mercoledì 13 maggio 2009

equilibri. su di un filo.


acquistare equilibrio per poi perderne subito un altro.
che poi, non è questione di equilibrio anche questo?
e allora, avanti, sempre.
Ho perso l'abitudine
di avere delle abitudini

lunedì 11 maggio 2009

Anche stamattina


Vorrei svegliarmi

e
fuori dalla finestra
foglie di frassino
.



Soffici lenzuola bianche
.

Un cappuccino di soja e tanto caffè
.



Un buongiorno sussurrato fra troppi capelli.
.

Un bacio in fronte











Per gli agronomi e forestali: prima di scatenare una diatriba in merito alle foglie di frassino, so che quelle dell'immagine non lo sono...non ne ho trovate!!!








domenica 10 maggio 2009

Per questo week-end ... basta treni!!

Il sabba aderisce al proposito


dal blog di falco silente
e dal blog del poirinese cagacazzo

Parabola metropolitana

La vita è come un gigantesco raccordo anulare, sul quale tutti procedono in auto più o meno grandi, rumorose e inquinanti.
Ora, troviamo 3 tipi di guidatori:
1. Quelli che guardano avanti e indietro, e vedono altre auto che si muovono nella stessa direzione. E si convincono che la vita sia quello che fanno.
2. Quelli che guardano in alto, e notano segnali che indicano le uscite, ma vedono altre auto avanti e dietro. E si convincono che nella vita convenga continuare a fare quello che fanno.
3. Quelli che guardano avanti e indietro, vedono i segnali, e provano a seguirli. Ed escono dal raccordo anulare, trovando a volte la strada per la città, altre volte sentieri sterrati nei quali l'auto non può passare e devono scendere e farsela a piedi.

Mi impegno ad essere sempre un guidatore n.3
E a tenere una bicicletta in auto.

Vostra,
Rompisassi

venerdì 8 maggio 2009

giovedì 7 maggio 2009


A ogni male ci sono due rimedi.



Il tempo.







Il silenzio.















Torte che passione!!!

Certe cose bisogna sbatterle in faccia alle persone.
Come una torta.
E più li cogli di sorpresa,
più eclatante è il tuo gesto
più sarà forte la loro reazione alle tue parole.
Verrai additata come un'estremista
(ma questo lo fanno da anni),
verrai accusata di essere una visionaria
(ma questo lo fanno da anni),
verrai accusata di essere una pessima comunicatrice
(ed è purtroppo una spietata realtà, con la quale fatico a fare i conti).
Ma di tutti quelli a cui tirerai una torta in faccia,
qualcuno si soffermerà,
non tanto sul gesto che potrà parergli solamente buffo,
ma magari sul sapore della torta che gli hai tirato,
che oltre a finire dentro alle narici è pure sulle labbra,
e comincerà a farti delle domande,
poi forse magari qualcosa in lei/lui scatterà.
In realtà tirare torte in faccia è faticosissimo
(se lo fai da anni poi...)
e mi sembra davvero l'unico modo per incidere sulle persone,
poiché tutto oggi scivola.
Coglierle di sorpresa.
Dire cose che non si aspettano,
mettere nuovamente in moto il loro pigro cervello.
Con ragionamenti semplici e diretti,
ma che dietro abbiamo delle solide fondamenta di informazione,
ma soprattutto le belle parole vanno accompagnate dai fatti.
Come disse Gandhi e come continuo a ripetere :


dobbiamo diventare
il cambiamento che vogliamo vedere.



Perché di discorsi pacati è pieno il mondo.
Le parole oggi sono solo parole e non più i significati per i quali sono state create.

Questo discorso verrà dimenticato alla prima sigaretta,
alla fermata del bus,
alla prima canzone sull'MP3.
Demagogia.
Sentiti ormai troppi...

Di discorsi infervorati è pieno il mondo,
e di discorsi pieni di urla anche.
M'è capitato giusto in questi giorni di guardare la televisione e ho ricordato perché non l'accendo più.
Mi sembra un mondo surreale popolato da isterici,
subdoli,
infami,
perditempo,
ignoranti,
quaquaraqua.
Sembrano tanti bambini che litigano e non sanno nemmeno per cosa. Però strillano tantissimo.
Inascoltabili.

E allora come fai a rimanere nel cervello della gente?
Come si può gettare i semi per un nuovo modo di pensare?
Con le torte in faccia!! ma gettate con PASSIONE.
La passione vera fa la differenza,
se ce l'hai allora si crea un canale di comunicazione preferenziale e quello che dici acquista autenticità.
Non puoi fingere una passione.
Non puoi mentire una passione.
E' un po' come l'amore, non puoi fingerlo.
E di passione si parlava proprio con di mestiere il vento
(una giovane ma saggia amica)
davanti a una birra e una pizza al tegamino.
Dov'è finita la passione?
La maggior parte delle persone che mi circondano sono mosse esclusivamente da automatismi dettati dalla grigia quotidianità nell'aver accettato passivamente che le cose non possono che essere così.
Sono le persone che hanno smesso di lottare o di crederci,
hanno smesso di guardare oltre la routine e il costume imposto dalla nostra società,
o che forse non hanno mai avuto la forza di guardare oltre quel muro di modus vivendi socio-economiche-culturali (anzi medio-basse culturali) che ci propinano.
Sono persone che non tendono a migliorare se stesse,
ma vogliono solo tendere al centro della curva a campana di Gauss della mediocrità,
e una volta raggiunta,
si sentono appagati della loro esistenza.
Un pò li invidio, forse sarebbe tutto più facile così.
Oppure ci sono persone che lottano,
ma per le cose sbagliate
(guerra, denaro, finanza, potere...
insomma i quattro cavalieri dell'Apocalisse in bicicletta del 1 Maggio!).
Questi sono pericolosi poiché in genere spietatamente intelligenti (ma ci sono palesi eccezioni ad esempio a capo del nostro Governo) sì tanto da calpestare qualunque valore in nome dei loro fini.
Oppure siamo noi a essere fuori luogo,
fuori tempo
e a rappresentare la DEVIAZIONE STANDARD
(deviate?
reincarnazione di rivoluzionarie suffragette,
di staffette partigiane,
di streghe bruciate al rogo?
io di sicuro sono una strega viola!)
Perché io non riesco ad accontentarmi a stare a guardare senza fare niente.
Proprio come voi...
Perché cantiamo fuori dal coro?
Perché proprio non ce la si fa a uniformarsi alla massa, ad accontentarci del nostro piccolo?
Perché così determinate a voler cambiare le cose?
Io sento che devo fare qualcosa per il mio paese,
per gli altri,
per il mondo,
per chi verrà.
Ma possibile che siamo così in pochi a volerlo?
E tutti gli altri? mi sto chiedendo...
cosa vogliono dalla loro vita?
O se vogliono quello che vogliamo noi, perché non lottano come noi?
“E allora?
Cosa vuoi fare?
Tanto siamo troppo pochi per poter cambiare le cose!”
Quante volte...

FALSO,
questa è una frase priva di PASSIONE


perché tutti sanno che seppur piccola un'insistente goccia,
con gli anni riuscirà a scavare la roccia.
E io voglio crederci.
Forse per ora siamo solo una piccola goccia, ma chissà...

Qua bisogna fare la rivoluzione,
bisogna fare la differenza,
bisogna mostrare a chi ha smesso di crederci che un altro mondo è possibile,
bisogna trasmettere la nostra passione come meglio riusciamo. Dobbiamo uscire dall'ottica individualista per cui il fine ultimo è il mio IO.

Il fine ultimo dev'essere il bene di tutti,
la giustizia,
l'equità,
la libertà di pensiero,
la pace,
la tutela dei diritti,
e potrei continuare a lungo.
Così a lungo
che una volta finito,
guardando giù,
dopo che si è puntato tanto in alto,
quasi mi verrebbe il capogiro da vertigine.

Così metto i sandali anche se sta per piovere e i pantaloni a zampa, e vado a comprare il Manifesto giù all'edicola quella vicino alla farmacia
(che ne ha in totale due copie per l'intero paese!!!
l'altra edicola proprio non lo tiene nemmeno!!
perché da me è già tanto se si legge l'Unità e già così ti comprometti assai...)

So che mi guarderanno male e sentirò serpeggiare maldicenze su di me,
perché vivere in montagna
in piccolo paese leghista-fascista
e cantare fuori dal coro significa questo,
ma sperando tanto che qualcuno attacchi bottone,
giusto giusto per aver il pretesto di tirargli una torta in faccia
e sperare che la mia passione possa bastare!!!

mercoledì 6 maggio 2009

Cambiamo le cose.

Come farlo? Sembra che il mezzo più diretto sia la politica.

Ma come farlo? Beh col voto, no?

Ci hanno però defraudato del nostro potere di voto. E pochi si rendono davvero conto della gravità di questo. Inoltre i più, hanno dimenticato (e taluni mai si sono davvero resi conto) cos'è il diritto-dovere di votare. Così facendo rinunciamo a un'arma a disposizione della collettività, mutilandoci da soli, e dimenticando a quale caro prezzo tante persone hanno dato la vita per sconfiggere una dittatura, regalandoci una repubblica (che ripudia la guerra, fondata sul lavoro....) e donarci una COSTITUZIONE che se davvero fosse punto cardine della nostra politica, immagino che saremmo tra le Nazioni più avanti di tutto il globo terracqueo.

D'altro canto è vero che chi fa la politica non ci rappresenta. E chi fa politica non ha ben chiari che i propri interessi.

Tragica verità che ho constatato quando mi sono scontrata con il microcosmo della politica universitaria, culla di coloro che un giorno forse vedremo negli scenari politici torinesi e nazionali (ma speriamo anche di no!) E mi sono chiesta: se nel “piccolo” di un Senato Studenti le robe funzionano così, nel “grande” del Senato della Repubblica cosa cazzo succede????

A questo giro però nelle Elezioni Universitarie c'è odore di nuovo, c'è chi ha aperto le finestre (e non mi riferisco al logo degli Obiettivi Studenti, che smettiamola di prenderci per il culo sono quelli di Comunione e Liberazione, alias Passione Veterinaria nella mia facoltà) per far cambiare l'aria di muffa del Senato Studenti. Perché allora non cominciamo dal ”piccolo”, dal basso, per poi portare pian piano ai vertici della politica un nuovo modo di fare e veder le cose? Una nuova prospettiva?

Io voto SI.

E spero davvero che stavolta le cose cambino, che la maggioranza non sia più spalleggiata da partiti , sindacati o quant'altro che non dovrebbero centrare con l'Università.

Che almeno la politica universitaria sia mossa da ideali che ormai sono andati persi chissà dove e non dal denaro, potere, vanagloria!!

Quanti scandali negli anni sono stati messi a tacere, sapientemente insabbiati anche da pezzi grossi del mondo accademico per proteggere i loro pupilli, nel Senato del nostro Ateneo? Firme false per avere il gettone di presenza (Obiettivo Studenti), accordi tra destra e sinistra su come spartirsi i soldi dei bandi, ancor prima di leggere i progetti e valutarli (tra tutte le componenti allora presenti nel senato). Chi è stato senatore spesso è stato un'interessante propaggine di organizzazioni a delinquere (e badate bene che non le chiamo politiche perché mi rifiuto di credere che la politica sia così inficiata) per ficcare il naso e rubare (definiamo le cose col loro nome) anche dal pentolone dell'Università.

Mi sono scoglionata di sapere che il Senato è popolato da tanti burattini i cui fili fanno capo a una ahimè non più ristretta egemonia di personaggi mafiosi, disonesti, corrotti che ormai hanno in mano l'Italia, o fanno capo a organizzazioni che hanno accettato le regole del gioco e che hanno smesso di lottare per la collettività.

Perché fa comodo avere pedine anche lì, perché le scuole si sa che sono spesso fucine di rivoluzionarie idee, di gente che impara a pensare con la propria testa, e il libero sapere è difficile da ingabbiare tra le sbarre di una dittatura, averne il controllo o rendere sempre più scadente l'istruzione, al potere fa comodo. E attenzione perché non sto esagerando, anche se per alcuni sono una visionaria, forse so solo guardare un po' più in là.

La rivoluzione forse comincia anche oggi, forse comincia anche da qui.

Forse è comunque cominciata anni fa, con quei pochi che hanno avuto le palle di presentarsi al Senato con dei valori , quelle belle persone incorruttibili che non si sono lasciate incantare per affluire a bacini più grossi, ma che hanno cercato di scardinare i meccanismi, che hanno votato NO. Ma erano troppo pochi.

Da allora comunque, passi in avanti ne sono stati fatti, ma non ancora abbastanza.

Forse comincia dal nostro Ateneo, dalle nostre Facoltà. Adesso, con queste elezioni.

Forse non sarà una rivoluzione in cui bisognerà imbracciare il fucile e salire sulle nostre montagne, forse basterà solo mettere una X al posto giusto.

Perché quando si parla di rivoluzione si pensa alla violenza, alla lotta, ma a volte si dimentica che la rivoluzione siamo noi stessi e le nostre scelte.

Spero davvero che quest'elezioni le vincano i SI (Studenti Indipendenti).

Lo spero davvero tanto, se siamo in tanti a sperarlo...allora, forse...

Perché ne abbiamo avuto i coglioni pieni. E ve lo dice una che c'è da parecchio all'Università e che si è sempre informata a riguardo. Che ha sempre sbattuto la faccia contro la disonestà, l'ipocrisia, i raggiri, i voltafaccia per interessi di potere di questa politica. Ma che ha anche trovato compagni che le hanno leccato le ferite e aiutata nelle lotte contro i mulini a vento, perché se insisti col tempo poi vedi realizzarsi quello per cui ti sei battuta tanto duramente. Lottare contro il sistema è sfiancante, lo so.

Per questo mi auguro con tutto il cuore che le elezioni le vincano loro, perché vedo nei candidati del SI la passione, gli ideali (e mi ci rivedo un po' anch'io) ma soprattutto finalmente i numeri giusti per poter cambiare le cose.

L'Università siamo noi studenti. Senza di noi crollano baracca e burattini. Senza gli studenti e la ricerca l'Università non ha senso di esistere. L'Università è nostra!

Non di Comunione e Liberazione (Obiettivo Studenti), non dei sindacati CIGL (Udu, che tra l'altro vi ricordo che in uno degli ultimi senati ha votato compatto con Obiettivo Studenti, contro gli studenti indipendenti, paura di perdere elezioni e poltrone, eh???)

E' legittimo che chi ci rappresenta nei Senati sia uno di noi e non una pedina, che sia lì per difendere i NOSTRI INTERESSI e non quelli del partito che rappresenta? E' legittimo che chi siede in Senato, non sia lì per scaldare la poltrona e portarsi a casa i soldi del gettone di presenza, ma sia lì perché ci crede? E' legittimo pretendere che chi fa politica abbia i COGLIONI e la COERENZA di portare a compimento il proprio programma elettorale? E' legittimo che la persona che ho votato non abbia secondi fini nel rappresentarmi ? E' legittimo chiedersi perché in Senato Studenti bazzichino certi soggetti benpensanti che sconsiglierei caldamente ai miei figli di frequentare? E' legittimo tappare la bocca a quella fastidiosissima e vaneggiante Sardina?

(...SI...)

E STAMATTINA non ce n'è per nessuno. E STAMATTINA siamo già fuori dalla campagna elettorale e non si potrebbe parlare di questo, perché da STAMATTINA si vota (ma sono un cane sciolto che ha bevuto troppo caffè...)

E se ci tenete per la par condicio vi parlo anche dei nazi-fascisti e dei leghisti, ma forse a questo punto non ce n'è bisogno ed è davvero meglio di no!

Vi ripeto solo che l'Università è nostra, ed è giusto che certe dinamiche e certi soggetti ne rimangano FUORI. Le potenzialità di quest'elezioni sono tangibili. Le cose si possono cambiare, anzi, siamo arrivati al punto in cui DOBBIAMO cambiarle, per cui prendi 5 cazzutissimi minuti del tuo dannatissimo tempo di studente e anziché andare a fumare una siga, a prendere un caffè alle macchinette, a cercare di baccagliarti quella stragnocca che tanto non te la dà (fidati è di CL, prima del matrimonio resta un miraggio, una volta tanto usa il cervello e non il pisello!), a fare le fotocopie di appunti che tanto l'esame è fra 1 mese e hai saltato solo una lezione, vai al seggio!!!

Pensa che hai la possibilità di scegliere da chi essere rappresentato negli organi centrali (quelli dove si prendono decisioni che poi incidono sulla TUA vita di studente, sulla TUA carriera universitaria, sulle dinamiche della TUA facoltà, sulla burocrazia di alcune pratiche che persino TU dovrai compilare) e poi non venirti a lamentare con me, tu, proprio tu, solo tu, nient'altro che tu (vitello dai piedi di balsa!!!) che non hai votato, perché t'infilo il fonendo nell'unico buco in cui sei ancora vergine (la narice sinistra)!!!

Io voto i SI.


E voto STAMATTINA!!!!!! (Dopo 7 ore di treno!!!)


E chissà che si spacchi per davvero qualche ruota di questo vecchio meccanismo e che si getti davvero il seme (spero infestante) di un nuovo modo di pensare, di fare le cose. Un modo coerente, giusto, solido e solidale, leale. Buon voto a tutti.


Una visionaria.

martedì 5 maggio 2009

gestione della cosa pubblica

Si avvisa che oggi pomeriggio saranno cambiate le serrature del museo Egizio e consegnate le chiavi al primo passante sopraggiunto, a chi interessasse....

domenica 3 maggio 2009

la frase del giorno

Non si muore tutte le mattine.
V.Capossela

Radicchio e Vino Rosso

Discorsi da grandi davanti al risotto:
"Perchè in fondo non è importante quanto impegno metti in quel che fai, ciò che conta è la felicità a cui puoi arrivare con il tuo impegno ogni giorno. E a che serve impegnarsi tanto nel lavoro, se alla fine della giornata non sei felice?"

Il mio augurio per te, è che le tue scelte siano guidate dalla voglia di vivere che a volte addormenti, perchè è più semplice non pensarci.

Fior di Roccia

sabato 2 maggio 2009

compagni, buon Primo Maggio

e quando il primo di maggio ti ritrovi in piazza con così tante
persone pensi che allora è vero, che non sei solo.


















perchè una coccarda rossa appuntata sul petto
è una tradizione irrinunciabile.

Tu sai...



Perchè stanotte preparando la mia valigia, per vagabondare di nuovo, ho ascoltato la tua musica




E ho cercato il tuo libro fra i miei, ma ho trovato solo piccole citazioni in posti davvero troppo affollati...



"Bisogna conservare l’intuito primordiale della donna madre-interiore, l’archetipo che dà energia, seguire le dieci regole dei lupi per conoscere il territorio della vita: mangiare, riposare, vagabondare, mostrare lealtà, amare i piccoli, cavillare al chiaro di luna, accordare le orecchie, occuparsi delle ossa, fare l’amore, ululare spesso..."





Grazie,
vorrei poterti scrivere qualcosa di davvero bello,
ma mi viene solo un "grazie"

venerdì 1 maggio 2009

dono per un' amica.

perchè a volte è così.
ma, a volte...


è così!!

ps: ho dei seri problemi ad inserire le immagini al posto giusto con i commenti scritti al posto giusto...