giovedì 1 dicembre 2011

Riflessioni serali, libere associazioni e una natura morta con con grappa di gratachi


E' arrivato l'autunno, tempo di frutti, tempo di metter via.

Partito a solcare i 7 mari il possente corsaro nero morì di morbillo....

Il concerto n. 3 per arpa di muschio non l'ho trovato su you tube però anche questo è un pezzo che ha un che di millenario a modo suo...



Comunque col muschio ho disegnato un melo sul muro del pollaio, chissà se cresce....
Ciao socie,
Art.

martedì 29 novembre 2011




Se c’è un amore che desidero
È quello della pietra.
L’ inguine di scogli
Con la sua cavità genitale ,
il corpo robusto del nulla.

Se c’è una sensazione che desidero
È quella della nudità.
Dove i tendini del sole si spezzano ,
la censura dei falsi sentimenti crolla
e l’intimità è libera dalle fasce della poesia.

Se c’è una musica che voglio ,
è quella del sandalo dell’eremita
O del piede nudo che affonda nella sabbia;
l’arpa millenaria di muschio
Con le sue corde aderenti alla roccia.

Se c’è uno sguardo che riesco ancora a sostenere
È quello di una ragazza che dorme ,
o quello d’una pozza d’acqua
che acquieta il mio.



A. Vetuli
Da Come la pietra e il vento (Fermenti 2011)

domenica 27 novembre 2011

Donna Teresa in America: Caffeomanzia

Donna Teresa in America: Dimmi come bevi il caffè e ti dirò chi sei... La prima cosa di cui si lamenta un italiano all'estero è la mancanza di un buon espresso. ...

giovedì 24 novembre 2011

Happy Thanksgiving

Donna Teresa in America: Il titolo di questo post all'inizio doveva essere Happy Halloween e raccontare della mania degli americani per questa festa come: case...

lunedì 21 novembre 2011

Un altro post made in USA

Donna Teresa in America: Justice League: Guardando il film "L'avvocato del diavolo" pensavo al sistema giustiza. La presunzione d'innocenza , è il principio secondo cui...

mercoledì 16 novembre 2011

Guarda che...




Dal vivo,

meglio della chirurgia toracica,
del cioccolato fondente all'arancia
 
di un orgasmo (no...ma vicino)

...


sabato 12 novembre 2011

ODE ALLA CIPOLLA




Ode alla cipolla 

di Pablo Neruda  



 






Cipolla
luminosa ampolla,
petalo su petalo
s’è formata la tua bellezza
squame di cristallo t’hanno accresciuta
e nel segreto della terra buia
s’è arrotondato il tuo ventre di rugiada.
Sotto la terra
è avvenuto il miracolo
e quando è apparso
il tuo lento germoglio verde,
e sono nate
le tue foglie come spade nell’ orto,
la terra ha accumulato i suoi beni
mostrando la tua nuda trasparenza,
e come con Afrodite il mare remoto
copiò la magnolia
per formare i seni,
la terra così ti ha fatto,
cipolla,
chiara come un pianeta,
e destinata a splendere
costellazione fissa,
rotonda rosa d’ acqua,
sulla
mensa
della povera gente.
Generosa
sciogli
il tuo globo di freschezza
nella consumazione
bruciante nella pentola,
e la balza di cristallo
al calore acceso dell’ olio
si trasforma in arricciata piuma d’oro.
Ricorderò anche come feconda
la tua influenza l’ amore dell’ insalata
e sembra che il cielo contribuisca
dandoti forma fine di grandine
a celebrare la tua luminosità tritata
sugli emisferi di un pomodoro
Ma alla portata
delle mani del popolo,
innaffiata con olio,
spolverata
con un po’ di sale,
ammazzi la fame
del bracciante nel duro cammino.
Stella dei poveri,
fata madrina
avvolta
in delicata
carta,esci dal suolo,
eterna,intatta,pura,
come semenza d’astro,
e quando ti taglia
il coltello in cucina
sgorga l’ unica lacrima
senza pena.
Ci hai fatto piangere senza affliggerci.
Tutto quel che esiste ho celebrato,cipolla,
ma per me tu sei
più bella di un uccello
dalle piume accecanti,
ai miei occhi sei
globo celeste, coppa di platino,
danza immobile
di anemone innevato
e vive la fragranza della terra
nella tua natura cristallina.





venerdì 11 novembre 2011

La donna giusta





Come ti dicevo, ci amavamo. 
E ora sto per dirti una cosa, nel caso non la sapessi già: l’amore vero è sempre letale. 
Mi spiego meglio: 
il suo scopo non è la felicità, l’idillio fino a che morte non ci separi, le romantiche passeggiate mano nella mano, sotto i tigli in fiore, attraverso i quali si intravede la fioca luce del lampione che illumina il portico, finché appare la casa che ti accoglie avvolgendoti coi suoi freschi effluvi… 
Questa è la vita, non è l’amore. 
L’amore è una fiamma più sinistra, più tragica. 
Un giorno si accende il desiderio di conoscere questa passione devastante. 
Sai, quando ormai non si vuole più nulla per sé, quando non si cerca l’amore per essere più sani, più tranquilli, più appagati, ma si vuole soltanto essere, in modo totale, anche a costo di perire. 

Questo accade piuttosto tardi nella vita; molti non conosceranno mai un simile sentimento… sono i prudenti: non li invidio. 
Poi ci sono gli ingordi, dalla curiosità insaziabile, che bevono da qualsiasi calice venga loro offerto; sono creature da compatire. 
E ancora ci sono quelli determinati e astuti, i borsaioli dell’amore, fulminei nel rubare un sentimento, abili nell’estorcere un po’ di tenerezza e di intimità dai punti più reconditi del corpo, per poi allontanarsi e svanire nell’oscurità, perdendosi con un sorriso crudele in quel buio caos che è la vita. 
Poi ci sono i vigliacchi e gli accorti che in amore come negli affari calcolano ogni cosa, e annotano su un’agenda le scadenze della vita sentimentale, vivendo secondo precisi promemoria.
Costoro sono la maggioranza: gente vile e meschina. 

Infine, può anche accadere che un giorno qualcuno comprenda quale sia lo scopo dell’amore, per quale motivo la vita abbia offerto questo sentimento al genere umano… 

Lo ha fatto per il suo bene? La natura non è benigna. 
Vuole offrire una speranza di felicità? La natura non ha bisogno di queste illusioni umane, vuole semplicemente creare e distruggere: è questo il suo compito. 
E’ spietata (…) perché il suo piano non tiene in nessun conto il genere umano. La natura ha donato la passione all’uomo, ma pretende che questa passione sia senza riserve.
In ogni vita degna di questo nome arriva il momento in cui ci si immerge in una passione allo stesso modo in cui ci si lancia nelle cascate del Niagara. Naturalmente senza giubbotto di salvataggio. 
Non credo negli amori che sbocciano come una simpatica gita primaverile, quando si parte con lo zaino in spalla intonando allegre canzoni nella foresta inondata dal sole… 
Hai presente quella esuberanza da «giorno di festa» che pervade la maggior parte delle relazioni umane nelle loro fasi iniziali?… Di questa esuberanza non bisogna assolutamente fidarsi. 
La passione non ha niente di festoso. Questa forza truce, che incessantemente crea e distrugge il mondo, non interpella coloro che tocca, non chiede se a loro fa piacere o no, non si preoccupa granché dei sentimenti umani. Dà tutto e tutto pretende; 
esige uno slancio senza condizioni, alimentato dalla stessa energia primordiale della vita e della morte. 
Non esiste altro modo di sapere che cosa sia la passione… sono talmente in pochi a raggiungere questo punto! 
Le persone si stuzzicano e si scambiano carezze a letto, si raccontano un mare di bugie, fingono languori, egoisticamente rubano all’altro ciò che più conviene loro, e forse si degnano di gettargli qualche scarto della loro gioia… 
E non sanno che tutto questo non ha niente a che vedere con la passione. 
Non è un caso se nella storia dell’umanità le grandi coppie di amanti sono circondate dalla stessa aura di rispetto e venerazione degli eroi che, con supremo coraggio, e senza che nessuno li costringesse a farlo, hanno rischiato la pelle in qualche impresa grandiosa o disperata. Sì, anche i veri innamorati rischiano la pelle, nel senso letterale del termine, ed è proprio questa l’impresa nella quale uomo e donna hanno lo stesso ruolo, e mostrano di possedere uno spirito eroico pari a quello di cavalieri che partono alla conquista del Santo Sepolcro. Anche gli amanti coraggiosi sono alla ricerca di un eterno e misterioso Santo Sepolcro, per questo affrontano lunghi pellegrinaggi e ingaggiano lotte durissime nelle quali riportano ferite anche mortali…
Quale altro senso può avere uno slancio così fatale e incondizionato, che spinge l’uno verso l’altro coloro che sono stati toccati dalla passione? La vita si manifesta attraverso questa energia e subito dopo volta le spalle alle proprie vittime. Ecco perché in ogni epoca e in ogni religione gli amanti hanno sempre ottenuto il massimo rispetto: perché salgono sul rogo ogni volta che si gettano l’uno nelle braccia dell’altro. Quelli veri, però, i pochi coraggiosi, gli eletti. Gli altri sperano soltanto di avere una donna alla maniera in cui si desidera un animale da aggiogare, o per trascorrere un’ora tra braccia candide e soavi – vogliono semplicemente che qualcuno blandisca la loro vanità maschile, o che soddisfi un impulso biologico… 
Questo non è amore. 
Dietro ogni vero amplesso c’è la morte con le sue ombre che sono altrettanto intense e assolute dei lampi di luce della gioia. Dietro ogni vero bacio si nasconde il desiderio segreto di annientarsi, quel senso estremo di felicità che non scende a patti con nulla, la consapevolezza che il vero modo di essere felici non è mai stato altro che svanire del tutto e lasciarsi completamente andare a un sentimento. 
E questo sentimento non ha nessun fine. 
Forse è per questo che gli amanti sono stati oggetto di una così grande venerazione nelle antiche religioni o nei poemi del passato… 
Nella coscienza degli uomini è ancora vivo il ricordo di ciò che un tempo era l’amore. Era qualcosa di più, e di diverso da quel che è diventato nella nostra società – cioè una sorta di contratto di compravendità, un passatempo e un gioco al pari del bridge e dei balli… 
E’ ancora vivo il ricordo di come, un tempo a ogni essere vivente fosse imposto un compito temibile: l’amore, vale a dire la piena espressione della vita, la perfetta comprensione del senso dell’esistenza e, quale suo esito, l’annientamento. 
Ma lo si scopre sono molto avanti nella vita. 
E a quel punto quanto poco importa la virtù, o la moralità, o la bellezza, o le buone qualità dell’altro essere coinvolto nell’adempimento di questo compito! 
Amare significa semplicemente conoscere la gioia e poi morire. 
Ma milioni e milioni di persone sperano soltanto in un po’ di aiuto, si aspettano dai loro innamorati rimedi caritatevoli; un briciolo di tenerezza, di pazienza, di indulgenza, qualche moina… E non sanno che quel che ottengono così è insignificante, e che bisogna sapersi donare, in maniera incondizionata, perché il senso del gioco consiste in questo.
 
Così cominciò l’amore tra me e Judit, quando andammo a vivere in una casa alla periferia della città. (…)”

 
Estratto da La donna giusta (1941)
di Sándor Márai (1900-1989) 

 

mercoledì 9 novembre 2011

Cattivi maestri









Stesso cielo, stessa terra, stessa giungla
ma altra vita, altri occhi quando la sai lunga
sempre esami e spese, sempre pesi e corse
aprite casseforti, borse, fuori soldi e risorse
noi siamo geni, e diventiamo pazzi
guarda che occhi che capelli e quanti scazzi
pazzi perché vogliamo vincere questo è il fatto
e vivere anche senza un contratto 

Ricordi Rosarno? Quello sarà l destino
e una casetta di cartone nel campo vicino
il nemico è duro, è muro contro muro
quando cadde Palinuro, Enea prese il futuro
e noi cadiamo in tanti ma avanziamo in centomila
apprendimento e insegnamento insieme, 

serro le fila
mai a testa china, la comunità si raffina
e come va? Che facciamo stamattina?
la vedo bene oggi, mica stiamo moggi, moggi
facciamo un giro al centro e rimettete gli orologi
pare Bastogi quanta gente alle assemblee
dall'università al senato le migliori idee
lì è ressa, polizia al solto benmessa
pur sempre polizia, per definizione: gente fessa
premiamo sul portone in mezzo alle transenne
ci vogliono i bei gesti oltre che belle penne

E' stato bello? Avoija! E' stato bello? Avoija!
E lo rifamo? Avoija! Avoija!
Andate nelle scuole, formate i collettivi
organizzate la rivolta finché siete vivi
andate nelle scuole, andate nelle scuole
ne ammazzano più 10 penne che 10 pistole


sai dove è l'Akbazia? e dove è la Shriraz?
e perché il petrolio va su e giù e cos'è il solare e il gas?
chi lo sa? Dove sta? Meglio non saperlo
vogliono che lasci scuola e che ragioni come un merlo
il cervello non lo ama chi ha paura che reclama
ma noi siamo Einstein e anche Dalai Lama
e anche Che Guevara e niente ci separa
non c'è tetto alle iscrizioni né alle ambizioni di chi impara
così imparo arabo, cinese e portoghese
così va il mondo, gira il mondo e abbiamo ste pretese
se non c'è scambio non c'è conoscenza
e lo scambio lo vogliamo adesso e non abbiamo più pazienza
abbiamo sete di sapere, vogliamo bere
ce ne faremo un mestiere, perché sapere è potere
noi abbiamo scelto e non molliamo mai
la massa il massimo che sceglie è tra mediaset e sky

E' stato bello? Avoija! E' stato bello? Avoija!
E lo rifamo? Avoija! Avoija!
Andate nelle scuole, formate i collettivi
organizzate la rivolta finché siete vivi
andate nelle scuole, andate nelle scuole
ne ammazzano più 10 penne che 10 pistole

pubblica, 

laica 
e solidale
noi la vogliamo 

pubblica, 
laica 
e solidale
a questi gli andrà male,

finché ci siamo noi la scuola
sarà sempre pubblica, laica e solidale

e io lo afferro il senso lo afferro pezzo a pezzo
e leva il crocefisso e il minuto di silenzio
finché ci siamo noi a questi gli andrà male
e la scuola sarà sempre ricca, laica e solidale


domenica 30 ottobre 2011

Amori grammaticalmente scorretti




Arriva il giorno in cui, 
è inevitabile 
sbattere contro un muro

e chiederselo...



Chissà cosa avrebbe stato 
se non ti avrei incontrata




lunedì 24 ottobre 2011





Bersani: “Il sangue non si festeggia mai”. Tranne dopo un ritardo.

(Spinoza, La fine del socio) 







martedì 18 ottobre 2011

Le DONNE IN PIAZZA



Ragazze, STREGHE, alcune di noi hanno personalmente fatto ricorso, in ideale rappresentanza di tutte le donne piemontesi e grazie a Casa delle donne, contro la delibera della Regione che apre la porta dei consultori alla lunga mano della LEGA e al fanatismo del movimento "per la vita".
Ma è già stata presentata una proposta di legge che è ben peggio: scritta da fascisti che parlano di diritti per la vita nascente e famiglia e non tengono in nessun conto la donna.
Guardate, basta leggere l'incipit superfluo ai fini della legge in sè, quanto significativo politicamente, per capire da quale cultura arriva la proposta:

Art. 1
(Famiglia)

La Regione Piemonte riconosce il valore primario della famiglia, intesa quale società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna[...vedi il resto]

.....infatti a che pro ribadire la natura della famiglia una, cattolica ed etero se si parla di consultori?


Spero di vedervi tutte venerdì in piazza, è importante.


19-21 "COTA IMPAZZA, LE DONNE IN PIAZZA"

MOBILITAZIONE PER LA LIBERA SCELTA

21 OTTOBRE ORE 17:00 PIAZZA CASTELLO

Alle ore 13:00 ci sarà il pranzo-dibattito a Palazzo nuovo e alle 16:00 partiremo verso piazza Castello, munite di fili di lana, per difendere il diritto all'autodeterminazione e per manifestare il nostro dissenso nei confronti delle scelte operate dalla giunta regionale
Il presidio ospiterà le performance di gruppi musicali e darà spazio ai racconti delle donne che hanno autogestito e occupato i consultori.
L'evento proseguirà con con una distesa di tende e l'intento di costruire una notte di lotta e di testimonianza, coinvolgendo la cittadinanza nella creazione in un disegno di libertà ed emancipazione.

lunedì 17 ottobre 2011

martedì 11 ottobre 2011

un altro post made in USA

Donna Teresa in America: Odore di America: Proprio come accade quando si parte e non si sa bene cosa portare con sè, anch'io mi chiedo quali odori entreranno nella valigia dei ricordi...

domenica 25 settembre 2011

Donna Teresa in America: Vacanze last minute: esperimento #1

Donna Teresa in America: Vacanze last minute: esperimento #1: E' possibile organizzare un viaggio di 3/4 gg appena prima della partenza? I miei ultimi viaggi negli USA lo dimostrano: Four Corners, M...

domenica 18 settembre 2011

Sempre per sempre


















Ho visto gente andare
perdersi e tornare
e perdersi ancora










E con le stesse scarpe camminare
per strade diverse






o con diverse scarpe
su una strada sola.




F. De Gregori



sabato 17 settembre 2011

Cito da ignoti:




"Se la pillola del giorno dopo
è già un aborto,
allora mi sorge un dubbio giuridico:

La sega:
è omicidio premeditato?

Il sesso orale:
è cannibalismo?

Possiamo considerare il coito interrotto
abbandono di minore?

E che dire del preservativo?
Sarà omicidio per asfissia meccanica?"




lunedì 12 settembre 2011

ecco il nuovo post made in USA

Donna Teresa in America: Cars, roads and driver: è un secolo che non aggiorno il mio blog. Sono terribile lo so, ma sono successe tante di quelle cose e così velocemente... ok è stata sopra...

domenica 11 settembre 2011

11 settembre

Madri
padri
e persone care
di coloro che sono morti a New York
l'11 Settembre
...
noi vi ricorderemo
spero che voi vi ricordiate di noi







La Speranza ha due bellissimi figli:
lo Sdego e il Coraggio
Sdegno per le cose come sono
e Coraggio per cambiarle.



Ken Loach



giovedì 8 settembre 2011




Tremano
i denti
come se avessero ruminato
angoscia
e pensieri per tutto il tempo
e a furia di triturarli
in bocca non resta che sabbia
e quella vibrazione
che si propaga
fin dentro al cranio
come un brulicare di formiche











mercoledì 7 settembre 2011












"Vivere è rifiutare.
Chi accetta ogni cosa
non è più vivo dell'orefizio del lavandino "




Metafisica dei tubi di Amelie Nothomb





sabato 3 settembre 2011








Un disordine

imbattibile superiore

arruffa le mie fondamenta

Terremoto leggero del sangue che

da sotto comanda le libertà

mormora

molto piano una forza sottostante

una pendente forza al centro

...






Mariangela Gualtieri da "Bestie di Gioia"







venerdì 2 settembre 2011

Il problema della soddisfazione immediata



Il problema della soddisfazione immediata.




Il principio che sembra regolare le nostre vite è quello

dell'utilità immediata,

del soddisfacimento immediato

e dell'assenza del differimento

e quindi anche l'assenza di rinuncia.



Come permettere di far fare un giro un po' più lungo alla pulsione affinché non si cortocircuiti subito direttamente e immediatamente sull'oggetto ma che possa fare un giro più lungo e verificare che in questo c'è più soddisfazione?



Perché l'altro problema è che

in tutto questo mangiare,

in tutto questo divorare,

in tutto questo abbuffarsi

c'è pochissima soddisfazione.



E' un mangiare come dissociato dalla soddisfazione.

Perché non è mangiare per godere di ciò che si mangia

ma è mangiare per estinguere un vuoto

che viene anatomizzato nello stomaco

e che sembra essere inestinguibile

se non persecutorio.





Massimo Recalcati



mercoledì 31 agosto 2011

Addio sconti sui libri...

I segreti della casta di Montecitorio: domani entra in vigore la LEGGE LEVI. fino alle 23...: 20 luglio il parlamento ha promulgato la legge Levi. Dal 1 settembre sarà "consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiun...

domenica 28 agosto 2011




"I’ve been weary, oh I am blue

and I try to smile and I swallow the thorns

oh, I’m acid, and I’m broken down

and I try to pretend I’m fine

on my own, on my own, on my own

I am tired and blue

and I can’t pretend, I can’t pretend it’s because of you

oh the arrows they blow, they’re striking me down

and as hard I try, I don’t make a sound, make a sound

make a sound, make a sound, make a sound"




Vanessa Bruno














domenica 21 agosto 2011

Le nostre tanto attese mestruazioni e le rivoluzioni









Una nuova forma di io plurale,

che non è un noi, perchè non ha confini al singolare
che confluiscono in una moltitudine
ma amalgama di essenza














 

sfociate al mare
depauperato del leggittimo lido all'asta
non ci resta che
"una canzone da spiaggia deturpata"






ma quando al ritorno
faremo "la lotta armata al bar"










"E che cosa racconteremo ai figli che non avremo
di questi cazzo di anni zero?"








Racconteremo delle impronte della fatica sulle spalle e sui piedi
della lettura assorta di un sentiero
dell'odore di salsedine sulle pendici di festuca





Dei sentieri dei nidi di ragno nei noccioleti al Turchino
delle forza della resistenza che sopravvive alla Benedicta
dell'incantevole brillio delle metropoli lontane
che ci piacciono tanto proprio perchè distanti
"e il problema, ripetevi,
è che sono stati asfaltati i prati e non i preti"





Raccontiamo delle via lattea in una serenata
di campanacci di mucche
e di fedeli amici a quattro zampe.
Di chi incontri sulla strada
in direzione contraria ma concorde
talvolta ammirata









Racconteremo "le nostre tanto attese mestruazioni
e le rivoluzioni"




E noi, orfane di padri trucidati su montagne livide
insegneremo, ai figli che non avremo, a resistere
come loro hanno isegnato a noi.






sabato 13 agosto 2011





Te sai molte cose un pò bizzarre,
cioè no,

un pò come i matti,
sembra che ti droghi eh
però no,
te non ti drogherai mai
lo so,
te sei bravo,

però sembra eh


....






mercoledì 10 agosto 2011

Idiopatica incertezza nelle articolazioni

Ho suonato piccole campane viola
su un morbido muschio d'un verde giovane

Ho sbattuto contro un vento che taglia la pelle
e strusciato su rocce che non erano sentiero

Ho quasi pianto
davanti all'encomiabile sopportazione del ghiacciaio
ai cambiamenti climatici







lunedì 25 luglio 2011







Ma come ve lo devo dire

che io la guerra non la faccio...









Faccio l'amore...




venerdì 22 luglio 2011



Occorrerà dunque eliminare dalla società ogni insegnamento ed abolire tutte le scuole?
Tutt’altro.
È necessario anzi diffondere a piene mani l’istruzione nelle masse, e trasformare tutte le chiese,
tutti questi templi dedicati alla gloria di Dio e all’asservimento degli uomini,
in altrettante scuole d’emancipazione umana.


[...]


Sventuratamente, i governi paternalistici hanno lasciato marcire le masse popolari in una così profonda ignoranza, che sarà necessario fondare delle scuole non solamente per i figli del popolo,
ma per il popolo stesso.

Da queste scuole dovranno essere assolutamente bandite le più piccole applicazioni o manifestazioni del principio di autorità.
Non saranno più scuole, saranno accademie popolari in cui non ci sarà più questione né di scolari, né di maestri, dove il popolo verrà liberamente a prendere, se lo trova necessario, un insegnamento libero, e nelle quali, ricco della sua esperienza, potrà insegnare, a sua volta, molte cose ai professori che gli apportano cognizioni che egli non ha.
Questo sarà dunque un insegnamento scambievole, un atto di fraternità intellettuale tra la gioventù istruita e il popolo.




Michail Aleksandrovič Bakunin



domenica 10 luglio 2011

meLAmerito







C'era una volta una mela a cavallo di una foglia.
Cavalca, cavalca, cavalca
insieme attraversarono il mare.
impararono a nuotare.
Arrivati in cima al mare, dove il mondo diventa piccino, la mela lasciò il suo vecchio vestito e prese l'abito da sposa più rosso, più rosso.
La foglia sorrise, era la prima volta di ogni cosa.
Riprese la mela in braccio, e partirono.
Giunsero in un paese giallo di grano pieno di gente felice, pieno di gente felice!
Si unirono a quella gente e scesero cantando fino alla grande piazza.
Qui altra gente si unì al coro.
"Ma dove siamo? ma dove siamo?"
Chiese la mela.
"Se pensi che il mondo sia piatto allora sei arrivata alla fine del mondo. Se credi che il mondo sia tondo allora sali, e incomincia il giro tondo!"
E la mela salì, salì, salì, salì, salì.
La foglia invece saltò, saltò, saltò.
Rientrò nel mare e nessuno la vide più.
Forse per lei, mah, il mondo era ancora piatto.
....Vicino al mare dove il mondo diventa piccino....Se credi che il mondo sia tondo, allora sali,sali! E incomincia il giro tondo!



venerdì 8 luglio 2011

Teoria del contatto






A volte, ho sognato di elaborare un sistema di conoscenza umana basato sull'erotica:
una teoria del contatto, nella quale il mistero e la dignità altrui consisterebbero appunto nell'offrire al nostro Io questo punto di riferimento d'un mondo diverso. In questa filosofia, la voluttà rappresenterebbe una forma più completa, ma più caratterizzata altresì dei contatti con l'Altro, una tecnica in più messa al servizio della conoscenza del non Io. Anche nei rapporti più alieni dai sensi, l'emozione sorge o si attua proprio nel contatto: la mano ripugnante di quella vecchia che mi sottopone una supplica, la fronte madida di mio padre nei suoi ultimi istanti, la piaga detersa di un ferito, persino i rapporti più intellettuali o più anodini si istituiscono attraverso questo sistema di segnali del corpo: il lampo d'intesa che illumina lo sguardo del tribuno al quale si spieghi una manovra prima della battaglia, il saluto impersonale d'un subalterno che al nostro passaggio s'immobilizza in un atteggiamento di obbedienza, lo sguardo amichevole d'uno schiavo che ringrazi per avermi portato un vassoio, l'occhiata da intenditore d'un vecchio amico davanti al dono d'un cammeo greco. Con la maggior parte degli esseri umani, i più lievi, i più superficiali di questi contatti bastano, o persino superano l'attesa; ma se essi si ripetono, si moltiplicano attorno a un unico essere sino ad avvolgerlo interamente; se ogni particella d'un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti quante sono le fattezze del suo volto; se un essere solo, anziché ispirarci tutt'al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest'ultima.



Memorie di Adriano.




martedì 28 giugno 2011

misunderstanding onirico



Notte.
Interno.
Camera.
Sul soppalco.
Tra le spire del piumone.

Sento qualcosa che mi corre sulle gambe, un po' come un brivido
poi sulla spalla.
Nel dormiveglia lo acchiappo e col favore dell'inquinamento luminoso urbano lo vedo:
è il grillo parlante!!!
Lo lancio giù dal soppalco e mi riaddormento

Il giorno successivo scopro che un'esercito di neri insetti ha invaso casa nostra,
ma non si tratta di grilli,

no...





...ovviamente blatte!!!



giovedì 23 giugno 2011



Ho fatto finta di pensarti come ad una conchiglia ancora chiusa,inviolata dai capricci del mare
e poi ho pregato gli dei che non esistono di strapparti ai rimedi che fingi di attuare per incastrare insieme le frasi di una canzone senza note in cui dici che non ci sarebbero state stelle in cielo quella notte perchè Dio le avrebbe conservate per una notte migliore...ho pensato a quanto sarebbe stato bello avere avuto un cane da portare fuori a pisciare...

Non so niente ma so che col vento cadono le foglie...lo so...

e poi mentre andavo al lavoro a far finta di essere di buon umore un vecchio mi tampona e io ho fatto finta di sentire dolore...all'ospedale un dottore ha fatto finta di non capire ma per non rischiare ha fatto finta di volermi guarire...tanto c'era l'assicurazione...e io ho fatto finta adi cercare ancora una volta una persona viva tra le macerie di un palazzo che non è mai crollato...

Non so niente ma so che col tempo cadono anche le stelle...lo so...

sono tornato e ho fatto finta di riordinare casa sistemando a caso le cose quasi come se fosse davvero la mia casa...e non immagini la pena di trovare il tuo cuore-aquilone impigliato tra i rami di un albero spoglio che spera ancora in un soffio di vento...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto,ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa...inviolata dai capricci del mare...




Marta sui Tubi







lunedì 20 giugno 2011

Grandi verità in piccoli esseri

Cito dalle dispense di bacarozzologia, didascalia della foto soprasante:
in questa prova si può notare come la femmina di Eurygaster maura
sia attratta dalla presenza del maschio,
ma in maggior misura dalla presenza del frumento (cibo),
se si combinano i due elementi l'attrattività risulta massima.
Ora non sò se da questa prova si debbano dedurre grandi verità della vita,
ma comprendo ora perchè taluni entomologi che appaiono rinchiusi in un velato maschilismo pseudo-scentifico...
...brutto sentirsi in competizione con un bignè eh???!!!

giovedì 16 giugno 2011

In balia del mio apparato neuroendocrino


Così

Mi vien da piangere sotto i platani
per la pedalata senza tempo
di un vecchietto con gli occhi d'acqua.

Per le gengive sdentate
e rosa
dei cuccioli
con le pance tese

Per l'odore atroce quanto confortante
del mio cane.
e le sue zampe.

Mi freme qualcosa dentro
per il quasi pomodoro
ancora troppo verde

Guardo l'istante delle cellule
sdraiate su un vetrino.
I loro nucleoli prominenti
il miracolo delle mitosi
la contaminazione dei corpi inclusi





tratto da La Valle che Resiste, blog...



Madri della Valle di Susa

Caro Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napoletano e signora Clio,

Gentili donne del Parlamento italiano e del Parlamento europeo,

Religiose e Missionarie, Donne del Volontariato

Nell’autunno del 2005 al Presidio No Tav di Borgone, in Valle di Susa, nel pieno di una pacifica eppure determinata battaglia di democrazia e di civiltà, nata un decennio prima per impedire lo sperpero delle risorse pubbliche e la distruzione di quelle ambientali, ricevemmo una lettera che così cominciava:
“Noi, madri di Plaza de Majo, vicine e solidali alle madri di Valle di Susa…”

Vorremmo oggi poter riproporre quelle parole alte e forti, fatte di condivisione e piene di coraggio, ma la lettera di quelle Madri è stata bruciata, più di un anno fa in un incendio doloso sul quale ancora oggi attendiamo di conoscere risposte e colpevoli (i mandanti e le ragioni ci sono purtroppo assai ben chiari). Quella lettera è diventata cenere, insieme a moltissime altre preziose testimonianze e a un pezzo fondamentale della nostra storia, ma il suo significato e il suo valore restano per noi immutati, scritti nel cuore e perciò non suscettibili di oltraggi esterni.

E’ per questa ragione che oggi siamo noi, madri di Valle di Susa, a riprendere quelle parole, forti di quel coraggio e rivendicandone la stessa dignità.

Noi, madri di Valle di Susa, che da anni studiamo geologia, indaghiamo i segreti degli appalti, svisceriamo le leggi dell’economia, e approfondiamo temi apparentemente lontani dalla nostra vita, come i flussi di transito, l’inquinamento acustico, la radioattività della pechblenda, che da anni abbiamo imparato a trovare il tempo non solo per i figli, la scuola dei figli, i lavori di casa, quelli fuori casa, ma anche per la presenza nei Comitati e nei Presidi No Tav, che abbiamo marciato con il nostro futuro fra le braccia, in marce interminabili, sotto il sole di giugno e nel gelo di dicembre, che nell’attesa di uno sgombero, abbiamo vegliato attorno ad un fuoco, nelle antiche notti di Venaus e in quelle nuove di Chiomonte, preoccupate non già dei nostri nasi rotti, ma delle manganellate che sarebbero potute cadute sulle teste dei nostri figli, che abbiamo cucinato quintali di pasta e montagne di polenta per sfamare gli affamati di giustizia, e che non abbiamo saputo rifiutare una tazza di caffè bollente a chi, protetto da uno scudo e in assetto antisommossa, ci è sempre sembrato più una vittima inconsapevole, che un nemico da combattere,

noi, che chiamiamo Madre la Terra e che ne esigiamo il rispetto dovuto alle madri, che facendo tesoro del passato non vogliamo ripetere gli errori di chi ha pensato di poter impunemente sacrificare la salute in nome del guadagno, l’onestà in nome del profitto, la bellezza in nome del denaro, e che difendendo la nostra Valle da un’opera insostenibile dal punto di vista ambientale, umano, sociale ed economico, stiamo in realtà difendendo l’intera nostra Patria e proponendo un modello di sviluppo più degno per l’intera comunità umana

noi, Madri di Valle di Susa rigettiamo le accuse che quotidianamente ci vengono mosse: accuse di violenza e di mancanza di rispetto nei confronti dello Stato e delle sue Istituzioni, che – vogliamo ricordarlo - è una Repubblica democratica la cui base è rappresentata dalla quella Costituzione nata dalla Resistenza alla quale le nostre stesse madri presero parte attiva, combattendo la loro guerra fra le mura domestiche, dentro alle fabbriche e sulle montagne, come staffette e come partigiane, e rivendichiamo il diritto di proseguire in modo pacifico e determinato la nostra lotta, convinte che la nostra tenace perseveranza possa essere un giorno premiata con il riconoscimento delle ragioni di un intero territorio che ha, come unica pretesa, l’ambizione di avere una vita a bassa velocità, ma ad alta qualità.

per adesioni ascrivere :

Barbara De Bernardi -barbara.debernardi@istruzione.it
Maria Chirio -girich@alice.it