sabato 18 aprile 2009

Pensieri a ruota libera...


A pranzo...si discute:


Siamo contro l'oppressione dell'uomo sull'uomo, dell'uomo sulla donna, dell'uomo sull'ambiente...

"Dell'uomo sulla donna? ma allora anche della donna sull'uomo!!! della donna sulla donna, della donna etero sulla donna omosessuale, dell'omo omo sull'omo non omo...."

"E' controproducente sottolineare una differenza che non c'è,
ma c'è.
Nel senso che in quanto donne siamo uomini...
Questo è un discorso che si faceva ieri con un amico che c'ha chiesto
perchè noi donne abbiamo rinunciato a un ruolo meraviglioso come quello della mamma.
Per l'emancipazione alcune donne hanno accantonato questo ruolo,
ma pensateci, in vero non sarebbe meglio il contrario?
Cioè che nessuno ci rinunciasse
nemmeno gli uomini,
e che anche loro facessero le mamme?
E' in fondo tutta una questione di tendenze,
non è che siamo a scatole chiuse,
siamo chi più
un pò più donne,
chi un pò più uomini,
chi più nordici
e chi più suddici,
ma in fondo siamo un pò tutto,
cioè siamo più un essere
che un non essere
e tendiamo verso una caratteristica
che però non esclude mai del tutto il suo opposto"


"Nel senso che io sono un UOMO, ma non sono uomo"

"Eh...tranquilla Catalpa, non sei solo uomo, ma anche un pò donna!!!"

Abbaimo un problema:
l'autarchia nel sesso non funziona,
anche se siamo uomini ma non siamo uomini.
Staremo mica tendendo un pò troppo ad essere donne?


I soliti deliri
logistici

"Pronto?"

"Pronto?"

"Non ce la faccio a venire a prendervi, ho incontrato dei tizi a palazzo nuovo, e devo ancora fare tutto"

Rimango, con la scopa in mano.

Suona di nuovo

"Pronto?"
"Pronta!"
"Passo a prenderti tra poco..."

Poco dopo
...drin...
"Pronto?"
Ho sempre la scopa in mano

"Passo io a prenderti, ma forse non ci stiamo in macchina"
"Ottimo, ma alla fine son solo io..."


"Vengo...no studio...Vado dai miei a domani!!!"



"Pronto?"

Io sono pronta, ho posato la scopa, messo le mie scarpettine arancio coi fiocchi, vestita di colori molti caldi.




Magione del Biund.
Il castello dov'è nata la principessa seduta al mio fianco.
Via Gonorree.
Un'enoreme rotella delle merendine kinder su un prato.


Gioia (Liverpool, What?)
che con Lauro canta "piggia u cane" su mia richiesta
Un piatto in due e due sedie in tre.
Golden boy e le sue donne incinte, i topini.
Una panna cotta deliziosa.
Mangiala tu....no tu...dai...

Ho contatti con l'ARPA, domenica pioverà.


"Vado a coricarmi sul divano"
..troppo BRILLAnte
Tamorre
Capelli rizzi e niuri
un pensiero di oggi...una parola bella...
"niuri".
e San Vito dei Normanni
.
Nonna nonnarella.
Le mani di Gioia sanguinano sul tamburello.

Apriamo il Nero d'Avola....ma Lambrusco io stasera no....
L'erba bagnata sulle caviglie.
Brivido di freddo che mi corre sulla schiena.

Ho baciato un'asina, tra le nari.
Ha sbatacchiato le sue orecchie.

"Per prima cosa, decapitiamo Ratzinger in piazza San Pietro, poi legalizziamo la prostituzione e trasformiamo il Vaticano in un bordello"

Ricordatevi il 16, il 19 e il 24 Maggio.
Porcellini e maialini in un laboratorio di chimica.
Odore di asina tra le dita.
Voglia di Mazurka.
E ora sonno che domattina...

giovedì 16 aprile 2009

La Primavera la senti da noi solo quando cominciano le feste del Prosecco.

Allora sai che quell'aria frizzante, non è data solo dal clima ma anche dal vin,

anzi soprattutto dal vin.

E vuoi non celebrare la Primavera?

Tutti su a San Piero de Barbozza.


Assaggiamo prima un Prosechin tranquillo, de quei fermi.

Dopo 'naltro. E un Cartizze. E dopo? Fa tì.

Alla combriccola si aggiungono amici, bottiglie,

e babanesi par sugar na ss-cianta


E della compagnia, scossa dalla lieta novella

dell'imminente matrimonio del Geo,

che l'è el primo de noialtri che'l se marida

restiamo in ballo solo io e Duzzi.

In macchina solo io, lui e una bombola del gas

(le coppie in un'altra)


Guardiamo le bollicine del vin

“Tò, bevi ti anca el meo

che mì ho da guidar

oncò ho belchè cargà su

e ere imbriago sia ieri

e l'altro ieri

e se i me ferma i carramba...”

Così ho anche parte delle sue bollicine nel cervello

E mi sento frizzante come la Primavera.

E se solo non avessi un treno all'alba

e la valigia ancora da fare

staria de strassinon tuta la note!!!


E' una notte bellissima,

di stelle e confidenze fra amici

in mezzo alle vigne.

A lui sono legata.

Al mio amico che ha un occhio marrone e uno verde.

Al mio amico da quando eravamo putei,

da tosi e anca dess.

Al mio amico che s'è fidato a lasciarmi le chiavi

della sua macchina nuova.

A me e a nessun altro.

Al mio amico col quale si stava

a guardare gli scaffali del supermercato

(reparto alcolici)

per buoni quarti d'ora prima di decidere

cosa avremmo bevuto.

Al mio amico“Che se ti fa soffrire,

se lo vanto,

lo scavethe in quatro tochi”

Al mio amico.

Un forte strucon.

“Torni?....Quando?”

il dialogo interiore della giornata

su sollecitazione di devi

Me: e se lo passo?

Io: Tequila!...sale e limone!

Me: e se non lo passo?

Io:Tequila, sale e limone.

Me: oddio!!! e se non sò se l'ho passato???





Io: Idem.


(comunque per la cronaca: vale l'opzione 1!!!SEEEEEEE!!Ho finito gli esami!!!!!!!)

mercoledì 15 aprile 2009

la frase del giorno



Vittoriosi, e alfin liberi siam!

IL MIO NOME è ROSSO

Quando Firdusi, il poeta del Libro dei Re, venne a Ghazna, alla corte di Scià Mahmut per essere disprezzato come poeta provinciale,e all'improvviso declamò l'ultima strofa di una quartina di tre versi che finivano con una rima molto difficile, io ero lì, sul suo caftano. Quando il leggendario eroe del Libro dei Re, Rustem, partì alla ricerca del suo cavallo scomparso in paesi lontani, io ero sulla sua faretra, nel sangue che colò quando la sua spada straordinaria tagliò in due il gigante leggendario, tra le pieghe delle coltri quando passò la notte a fare l'amore con la bella figlia dello scià di cui era ospite. Ero ovunque e sono ovunque. Quando il vile Tur tagliava la testa a suo fratello Ireç, quando i meravigliosi e leggendari eserciti combattevano nella steppa e quando, per un colpo di sole, il sangue scorreva brillando senza sosta dal bel naso di Alessandro. Io ero lì. Ero sull'abito della bella che lo scià dei sassanidi, Behram Gur,- che ogni giorno della settimana sedeva su un trono di colore diverso e passava ogni notte con una bella diversa proveniente da un clima diverso e ne ascoltava le storie - visitava il martedì e di cui si era innamorato vedendone il ritratto, ed ero su tutto ciò che indossava dalla corona al caftano, Cosroe, e Sirin se n'era innamorata guardandone il ritratto. Ero sulle bandiere degli eserciti che assediavano le fortezze, sulle tovaglie dei banchetti, sui caftani di velluto degli ambasciatori che baciavano i piedi ai sultani, e ovunque si dipingeva la spada per le cui storie i bambini vanno matti. Sono stato steso con i pennelli sui fogli di carta pesante provenienti dall'India e da Bukhara, sotto lo sguardo di apprendisti dai begli occhi, di maestri mminiaturisti, ero sui tappeti di Usak, sulle decorazioni dei muri, sulle camicie indossate da donne tristi che guardavano la strada dalla finestra socchiusa, sulle creste dei galli da combattimento, sui frutti e sui leggendari melograni di leggendari paesi, sulla bocca di Satana, sulla sottile linea nei quadri, sui sinuosi ricami delle tende, sui fiori che il miniaturista faceva solo per proprio piacere, appena visibili a occhio nudo, sugli occhi di ciliegia delle statue di uccelli fatte di zucchero, sulle calze dei pastrori, sulle albe leggendarie, sui cadaveri e sulle ferite di migliaia, anzi, decine di migliaia di guerrieri, scià e innamorati. Amo stare nelle rappresentazioni di guerra dove il sangue si apre come un fiore, sul caftano del poeta più bravo mentre uomini e poeti bevono vino e ascoltano musica sui prati, sulle ali degli angeli, sulle labbra delle donne, sulle ferite dei morti e sulle loro teste tagliate che grondano sangue.

Sento che vi domandate: cosa vuol dire essere un colore?
Il colore è il tocco dell'occhio, la musica dei sordi, un grido nel buio. Dato che sono decine di migliaia di anni che ascolto, di libro in libro, di oggetto in oggetto, quel che dicono le anime, come il ronzio del vento, lasciatemi dire che il mio tocco somiglia a quello degli angeli. Parte di me richiama i vostri occhi, è la mia parte pesante. L'altra parte vola in aria con i vostri sguardi, è la mia parte leggera.

Sono così contento di essere rosso! Mi brucia dentro, sono forte, so di attirare l'attenzione, so anche che non riuscite a resistermi. Non mi nascondo. Per me la finezza non si ottiene con la debolezza o con la fragilità, ma con la decisione e la forza di volontà. Mi faccio notare. Non ho paura degli altri colori, delle ombre, della folla o della solitudine. Com'è bello riempire con il mio fuoco vittorioso una superficie che mi attende! Dove mi espando io, gli occhi brillano,le passioni si fortificano, le sopracciglia si alzano, i cuori battono forte. Guardatemi, com'è bello vivere! Contemplatemi, com'è bello vedere. Vivere è vedere. Io vedo ovunque. La vita comincia con me, tutto torna a me, credetemi.

....Una volta, in una città della Persia, quando il pennello di un apprendista mi stese sulle decorazioni di una coperta da sella del cavallo disegnato a memoria da un miniaturista cieco, avevo sentito discutere due maestri ciechi
"Noi che, com'era ovvio, alla fine siamo diventati ciechi per aver lavorato con ardore e fede tutta la vita, sappiamo e ricordiamo che tipo di colore e che tipo di sentimento è il rosso - disse il maestro che aveva disegnato il cavallo a memoria- Ma se fossimo stati ciechi dalla nascita, come avremmo capito il rosso che il nostro bell'apprendista sta stendendo?"
"E' un bel problema- disse l'altro- Ma i colori non si capiscono, si sentono"
"Raccontate, maestro, la sensazione del rosso a chi non l'ha mai visto"
"Se lo toccassimo con la punta delle dita, avremmo una sensazione di qualcosa tra il ferro e il rame. Se lo prendessimo in mano,sentiremmo bruciare. Se lo afferrassimo, lo sentiremo pieno come un pezzo di carne salata. Se lo prendessimo in bocca, la riempirebbe. Se lo annusassimo, avrebbe l'odore del cavallo. Se profumasse di fiori, sarebbe simile alla margherita, non alla rosa rossa"
...

Il mio nome è rosso Orhan Pamuk

La rivoluzione si fa ANCHE in cucina....

martedì 14 aprile 2009

Perchè Artemisia G.?

2 in 1

Artemisia Gentileschi

Artemisia Glacialis

2 tipe.....
....interessanti...

e

decise, quando serve.


« Chi penserebbe infatti che sopra un lenzuolo studiato di candori e ombre diacce degne d'un Vermeer a grandezza naturale, dovesse avvenire un macello così brutale ed efferato […] Ma - vien voglia di dire - ma questa è la donna terribile! Una donna ha dipinto tutto questo? »






Vecchie credenze pasquali...ormai abbandonate...















ottimismo

Cardy davanti al suo the
"Credo che nelle coppie ci sia sempre uno che non è all'altezza dell'altro!"

"Uham...nuuuuoah...ma come!!Bifognerebbe bilanciavsi a ficenda, altvimenti è meglio ...(slurp)...rimaneve da soli!!!"
Catalpa con la bocca piena di sedano rapa, insalata e cipolla cruda..

Cardy
"Certo che no!Ed è per questo che sono sicura che troverò uno meglio di me!!"

Sulla legge elettorale...



In totale silenzio sta passando la decisione del Ministro dell'Interno di non permettere al Paese di unire il voto per il referendum al voto per le europee e le amministrative del 7 Giugno.
Si ricorda che il referendum per cui voteremo a Giugno 2009 ha come tema l'abolizione della vergognosa legge elettorale voluta da Calderoli nel 2005 (da lui stesso definita poi una "porcata").

Avremmo dovuto votare già nel 2008 per questo referendum, ma poi la caduta del governo Prodi e le successive elezioni costrinsero a posticipare la data di un anno per ragioni legali.

Ora, finalmente, è venuto il momento di liberarci della "porcata".

Ma ovviamente cercano in ogni modo di mettere i bastoni fra le ruote.

Si sottolineano qui alcuni semplici dati.

Costo del referendum se accorpato alle elezioni Europee
7 Giugno
115 milioni

Costo del referendum se fatto da solo

14 Giugno
515 miloni

Costo del referendum se accorpato al ballottaggio amministrativo
21 Giugno
428 milioni


(Dati www.lavoce.info)


Se il referendum viene votato il 7 Giugno risparmiamo 400 milioni di euro.

1. Quali motivi sono tanto importanti da indurre il Ministro dell'Interno, in un momento di gravissima difficoltà economica per l'Italia, a posticipare il referendum al 14 Giugno, facendo spendere a noi contribuenti oltre 400 milioni di euro in più rispetto al necessario?

2. Quali sono le ragioni logiche per le quali io, cittadino, debbo essere chiamato per tre settimane consecutive a esercitare il mio diritto e dovere di voto?

Ecco la risposta a entrambe le domande:

Perché, se il referendum viene accorpato alle elezioni del 7 Giugno, potrebbe essere più probabile raggiungere il quorum del 51% e quindi la sua validità.

Ecco quanto siamo caduti in basso: la Casta, terrorizzata all'idea che passi questo referendum che colpisce al cuore i suoi privilegi, vuole giustificare l'ingiustificabile.

Vogliono convincerci che dare maggiori possibilità al referendum di raggiungere la validità sia una scelta contraria alla democrazia!

Possiamo ancora impedire questo scempio di denaro pubblico e questo insulto all'intelligenza di noi cittadini: questo argomento è bandito dai mezzi di informazione, ma noi possiamo sfruttare il Web per informare le persone su ciò che sta accadendo sopra le nostre teste.

Il Ministro Maroni dovrà ascoltarci! Parlatene con tutti quelli che conoscete, mandate una mail a tutta la vostra rubrica, mettetelo sul vostro status di Facebook, di MSN, di Twitter, di MySpace per far arrivare ovunque questo messaggio:

Europee+Referendum. No agli Sprechi. 7 Giugno 2009.

Prima di stampare, pensa all'ambiente ** Think about the environment before printing

P Rispetta l'ambiente: se non ti è necessario, non stampare questa mail.

Ai sensi del D.Lgs. 196/2003 si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate ed a uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto per errore, La invitiamo ad eliminarlo senza copiarlo e a non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione. Grazie.


Ai sensi del Regolamento interno del nostro blog (di cui ogni partecipante ha una versione, personale, ma in linea generale ogni versione non si discosta molto dalle altre) si precisa che...Se non vuoi leggere questo tipo di messaggi, naviga in altre acque del web....Grazie

lunedì 13 aprile 2009

Torni..ma quando?

Impacchetto di nuovo la mia roba.
Sballottarmi da est a ovest.
Da ovest ad est.
Fare le valige.
Ormai sono bravissima.
Ovunque ho un posto dove andare,
ma non ho una terra a cui appartengo.
Non più.
Non ho persone a cui appartenere
perché mi sento una randagia,
che sa il fatto suo.
La libertà è una cosa meravigliosamente desolante.
Non hai legami, altrimenti non lo saresti.
Mi chiedono
“Cosa farai?...Tornerai?”
“Quando?”

E sono qui che vorrei piegare
con la stessa naturalezza
con cui piego i pantaloni
gli ultimi accadimenti della mia vita,
quest'inquietudine,
posarla nella valigia
con cura
per evitare stropicciamenti,
e chiuderla lì...
almeno per la durata del viaggio.

Nei miei viaggi, però
si mischiano
sogni vividi e realtà.
Sogno di baci inattesi
e persecuzioni.
Mi sveglio di scatto
con un gran male ai lombi.
Peschiera. Tanta luce nel lago.
Poi mi riaddormento.
E sto ballando.
E' un sogno bello.
Mazurka.
Sono molto brava.
Mi sveglio di soprassalto
Milano, buio, tutto grigio.

Forse dovrei finalmente
rassegnarmi serenamente
a quello che vorrei.
Ma cosa voglio?
Timbrare il biglietto del treno che ho in mano.
Biglietto
Di sola andata.
Io.
Sola.
Sola.
Sola.
Per tornare dove?
Non so
E quando?
Non so...
Vorrei capire se è solo paura
o intuizione.
Mio padre ha sempre ragione.
Lui ha sempre buoni consigli.

Vorrei essere davvero libera.
Ma è una balla...
Sono legata a molti luoghi,
a troppi occhi, bocche, sorrisi
abbracci, montagne,
fiumi, campi di fieno, l'albero di ciliegie
tradizioni, lingue, strade,
bei ricordi, brutti ricordi
che forse è un po' come essere libera,
perché a differenza di chi è sempre fermo
e sa dov'è
io non lo so.
I legami dovrebbero dare
una sicurezza
che io non sento.
Sento solo a volte che sono persa.
Perché c'è troppo tempo
e troppo spazio
tra tutte queste trame d'affetti.
Io
con un'identità che
tutto ciò che ho attorno
dovrebbe rafforzare,
ma nella quale non riesco a identificarmi
mai completamente.
Sono spaccata dentro,
leggo negli occhi delle persone
che mi amano
aspettative.
E
non so se sarò all'altezza
delle loro, delle mie,
e di ciò che pretendo da me stessa.

Tutti mi chiedono solo
“Torni?....Ma quando?”
E sono di nuovo su un treno
con Turbamento seduto al mio fianco
che è il mio compagno di viaggio
pallido, malato, insistente.

domenica 12 aprile 2009

Il mio pranzo di pasqua...

Di genere e di anzianità

ancora oggi in onda nelle migliori famiglie italiane...

- e perpiacere non metterti di nuovo a discutere con tuo zio di politica se andiamo al ristorante, non stà bene fare quelle scene...

-Ma è lui che reagisce male, io parlavo.

-Ma lui è un uomo
-?!
-ha più di 50 anni,
-??
-avrà pure ragione no?


-?!!!!!!!!?!