giovedì 5 aprile 2012
mercoledì 21 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
28 anni psico
odio chi mi giudica,
giudico ci mi odia,
perdo sempre le chiavi,
non sò se per chiudermi dentro
o fuori.
Odio la città,
diffido della provincia,
stanotte in sogno mi odiavano, per niente, come sempre,
e infatti non conta niente,
eravamo in un ristorante o forse in un centro sociale,
al tavolo c'erano i miei amici e la mia famiglia,
ma io me ne andavo senza avvertirli
perchè non ero benvenuta in quel posto,
non contava niente ma una potrà anche averne le palle piene,
poi a casa la televisione era così forte così forte che non riuscivo a chiamare i miei,
li avevo lasciati da soli e non riuscivo a chiamarli
e la televisione era così forte ed era colpa mia,
perchè l'avevo accesa? Ma l'avevo accesa?
non si spegne! tira via la spina e non si spegne,
nascondila, buttala e non si spegne!
Stacco tutti i cavi dalle casse, dallo stereo, dal modem, non si spegne,
non si spegne! e io non posso chiamare casa.
Odio la tv, mi spaventa a morte,
come la polizia e tutte le forze dell'ordine.
Cosa direbbe Freud? invidia del pene?
In fondo penso che il sogno parli di senso di impotenza.
Ps: buon 8 marzo streghe, anche se non siamo nè gravide nè madri e quindi....
e io mi sento un 2 di picche molto stanco.
giovedì 1 marzo 2012
sabba di saluti
corso ferrucci 56/a
di fronte al palagiustizia
bella serata in musica
entrata a offerta
si saluta la strega che parte!!!
martedì 28 febbraio 2012
Non sono tutte uguali le geografie
per andare da Torino a Lione
si passa per Genova, stazione Bolzaneto.
E dev’essere un treno
speciale
la sua meccanica dev’essere
quantistica
infatti va a zig-zag nel tempo
Fa scalo a Città del Messico
nel sessantotto
(fico, ci sono le olimpiadi!)
fa il pieno a Pechino, Piazza Tiananmen
nell’ottantanove
passa per Santiago del Cile
nel settantatré
e in altri bei posti, altri bei momenti
e non arriva mai in ritardo
spacca il minuto
coi manganelli
i passeggeri non mancano
una coincidenza (fortunelli!)
o un decennale
E corre corre corre sempre più forte
corre corre corre, verso la…
No, chiedo venia
Quella era un’altra canzone.
E allora pazza gioia, felicitas mundi
Partiremo puntuali per Lione
spaccando il minuto e le teste
passando per tanti bei posti.
Ho visto il meteo, lungo il viaggio
troveremo un po’ di nebbia
urticante
Non c’è da preoccuparsi, basterà
chiudere i finestrini
e affidarci a chi guida.
Chi guida
sa cos’è meglio per noi.
lunedì 27 febbraio 2012
La TAV costruita sui nostri corpi
Massimo Zucchetti*Questa notte è avvenuto un blitz militare per l’allargamento del cantiere TAV in Valle Clarea, pressi di Giaglione, Valle di Susa.
C’era un gran numero di forze dell’ordine e militari, ruspe, mezzi militari, saliti anche mentre sabato 75000 persone manifestavano pacificamente contro quest’opera assurda, inutile, dannosa, costosa. Invano.
La cieca convinzione di portare avanti un allargamento del non-cantiere illegittimo ha visto l’opposizione nonviolenta dei pochi ragazzi che erano presenti sul posto. La grande mobilitazione del movimento NOTAV sarebbe infatti dovuta avvenire questa sera, questa notte, con una fiaccolata notturna ed una permanenza sul posto ad oltranza. Gli anziani della valle erano disposti ad incatenarsi agli alberi, ad oltranza. Avendolo probabilmente saputo, gli invasori hanno deciso di provare a forzare i tempi.
Gli invasori lo hanno incalzato da sotto, spingendolo a salire più in alto. E’ rimasto folgorato dall’alta tensione. Sotto il traliccio non era stata posta alcuna protezione prima di incalzarlo. Avevano molta fretta, si vede. Luca è caduto a terra con un volo di molti metri. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime.
I soccorsi, ritardati dai blocchi delle forze dell’ordine, hanno molto tardato ad arrivare. Alla fine è stato soccorso, intubato e trasportato all’ospedale CTO di Torino.
Nemmeno dopo la caduta e le gravissime condizioni in cui versava Luca, c’è stato uno stop dei lavori. Questo appare incredibile, in spregio ad ogni norma di sicurezza e di prudenza, oltre che di rispetto.
Ripetiamo: Luca è caduto dopo essersi arrampicato su un traliccio per resistere allo sgombero dei terreni ANCHE SUOI, ed è caduto perché incalzato dai militari che lo hanno inseguito sul traliccio stesso, costringendolo a salire più in alto.
Luca è grave e la responsabilità della sua salute sono da attribuire esclusivamente a chi ha ordinato ed eseguito il blitz, mettendo, come poi è stato, a repentaglio la vita delle persone. Luca Abbà è grave ed è all’ospedale a Torino. E’ stato colpito da elettricità a media tensione, muove le gambe, è cosciente e orientato, ha una sospetta lesione interna con versamento, vasta emorragia interna, probabili fratture sterno e costole, ustioni di secondo grado. E’ stato posto in coma farmacologico e le notizie contradditorie di queste ore lo danno comunque in prognosi riservata ma non in pericolo di vita: è cosciente e risponde ai medici.
Luca Abbà è un agricoltore che vive a Cels, dove da diversi anni ha deciso di ritornare a coltivare la terra. Abbà, ha iniziato da tempo a condurre la sua battaglia contro l’alta velocità, diventando in breve tempo il leader del Comitato No Tav Alta Valle. I famigliari, gli amici, i conoscenti ma soprattutto tutti quei colleghi che nel corso degli ultimi anni, insieme a lui, avevano dato inizio a questa battaglia per tutelare il proprio territorio dall’arrivo dell’alta velocità sono stati sconvolti dalla notizia e accorsi in ospedale, dove solamente nelle prossime ore si potranno conoscere ulteriori elementi.
Nel frattempo, nella Baita in Val Clarea a ridosso del non-cantiere in fase di allargamento, quindici ragazzi resistenti si sono chiusi dentro per impedirne l’abbattimento con le ruspe. Si temono azioni estreme che possano metterli in pericolo.
Tutta l’Italia civile si sta mobilitando in solidarietà a Luca ed ai resistenti NOTAV.
Questo blitz militare è l’esempio di come s’intende la democrazia da parte dei propugnatori del TAV: senza alcuna copertura legale, militarmente, disprezzando anche la vita umana.
La TAV dovrebbe quindi essere costruita passando sui nostri corpi. Violentando non solo la natura della Val Susa, oltre che ogni normale regola di buon senso, ma anche i nostri stessi corpi: passando sui corpi dei valsusini, sui corpi di tutti coloro che opponendosi a quest’operazione militare – che ormai nulla ha più a che vedere con un cantiere – verranno calpestati non solo nei diritti ma anche di fatto, nel fisico e nell’incolumità.
Saremo noi, che ci opporremo fino all’estremo, che quindi dovremo costituire i piloni e il pavimento del buco TAV nella montagna.
*professore del Politecnico di Torino
sabato 25 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
E' stato un martedì così lungo che è anche mercoledì.
E non mi accorgo di niente.
Lunghi capelli che coprono come edera
sabato 11 febbraio 2012
LE DONNE CONTANO
INACETTABILE!!!
SENTENZA TAR:
LE DONNE NON HANNO INTERESSE PERCHE' Nè GRAVIDE Nè MADRI
MOLTE DI NOI HANNO PRESENTATO RICORSO PERSONALMENTE ALLA REGIONE PER SENTIRSI RISPONDERE CHE NOI DONNE NON CONTIAMO IN QUANTO DONNE E PERSONE MA IN QUANTO MACCHINE DA RIPRODUZIONE
La Casa delle donne di Torino, insieme alle tante associazioni che si riconoscono nelle Donne di Torino per l'Autodeterminazione, esprime forte indignazione per la sentenza che il Tar ha emesso sul nostro secondo ricorso presentato contro la Delibera della Giunta regionale che prevede l’ingresso dei volontari pro-vita nei consultori e nel percorso sanitario previsto dalla legge 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza.
Ecco le vergognose motivazioni con le quali il nostro ricorso è stato respinto.
La sentenza sostiene che le giovani donne non hanno interesse a ricorrere, in quanto non sono nè gravide nè già madri (?).
Ci pare che un’interpretazione di questo genere abbia la conseguenza di rendere, di fatto, la deliberazione della Giunta Regionale non impugnabile; infatti è evidente che i tempi previsti per l’interruzione della gravidanza sono incompatibili con quelli di impugnazione di un atto amministrativo.
Anche la Casa, a parere del Tar, non ha interesse a ricorrere, in quanto la Giunta Regionale avrebbe ottemperato alla precedente sentenza, ampliando il novero dei soggetti ammessi al convenzionamento con le ASL.
Nulla la sentenza dice in ordine alla reintroduzione, nella nuova delibera, del requisito della tutela della vita sin dal concepimento, già dichiarato illegittimo e discriminatorio nella prima sentenza.
Nulla la sentenza dice in ordine all’ulteriore empasse per le associazioni che non abbiano tale requisito, consistente nella necessità di dimostrare un’esperienza e un’attività di almeno due anni. Per quanto concerne il requisito dell’esperienza, almeno biennale, nell’ambito del sostegno alle donne e alla famiglia, in ordine al quale la Casa aveva osservato di non avere, nel proprio statuto alcun riferimento alla famiglia, il tar sostiene che “la particella ‘e’, frapposta nel testo tra ‘alle donne’ e ‘alla famiglia’,” esprime senza dubbio “nelle reali intenzioni della Giunta regionale, una relazione disgiuntiva inclusiva, con la conseguenza che l’esperienza biennale richiesta per l’inclusione negli elenchi in questione, può essere posseduta anche in uno solo dei due ambiti di riferimento contemplati.”
Dunque, secondo il Tar, la Casa delle donne è ammessa a pieno titolo al convenzionamento con le ASL all’interno del protocollo di attuazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, in dipendenza della sua trentennale esperienza a tutela delle donne.
Peccato che la ragione che ci ha spinto ad opporci alla Delibera, anche attraverso la strada dei ricorsi, fosse quella di evitare che le donne della nostra Regione, soprattutto nel delicato momento di decidere se diventare madri o meno, siano sottoposte a pressioni di qualsivoglia ideologia.
Le donne di Torino per l’autodeterminazione, tutti i gruppi e le associazioni di donne della Regione che si sono mobilitati contro la Delibera, le consigliere Regionali e i gruppi di opposizione, continueranno la loro battaglia per difendere le Istituzioni, i Presidi Sanitari e i Consultori dal rischio che diventino palestre di ideologia.
mercoledì 1 febbraio 2012
more catalano
poesia magica per farti tornare allegra
questa poesia è magica
non è una poesia logica
légila stando su un piede solo
quello destro
tenendo il foglio con la tua mano sinistra
indossando un cappello blu
possibilmente rosso
evita comunque il giallo
ma se hai solo cappelli gialli
andrà benissimo
questa poesia magica
va letta ad alta voce
altissima se ce la fai
urlala
stando su un piede solo
possibilmente con un gatto su una spalla
se hai un cane
digli di fare finta di essere un gatto
lui ti vuole bene e lo farà per te
dovrai dunque avere un cappello sulla testa
il colore a tua scelta
un gatto sulla spalla
o un cane che si finge gatto
se il tuo cane è obeso
tieni duro
acciambellatelo intorno al collo
dovrai avere un uovo fresco non sodo non fritto
ma alla coque nella tua mano destra
se non ti piace alla coque va bene sodo
considera che i gatti non amano le uova fritte
i cani che si fingono gatti per farti un favore neanche
ma se non sopporti l’idea di stare su un piede solo
con un cappello colorato sulla testa
e un gatto sulla spalla
o un finto gatto cane acciambellato intorno al collo
senza un uovo fritto nella mano destra
vada per il fritto
questa è una poesia magica per farti tornare allegra
dunque devi essere a tuo agio
mentre la leggi ad altissimissima voce
al centro della stanza
è importante che tu sia dentro una stanza
non all’aperto
poiché se la gente ti vedesse
urlare questa poesia
in mezzo alla via
con un gatto su una spalla
o un cane che si finge gatto acciambellato intorno al collo
un cappello colorato sulla testa possibilmente verde
su un piede solo
con un uovo fritto nella mano destra
beh
capirai anche tu, ragazza che oggi ti sei svegliata triste
che la tua giornata
potrebbe avere uno sviluppo non allegrissimo
tipo trattamento sanitario obbligatorio
e poi
dovrei venire a prenderti al reparto dei pazzerelloni
senza considerare il cane in canile
e il gatto sotto un auto
e non è
questo
che
vogliamo
vogliamo che tu sorrida
adesso
questa poesia è magica
serve a questo
e sai che ti dico?
ci riesce
martedì 17 gennaio 2012
sabato 7 gennaio 2012
Sabba?

giovedì 1 dicembre 2011
Riflessioni serali, libere associazioni e una natura morta con con grappa di gratachi

E' arrivato l'autunno, tempo di frutti, tempo di metter via.
Partito a solcare i 7 mari il possente corsaro nero morì di morbillo....
Il concerto n. 3 per arpa di muschio non l'ho trovato su you tube però anche questo è un pezzo che ha un che di millenario a modo suo...
Comunque col muschio ho disegnato un melo sul muro del pollaio, chissà se cresce....
Ciao socie,
Art.
martedì 29 novembre 2011
Se c’è un amore che desidero
È quello della pietra.
L’ inguine di scogli
Con la sua cavità genitale ,
il corpo robusto del nulla.
Se c’è una sensazione che desidero
È quella della nudità.
Dove i tendini del sole si spezzano ,
la censura dei falsi sentimenti crolla
e l’intimità è libera dalle fasce della poesia.
Se c’è una musica che voglio ,
è quella del sandalo dell’eremita
O del piede nudo che affonda nella sabbia;
l’arpa millenaria di muschio
Con le sue corde aderenti alla roccia.
Se c’è uno sguardo che riesco ancora a sostenere
È quello di una ragazza che dorme ,
o quello d’una pozza d’acqua
che acquieta il mio.

