mercoledì 31 agosto 2011

Addio sconti sui libri...

I segreti della casta di Montecitorio: domani entra in vigore la LEGGE LEVI. fino alle 23...: 20 luglio il parlamento ha promulgato la legge Levi. Dal 1 settembre sarà "consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiun...

domenica 28 agosto 2011




"I’ve been weary, oh I am blue

and I try to smile and I swallow the thorns

oh, I’m acid, and I’m broken down

and I try to pretend I’m fine

on my own, on my own, on my own

I am tired and blue

and I can’t pretend, I can’t pretend it’s because of you

oh the arrows they blow, they’re striking me down

and as hard I try, I don’t make a sound, make a sound

make a sound, make a sound, make a sound"




Vanessa Bruno














domenica 21 agosto 2011

Le nostre tanto attese mestruazioni e le rivoluzioni









Una nuova forma di io plurale,

che non è un noi, perchè non ha confini al singolare
che confluiscono in una moltitudine
ma amalgama di essenza














 

sfociate al mare
depauperato del leggittimo lido all'asta
non ci resta che
"una canzone da spiaggia deturpata"






ma quando al ritorno
faremo "la lotta armata al bar"










"E che cosa racconteremo ai figli che non avremo
di questi cazzo di anni zero?"








Racconteremo delle impronte della fatica sulle spalle e sui piedi
della lettura assorta di un sentiero
dell'odore di salsedine sulle pendici di festuca





Dei sentieri dei nidi di ragno nei noccioleti al Turchino
delle forza della resistenza che sopravvive alla Benedicta
dell'incantevole brillio delle metropoli lontane
che ci piacciono tanto proprio perchè distanti
"e il problema, ripetevi,
è che sono stati asfaltati i prati e non i preti"





Raccontiamo delle via lattea in una serenata
di campanacci di mucche
e di fedeli amici a quattro zampe.
Di chi incontri sulla strada
in direzione contraria ma concorde
talvolta ammirata









Racconteremo "le nostre tanto attese mestruazioni
e le rivoluzioni"




E noi, orfane di padri trucidati su montagne livide
insegneremo, ai figli che non avremo, a resistere
come loro hanno isegnato a noi.






sabato 13 agosto 2011





Te sai molte cose un pò bizzarre,
cioè no,

un pò come i matti,
sembra che ti droghi eh
però no,
te non ti drogherai mai
lo so,
te sei bravo,

però sembra eh


....






mercoledì 10 agosto 2011

Idiopatica incertezza nelle articolazioni

Ho suonato piccole campane viola
su un morbido muschio d'un verde giovane

Ho sbattuto contro un vento che taglia la pelle
e strusciato su rocce che non erano sentiero

Ho quasi pianto
davanti all'encomiabile sopportazione del ghiacciaio
ai cambiamenti climatici







lunedì 25 luglio 2011







Ma come ve lo devo dire

che io la guerra non la faccio...









Faccio l'amore...




venerdì 22 luglio 2011



Occorrerà dunque eliminare dalla società ogni insegnamento ed abolire tutte le scuole?
Tutt’altro.
È necessario anzi diffondere a piene mani l’istruzione nelle masse, e trasformare tutte le chiese,
tutti questi templi dedicati alla gloria di Dio e all’asservimento degli uomini,
in altrettante scuole d’emancipazione umana.


[...]


Sventuratamente, i governi paternalistici hanno lasciato marcire le masse popolari in una così profonda ignoranza, che sarà necessario fondare delle scuole non solamente per i figli del popolo,
ma per il popolo stesso.

Da queste scuole dovranno essere assolutamente bandite le più piccole applicazioni o manifestazioni del principio di autorità.
Non saranno più scuole, saranno accademie popolari in cui non ci sarà più questione né di scolari, né di maestri, dove il popolo verrà liberamente a prendere, se lo trova necessario, un insegnamento libero, e nelle quali, ricco della sua esperienza, potrà insegnare, a sua volta, molte cose ai professori che gli apportano cognizioni che egli non ha.
Questo sarà dunque un insegnamento scambievole, un atto di fraternità intellettuale tra la gioventù istruita e il popolo.




Michail Aleksandrovič Bakunin



domenica 10 luglio 2011

meLAmerito







C'era una volta una mela a cavallo di una foglia.
Cavalca, cavalca, cavalca
insieme attraversarono il mare.
impararono a nuotare.
Arrivati in cima al mare, dove il mondo diventa piccino, la mela lasciò il suo vecchio vestito e prese l'abito da sposa più rosso, più rosso.
La foglia sorrise, era la prima volta di ogni cosa.
Riprese la mela in braccio, e partirono.
Giunsero in un paese giallo di grano pieno di gente felice, pieno di gente felice!
Si unirono a quella gente e scesero cantando fino alla grande piazza.
Qui altra gente si unì al coro.
"Ma dove siamo? ma dove siamo?"
Chiese la mela.
"Se pensi che il mondo sia piatto allora sei arrivata alla fine del mondo. Se credi che il mondo sia tondo allora sali, e incomincia il giro tondo!"
E la mela salì, salì, salì, salì, salì.
La foglia invece saltò, saltò, saltò.
Rientrò nel mare e nessuno la vide più.
Forse per lei, mah, il mondo era ancora piatto.
....Vicino al mare dove il mondo diventa piccino....Se credi che il mondo sia tondo, allora sali,sali! E incomincia il giro tondo!



venerdì 8 luglio 2011

Teoria del contatto






A volte, ho sognato di elaborare un sistema di conoscenza umana basato sull'erotica:
una teoria del contatto, nella quale il mistero e la dignità altrui consisterebbero appunto nell'offrire al nostro Io questo punto di riferimento d'un mondo diverso. In questa filosofia, la voluttà rappresenterebbe una forma più completa, ma più caratterizzata altresì dei contatti con l'Altro, una tecnica in più messa al servizio della conoscenza del non Io. Anche nei rapporti più alieni dai sensi, l'emozione sorge o si attua proprio nel contatto: la mano ripugnante di quella vecchia che mi sottopone una supplica, la fronte madida di mio padre nei suoi ultimi istanti, la piaga detersa di un ferito, persino i rapporti più intellettuali o più anodini si istituiscono attraverso questo sistema di segnali del corpo: il lampo d'intesa che illumina lo sguardo del tribuno al quale si spieghi una manovra prima della battaglia, il saluto impersonale d'un subalterno che al nostro passaggio s'immobilizza in un atteggiamento di obbedienza, lo sguardo amichevole d'uno schiavo che ringrazi per avermi portato un vassoio, l'occhiata da intenditore d'un vecchio amico davanti al dono d'un cammeo greco. Con la maggior parte degli esseri umani, i più lievi, i più superficiali di questi contatti bastano, o persino superano l'attesa; ma se essi si ripetono, si moltiplicano attorno a un unico essere sino ad avvolgerlo interamente; se ogni particella d'un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti quante sono le fattezze del suo volto; se un essere solo, anziché ispirarci tutt'al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest'ultima.



Memorie di Adriano.




martedì 28 giugno 2011

misunderstanding onirico



Notte.
Interno.
Camera.
Sul soppalco.
Tra le spire del piumone.

Sento qualcosa che mi corre sulle gambe, un po' come un brivido
poi sulla spalla.
Nel dormiveglia lo acchiappo e col favore dell'inquinamento luminoso urbano lo vedo:
è il grillo parlante!!!
Lo lancio giù dal soppalco e mi riaddormento

Il giorno successivo scopro che un'esercito di neri insetti ha invaso casa nostra,
ma non si tratta di grilli,

no...





...ovviamente blatte!!!



giovedì 23 giugno 2011



Ho fatto finta di pensarti come ad una conchiglia ancora chiusa,inviolata dai capricci del mare
e poi ho pregato gli dei che non esistono di strapparti ai rimedi che fingi di attuare per incastrare insieme le frasi di una canzone senza note in cui dici che non ci sarebbero state stelle in cielo quella notte perchè Dio le avrebbe conservate per una notte migliore...ho pensato a quanto sarebbe stato bello avere avuto un cane da portare fuori a pisciare...

Non so niente ma so che col vento cadono le foglie...lo so...

e poi mentre andavo al lavoro a far finta di essere di buon umore un vecchio mi tampona e io ho fatto finta di sentire dolore...all'ospedale un dottore ha fatto finta di non capire ma per non rischiare ha fatto finta di volermi guarire...tanto c'era l'assicurazione...e io ho fatto finta adi cercare ancora una volta una persona viva tra le macerie di un palazzo che non è mai crollato...

Non so niente ma so che col tempo cadono anche le stelle...lo so...

sono tornato e ho fatto finta di riordinare casa sistemando a caso le cose quasi come se fosse davvero la mia casa...e non immagini la pena di trovare il tuo cuore-aquilone impigliato tra i rami di un albero spoglio che spera ancora in un soffio di vento...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto,ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa...inviolata dai capricci del mare...




Marta sui Tubi