martedì 31 marzo 2009

Io sono Uomo

Io sono fattA così*:
Nel corpo umano il punto centrale è naturalmente l'ombelico.
Infatti se un uomo è adagiato sulla schiena, con le braccia e le gambe protese,
e un compasso è posto con uno degli estremi in corrispondenza dell'ombelico, le punta delle dita delle mani e dei piedi toccheranno la circonferenza del cerchio così tracciato.
E come il corpo umano ha un confine circolare, così si può ricavare da esso una figura quadrata.
Infatti, misurando la distanza dalle piante dei piedi alla sommità del capo, e poi misurando allo stesso modo la distanza tra le estremità delle braccia estese, si costaterà che la larghezza è uguale all'altezza, come accade a una figura piana che sia perfettamente quadrata.


Comunque si voglia spiegare questa stupefacente proporzione, non si può non restarne ammirati. Comprendere, veramente, che il nostro corpo (spesso bistrattato, dimenticato, sottovalutato) è un piccolo grande 'tempio' di perfezione.

lunedì 30 marzo 2009

Un uomo?

Io ho una certa pratica del mondo;
e quella che diciamo l'umanità,
e ci riempiamo la bocca a dire umanità,
bella parola piena di vento,
la divido in cinque categorie:
gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi,
i (con rispetto parlando) pigliainculo
e i quaquaraquà...
Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi,
che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini...
E invece no, scende ancora piú giú,
agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi,
scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi...
E ancora piú in giú: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito...
E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere che la loro vita non ha piú senso e piú espressione di quella delle anatre...
Lei,
anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo,
lei è un uomo !!



Il giorno più lungo

Non è potuto succedere
perchè ci hanno rubato un'ora.



Nelle mie ore rubate,
in potenza potrebbe accadere qualunque cosa immaginata.

Nelle mie ore vissute
accade quello che non riesco nemmeno a immaginare.

Una folle notte folk m'ha accompagnato a un'alba
una notte alla quale non pensavo di appassionarmi tanto
una notte che nelle ore perse in questi anni ho immaginato spesso
Così l'ho ballata tutta come una folle. Folk.







Fuori dal tempo

la Mazurka c'ha rapiti
ho ceduto al corpo
e la mia mente s'è finalmente assopita.

Forse il corpo sa già prima

cose che la mente comprende solo poi.
Quando non serve contare
perchè se ti perdi, allora perditi davvero

che il tempo lo troviamo insieme.






Forse devo ascoltare di più il mio corpo.
Mentre abbraccio un sorriso che da tanto non vedevo.
Uno di quei sorrisi veri.
Come Vale.




Musici
,

mani che stringono altre mani e fianchi
mignoli con mignoli nelle celtiche,

sudore che mi cola dalle tempie.
Mani al cielo nella Yiddish
In tre coi russi
La testa che gira

che se sei una dama ti fanno volteggiare.

Che se sei dama ci provi a comandar la danza

ma non ti lascian mica.





Una crostatina alla marmellata e un tè

mentre Carlo ci racconta come con una Mazurka Clandestina

si può conquistare Piazza Affari
complici la musica,
la danza
e una delle prossime notti di primavera

Perchè le piazze io l'ho conquistate
solo
in manifestazione?





E mica finisce qui, con Eos dita di rosa.
Entro in turno
dopo una dolce colazione

col miele al limone
e stai calmo, ma sono calmo...





Mi imprigiono negli obblighi,
anche se vorrei solo davvero danzare
E il mio corpo mi porta avanti
da solo

sa già cosa deve fare

senza stanchezza
che è una sensazione strana

ma quando non dormi però balli

fremi d'energia







Giunge un'altra alba

e la stanchezza
la sento
perchè
è troppo tempo che non ballo
e sto per addormentarmi
su un paziente
e poi in bus
e in metro

finchè letto con Erri...



sabato 28 marzo 2009

antani alla primavera

Pork.....la solita cazzo di esagerata invadente!!!!
e basta!

Silenzio
lasciaci in pace....

venerdì 27 marzo 2009

WE WERE HERE FIRST

Noi c'eravamo prima.

Prima di tutti i mucci mucci e i pucci pucci, prima di tutte le scenate di gelosia e gli sguardi imbarazzati, prima delle anonime chiacchiere sul tempo e sulle stagioni. Noi c'eravamo prima, quando piangevate sulla nostra spalla dicendo che non vi sareste più innamorati, e noi a dire tranquillo, va tutto bene, ci sono qua io, io ti voglio bene, non è vero che le donne sono tutte stronze, e voi a dire solo tu mi capisci veramente.

Noi c'eravamo prima che spariste dalla circolazione, che non rispondeste alle chiamate, prima che per vedervi dovessimo fare i salti mortali carpiati, prima che vedere voi volesse dire inequivocabilmente vedere anche lei. Prima, quando ci si poteva telefonare alle due di notte, e si stava in macchina a parlare fino alle cinque del mattino, e non c'importava. Prima, quando facevamo di tutto per invitare ad uscire anche quella particolare nostra amica che sapevamo che vi piaceva, perchè il nostro unico desiderio era vedervi felici. Prima, quando per salutarci ci si abbracciava, e non ci si davano due bacini stitici sulle guance porgendoci un'orata tiepida invece di una mano. Prima, quando non ci si voleva mai separare, e ti accompagno a casa, e poi io accompagno a casa te, e avanti e indietro tre o quattro volte solo per stare ancora un po' insieme.

Prima, quando ci mandavamo i messaggi idioti e ci salutavamo in modi stupidi, quando ridevamo come dei pazzi quando i tuoi amici si defilavano "per lasciarci soli". C'eravamo prima del "non posso parlare", del "non sono solo", del "(inserire qui il nome) ti saluta", prima del "questa sera non posso uscire", prima del "ma sei matta a capitare qui senza avvisare!", prima del "è solo un po' gelosa", prima del "soffro cosi' tanto a vedere che le due persone che amo di più al mondo non vanno d'accordo".

Noi c'eravamo prima, quando essere amici era la cosa più naturale del mondo, anche se il destino aveva fatto nascere noi donne e voi uomini. Prima, quando ridevamo delle persone che sparivano non appena si trovavano la ragazza o il ragazzo, e commentavamo "schiavi della figa!" o "dell'uccello!"

Prima, quando non sospettavamo che avrebbe potuto succedere anche a noi.

Anche a voi.

Anche a voi, che eravate i nostri migliori amici, le nostre spalle su cui piangere, i nostri parafulmini in caso di tempesta. Voi, con cui abbiamo fatto la maratona di Star Wars e quella del Signore degli Anelli (ovviamente director's cut), con cui siamo andati fino in capo al mondo in macchina solo per il gusto di farlo, voi con cui abbiamo fatto le peggiori pazzie e le migliori follie, voi, le persone con cui avevamo messo in chiaro fin dall'inizio con il nostro fidanzato appena ci siamo conosciuti: faccio prima a lasciare te che lui, bello.

Voi con cui abbiamo condiviso tutto, fin dall'inizio, e giuravamo che avremmo condiviso tutto fino alla fine, perchè le storie d'amore finiscono e le amicizie durano in eterno.

Noi c'eravamo prima che una stronzetta gelosa vi costringesse a non vederci più, a non parlarci più, a non rispondere più alle email, ai messaggi, alle telefonate, a tenere conversazioni impacciate e superficiali là dove una volta si era discusso di teologia, politica, identità umana, essere o non essere. Prima che la semplice frase "ma è solo un'amica!" diventasse sinonimo di una stupida scusa. Prima che la nostra amicizia venisse soffocata dal "non ci può essere vera amicizia tra un uomo e una donna, perchè uno dei due vuole sempre qualcosa di più". Prima che diventaste dei codardi pisciasotto incapaci di reagire alle imposizioni di una donna che dovrebbe amarvi, e invece vi comanda a bacchetta.

Ma noi c'eravamo prima, e sappiamo aspettare. Sappiamo tirare fuori falsi sorrisi e conversazioni stupide, sappiamo essere pazienti durante l'immancabile fase simbionte dell'innamoramento, sappiamo sopportare i bacini di circostanza e le telefonate a vuoto, sappiamo mettere l'esca ed aspettare immobili e silenziose come rane pescatrici sui fondali. Perchè noi non siamo quelle stronze delle ex che ritornano, non siamo mai finiti a letto insieme neanche per sbaglio, neanche con la scusa dell'essere ubriachi, neanche quando ci abbiamo dormito, nello stesso letto.

Noi c'eravamo prima, e per quanto la cosa non vi possa andare giù, carine, per quanto ci odiate e ci disprezziate, per quanto cerchiate di seminare zizzania e di sparlare alle nostre spalle insinuando cose assurde, noi ci saremo anche dopo.

Noi ci saremo anche dopo.

PS Dedicato a mio fratello, ad oggi l'unico che sia stato capace di non cadere in questa trappola. Thanks, bro'.

mercoledì 25 marzo 2009

Malfunzionamento

Sono una bicicletta con la catena rotta.

Una porta con la serratura scardinata.

Un arco con la corda afflosciata.

Ho qualcosa di rotto ma non so cosa sia.

Il fatto è che noi Cardi non è che abbiamo poi questo gran fascino.




Voglio dire, siamo ortaggi invernali, e anche se cerchiamo di tenere un pò le distanze, siamo pure imparentati con i carciofi.. Ammettiamolo, non sono molti quelli che verrebbero a raccogliere proprio noi in mezzo a un campo, e anche se fossero tanto orbi da farlo, si accorgerebbero molto in fretta che non siamo esattamente teneri fiorellini selvatici, ma gambi grezzoni e coperti di spine!
Uff, è ben dura la vita per un Cardi in primavera

lunedì 23 marzo 2009

Ospi tante

Ospite fisso a casa della rivoluzione…
cuori presi al volo appena in tempo…
ospite pure nell’amore se già ce ne era un altro…
ospite incallito,
ancora oggi entrando a casa vuota da un viaggio,
mi scappa di chiedere: «Permesso?»”

Accosto la fronte alla tua, si toccano, dico:
«È una frontiera».
Fronte a fronte: frontiera,
mio scherzo desolato,
ci sorridi.
Col naso ci riprovo,
tocco il naso,
per una tenerezza da canile:
«E questa è una nasiera»,
dico per risentire casomai un secondo sorriso,
che non c'è.
Poi tu metti la mano sulla mia e io resto indietro di un respiro.
«E questa è una maniera», mi dici.
«Di lasciarsi?», ti chiedo.
«Sì, così».

i'm crazy

Non ne posso più! il pc risucchia le mie energie creative per comprendere come trovare la soluzione di un modello matematico che rappresenta uno spicchio di questo universo e come viene trasmessa l'informazione contenuta nel messaggio in un canale digitale binario...
Sto diventando...0111000001100001011110100111101001100001

martedì 17 marzo 2009

Sogno Momenti di Relatività

Domenica ho fatto la cosa giusta,
e so che chi sogna solo i soldi
non ha sogni da sognare.
Il problema è che io
di sogni ce ne ho molti,
così tanti che non ci stanno più nel cassetto,
e allora ogni tanto li tiro fuori
e li racconto alla gente che sa sognare
sogni come i miei
che a volte sono sogni difficili da spiegare
e anche da capire
ed è buffo parlarne
perchè a volte si intrecciano
tra una tortiera, una comune agricola
un'asino, un'albero di kiwi,
una mazurka e una fisarminica bianca
un regalo di compleanno
ed altri che corrono verso orizzonti diversi.
Ci sono momenti
in cui
pare che la realtà sia stata rapita
dai sogni
e in cerchio
si balla un circolo circasso
nel mezzo di una rotonda della suburbia milanese.
Felliniano.
Ci sono sogni che puzzano di grappa,
che sembra che faccia andar giù meglio i problemi.
Ci sono momenti, in cui non è davvero il momento.
E ciò che deve accadere accade.
Accade che il mio pc si schianta al suolo,
e per cercare di acchiaparlo al volo
gli si versa pure sopra un pò di tisana.
Accade che ora è uno schermo nero,
e ho perso un sacco di cose a cui stavo lavorando,
e sognando.
Accade che a volte è solo così e
sai che non è il momento
di arrabbiarsi,
di cristonare,
di pingere su tutti quei soldi versati
sul pavimento
insieme alla tisana.
Sai che è il momento di sorrridere
e perchè no, di continuare a sognare
perchè le cose per cui
arrabbiarsi,
cristonare,
e piangere
nella vita sono ben altre.
E sogno
E =mc (al quadrato)
ed è tutto relativo....

http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2008/05/12/einstein460x276.jpg

lunedì 16 marzo 2009

sabato 14 marzo 2009

Morbìn



Uncò no ghe ne vero verso,

l'èl morbìn
che col te ciapa
no'l te assa pì,
el te resta in te'l stomegho
e te remena le budele
te sguarata la testa
coi pensieri strani,
el te spissega sotto i pie
e ti no tu pol,
star fermo e chieto,
no tu pol,

no se pol vero...

lu vinze sempre,
col zuga,
bisogna assarlo vinzar
come coi putei....
El morbin l'è el me putel...

giovedì 12 marzo 2009

maturità

Questo video è stato fatto da un ragazzo bosniaco che vive in Italia,
per il suo esame di maturità.
Lo dedico a tutte le persone italiane.
Ai giovani in particolare.
A chi viveva nel '92,'93,' 94, '95,' 96...
e che non ha mai considerato questa guerra.
Guerra combattuta su una terra che si affaccia anche sull'Italia ...!
(in fondo il Mar Adriatico non è cosi largo)
e alle persone che mi hanno raccontato che della loro casa
non hanno trovato altro se non
una mattonella del bagno.
Famiglie in cui mancano
i papà,
i figli,
i fratelli,
i cugini,
gli amici.

Ragazzi che sognano il loro paese

e che ora sono Uomini.


Condivido soprattutto l'ultima frase di questo video,
poichè chi si è macchiato di crimini orrendi
come la pulizia etnica,
conduce ancora una vita libera e ricca di privilegi
godendo di protezione da parte di chi dovrebbe almeno cercarli.
I campi di concentramento in Europa
non sono finiti con il nazismo.
Anche se questo fatto è "riconosciuto" a livello internazionale,
la gente non lo sa,
nessuno ne parla.

mercoledì 4 marzo 2009

Seitan in progress





verso nuovi orizzonti di autoproduzione
e in fondo al tunnel vedo.....
AUTARCHIA!!!!!
Credo che ci voglia un dio ed anche un bar..
credo che stanotte ti verrò a trovare
per dirci tutto quello
che dobbiamo dire...
o almeno credo...


Credo proprio che non sia già tutto qui..
e certi giorni invece
credo sia così...

Credo al tuo odore
e al modo in cui mi fai sentire,

a questo credo...

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni,

credo che ognuno si faccia il giro come viene,
a suo modo,

qua non c'è mai stato solo un mondo solo..

Credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore,
credo...

se ti serve, chiamami "scemo",
ma io almeno credo...

se ti basta chiamami "scemo",
che io almeno..



credo nel rumore di chi sa tacere,

che quando smetti di sperare inizi un po' a morire...

Credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori..
o almeno credo..


Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave
e che
ogni verità può fare bene o fare male..


Credo che adesso mi devi far sentir le mani che a quelle credo...


Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni,

credo che ognuno si faccia il giro come riesce,
a suo modo,

qua non c'è mai stato solo un mondo solo..

credo a quel tale che dice in giro che l'amore chiama amore...

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo,
qua non c'è mai stato solo un mondo solo..

credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore,
credo...

se ti serve,
chiamami "scemo",
ma io almeno credo...

se ti basta chiamami "scemo",
che io almeno...

lunedì 2 marzo 2009

31 in potenza

potrebbero essere:

Anta
Babel
Ukobacco (che si è mangiato cosimo e dalia sconvolgendo l'odine alfabetico!)
Ezia (in ricordo di Ezio che ci ha lasciato)
Fonzie (hey!)
Grog
Huga
Hazel
Lugo
Mostro
Nobo
Oberon
Polly
Quqqo
Rollo (in onore del grande Rollo Napalm!)
Sbrinzo (beh che vuoi dopo rollo, cioè prima, vabbè avete capito...)
Tora
Ulla
Volturnia
Zorbac
Zorro

ops...finite le lettere i poi?

beh:
Oscar
Golem
Nilde (me ne vorrà la Iotti per questa dedica??)
Felix (piccolo! ridotto a monumento al gatto vittima ignota, di nota veterinaria)
Pnemo (che stà per pneumotorace, molto condensato...)
Stan
Owl
Poros
Kimala

ah, giusto!
potrebbero essere...cosa?
Rospi, ovvio!

...Fà parte del programma "autarchia":

ACQUA+FARINA+LIEVITO=PANE


QUINDI:

ROSPO+
BACIO=
PRINCIPE
!!?
HEI PRINCIPE HO DETTO!



NO PERCARITA',
MEGLIO QUELLO PRIMA
E' PIU' CARINO!