mercoledì 10 settembre 2008

Il Tempo

il tempo di salire

il tempo di guardare


il tempo di allargarmi
il tempo di girarmi




il tempo di crescere


Il Tempo di misurarsi













Il tempo di accorgersi che non hai tanto il portafoglio e ora, a casa, ti accorgi degli spicci nelle tasche... ma orma non mi servono più... appunto...
E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà? Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri: l' oggi dove è andato l' ieri se ne andrà.Se guardi nelle tasche della sera ritrovi le ore che conosci già, ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai e il tempo andato non ritroverai...Giornate senza senso, come un mare senza vento, come perle di collane di tristezza...Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate: fugge un cane come la tua giovinezza.Negli angoli di casa cerchi il mondo, nei libri e nei poeti cerchi te, ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà e dove corra il tempo chi lo sa?Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili corron dietro a delle Silvie beffeggianti, si è spenta la fontana, si è ossidata la campana: perchè adesso ridi al gioco degli amanti?Sei pronto per gettarti sulle strade, l' inutile bagaglio hai dentro in te, ma temi il sole e l' acqua prima o poi cadrà e il tempo andato non ritornerà...Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti, ironizzano i tuoi dubbi sulla vita, le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori, ti rinfacciano una crisi non chiarita:la sfera di cristallo si è offuscata e l' aquilone tuo non vola più, nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi e il tempo passa e fermalo se puoi...Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,il sorriso degli specchi è già finito, nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri è rimasto solo a pianger divertito.Nel seme al vento afferri la fortuna, al rosso saggio chiedi i tuoi perchè, vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu, ma il tempo passa e non ritorna più...E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà! Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, il domani come tutto se ne andrà:ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, se guardi nelle tasche troverai gli spiccioli che ieri non avevi, ma il tempo andato non ritornerà, il tempo andato non ritornerà, il tempo andato non ritornerà...
il tempo per due chiacchiere con un amico, il tempo per capire cosa vuoi, il tempo per capire, il tempo per studiare, il tempo di mangiate, il tempo di... un caffe?, il tempo, il ritmo delle nostre vite, della mia vita. Un instante fotografico. io penso sempre di fare delle foto quando vedo qualcosa di bello. e lo penso anche se non ho la macchina fotografica. una volta ad un campo estivo a Crissolo si dormiva all'adiaccio (all'epoca pensavo si dicesse alla ghiaccio perchè faceva tanto freddo...) ho visto tutte le stelle che ci sono nel cielo brillare tantissimo e anche se avevo 12 anni ho fatto una foto che ricordo ancora adesso con emozione. Però ho fotografato anche tante cose tristi .La cosa più difficile da fotografare sono gli occhi della persona a cui tu stai facendo del male, è difficile, vorresti non fotografarli per non soffrire tu, solo per un istante. lo stesso istante in cui ci ripensi e capisci che non è giusto. Devi fare la foto e devi farla anche molto meglio di tutte le altre e non dimenticarla mai.





martedì 9 settembre 2008

Non so se ricordate “La carica dei 101” versione cartone animato (sì, quella della multinazionale delle favole: la Disney). Io ero piccina, forse è stata una delle prime volte che mi portavano al cinema. Poi mi hanno pure regalato la videocassetta. E sapete qual è la scena che mi piace di più? E’ all’inizio, i più cinofili cinefili tra di voi ricorderanno di sicuro quando Pongo e il suo padrone vanno al parco e osservano gli altri cani e padroni di cani. Beh è impressionante come abbiano colto perfettamente lo sconcertante parallelismo tra cane e padrone. Non prendiamoci in giro, mi capita da non so quanto di andare in clinica e vivere una scena simile. E mi pare davvero di essere in un cartone animato.

Porca pupazza! Ecco la soluzione! Per capirmi, basta che guardi Mirtilla, sempre che coi conigli valga lo stesso principio!

Così mi piazzo, a osservarla. Sgambetta per casa, mangia spessissimo, dorme per la maggior parte del tempo (o forse, no? È lì che riflette sui massimi sistemi della vita con gli occhi socchiusi?sicuro!!!)

E’ bellissima (e in questo ci assomigliamo come due gocce d’acqua) è sempre lì attenta alla sua igiene personale e ad avere il pelo bello lucido e morbido.

Le piacciono i libri, sì, lei li mangia dopo che io li ho letti: abbiamo un modo diverso, quasi una passione viscerale ma comunque li amiamo entrambe.

E’ dannatamente cocciuta. Quando ha in mente una roba, difficile contraddirla. Odia stare in gabbia, anch’io mi sento soffocare quando non ho vie di fuga. Lei è intraprendente, e cerca sempre delle soluzioni per ottenere ciò che vuole: ha trovato il modo di superare quasi tutte le barriere che la limitavano alla mia stanza. Certo le è costato una fatica immensa, notti e notti a rosicchiare reti, pannelli di legno, a spingere porte e via dicendo. Testarda come me. Grande forza di volontà in una piccola lapina, che non si arrende tanto facilmente.

E poi a dispetto delle più banali aspettative (chi mai lo avrebbe detto) è capace di mettere in fuga il gatto. Quando si scogliona, si scogliona. Ed è impressionante come lo fa correre. E alla fine viene da me, sporge in avanti le orecchie annusando l’aria con quel nasone (sproporzionato quanto la mia nappia) come per dirmi:

“Beh se ci sono riuscita io, che è nella mia natura essere una preda, vuoi non riuscirci tu? Mandale via!!”

Ora è distesa sotto il mobile verde dell’acquario (che presto finirà in cantina) che dorme e digrigna pian piano i denti (simili anche nel bruxismo???)

Non le piacciono le effusioni in pubblico, (nemmeno a me) non dimostrano nulla, se non un’esibizione di rapporti che a volte basta lasciare intimi.

Ma quando siamo sole, viene a spingermi col muso i piedi per ricevere la sua razione giornaliera di carezze, o prima di andare a letto diventa la mia ombra si schiaccia pian piano al suolo, lecca il parquet e strofina i denti per farmi le fusa.

Anche lei adora la terra. Lei scava. Io pianto. Poi, una volta germogliato, lei magia quello che ho piantato, anche se le chiedo di non farlo.

Quando è incazzata te lo fa capire inequivocabilmente. Ed è lunatica. Non le piace essere presa in braccio, né spupazzata (e nemmeno a me) peggio poi se a farlo sono individui con i quali non ha ancora confidenza.

Ha paura del temporale, e le piace mangiare dalle ciotole. Adora le verdure fresche. Niente carne per tutte e due!!!

E’ strano, non so come spiegarlo, gli animali finiscono sempre per assomigliare ai proprietari o viceversa?!

Perché poi decidere di tenere un coniglio e non, che ne so, un cane o un gatto?

Avete mai visto un allevamento intensivo di conigli? Il coniglio, paralizzato dal terrore e dall’angoscia, preso per le orecchie e lanciato nelle gabbie? La macellazione dei conigli? Beh dovreste … e dovreste anche passare per i laboratori di analisi, dove per la maggior parte delle prove biologiche viene usato il coniglio come “terreno colturale” vivente per individuare batteri o virus (questo implica l’uccisione del soggetto e la ricerca necroscopica delle lesioni patognomoniche). E anche per testare tutte le nuove sostanze che vengono immesse nel mercato (shampoo, creme, trucchi, detersivi…). Questo esperimento si chiama Test di Draize (le sostanze vengono messe direttamente a contatto con l’occhio dell’animale, e poi ne si valuta la pericolosità, il grado di necrosi, e il disfacimento dei tessuti…)

E pensare che Mirtilla ha degli occhi così belli, e che i conigli sanno essere a modo loro molto dolci e affettuosi. Che meritano il rispetto di cui sono degni. Che l’abuso non porta a nulla. Eppure ormai crediamo che se è a nostro fine, allora tutto ci è legittimo. Che se non sappiamo, o non ci pensiamo allora è lecito. Che se è per un bene più grande (cioè per la specie Homo sapiens, anche se spesso solo per la ristretta e ricca parte di essa) allora è giusto.

Io penso invece che non lo sia.

lunedì 8 settembre 2008

DOMANI LO PORTO IO !!




ORE 13 ALL' ASA PER CHI NON HA TURNI

QUANDO FINISCI IL TURNO,

PER TE CHE HAI IL TURNO!!

TI ASPETTIAMO!

-u' DEL GIORNO A SORPRESA,

IMMAGINA I TUOI PIATTI PREFERITI....

BENE, PROBABILMENTE NON CI SARANNO



- in pausa-

Mi fermo, non ho più memoria per oggi.
Ho tanta fantasia.
E tanta fame.
Apro il frigo:
le crisi da studio vanno categoricamente risolte col cibo.
Yogut.
Parlo anch'io coi fermenti?
nononononono!!!!
Eccolo lì: maledetto Bifidus Actiregularis...
che sta in questo momento cavalcando i miei villi intestinali.
E i produttori di biscotti?

Alla radio ci sono i Matia Bazar
(porca putrella!!!E so sempre meno cosa voglio e cosa no)



Per un'ora d'amore non so cosa farei,

per poterti sfiorare non so cosa darei...
Chiudo gli occhi, senza te
le serate non finiscono mai,
sole giallo, mare blu,
non vorrei farti restare così
Un ricordo d'estate di più

e per un'ora d'amore venderei anche il cuore
e per un'ora d'amore venderei anche il cuore

Per un'ora d'amore non sò cosa farei,
per poterti sfiorare non sò cosa darei...

Chiudo gli occhi, ti vorrei
non nei sogni ma così come sei,
sole giallo, mare blu,
che risveglio ora che manchi tu.
Aspettarti e sapere che ormai ...

io per un'ora d'amore venderei anche il cuore
io per un'ora d'amore venderei anche il cuore

Chiudo gli occhi, penso a te,
i ricordi non finiscono mai,
sole giallo, mare blu,
come il vento sei volato anche tu...
Non rimane che dire "Vorrei"

e per un'ora d'amore venderei anche il cuore
e per un'ora d'amore venderei anche il cuore
Per un'ora d'amore non sò cosa farei,
per poterti sfiorare non sò cosa darei...







Frugo nelle tasche dei jeans
C'è un tocco di carta arrotolato e sgualcito.
E'il modo per contattarlo.
Lo lascio cadere sul pavimento.
Spero che Mirtilla lo mangi,
come ha fatto con le poesie che avevo trovato in soffitta.
Carta gialla che odora di vecchio.
Occhi grigi.
Confusione.
Non è possibile.
Esiste il destino?
Cosa dovrei fare?
Perchè?
E com'è possibile che mi stia succedendo questo?
Eppure ricordo, senza aver più memoria.
Ricordo i caratteri, tutti maiuscoli.
Il tipo di scrittura.
La carta grigia a quadretti con le righe blu,
quella da block notes.
Com'è possibile che mi stia succedendo?
Come faccio a perdere selettivamente la memoria di questo?

QUANDO INCONTRERO' L'UOMO GIUSTO SAPRO' RICONOSCERLO?


sabato 6 settembre 2008

Tciù is meglio che uan ????




Agli amici che vogliono presentarci altri amici coi quali (……?)

Tranquilli! Ce la caviamo benissimo DA SOLE.

DUE? Ma perché proprio due? di numeri ce ne sono tantissimi!!!

A me essere il numero UNO non dispiace affatto. Poi quando troverò un altro UNO come me ci sommeremo... non siamo un fenomeno da debellare, non stiamo male senza un compagno, e non ne abbiamo bisogno a tutti i costi, come di ossigeno per respirare! Va bene così! Grazie per averci pensato, ma se c’è una cosa che ho imparato è che non sempre un DUE è meglio di un UNO ( contraddicendo ampiamente lo slogan del Maxibon)

Agli uomini che non capiscono le donne, e ahimè hanno il vizio di “interpretare” anche quando siamo di una chiarezza disarmante. L’estratto qui sotto ne è la lampante prova.




“…Dalla sera alla mattina, e senz’averlo sollecitato, ero divenuto l’Esperto Sentimentale e il Pilota Maggiore di chi, in parole di Vacca Sacra, navigava attraverso i “procellosi mari dell’indifferenza femminile”. La mia gloria aveva varcato le frontiere della facoltà di lettere, signoreggiato nelle aule di legge, sfiorato altre facoltà. D’improvviso mi ero visto assediato da amici e nemici che richiedevano miei consigli. Trattandosi di pranzi o di cene, soprattutto, non avevo mai rifiutato la mia disinteressata collaborazione. Vacca Sacra mi aveva tolto il saluto, ma il suo invidioso silenzio era durato poco. I suoi fallimenti, la ritirata di Russia che era il suo amore per Lola Salcedo, l’avevano costretto a umiliarsi.

- Posso offrirti un caffè? - mi disse un pomeriggio, con ostentazione che nascondeva il suo abbandono.

- Che cosa ti capita, Feliciano? - risposi- E’ roba gratis, non temere, confidati.

- Oggi ho incontrato Lola ed è successa una cosa che mi ha sconcertato - si confessò.- Io ero per strada. Lola mi ha visto e si è fermata ad aspettarmi. Figurati: si è fermata ad aspettarmi! Ti rendi conto? Il cuore mi scoppiava. Mi sono affrettato. Lola mi ha detto: “Feliciano, è da diverse settimane che voglio parlarti” Io tremavo neanche avessi la terzana. “Feliciano, vorrei chiederti un grande favore, una cortesia che non ti costerà niente, ed è questa: con tutto l’affetto che io provo per gente come te, ti chiedo che a partire da questo momento tu non mi venga più vicino, non mi saluti più, non mi telefoni, non attraversi più la mia strada. Esci da qualsiasi posto io entri o entra in qualsiasi posto, ma dopo. A partire da questo momento per te io non esisto”

Vacca Sacra si angosciò:

- Tu che conosci come nessun altro le donne, spiegami. Cos’ha voluto dirmi?

- Feliciano, in una guerra la cosa essenziale è conoscere le intenzioni del nemico. Prima di esprimere un parere, devo documentarmi. Come e in che modo te l’ha detto? Con quali gesti? In queste contese contano la sfumatura della voce, il sorriso, il dettaglio più minuto…

- Me l’ha chiesto dolcemente; sorrideva, sembrava implorarmi.

- Ahhhh…? Sicchè era emozionata, no?

- Il suo sorriso mi sconcertava.

- Anche quando ha detto che non voleva vederti più, sorrideva?

Il collo di Vacca Sacra, che comincia dove finiscono le orecchie e termina dove iniziano le spalle, quel cono di carne che comprende la sua pappagorgia come se fosse un’unica natica, tremolò:

- Sorrideva come una Madonna di Raffaello, così, proprio così, te lo giuro…

- Sorrideva?

- Sì.

- Humm… E quando ha detto “per te non esisto più”, è cambiata la sua voce…?

- Sorrideva sempre. Mi parlava con affetto, come se la sua voce stesse per spezzarsi…

- Logico! E’ tutto chiaro come il sole! Lola pensa esattamente il contrario. Tipico delle donne innamorate! Ma adesso scusami Feliciano, mi aspetta un altro consulto…

- Amico- pregò, Vacca Sacra, - scegli tu. In quale ristorante ci vediamo?

Restammo d’accordo per il giorno dopo alla Media Luna. Solo in seguito a tre pranzi e due cene, riuscimmo a scorgere una soluzione. Durante il primo consulto, e malgrado io fossi lievemente obnubilato dall’eccesso di frutti di mare, feci capire a Vacca Sacra che Lola, come tutte le lole del mondo, mentiva. Durante il secondo consulto Vacca Sacra capì che Lola , dicendo che non voleva vederlo più, supplicava in realtà, l’indulgenza di vederlo permanentemente. Durante il terzo consulto, degustando aragoste e granchi alle Brujas, esaminammo minuziosamente come Vacca Sacra avrebbe soddisfatto l’anelito inconscio di Lola: stare insieme a lui, sempre.

- Bisogna trovare – gli dissi – la formula esatta che ti permetta di essere presente e assente, che al tempo stesso soddisfi i suoi apparenti desideri di non incontrarti e i suoi autentici aneliti di vederti.

Ne discutemmo durante la dilatata colazione che Vacca Sacra mi offrì da Samborn’s: succhi tropicali, uova strapazzate con fagiolini, fette di tacchino, di pollo in salsa piccante, pane tostato, formaggi di Oaxaca, latte con miele e via dicendo. Assillato dalla sua angoscia Vacca Sacra mi esortò a proseguire il consulto quello stesso mezzogiorno alle Delicias, ma io avevo l’ora di pranzo impegnata con un altro paziente.

- E questa sera?

- Neppure, Feliciano.

- E domani …? Che ne dici di una bella mangiata agli Ambassadeurs?

- Impossibile!

Non fingevo. Non avrei ripetuto la follia dei paesi monoproduttori: i miei introiti stomacali non sarebbero provenuti da un'unica fonte, inaccettabile errore che ha condotto le nostre povere patrie latinoamericane allo stato di dipendenza in cui si trovava Vacca Sacra. Gli concessi un appuntamento per la settimana dopo, e per riprendere le fila inconsce della trama in cui si dibatteva, decisi di incontrarlo alla Media Luna. Lì gli rivelai:

- Un regalo …. la soluzione è un regalo!

E ancora agli Ambassadeurs.

- Ma quale regalo?

E poi ancore, al Rincon Yucateco:

- Fiori, assolutamente no! Offenderesti Lola! Mandare fiori è la prima idea di qualsiasi impiegato di banca.

Di lì a qualche giorno al Rendez-Vous:

- Caramelle neppure, Feliciano. Le caramelle, a causa della loro associazione con la dolcezza, ridurrebbero all’ossequio quella violenza che ogni donna spera di trovare nel maschio, quell’impeto che Lola brama di trovare in te …

Infine, al culmine di una serata che, coincidendo col mio compleanno, era iniziata con il regalo di una penna ed di un accendino d’oro, dopo che tutti i miei amici ebbero lasciato, a uno a uno o in coppia, la memorabile festa che Vacca Sacra mi aveva offerto a Xochimilco, soli su una barca, percorrendo i canali, salutati dai mariachi che mi avevano impedito di consigliare Vacca Sacra durante il pousse cafè, verso l’imbrunire, riassunsi.

- Un orsetto di peluche!




E’ l’unico regalo adatto e possibile. Perché? La risposta è implicita. Dove metterà il tuo orsetto di peluche, Lola? Nel salotto? Assolutamente no! Nella sala da pranzo? Inimmaginabile! Nella biblioteca? Che cazzo ci farebbe un orsetto strizzato fra l’Enciclopedia Britannica? In cucina in mezzo alle pentole? Neanche parlarne …!Dove allora? Il tuo orsetto, caro mio, farà la fine di tutti gli orsetti di peluche del mondo, nel suo letto. Immaginatelo! Lola mentre si spoglia nella sua intimità, che suppone inviolabile, e l’orsetto lì a guardarla! Lola mentre sia accarezza i seni, mentre si spalma creme nuda prima e dopo il bagno, e l’orsetto lì a guardarla! Lola mentre si rigira nel letto, spinge via le coperte, fa cadere le lenzuola a terra, si sveglia e l’orsetto è lì a guardarla! E chi da quel momento e per sempre, sarà l’innocente testimone della sua nudità? L’orsetto…! E attraverso l’orsetto, chi…? Tu…! Perché tuoi saranno i suoi maliziosi occhi di vetro, tuoi saranno…

- Carissimo…!

- Di più, Feliciano. Seppure piccolo e grazioso, l’orsetto è il classico simbolo della forza, del vigore, della potenza … Ricordi la pietà, ma io direi la tenerezza con cui la ragazza guarda per l’ultima volta King Kong…? Così nascosto nell’apparente ingenuità dello sguardo dell’orsetto, quale spada fallica, il tuo sguardo penetrerà in ogni istante Lola … E’ tua, Feliciano!

Vacca Sacra tartagliò che per affrontare le spese del suo fidanzamento con Lola e delle inevitabili nozze (immaginai con pena la sua inverosimile marsina accanto a qual ruscello trasparente che era la mia fugace cugina), aveva richiesto un considerevole prestito al suo nonno materno, il vescovo del Cusco. Il venerabile pastore gliel’aveva concesso a patto che la cerimonia venisse celebrata nella sua Diocesi. Rimpinguato, dunque, dalle elemosine dei fedeli del Cusco, Vacca Sacra comperò l’orsetto. Il giorno dopo, un fattorino consegnò nella lussuosa dimora di Lola Salcedo la scatola che conteneva il dono. Lola non diede cenno di vita. Seguendo i miei consigli Vacca Sacra non le rivolgeva una parola. “Per sbloccare l’autentico desiderio della donna, bisogna fingere di accettare il suo falso desiderio”

- Non credi - mi disse a cena - non credi che il silenzio di Lola sia un cattivo sintomo?

- Al contrario! - lo incoraggiai gustando il fondo del tonificante brodo di granchi - Da quando in qua una fortezza cade al primo assalto? Bisogna continuare l’offensiva. Ma questa volta la stupiremo con qualche cosa che neppure immagina: un altro orsetto di peluche, sì, ma più grande. Così dimostrerai che il tuo amore, lungi dal diminuire dinanzi al suo simulato sprezzo, cresce e si trasforma in qualcosa di sempre più possente.

Le settimane successive inviammo orsetti di volta in volta più corpulenti. Fu difficile trovare il settimo. Non era un orsetto, era un orso. “Il prossimo cercatelo nella nostra succursale al Polo Nord” ci salutò, ormai infastidito, il commesso di Sears. Non ci fu bisogno di andare così lontano. In casa di un tassidermista trovammo il dono ad hoc: una bestia disseccata che mi superava in altezza e quasi sfiorava la spalla di Vacca Sacra.

- Non avrebbe un orso più grosso? – indagai.

- Credi che ne avremo bisogno? – si allarmò Vacca Sacra.

- Un orso più grosso di questo, impossibile – disse il tassidermista; - ma se cercate orsi posso darvi un’informazione: hanno appena inaugurato un negozio di giocattoli specializzato in orsi di peluche, al numero 11 di Insurgentes … Potete andarci da parte mia.

Ci aveva dato il suo biglietto da visita. Non avevamo avuto il tempo di consegnarlo. Sulla soglia della Casa degli Orsi, Vacca Sacra era stramazzato in deliquio. In effetti c’erano orsi… ma erano i nostri! Nicolasito, il fratellino di Lola, aveva vilmente barattato in quel negozio gli orsi che Lola disprezzava…”

La danza immobile, Manuel Scorza

Calendar girls

Eccoci, anche noi.

Ma perchè no?

Ebbene, le carte in regola le abbiamo, tutte e di più.
Siamo belle, ma di una bellezza che non sempre si vede con gli occhi.
E lo sapppiamo che è un pò di moda, che prima o poi, sembra che tocchi a tutte almeno una volta nella vita.
Ma una cosa è certa, le cose che facciamo insieme, sono per divertirci, e tutto il resto non conta.
E'un pò mettersi alla prova, per qualcuna di noi è anche imbarazzante, per altre solo qualcosa che ancora non si è fatto, e perchè non dovremmo?
Mostrarsi così, semplicemente come si è,
nel conteso e con gli oggetti che più ci piacciono
o ci caratterizzano.


Faremo un calendario nude,
e chiunque voglia unirsi al progetto è benvenuto!!!


No, non abbiamo fumato.
No, niente funghetti allucinogeni.

Altre domande?

Ehy, rimettiamo le quote azzurre: i maschietti si facciano avanti!!!






"I fiori
di Imladris sono come le donne di Imladris, sono belle in ogni fase della loro vita ma è nella maturità che raggiungono il loro massimo splendore"

Quindi...il bello deve ancora venire, attenti pisquani!!




venerdì 5 settembre 2008

Risiko: le streghe scendono in guerra


-Sì ero in attacco, ma non volevo sembrare la solita donna invadente

Mumble mumble...

-No, no...INVADILO!!!!Anzi, INVALIDALO!!!!


Il sabba ha deciso:
ci siamo convertite al vegetarianesimo,
d'ora in poi sgozzeremo solo capretti di tofu

tramontate stelle

http://it.youtube.com/watch?v=zB8psfWBZOQ

Notte solitaria

NON RIESCO A DORMIRE DA GIORNI

(O MEGLIO, DA NOTTI)

sentirsi soli.

Aver paura d'esserlo veramente...

il buffo ricordo di una prugna scambiata per una castagna e il suo inaspettato spappolarsi sotto il peso di chi la pensava castagna,

grida, spavento, tante risate.

E allora canto questa canzone al balcone,

sento i violini,

penso ai bacarozzi ed ai fitoplasmi,

esami

riconoscerò l'uomo con il quale passerò il resto della mia vita?

forse ci siamo già incontrati....

E... riuscirò ad imparare e pronunciare LA PARTE FINALE DEL testo della Tammuriata nera?

Riuscirò a lavorare e studiare insieme?

e...come vorrei saper cucinare le sarde becca fico

tramontate stelle eeee

tramontate stelleeeeeeeeeeeeeeeee

i vicini escono

creano un coro da camera perfetto

accompagnano

il suono della mia voce

che intanto rimbalza su pei muri del palazzo di fronte

vorrei riuscire anche a dipingere il corridoio di casa di 3 colori differenti

vorrei anche sapermi tagliare i capilli da sola,

avere una bella bicicletta e pedalare mangiando il gelato stracciatella e mirtillo

ESSERE FELICE E CONDIVIDERE QUESTA FELICITà CON TANTE PERSONE,

LA FELICITà VERA è SOLO QUELLA CONDIVISA

CONQUISTARE IL RUDERE DI RIVALTA

FARLO NOSTRO

COLTIVARE,

SEDERSI AI PIEDI DI QUELLA GRANDE QUERCIA D'ESTATE

E RINFRESCARSI SOTTOLA SUA OMBRA

SEDERSI D'INVERNO SULLA NEVE

E POI SDRAIARSI PER GUARDARE LE NUVOLE CHE PASSANO, I VESTITI SI INFRADICIANO E CHISSENE

NON FAR SOFFRIRE NESSUNO SE LO RESPINGI

CANTARE INSIEME

AVERE PROGETTI

INSIEME

E LA VOGLIA MATTA DI REALIZZARLI

LALALALERA

LALALALAAAAAA



forse vorrei fare il barbiere ed avere una parrucchieria tutta mia

lallla laa laaaa

lalllllaaaaaaaaa

in fondo

in questi giorni mi sono riempita di

SODDISFAZIONE

ho tagliato i capelli alle persone a me più care,

SI FIDAVANO

DI AFFIDARMI

IL LORO LATO ESTERIORE

alcune le devo ancora conquistare ...

ma ora sono sicura, non sono da sola

e

ALL' ALBA VINCEROOOOOOOOOOOO

PIANO PIANO I VICINI RINCASANO

SENZA RUMORI CHIUDONO LE FINESTRE

ENTRO ANCHE IO....

Farfalle e Fantasmi



FARFALLE


Ho dei nuovi inquilini. Forse li ho da un po’, ma non si erano ancora rivelati. Sono le farfalle della farina. E’divertente alzarsi la mattina, aprire la dispensa per fare colazione ed essere assalita da un nugolo di svolazzanti lepidotteri. Oppure aprire il pacco di fette biscottate e salutare delle piccole larvette bianche e opulente, goffe, che ti guardano ben pasciute.Alcuni piombano anche dal soffitto e te li ritrovi schiantati sul tavolo o sul piano cottura!! Primordiale ma d’effetto. Sembrano quasi più cordiali delle mie inquiline. Questo denota un mio grave disagio sociale nella piccola comunità-convivenza del mio appartamento di cui sono perfettamente cosciente e preoccupata da troppo tempo. Sto escludendo dalla mia vita tante persone. La maggior parte. Credo che non valga la pena condividere, collaborare, convivere, e tutti quegli altri verbi che cominciano per “con” e presuppongono un “insieme a”, con persone che confondono il diritto con il favore, il giusto con lo sbagliato, il rispetto con l’egoismo, la sincerità con la sfacciataggine, il bello con lo stereotipo, la ricchezza con la materia, i sogni con il successo, l’onestà con l’apparire puliti.

Basta.

E sono preoccupata. Perché sono davvero più di quelli che pensavo, e spesso non ne sono nemmeno consapevoli. E io non so cosa fare. E’ il solito problema, non passa più il messaggio, passa solo il COME dici le cose. E quando si tratta di parlare sono sempre stata una frana. In fin dei conti sono una persona semplice. Le parole sono poi solo delle farfalle, che stanno volando via. Ci si dimentica di loro, o le si ricorda come un immagine lontana evanescente, destinata a scomparire. Bisogna imparare a comunicare con le NON-PAROLE.

Bisogna diventare il cambiamento che vogliamo vedere” (Gandhi).

Dobbiamo lasciare un segno, nella terra, nella storia, nella gente, nel modo di vivere. Qualcosa di più forte di un bla-bla-bla o delle farfalle che vivono solo un giorno.


FANTASMI

Nella nuova casa di Giulia, Giulia, Giò e Stefy che ora sono le mie nuove vicine, c’è Roberto che è morto di cirrosi epatica e gli ha lasciato un bel cartonato di Marylin e un meraviglioso poster dei Pink Floid. Spegne e accende le luci a piacimento. Ma solo per far notare la sua presenza. Anche la mia vecchia casa, quella di San Salvario (la MIA PRIMA VERA casa) sono convinta fosse abitata da qualcuno. Gli oggetti si schiantavano al suolo senza motivo (sì certo certo, so cos’è la gravità!grazie!), le scarpe sparivano e riapparivano in posti diversi. Alle sei e mezza (di giorno e di notte) suonava sempre una sveglia che mai siamo state in grado di trovare per spegnere, sembrava murata nella parete della cucina! Credo ci fosse il vecchio e defunto signor Bozza (dedotto del campanello) che era vissuto lì. Ma poi deve essere venuto a fargli compagnia anche il signore che è morto davanti al mio portone di casa, che ha lasciato quell’orribile macchia di sangue sul marciapiede per molti giorni.

E sono altrettanto certa che anche nella mia attuale dimora ci sia qualcuno. Un uomo di sicuro. Ma non so che cosa voglia comunicarmi. Ieri sera era circa l’una di notte quando sono rientrata in appartamento, la porta di casa mia era aperta e appoggiata. Ma stranamente non ho avuto paura, ero solo molto stanca e reduce da una cena coi veterinari, post turno in clinica.

Non ero intimorita, ma c’è da dire che il mio cuor di leone infradiciato d’alcol mi ha resa insolitamente impavida!

Entro.

Buio.

Nessuno.

Nemmeno la mia inquilina.

Il gatto (che per quanto diabolico non credo sia in grado di aprire la porta di casa).

Mirtilla in balcone, che scava come una forsennata sui vasi, dove una volta c’erano delle piante.

Tutto esattamente come lo avevo lasciato (compresi i piatti da fare!!!). Va beh. Vado in bagno, faccio per aprire la lavatrice per stendere il mio bucato, e la lavatrice è andata in blocco. Porcamiseria! IL mio fantasma è dispettoso e non sa usare la lavatrice ergo con ogni probabilità dev’essere un uomo. E ora? Niente. Non riesco più ad aprire il cestello che è bloccato. E dentro ci sono TUTTE le mie divise da chirurgia e lunedì sono di nuovo in turno!Vacca boja! Devo scoprire chi sei fantasma!!! Chissà cosa vuoi, e perché te la prendi con me?!Chi ti ha mandato?! Qualcuno m’ha forse fatto il malocchio? Sei il fantasma formaggino? Vuoi che ti spalmi sul panino?

Ps: caro fantasma, rivorrei indietro anche il mio reggiseno e la camicetta a righe!Comunque grazie per avermi restituito quella calza a righine, ma come ti è saltato in mente di mettermela nel cestino della bici???...

Ti chiami Romeo, vero??


Non si sono estinti i Piccoli Principi, vero?


"Buongiorno", disse.
Era un giardino fiorito di rose.
"Buongiorno" dissero le rose.
Il piccolo Principe le guardò.
Assomigliavano tutte al suo fiore.
"Chi siete?" domandò loro stupefatto il piccolo principe.
"Siamo delle rose" dissero le rose.
"Ah!" fece il piccolo principe.
E si sentì molto infelice. Il suo fiore gli aveva raccontato di essere il solo della sua specie in tutto l'universo. Ed ecco che ce n'erano cinquemila, tutte simili, in un sol giardino. [..]
E si disse ancora "Mi credevo ricco di un fiore unico al mondo, e non possiedo che una qualsiasi rosa....."
E seduto sull'erba piangeva [...]
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa" disse "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno.Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo"
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote" disse ancora "Non si può morire per voi. Certamente un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma LEI, LEI SOLA, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho annaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la MIA rosa"


giovedì 4 settembre 2008

Adesso se lo becco sono cazzi amari. Se lo ciapo lo scavesso in quatro tocchi … dove sei? Maledetto!!!!

Se prendo quello che fa le pubblicità per la ceretta LO PELO VIVO, con queste manine, lo giuro!Non può che essere un uomo che non si fa la ceretta per scrivere certe cose!! E per mettere ste gran topolone a fare la pubblicità della ceretta, chissenefrega a una così un uomo mica si sofferma a cercare il pelo nell'....polpaccio!!!

Come cazzo fai a scrivere sulla confezione della ceretta “DOLCI strisce depilatorie”?

Dolci? Ma situ mato? Ma come fai a associare il DOLCE a STRAPPO??? Senti, prova a pronunciare lentamente S-T-R-A-P-P-O… non senti che suono violento? Come fai?? Fa già male solo a dirlo!!!

E ancora, “ideale per una eliminazione (altra parola cruenta, brutta!!) FACILE E VELOCE”

…FACILE ???? Ti droghi? ma riparliamone quando hai una striscia attaccata sul delicato interno coscia, sai che coraggio ti ci vuole per darci uno strappo deciso????Non c’è nulla di neanche lontanamente facile!!

VELOCE???ma dove? Che io ci medito un quarto d’ora per striscia cercando in me tutto l’eroismo di cui una donna è capace (capito perché il mondo va a rotoli?!!)

Per non parlare poi del tragico epilogo della depilazione fai da te, dopo una delle ore più brutte mai passate nella mia vita (ma per depilarmi una sola gamba e male) finisce sempre che una striscia di ceretta mi si attacca anche sui capelli e là volano porchi inauditi.

Basta? Che devo fare? Posso andare in giro con una gamba depilata e l’altra no?

elogio al cibo:

"Quel che no sofèga,

ingrasa..."

ciò che non soffoca, ingrassa, di solito è preceduto da un
"Magna, ceo!"

mercoledì 3 settembre 2008

Cima tempesta



Si parte prestissimo, come tutte le volte. Stavolta andiamo in francia, il paesaggio è mozzafiato, anche il sentiero che a tratti non c'è e un pò lo inventiamo, come quando attraversiamo il nevaio. Poggi un piede e sai che stai andando giù, la ghiaia sotto il tuo peso cede, e c'è un abisso di sotto.I passi devono essere decisi veloci e mai perdere l'equilibrio. Quando ho paura non sento la fatica.

Arrivati su volevo strozzarli tutti, per avermi fatto fare una cosa così pericolosa, ma sulla cresta capisco che tutta la paura e lo sforzo sono ampiamente ripagati.

I due gradi si fanno sentire,specialmente sulle mie gambe nude (bella idea i pantaloncini corti!!) l'altimetro segna però solo intorno ai 2000.

Perdiamo il Sig. Testa tra le montagne e lo aspettiamo col cuore in gola.

Greggi di camosci e cuccioli di marmotta.

I nostri passi nel vento.

Dieci ore di cammino, 1500 metri di dislivello

Portatemi su ancora.




















Sto male...(???)



“Come non detto; non mollò la presa. Una forza inaudita nelle falangi. Le unghie erano conficcate nella mia pelle. Le sue mandibole fecero un rumore che riconobbi all’istante. Ogni tanto Francoise lo faceva di notte. Digrignava i denti. Pensavo che se non trovavamo una soluzione si sarebbe trovata dei molari da mucca. Ma, ovviamente, non ho mai osato parlargliene. E’ proprio vero che in fondo siamo soltanto un corpo! La ragazza più bella del mondo si addormenta ed eccola lì che rumina l’avena degli incubi. (Bruxismo è il termine esatto…) Vaglielo a spiegare quando, da sveglia, parte all’assalto del mondo….”

La lunga notte del dottor Galvan, Daniel

martedì 2 settembre 2008

D'ora in poi Catalpa




E’ solo un cambiamento, uno dei tanti che ci capitano. Non più Maniacalmente Maionese, bensì Catalpa Bignognoides Nana...e per celebrare ciò (dopo aver visto la Catalpa con questi scuri occhi, ed essermi innamorata un sabato mattina dei suoi frutti “fagioliniformi”, delle sue larghe foglie a cuore e dei bei fiori bianchi) ho deciso che era ora di evolvermi. Sto diventando un’essere (ho messo l’apostrofo perché sono femminile!non commentare grazie!) più essenziale, che ha eliminato il superfluo dalla vita. Mi sono accorta che tante cose che ne facevano parte erano inutili, a volte solo un peso, ma le volevo mie senza accorgermi che mi stavano avvelenando l’anima.

Perchè sto diventando sempre più semplice. Perchè mi sto capendo sempre più a fondo. E sto affondando le mie radici su terra che davvero conta e sono salda al suolo. Sono un gigante immobile che guarda passare il mondo. Che sta ferma, ma nella sua fermezza fa molto più di ciò che appare agli sguardi. E’ solo che bisogna saper vedere le cose veramente belle.

Ho alzato la sella della mia bici di almeno due dita, sono cresciuta!

Ed ora un estratto di un libro in cui sono inciampata questo pomeriggio di non-studio riguardo alla natura del maschio (e qui c’è anche chi può lagnarsi del fatto che magari è meglio se guardo la tv, ma non ce l’ho...ricordate??l’essenziale...)

“Il cervello ed i genitali sono bene i due poli opposti [...]L’un polo non comprende l’altro, l’uno è per l’altro come se non fosse [...] Ciò che è per il cervello il sonno, è per il polo opposto, i genitali, il loro stato ordinario, e cioè uno stato di quasi incoscienza: l’erezione è lo svegliarsi dei genitali, ed allora essi diventano sede immediata di una coscienza, che però ha una tendenza contraria a quella del cervello. Onde, poichè soltanto uno dei poli può manifestare un’energia potenziata e nello stesso tempo l’altro deve di altrettanto abbassarsi, le polluzioni nel tempo del sonno cerebrale, la tendenza all’erezione nei giorni in cui la coscienza è torpida e sonnolenta e nel torpore che invade lo spirito dopo il pasto meridiano; onde l’impossibilità d’un elevata attività mentale durante l’erezione”

Arthur Schopenhauer

uno dei filosofi che mi aveva più intrigata al liceo (lui anche era un vegetariano, come Leonardo Da Vinci, e Mahatma Gandhi...) Il testo parla da sè...

lunedì 1 settembre 2008

La Absinth ha locksato di nuovo!!!

Ragazze!!!!

News incredibili dal mondo della cinematografia. Il blog della rinomata casa di produzione torinese ABSINTH PRODUCTION è rientrato finalmente in attività, e in un modo a dir poco spettacolare! Presente il Vesuvio e Pompei? Una cosa simile.

Aspettavate il Serio porcoddue? Speravate nel completamento della trilogia di CFU???

AHAHAHAHAHAHA INETTI!!!!

La magica fata verde ha ben altri progetti... Per saperne di più andate su www.absinthproduction.blogspot.com, oppure cliccate sul link "Il Serio e i suoi fratelli" qui di fianco!

E soprattutto ragazze... la caccia all'interprete femminile per il nuovo progetto è aperta! I requisiti sono il DNA di Margherita Hack e il corpo di Angelina Jolie... Io, personalmente, di avere il DNA di Margherita Hack ne sono sempre stata fiera... in quanto al corpo di Angelina Jolie... certo che ce l'ho!!! Ho fatto bene a tenerlo in frigo per le evenienze...

DITECI QUANDO!!!
DITECI DOVE!!!
DITECI DI PIU'!!!!!!!