo laviamo in una bacinella, lo puliamo bene. Lo avvolgo nell'asciugamani e lui ci guarda quasi come se avesse capito, quasi per ringraziarci di averlo portato via di là e avergli dato un'altra possibilità.
Sono già innamorta di lui. Vorrei tenerlo, ma ho paura che Mirtilla diventi gelosa, o che magari le possa attaccare qualche malattia. Non sappiamo nulla di lui.
Ha pure le pulci, poveretto.


"Beh, ma come faccio a portarlo in Svizzera"

"Dobbiamo fargli il passaporto, forse anche la fototessera...che bello diventerà un cittadino Svizzero"
"No ma io non posso tenerlo, come faccio?...Ma come faccio a darlo via?"
"Vedremo cosa riusciamo a fare, magari troviamo qualcuno a cui regalarlo, che gli voglia bene"
"Dobbiamo cambiargli nome...cambia vita, ricomincia da zero..."


Mumble mumble...brain storm


"Agenore!!!"
"Sì, Agenore è perfetto"

Errore di diagnosi


Eppure la mia mente era allenata.

Tutte le settimane, giorno dopo giorno, mi alleno a fare diagnosi.

E non è facile: ci vuole buona memoria, gran spirito di osservazione, capacità logico-deduttive, a volte un sesto senso, e esperienza (che a me ancora manca).
Ed è per questo che non sono riuscita a diagnosticarlo in tempo.

E' un pò come in un giallo, raccogli le prove (test di laboratorio, tac, rx, ecg) metti tutto insieme e trovi il colpevole.
Ma non sempre è così facile, le cause possono essere molteplici, più fattori possono essere coinvolti, altre complicazioni possono mascherare l'eziologia primaria, bisogna tener conto della soggettività dell'individuo, e si incasina tutto.

Non sono riuscita a diagnosticarmi.

Non sono riuscita a capire in tempo che razza di persona avevo eletto senza alcun ombra di dubbio compagno della mia vita...che razza di farabutto, immorale, scorretto e disonesto.
Uno che poi si nasconde dietro a un cambiamento avvenuto in pochi giorni.
Io non ci credo.
Eraclito diceva che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, che tutto è in perpetuo cambiamento. Ma un fiume, rimane sempre un fiume anche se non è mai uguale a un attimo prima.
Un Benzonà, rimane sempre un Benzonà.

Io capisco che il cuore è uno zingaro e va,e pazienza...ma non c'è alcuna giustificazione per trattarmi così!!!


Ma come ho fatto a non accorgermene, eppure, molti intorno a me dicevano
"ma come fa a farsi trattare così? ma cazzo non sembra una che si fa mettere i piedi in testa...si vede che è proprio innamorata"


Quanti pezzi di vetro mi ha fatto ingoiare in questi quattro anni, e che noia infinita, veramente infinita, e che lagna!!!
E cosa mi è rimasto?
Un sms...l'ultima cosa che ha messo tra di noi.

Ma d'altronde sono sempre stata una superflua appendice della sua vita,un carino e spiritoso oggettino da presentare agli amici, che gli lavava i calzini e le mutande, che gli faceva da mangiare, che gli pagava il cinema e che ascoltava le sue interminabili farneticazioni.
Null'altro di più.
Per lui è sempre stato difficile calcolarmi nel suo presente e nel suo futuro,a meno che non avesse bisogno di me.
Aveva fatto domanda Erasmus senza dirmi nulla, perchè mi vedeva così felice e non voleva rovinare tutto.
Ma forse prima di fare domanda, non era il caso di discuterne insieme, invece di rivelarmelo giorni dopo a giochi fatti?
Sono difficile da calcolare, forse perchè sono una donna di forma gnomica e lui non mi vedeva...

Dovevo capirlo prima che il suo "amore" non era nobile quanto il mio e non lo sarà mai, e di questo suo amore non so cosa farmene.
Mi ha lasciato un sms, tra l'altro in cui mette sullo stesso piano la nostra relazione e i rapporti con tutti i nostri amici, ma io pensavo di essere qualcosina di più di un amica...

Beh c'è anche chi mette bidoni vuoti.


Ma cosa ci trovavo in lui? Beh credo che in fondo fosse solo un bel contenitore vuoto, egoista ed egocentrico, ma credo che poveretto non se ne sia mai reso conto.

E una vocina dentro di me da subito mi aveva messa in guardia da lui, e continuava ad assillarmi "scaricalo, scaricalo", ma avevo smesso di ascoltarla, e mi dicevo :
la mia è solo PAURA di AMARE.

Invece no, era istinto di conservazione.
Ho sbagliato diagnosi.
Mancanza di esperienza.
E non ho ascoltato il mio sesto senso.

Ora però ho focalizzato il problema, e ho una cura. E ho anche molte immunoglobuline pronte a colpire nel caso si rifacesse di nuovo vivo il patogeno opportunista.

Ho imparato molto, dagli errori non si finisce mai di imparare.
Quando sbagli diagnosi, non dimentichi mai più i sintomi che hai trascurato e non ripeterai lo stesso ERRORE.

venerdì 4 luglio 2008

consiglio a me stessa

Osa!
Percorri nuovi sentieri
Lasciati esistere pienamente
Non essere carceriera di te stessa
Bevi alla coppa d'un fiato
Cavalca le tue tigri
Vivi!
cazzo! vivi!
...e non temere di perderti
altrimenti non ti troverai mai!

giovedì 3 luglio 2008

ancora un po' di CULTURA RUGBYSTICA


Ok, ragazze, obiettivo Palmira RT: va bene per ora lasciare in sospeso la pratica, ma almeno un po' di teoria vogliamo studiarla? da oggi in avanti una lezione a settimana:
STUDIATE MI RACCOMANDO!
LA MISCHIA


Beh, poi non basta solo la cultura tecnica, insomma almeno un po' di infarinatura generale sull'ambiente i giocatori...
l'ambiente:
ecco come si pubblicizza ufficialmente un mondiale di rugby


Troppo avanti.

I giocatori:
qualche strega di mia conoscenza serba certo ricordo di questa foto spuntata fuori dalle nostre serissime ricerche rugbystiche che ci lasciò...

perplesse? che poi viste le pubblicità precedenti...il dubbio sorge,
vabbè qualcuno, ma tutti omo 'sti bei figlioli?
Beh, tutte le risposte sui soggetti nella foto in questa loro intervista...

Eh si proprio così: i soggetti sono i fratelli Bergamaschi, punte di diamante della nostra nazionale e la foto è presto spiegata, i beniamini del rugby almeno un difettuccio da i loro cugini calciatori, divi e ben più quotati, l'hanno ereditato: posare per i calendari da camionistE!!!
...vabbè dai, gliela si perdona vero .G?
Ma... che dici MM, anche loro si depilano???? speriam di no, almeno quando non posano per un calendario...
comunque, in questa prima lezione possiamo senza ombra di dubbio concludere, anche solo dopo brevi ricerche che i nostrri della nazionale non sono quel che si dice dei timidi!!!
NAZIONALE ITALIANA RUGBY
niente da invidiare agli scozzesi insomma.

tutte le mie Giulie




Tutte le mie Giulie.
Ma proprio tante sono le mie, alcune sono nostre.
Insomma più Giulie per tutti.
E una di loro sta mettendo in pratica alla grande questo motto...grande femme fatale... Ma senza le mie Giulie cosa farei?

"Siamo born to be wild, sei una roccia"
Pomeriggi passati a parlare e studiare, ridere, a vedere e sentire OLTRE, e io cerco di sentire e vedere oltre, ma Jull è troppo avanti!! Lei saluta i batteri che stanno nel bicchiere, vede oltre il visibile "...maaaaaaaaaaaaa CIAOOOOOOOOOO amici, pronti???!!!"
Glu glu glu...

A parlare di diversivi, di amore e di approcci.

Parliamo di quant'è bello non avere più vent'anni e ritornare a casa ubriache marcie tutte le sere, e ingarbugliarsi la vita coi belli e tenebrosi, tatuati, musicisti, artisti, ruttoni, puzzoni, grezzoni, ma maschi fino al midollo. La nostra festa l'abbiamo fatta.
BELLI e DANNATI,
gli uomini che ci circondavano.

E adesso?

I born to be wild?
Devo dire che le nuove generazioni mi shockano profondamente.
I ventenni di oggi.

Un solo scorcio mi è bastato.

"Vado a farmi la ceretta sul petto"

"No, senti fermati, ti prego, rifletti"

"Ma a studio aperto hanno detto..."
"No, no no no"
E parte il pistolotto su interiorità-esteriorità.
Che Brad Pitt è un contenitore, molto bello, ma vuoto, e tu vuoi davvero questo? a parte che di kilometri per assomigliare a Brad ne devi macinare parecchi, non credi che il tuo IO vero sia DENTRO, e molto meno fuori?E che forse bisognerebbe puntare più su quello?

"E ma alle ragazze..."

No no no...mai sentito parlare di fascino, di savoir fair?

Cribbio bisogna spiegarvi tutto!!!! Parole buttate al vento...
Va, si fa torturare e torna.
"Alza la maglia!"
Neanche un pelo, omogeneamente fucsia!!

Oh mio Dio!!!Lo ha fatto davvero.

Poco dopo arriva l'amico.


"oh finalmente ho dato l'esame, adesso vado a farmi una lampada!"


TRUCK...me casca i brassi!!!

Ma cosa devo pensare...??

E per finire Jull ridacchiando mi dice di buttare un occhio in bagno.
Ho un pò di paura. Mi avvicino lentamente, la porta è aperta, mi sporgo, ma solo con la testa e...

Uno sta depilando la schiena all'altro con la lametta

"E ma vedi ti sono rimasti dei peli qui e qui"

Rabbrividisco, mi metto a sghignazzare con Jull e penso che finora per me questo genere di uomini (??) erano solo fantasia.
Un pò come vedere un unicorno, no?
Eppure...
esistono, ve lo giuro!!!
Li ho visti.
Con questi occhi!!!!

Accidenti.

Ma a parte gli scherzi, e il ritratto che ho fatto di lei con molte pennellate superficiali e buffe, devo dire che senza di lei sarei ancora più persa.
Mi incoraggia, e a volte fa il surrogato di mamma, e viceversa.
Ha sempre una risposta,
mi aiuta senza dire una parola,
ha la capacità di mandarmi in crisi perchè mi fa vedere le cose da altre prospettive,
ha lo stesso mio insaziabile bisogno di colmare i PERCHE' che spesso incontriamo sul nostro cammino, medico diagnostico, ma anche di vita reale...


Poi puntoG coi suoi occhioni e il suo sorrisone.
Mi racconta di tutti gli uomini della sua vita, delle sue ignare conquiste, dei Negroni, e di mille altre avventure che le capitano. Di uno e dell'altro.
Del Ricco e del Tamarro
La adoro. Mi fa ridere. Quando sono con lei non mi scatta mai nel cervellino la musichina d'attesa del telefono (Vivaldi)
Mi racconta di quando lei è stata piantata,
che poi più o meno,
gira e rigira,
sembra che gli uomini siano fatti con lo stampino.

E come stava lei e cosa faceva.

"Ma cavolo Maionese, non puoi fare come tutte? metterti sul divano a guardare un film e piangere per giorni e giorni con una vaschetta di gelato in mano??"

No io sono un pò strana, un pò anomala.
E va beh...
ognuno è fatto a modo suo.

E poi penso ai risvegli di Gloria...
Ora sono sveglia


La Budina. Siamo "colleghe di chirurgia".
I turni con lei sono i più belli.
Senza la pressione della competitività e del desiderio di emergere.

E' tutto più facile, nessuna delle due è un'arrivista, ci aiutiamo, ci giochiamo gli interventi a pari e dispari e io continuo ad invidiarle quella sua stupenda divisa da chirurgia, ROSSA.
Lei è una che ha due coglioni infinitamente grandi,
e che in tutto questo rimane di una femminilità e dolcezza sconcertante.

E' la persona più sfortunata che io conosca,
e nonostante questo, non si lagna, non piange, non si butta giù e non si fa travolgere dagli eventi.

Quando penso a lei in confronto mi sento una povera pivella.
Vorrei tanto aiutarla.
Ma in certe situazioni non si può che aiutarsi da soli e solo la forza che hai dentro può tirartene fuori.
Posso solo aiutarla a vedere quanto è davvero forte.

E poi la dea Gigliola. I ricordi più divetenti della mia vita sono legati a lei e al periodo del Liceo Classico,
il Manara Valgimigli.
Noi eravamo la classe delle Amazzoni mancate, neanche un uomo era arrivato fino alla maturità con noi
Va beh...
Che ridere la squadra di calcio femminile del Liceo, i terzi tempi, "Siete tuti e tuto??" in Grecia, i capelli fuxia che ci eravamo fatte a Praga, la Croazia, gli stonzi di mare e
il mio culo ustionato, tutte le volte che ha cercato di convertirmi a una alimentazione più salutista privandomi dei biscotti durante la RICREAZIONE!!
E ora anche lei è in questa grande città, a due passi da casa mia.
Ma si è un pò persa, come ero persa io.
Non sembra più la Giulia che conoscevo.

Mi auguro che qualunque stada tu scielga, possa essere felice appieno. E qualunque cammino tu intraprenda,amica mia, ci sarà sempre un terzo tempo come a calcio e io ci sarò, qualunque cosa tu abbia bisogno.


Vi voglio bene, GIULIEEEEE!!

Un risveglio di Gloria

Un buongiorno pieno di Gloria...
..Gainor...

I Will survive


At first I was afraid, I was petrified
Kept thinkin' I could never live
without you by my side
But then I spent so many nights
Thinkin' how you did me wrong
And I grew strong, I learned how to get along
And so you're back from outer space
I just walked in to find you here
with that sad look upon your face
I should have changed that stupid lock
I should have made you leave your key
If I'd know for just one second
you'd be back to bother me
Go on now, go walk out the door
just turn around now
'cause you're not welcome anymore
Weren't you the one who tried to hurt me
with goodbye
Did I crumble?
Did you think I'd lay down and die?
Oh no not I, I will survive
Oh as long as I know how to love
I know I'll stay alive
I've got all my life to live
I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive, Hey Hey
It took all the strength I had not to fall apart
Kept trying hard to mend the peices
of my broken heart
And I spent oh so many nights
just feeling sorry for myself, I used to cry
but now I hold my head up high
And you see me somebody new
I'm not that chained up little person
still in love with you
And so you feel like droppin' in
And just expect me to be free
Now I'm savin' all my lovin'
for someone who's lovin' me
Go on now, go walk out the door
just turn around now
'cause you're not welcome anymore
Weren't you the one who tried to hurt me
with goodbye
Did I crumble?
Did you think I'd lay down and die?
Oh no not I, I will survive
Oh as long as I know how to love
I know I'll stay alive
I've got all my life to live
I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive
Go on now, go walk out the door
just turn around now
'cause you're not welcome anymore
Weren't you the one who tried to hurt me
with goodbye
Did I crumble?
Did you think I'd lay down and die?
Oh no not I, I will survive
Oh as long as I know how to love
I know I'll stay alive
I've got all my life to live
I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive, Hey Hey
And I'll survive, I will survive, Hey Hey




All’inizio avevo paura, ero pietrificata
continuavo a pensare che
non avrei potuto vivere senza di te al mio fianco
ma poi ho passato cosi tante notti
pensando a quanto ti eri comportato male con me
E sono cresciuta forte,
e ho imparato ad andare avanti

e così sei tornato, dallo spazio
sono semplicemente entrata e ti ho trovato qui
con quello sguardo triste sul tuo viso
avrei dovuto cambiare quella stupida serratura
avrei dovuto farti lasciare le chiavi
se avessi saputo anche solo per un secondo
che saresti tornato a darmi fastidio

Và, adesso và via, esci dalla porta
và a farti un giro perchè
non sei più il benvenuto qui
non eri tu quello che ha cercato
di ferirmi con un addio?
pensavi che sarei crollata?
pensavi che mi sarei buttata giù e sarei morta?
oh no, non io! sopravviverò
oh finché saprò come si ama
so che resterò viva
ho tutta la mia vita da vivere
ho tutto il mio amore da dare
e sopravviverò, sopravviverò...

ho usato tutte le mie forze
non potevo crollare
e ho provato a mettere insieme i pezzi
del mio cuore spezzato
e ho passato cosi tante notti
dispiacendomi per me stessa, piangevo,
ma ora tengo alta la testa
e mi vedrai, sono una persona nuova
non sono più quella ragazzina incatenata
ancora innamorata di te,
e così ti senti di passare a trovarmi
e ti aspetti che io sia libera,
ora sto conservando tutto il mio amore
per qualcuno che mi ami

Và, adesso và via, esci dalla porta
và a farti un giro perchè
non sei più il benvenuto qui
non eri tu quello che ha cercato
di ferirmi con un addio?
pensavi che sarei crollata?
pensavi che mi sarei buttata giù e sarei morta?
oh no, non io! sopravviverò
oh finché saprò come si ama
so che resterò viva
ho tutta la mia vita da vivere
ho tutto il mio amore da dare
e sopravviverò, sopravviverò...

ho usato tutte le mie forze
non potevo crollare
e ho provato a mettere insieme i pezzi
del mio cuore spezzato
e ho passato cosi tante notti
dispiacendomi per me stessa, piangevo,
ma ora tengo alta la testa
e mi vedrai, sono una persona nuova
non sono più quella ragazzina incatenata
ancora innamorata di te,
e così ti senti di passare a trovarmi
e ti aspetti che io sia libera,
ora sto conservando tutto il mio amore
per qualcuno che mi ami

Và, adesso và via, esci dalla porta
và a farti un giro perchè
non sei più il benvenuto qui
non eri tu quello che ha cercato
di ferirmi con un addio?
pensavi che sarei crollata?
pensavi che mi sarei buttata giù e sarei morta?
oh no, non io! sopravviverò
oh finché saprò come si ama
so che resterò viva
ho tutta la mia vita da vivere
ho tutto il mio amore da dare
e sopravviverò, sopravviverò...

mercoledì 2 luglio 2008

I perchè che fanno crescere...

CENERENTOLA HA IL 54 DI SCARPA

In Cenerentola c’è qualcosa che non mi convince.
La favola dice che la poverina stava tutto il giorno a lavorare in casa.
Eppure quando va al ballo del principe, subito balla il valzer, il tango, e tutto il resto.
Dove aveva imparato a ballare?
Aveva fatto un corso per corrispondenza?
Oppure usciva tutti i sabato sera in discoteca, altroché stare in casa.
E come faceva la fata a avere le misure del suo vestito?
E aveva proprio il piedino più piccolo di tutte le donne del reame? E come camminava?
Secondo me aveva il 54 di scarpa, e il principe s’è innamorato per quello, gli piacevano le fette grandi. I principi sono strani.
E anche Hansel e Gretel non mi convincono. Una casa di cioccolata. E d’estate, quando ci sono quaranta gradi, non si squagliava? E il tetto di marzapane? Gli uccellini non lo mangiavano? E il cesso, di cosa era fatto?
Se Harry Potter è così bravo come mago, perché non va a fare qualcosa di utile in giro, invece di continuare a fare i miliardi coi film? Voglio il film: Harry Potter trova l’acqua in Africa.
I draghi sono i veri eroi. Stanno lì a fare la guardia alla bella principessa e al tesoro. Poi arriva l’eroe, tutto armato con una spada magica, e li uccide. Perché? Facevano solo il loro dovere.
Se non ci fosse il drago, l’eroe sarebbe solo un avventuriero gradasso che va a caccia di tesori e principesse. Invece, uccidendo il drago, ha la scusa per fare bella figura. Il drago è un alibi. Fondiamo il Mddc, movimento difesa draghi custodi.
I cattivi dei film hanno sempre un piano segreto, ma non resistono e lo spifferano tutto all’eroe. Stessero un po’ zitti.
Non esistono lettori bambini. Esistono persone che iniziano a leggere. Se inizi a leggere a novant’anni, sei un lettore bambino.
Se sai scrivere e sei anche un po’ superbo e vanitoso, puoi fare lo scrittore.
Se non sai scrivere e sei un po’ superbo e vanitoso puoi fare il critico.
Se sai scrivere e dici di non essere superbo e vanitoso allora sei bugiardo e puoi fare il politico.
Einstein era ghiotto di gelati e studiava molta matematica. Un giorno si chiese: perché i gelati durano così poco e le lezioni di matematica durano così tanto? Studiò bene la cosa e scoprì il principio di relatività.
Se una persona ti dice che ha una faccia onesta, ma poi si trapianta i capelli, si fa il lifting e si trucca per andare in televisione, allora non è vero che ha la faccia onesta, se no che bisogno avrebbe di cambiarsela?
Tu non sai dove è il tuo gatto ma lui sa sempre dove sei tu.

martedì 1 luglio 2008



Avevo otto anni quando capii chi ero.

Un mattino di primavera, in gita scolastica con le mie compagne.
Giungemmo in un prato pieno di sole, ai piedi d una montagna. Tutte si misero a giocare, io restai in disparte, stordita, dalla luce e dallo spazio. E vidi, lontano, un albero. un grande noce frondoso.
Era l'unico albero nel mare d'erba, sembrava il relitto di un naufragio.

Mi avvicinai e vidi che aveva i rami contorti, come per un secolare dolore, e sul tronco c'erano nodi e cavità, ogniuna mi sembrava una bocca spalancata in un grido. Sotto la sua ombra, l'erba era secca.
Le foglie erano agitate e scosse da un vento inspiegabile, perchè tutto intorno l'aria era di una calma assoluta. e tra i rami non si udiva alcun un canto d'uccello, anche se il cielo era pieno di voli.
Appena entrata nell'ombra, senti il gelo. E mi parve che i rami iniziassero a muoversi come braccia, a circondarmi.
Una voce venne da una delle bocche del tronco.

-Il mondo non ti amerà sorella-diceva.
[...]
Capii perchè i gatti mi venivano vicino, ovunque io fossi. Perchè mi fermavo a contare i sassolini e i granelli di sale. Perchè l'odore dell'aglio mi faceva star male. Perchè mia madre con un solo sguardo, faceva zittire le persone. perchè sognavo sempre di volare. Perchè ero così solitaria. Perchè come dicevano le mie amiche, un giorno sembravo brutta, l'altro bellissima [...] Entrai in camera di mia madre. Non parlai, lei sapeva leggere i miei pensieri. Mi abbracciò e disse: _Questo è il nostro segreto da molte generazioni. Tu Berenice, io Lucrezia, Zia Morgana la civetta, nonna Raffaella l'incantaserpi, e la tua bisnonna Eufrasia dei veleni. E' un segreto da non divulgare a nessuno. Neanche il tuo povero padre ne era al corrente.

Preparati a nasconderti e a resistere, figlia mia.


I roghi sono ancora accesi. E' una vita dura. E non volle raccontarmi altro. Andai in camera mia molto turbata. Nella penombra vidi arrivare Ambrosia, la mia gatta nera. Socchiuse gli occhi e disse: -E' una vita dura. Ma ha i suoi vantaggi. E rise mostrando allegra i canini. La scoperta per metà mi spaventò e per metà mi inorgoglì. Ma soprattutto mi rese perplessa. Ero una strega e allora? Non avevo chiaro cosa questo comportasse. Dovevo preparare filtri magici, volare su una scopa, ballare sotto la luna? Mia madre mi rassicurò. Dovevo imparare a cucinare, andare a scuola in bicicletta e suonare la chitarra. Tutto normale. Ma presto capii che non era facile. Quando avevo circa quattordici anni, ogni notte di luna piena le finestre si spalancavano di colpo, e mi sembrava che una voce mi chiamasse. A volte una voce bassae roca d'uomo, a volte voci sussurranti di donne.Mi attiravano libri assai diversi da quelli scolastici. E soprattutto, come se avessero intuito qualcosa, le mie compagne di scuola presero a deridermi per il mio aspetto. Vestivo infatti di nero e un pò trasandata, avevo il quaranta di piede e non portavo scarpine col tacco, ma scarponcini neri sformati. Già allora mia accorsi che potevo essere brutta e insignificante, e in un attimo accendermi di una bellezza improvvisa, selvatica. Ma temevo questa mia trasformazione, e preferivo sembrare una vampiretta pallida. specialmente una mia compagna di scuola Cinzia detta Cindy, era accanita nei miei confronti. Era piccola e graziosa, con gli occhi azzurri, beniamina di tutti gli insegnanti. Indossava sempre magliette con angeli, panda, colombe e altre crature salutari. Ma era infida e maldicente
[...]
Credi che Lillo possa interessarsi ad una bruttarella come te? Guai a te se ci riprovi, streghetta invidiosa. Era la prima volta che qualcuno mi chiamava strega. Decisi di non rispondere agli insulti, anche se Cindy insisteva [...] Ma mi cadde lo sguardo sul suo zainetto. Era decorato con frasi sdolcinate sempreinsieme mimanchitù, cuoricini e stelline d'oro, e soprattutto da ogni lato pendevano grappoli di pupazzetti, orsetti, coniglietti, lepruncoli,dainetti, sorcioli, porcelluzzi e alciuzze. Mancava solo una piccola iena. [...]Puntai un dito, come in trance. Uno degli orsetti sembro animarsi, dondolò e le colpì un orecchio. Lei lo scostò con una mano. Un panduccio e una volpetta le morsero la mano. Un istante dopo tutto lo zoo dello zaino si scatenò, e uno sciame di bestiole furenti le si precipitò addosso pizzicandola, facendole il solletico, mordendola. Cindy gridava gesticolava e chiedeva aiuto. Ma solo io e lei vedevamo questa scena. Nessun altro capiva il suo comportamento, e quel suo strano dimenarsi. Alla fine, nel tentativo di liberarsi di un coniglietto mannaro che le si era aggrappato ad un labbro, si colpì il naso e il sangue colò fuori.
-Ma Cindy sei pazza?- disse Giuly, e in tre o quattro la fermarono.

-Lei, -disse indicandomi-lei è....lei è una strega....ha trasformato i miei animaletti in belve...

-Cindy cara,-dissi con voce tranquilla-
tu studi troppo.

La sera la mamma mi rimproverò.
-Non usare mai i tuoi poteri,-disse-è l'unico modo per non farti scoprire.
[...]
I roghi sono sempre accesi, Berenice.
[...]
Oltre a Cindy avevo un'altra nemica. La Serini, professoressa di italiano, una bigotta razzista, gentile con le bambine ricche e sprezzante con i figli di immigrati. Mi sequestrava i libri di Poe e Lovecraft dicendo che no era letteratura. Teneva prediche interminabili sui limiti dell'arte, che è sottomessa alla fede, al buonsenso e alla decenza. La letteratura per lei era fatta di scrittori religiosi e virtuosi.
Lo stesso Dante nell'Inferno aveva esagerato. La letteratura moderna era un coacervo di blasfemia. Lewis Carrol bruciava all'infernoecon De Sade e Pascoli.
Ovviamente mi odiava. Ogni mio tema era "fuori tema", oppure "inutilmente polemico", oppure "zeppo di idee banali e anticonformismo d'accatto". [...] In questa stanza tu vedi appeso al muro un crocifisso., esponi un piccolo tema ad alta voce_ Il crocifisso, unica via di salvezza per tutti gli uomini. Cosa rispondi ai malvagi e agli infedeli che vorrebbero toglierlo o o sostituirlo con simboli idolatri? -Ehm...- dissi inghiottendo. - E non tenere le mani dietro la schiena non sei sul patibolo. La guardai. La riconobbi, seicento anni dopo. Suor Serina delle Beate Forbicine, braccio destro del cardinale Cramerius, terrore di tutte le sorelle streghe. Quasi senza volere, il mio dito si alzò contro il suo viso. Ebbi l'impressione che le sue mascelle si serrassero di scatto, e gli occhi le si spalancarono di terrore. Respirava rumorosamente dal naso. Non poteva aprirela bocca ne parlare. E così iniziai: -Il crocifisso in quest'aula è il simbolo di un culto assai diffuso nel nostro paese. Pur sapendo che molte persone di buon cuore praticano questa fede, non posso non rilevare che in nome delle grandi religioni monoteiste sono stati commessi alcuni tra i più grandi crimini della Storia. Inoltre, è costume degli intolleranti chiamare malvagio, infedele e idolatra chiunque non appartenga al loro credo. Quindi questo crocifisso non è la salvezza per tutti gli uomini e le donne della Terra, ma tutt'al più è di conforto a una parte di loro. Mentre in ogni parte paese e deserto e montagna e isola e bosco altri dei buoni o malvagi vengono adorati, appesi ai muri e portati in processione e in battaglia. E' d'accordo con me?- Dalla sua bocca uscì un mugolio indistinto. Cercò di alzarsi dalla sedia. Le puntai nuovamente il dito contro. -Capisco che le mie tesi la affascinano. se è d'accordo, faccia si con la testa. Lei annuì, terrorizzata. -Grazie dell'incoraggiamento. Perciò a coloro che vorrebbero togliere questo crocifisso rispondo che mi sembrerebbe un'inutile intolleranza, pur essendo noi (o essendo stati) uno Stato laico. Ma al muro appenderei anche una maschera di Krokopiluk, dell'isola di Tuhamuktu, dio della pesca e del sesso sicuro. E forse anche del drago Huang-Tse, protettore dei bocciati in matematica. E ci metterei Loki, simpatico dio del Walhalla. E il dio eschimese Hut metà uomo e metà foca. E vicino, alla lavagna vedrei bene un totem pellerossa assai decorativo.
Ne conviene?
Essa annuì, ansando.
-Ma soprattutto metterei vicino al crocifisso, cioè al ricordo di un brutto momento della vita del Nazareno, qualcosa d'altro. Ad esempio un quadro, o una miracolosa foto che ritrae Gesù con Maria e Giuseppe al mare, in costumino, con il gelato in mano. A ricordare gli istanti felici della vita di questo profeta, e che spettano e sono augurabili a tutti i bambini.
Se mi da otto batta la matita sul tavolo due volte.
-
E così fece.

tutti pazzi per la chirurgia

M.M. Ho letto il tuo post chirurgico... e volevo dire la mia, eccola:
Sangue sul campo operatorio. D'ev'essere saltato un punto profondo. Non si vede più nulla.
La chirurgia è vuota. Siamo solo io e lui... il proprietario di tutto quel sangue.
Tampono. Il sangue svanisce per un istante e poi torna ad inondare tutto.
Capisco che viene da un vaso dannatamente enorme, piazzato tra due masse muscolari dannatamente spesse, in un punto dannatamente profondo. Se non lo chiudo, se non lo chiudo in fretta, il paziente muore.
Panico!?
No.
Calma!
Una calma feroce che mi si abbatte sopra come una badilata.
Non c'è tempo da perdere! Non c'è tempo per i dubbi, per la paura, l'insicurezza... non c'è tempo di chiamare qualcuno.
C'è solo il tempo per pensare alla cosa giusta da fare e farla.
Ma è un tempo strano, un tempo lucido e freddo, rarefatto come l'aria in montagna. Un tempo in cui non esiste nient'altro che tu, tu e quello che va fatto. Un tempo breve nel quale tuttavia non può esserci fretta. Un tempo in cui non esiste l'errore, perchè l'errore più grande sarebbe non agire.
La cosa da fare mi si disegna della mente con precisione e... semplicemete la faccio...
Ecco, l'ho fatta. Ho posizionato la mosquito lì dove mi sembrava di aver visto il vaso.
La lascio andare. Tampono. Pulisco il campo operatorio che... resta pulito. Ho preso il vaso!
Non c'è neanche troppa esultanza. C'era una cosa da fare e l'ho fatta, tutto lì.
Ridò il punto.
Ne dò un secondo di sicurezza.
Tolgo la mosquito.
Tutto okay. Niente sangue.
Richiudo.
Sì M.M. sono d'accordo: la chirurgia è davvero una figata!
Devi

Tiziano


TIZIANO TERZANI
LETTERE CONTRO LA GUERRA


Ancor più che fuori, la cause della guerra son dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l'insicurezza, l'ingordigia, l'orgoglo, la vanità... Lentamente bisogna liberarcene. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse.
Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi. E'il momentodi uscire allo scoperto; é il momento d'impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.


Thanks Jüll