domenica 31 agosto 2008

Le ferie

Ma che vacanzone quest’anno. I miei acciacchi che sembrano terrorizzare chiunque tranne la sottoscritta, mi hanno regalato dei giorni meravigliosi (non ho potuto lavorare!). A parte tutto il sangue che mi han ciucià (ma prima o poi tutto torna, vedi ad andare a fare prelievi in pascolo!!!e zackete la vendetta ovina) tutto bene.

E quest’anno sono abbronzata,ma più davanti che dietro, ma solo perchè mi addormento sempre e nessuna buon anima mi rigira in modo da donarmi una doratura uniforme. Ora la mia pancia sembra un morbido budino al cioccolato …ah sto anche lasciando pezzi di me, qua e là per il Nord Italia, mi sto lentamente desquamando!!Magari mi riprodurrò per partenogenesi…tremate tremate!!

E’ un’estate di sonno. Ho dormito molto. Soprattutto sotto il sole.

Un’estate di libri. Ho letto.

Un’estate di brividini. Ho capito che i bruti non sono comunque riusciti a defraudarmi di tutto l’amore che avevo, e ho scoperto che sono ancora capace di provare dei brividi e di sognare “come sarebbe bello se...”

Un’estate di montagne. Le ho scalate.

Un’estate di amici.

Un’estate di Veneto e di Piemonte. E mi soffermerei proprio sull’ultima.

Il mitico ferragosto ai Savi (la mia prima volta … lo ammetto e me ne vergogno anche).

Eros che impavido sotto l’acquazzone, la grandine, il vento, tuoni e fulmini e saette è lì davanti al forno a legna come un super eroe, prode e inarrestabile, che inforna pizze (cipolle&gorgonzola…uhm!!!) .

Assunta che s’è svegliata presto la mattina per preparare la pasta della pizza (e che pasta!).

Roby che ha svaligiato la cantina per cui lavora, stappa una bottiglia dietro l’altra!

Omaggi culinari e etilici da tutta la famiglia di Mattia (tra cui Le baladin…quanto tempo!!!)

Il gioco dei mimi…che risate, eh comunque mi sembra ovvio che la squadra che ha vinto è la mia!!!UHAUHAUHAUHA(risata diabolica, da strega cattiva)

Il giro turistico per i savi con la Panda, ma quella vecchia, su cui Mattia riscopre il piacere della guida meccanica, e io invece scopro lo spazioporto dove atterrano gli alieni e il centro ricerche appena attiguo, e mi sembra di essere un po’ Scully nell’area 51, ma solo perché ho i capelli rossicci e nella testa mi frulla la musichina di X-files. Di alieni nemmeno uno. Peccato!

San Sebastiano. Che bel posto, quanta bella gente, quante teste, idee, terra, lotte, discorsi, resistenza. C’è anche la piscina, ma io e Ekkeccazzo snobbiamo il fankazzismo e andiamo a stuccare e rasare i bagni, a prelevare campioni di terra e a fare profili del suolo. Bello. Dalla collina si vede tutto. Poi c’è il fienile diroccato, la stalla. I ragazzi di libera sono su un mare di merda (e questo è meraviglioso) la loro terra è fertile e concimata.

Merda e Terra.

Terra e Merda.

Io e Ecchezzazzo ci guardiamo e sappiamo di essere sopra a un infinita ricchezza. Per che cosa vuoi lottare se non per la terra? E ci viene una specie di fuoco dentro, perché secondo me nel nostro profondo c’è una guerriera-contadina assopita (munita di vanga e forcone!) che si anima e si entusiasma quando c’è da lottare per la terra. Per il giusto. Per il nostro paese. Contro l’egemonia della mafia, gli interessi di pochi. Quando c’è da risollevare un campo, trasformarlo in orto. Quando c’è da domare un’inselvatichita e ripida riva e trasformarla in un frutteto. Quando c’è da dare una mano così solo per darla, senza aspettarsi nulla in cambio (se non un piatto di pasta e un grazie) solo perché si condividono lotte e ideali.

E la sera a guardare il piccolo Mattia che gioca a fare Attila tra le begonie (appena piantate), e non mi lascia neanche una tregua, sedute sulle sedie a dondolo (come le mamme incinte) sotto il porticato con un bicchiere di rosso, a parlare e parlare e parlare. Che bello. Vorrei poter avere altri ritmi. Vorrei tante cose…E chissà!

Oggi andiamo a Rivalta.

Io mi sveglio tardi. Solita tappa caffè a casa mia e poi partiamo a cercare un distributore di metano ma niente. Così pensiamo di fare un salto da Decatlon, ma è chiuso, e già che siamo in zona… andiamo a salutare Lupo Solitario!!!

Gli piombiamo in casa, e interrompiamo il suo meditativo isolamento (non sapevo che i lupi estivassero!!ma sembra ormai una sua consuetudine con l’arrivo della bella stagione) Che bello rivedersi, quanto tempo dall’ultima volta. E chiacchieriamo di guerra, Georgia, studenti, senato,Putin, Giulietto Chiesa e si fa ora di pranzo, così i suoi insistono perché ci fermiamo, e vuoi dire di no ai pomodori dell’orto? E al formaggio di capra comprato al mercato?e quello siciliano? A un bicchiere di birra? A un buon caffè?Al liquore artigianale alle fragoline di bosco? Ed è tutto squisito, compresi i suoi genitori, che a me piacciono molto (no..e che pensate??che me li sono mangiati??)! Parliamo molto, di comuni, agriturismi, agricoltura biologica,di riciclo, di ricchezza e povertà, di bambini e vecchi, di vite diverse in mondi diversi.

I genitori di Lupo Solitario sono un puzzle che si incastra davvero bene. Mi vien quasi da commuovermi quando sua mamma ci mostra il posacenere che le ha regalato il papà, plasmato da lui a forma di cuore con l’argillosa terra del loro orto. E dice “ma cosa vuoi di più? E’ un regalo fatto con la nostra terra!” e penso che a volte bastano cose molto semplici, ma pregne di significato per entusiasmare le nostre vite.

Sono quasi le tre, sua mamma ci saluta regalandoci un tocco di sapone fatto in casa a testa e ripartiamo.

Tappa 2: di nuovo a San Sebastiano. Ieri abbiamo dimenticato i campioni di terra, fortuna che stavolta ce la caviamo in fretta. Proseguiamo per delle stradette del Monferrato (che zone! non ero mai stata), così andiamo ARAMENGO, Nocciola, Castagna, Cordanze. Io propongo un bettola tour, ma quando arriviamo ad Asti…

Signor Testa e Livio!!

Tappa numero 3: Ci vediamo in piazza Porta Nouva, ad Asti! il Livio arriva in Bici, i Bistefani in jeep. Boja che jeep…una roba che solo il Testa può dirvi esattamente cos’è, una specie di prototipo militare, bianco, spoglio, metallico, essenziale, gigantesco (o almeno così mi sembra dall’ alto del mio metro e una ghianda!). Secondo me non è a norma. Per salire sui posti dietro si entra dal “baule”dopo aver tolto la ruota di scorta. Dentro ci sono due panchette, una di fronte all’altra. Davanti si entra dalle usuali due porte. Sembriamo partite per un safari. Io e Eccheccazzo coi cappellini in paglia (quasi da giovani esploratrici) e il Testa che a tutto gas conduce inorgoglito il suo mezzo traballante per il centro di Asti. Si dondola, io mi sbellico dalle risate e dalla paura, sembra davvero di dover andare a caccia di giraffe, ma per fortuna andiamo solo a prendere un gelato. Il sig. Testa, venera ogni singolo pezzo di quella jeep, e quando sbatto la portiera per chiuderla, rischio la vita…(esagerato…è solo una macchina!!) Poi ci dirigiamo su a Santa Maria Ausiliatrice e da là dominiamo il paesaggio.

“Vedi laggiù abita il Marchisio”

e bam…ci balena in mente l’idea di andare a fare aperitivi da lui come ultima tappa. Ma dato che saremmo dovute essere a Rivalta per pranzo (secondo i nostri programmi) e si son ormai fatte le sette di sera, l’incursione-aperitivo dal buon Marchisio la rimandiamo. A proposito…Jacopino, non pensare di farla franca, la prossima volta io e Eccheccazzo capitiamo a Poirino a assagiare le tinche (ma le mangia solo Eccheccazzo!poverette!)

Arrivo: Rivalta!

Anche qui sono due giorni stupendi. Conosco finalmente Nonna Genia, che mi rimpinza di leccornie e mi chiede se mangio la carne se non la vedo perché mischiata bene nell’impasto. Un po’ mi dispiace deluderla e costringerla a cucinare vegetariano, ma dice di farlo volentieri!!Elisa mi porta a spasso per le sue terre. Andiamo a vedere San Remigio, un vecchio convento trasformato in cascina (in fondo ci lascio un pezzo di cuore perché è davvero bello), poi andiamo al Salone l’ex covo dei comunisti di Rivalta a prender il caffè (che costa solo 70 cents!!!!ed è buonissimo). Per mantenere le cattive abitudini siamo sempre in ritardo, d’altronde ci muoviamo solo a piedi, così abbiamo il tempo, strada facendo, di raccogliere le more, rubare le prugne e le mele ancora acerbe dai frutteti lasciati incolti. Studiamo anche. Incredibile! E alla fine della giornata bagno in piscina, che sta proprio davanti all’orto. Devo ripartire. Ecchecazzo mi accompagna in stazione ad Alessandria, e aspetta che il mio treno parta. E’ sera. Mi siedo a fianco a una sioretta col golf rosa. Il treno è uno schifo. La carrozza è allagata. Scende ancora acqua dal soffitto. Ci sono immondizie ovunque e insetti che sgambettano dappertutto.

Ora devo confessarvi che nel mio passato sono stata quasi una punkabbestia, ma vi giuro che mi eran venuti “i sgrisoloni fin sui calcagni dal schifo”(mi era venuta la pelle d’oca fin sui talloni), e infine eccola, subdola, minuta, con otto zampette…una piccola zecca!!!Aiuto voglio scendere!!!!!!!Ma il treno è pure in ritardo!!

domenica 24 agosto 2008


Ok ragazze. E' da quando ho memoria che voglio farlo. Vado? Vado.

MERCOLEDI' 3 SETTEMBRE 2008
ORE 21.00
VIA DON MURIALDO 24

avrà luogo ufficialmente

LA PRIMA SERATA LETTERARIA
(speriamo di una lunga serie)

Tema della serata:
l'inizio
il principio
i princìpi
(i prìncipi?)

ovvero: cosa sogniamo? Dove andiamo? Con chi? E chi porta da bere?

Presentarsi preferibilmente in massa, suonare Mello Rella e portare qualcosa da leggere. Per chi arriva direttamente da Grugliasco sono disposta ad anticipare l'orario di ritrovo e a buttarci dentro anche la cena. Per favore confermate la vostra presenza con commenti, email, sms o telefonate che così mi regolo. Bevande e sgranocchiamenti inclusi nell'invito. Naturalmente non sono previsti tesseramenti di sorta. L'invito è estensibile a chiunque potenzialmente all'infinito, fatta salva la conferma di cui al punto precedente.
PARTECIPATE NUMEROSI!!!

Vi lascio con il video seguente... non sono riuscita a pubblicarlo quindi cliccate sul link! Grazie!

venerdì 22 agosto 2008

giovedì 21 agosto 2008


Omo studioso,

magro moroso


(uomo studioso, scarso amante)

martedì 19 agosto 2008


Chi va in leto sensa çena

tuta la note xe remena


(chi va a dormire senza cena, tutta la notte si rigira)

lunedì 18 agosto 2008


Voltà el canton,
passà la passion


Voltato l'angolo, cessa la passione

sabato 16 agosto 2008


Ogni vino fa alegria

se'l se beve in compagnia


(il vino mette allegria quando lo bevi in compagnia)

giovedì 14 agosto 2008

gente ci chiamano, c'è da andare!

chiedono AIUTO di gente resistente PER NON LASCIARE SOLO chi ha deciso di abitare la casa di s. Sebastiano Po confiscata ai mandanti dell'omicidio del magistato Bruno Caccia.

Vi giro il riassunto della mail:
"La rivoluzione non va in vacanza" > in questi giorni i nostri 4 comunitari di san Sebastiano sono stati > soli. > La situazione è difficile. > Difficile perchè il cantiere va a rilento e i lavori non vengono > fatti con la giusta attenzione (stiamo tenendo duro...) > Difficile perchè i finanziamenti attesi sia dalla legge 14 sia > dalla legge 18, non sono per nulla certi (idem...). > Difficile perchè la presenza del vicino di casa continua ad essere > equivoca ed incombente (idem...). > Difficile perchè sappiamo che il "contesto" non è per nulla > pacificato. > Dopo tutto quello che ci siamo detti, sono pochissime le persone e > i gruppi che si sono dati disponibili per andare a San Sebastiano. > Bruttissimo segnale. > Prima di tutto verso i 4 che hanno scelto di fare Comunità: la > responsabilità prima in questo momento è che il movimento non > faccia sentire soli proprio i 4 residenti!!! con troppa leggerezza abbiamo dato per scontato che procedesse tutto bene. il movimento NON si è mosso adeguatamente, anzi, ciascuno ha pensato che si > fosse mosso il proprio vicino. San Sebastiano, come la "Questione Masciari" sono tra i pochi veri > "fori" nel fondale del Truman Show che abbiamo tra le mani. > E' su questi "fori" che misuriamo la nostra reale volontà di dare > fastidio al sistema.

Leggete anche:
San Sebastiano: un fotoromanzo resistente su http://www.liberapiemonte.it/

io forse riesco ad essere lì domenica 17.
voi?
Ci siete?
se ci siete battete un colpo e io prendo contatto con i resistenti.
Riusciamo tra fine agosto e settembre a formare un gruppetto che vada lì per qualche giorno ad aiutare, finchè c'è da ristrutturare casa e sistemare il terreno (mi avevano chiesto per giardino e frutteto) e far partire questa comunità?
ELISA.
p.s.: In questo momento più che mai, sò che in questo assurdo sistema di merda c'è da rimboccarsi le maniche e scegliere di lottare, non si può aspettare che lo Stato o qualcun'altro di più preparato, con più tempo o più soldi, faccia per te, ora sò che non sarebbe nemmeno giusto farlo.

Bilanci

Sommersa di roba fino al collo,
in una mano Mirtilla spasemada (poro ceo),
nell'altra il pc,
a tracolla la borsa,
sulle spalle 20 kg di roba.
Torino, ore 13, un caldo che Dio...
E penso che manca poco, ma lo sto pensando da un quarto d'ora buono e ho smesso di crederci un centinaio di passi fa. Tanta roba da portare, ma rimango bilanciata.
Da sola sulle mie gambette.
Lo zainone arancione della Nerg è un ottimo equipaggiamento.
Casa, arrivo e...
mamma della mia inquilina che fa i piatti
e papà sbracato sul divano in pigiama che legge il giornale.
Eh beh.
Un pò di shock iniziale,
ma ho imparato a prendere la vita dal lato positivo:
ho una casa pulita (ha pulito pure il frigo...boja!!!)

Ed è ora dei blianci:

1- il mio primo "non appuntamento"

Mi arriva il suo sms e penso, beh, se è un non appuntamento allora va bene.

Lui è carinissimo.
ORO.
Mio padre lo adora
(lo ha sempre adorato, mio padre ne sa una più del diavolo, e sa inquadrare subito le persone...mi aveva anche messa in guardia!)
mia madre invece mi carica:

"Ma vedi, senza 'ndar a zercar un cameo zo par Torino, te gavevi un cavajer qua...no te capissi niente, me racomando xe un bravo toso, sta tenta a quel che fai, no zugar coi sentimenti sui"
E smorza un pò l'entusiasmo della serata,
e mi faccio un pò di paranoie.

Sono passati otto anni da quando mi sono innamorata di lui.
E' veramente un bravo toso.

E' un "non appuntamento" meraviglioso.
Corona, Desperados, luce soffusa.
Chiacchiere.

Gli operai rossi, i viaggi, gli scioperi, lavoro, università, fratelli, nonni, libri.

Tiziano Terzani (a tutti e due piace scovare libri).
Mentre racconta me lo immagino mentre gironzola per la libreria Massaro tra gli scaffaloni di libri, sfoglia pagine, i suoi occhi che corrono sui quarti di copertina. Il suo viso che si illumina in quell'espressione che riconosco ancora così bene.

E penso che gli voglio molto bene, e lui anche a me.
Ci siamo voluti tanto bene.

E gli racconto invece di come io ricerco libri tra i mercatini dell'usato o li prendo in prestito dalla biblioteca. Non ho lo stipendio che ha lui. Anzi non ce l'ho proprio!
E parliamo di Wu Ming (.g si scrive così??)
Di guerra, di politica, di guai.
Gli dico dei miei acciacchetti.
E Cristo, quello sguardo!!!
Ma io sono tranquilla, lo rassicuro.
Parliamo di Marco Paolini, a tutti e due è sempre piaciuto moltissimo.
A volte ho paura di incrociare il suo sguardo che sono mille voci sovrapposte che mi dicono tutto contemporaneamente.
E ho paura che se lo guardo per troppo tempo,
non potrò più staccare il mio dal suo sguardo.

Poi penso che questo "non appuntamento" mi piacerebbe concluderlo con un "non bacio". Ma non posso.
Ho paura di fargli male.
E di farmi male, ora che ho ritrovato il mio equilibrio.
Si può fare male con un bacio?

Sì...alle persone vere puoi fare molto male.

Così ci salutiamo con un strucon.
Poi penso che non voglio nessuno al mio fianco, e come dice Beppe, un'altro mio amico, tanto siamo giovani, il mondo è sul palmo delle nostre mani, dobbiamo brindare e ballare con la vita,
poi ,
quando diventerò un affermato chirurgo veterinario
e farò i miliardi(???),
Beppe ha promesso di prendermi in sposa.
Tranquia.

E io che pensavo che i matrimoni combinati fossero caduti in disuso nell'occidente odierno.
Mah!


2- Fuori Tempo


Sto facendo zapping in tv.
E' tanto tempo che non la guardo più.
Càpito sciaguratamente su Veline.
E mia madre:

"ma cossa varditu po!!!Tanto orami tu xe fora tempo"

Ringrazio...

E comincio a pensare, non tanto a quali stronzate alla mia età non posso più fare, ma comincio a comparare:
Io.

Gli altri.

I miei amici si stanno sposando.
Le mie compagne del liceo lo hanno già fatto e hanno anche dei PAMPINI.
E io?
Fouri tempo.
Non credo...
Credo di essere pronta ad affrontare la vita anche da sola. Non so spiegare. Io sto meglio da sola. Non le invidio, forse sarei potuta cascarci pure io, ma per perfortuna sono ancora io e ho fatto le scelte giuste, a volte con l'aiuto del "destino" .
E non ho paura.
E non ho voglia nè bisogno di un compagno, forse perchè in questi quattro anni ghi no ciapà na sgionfa che metà basta.
Avevo imparato ad accontentarmi, ora invece basto a me stessa.
E come bilancio non è male, perchè mi sento felice.


3- Sono un HORMONAUTS


Sono un Ormonauta.
Abbastanza.
Anche se sto perdendo il controllo del mio corpo.
Mi sono innamorata del contrabbassista.
Anzi, mi sono innamorata di come lui riesce a suonare il contrabbasso.
E i concerti ci volevano.
Suoni sparati a tutto volume che ti schokcano.

Niente da fare.
Un live ti fa sempre vibrare la pelle.

E ci vuole il ritmo, la melodia, se no la vita perde di gusto...plech!

Un assagino di Ormonauti



4- La paura.

Tanto per cambiare aveva ragione mio padre.
E ho imparato a controllare i sentimenti.
Ciò che viene da dentro di me, lo posso controllare.

Sono stati giorni in cui ho avuto un pò paura.
Per mio papà però, alla fine di me stessa non sono preoccupata
(e per lui è l'esatto contrario).
Ma quando capisci che tuo padre non è l'uomo indistruttibile che hai sempre pensato che fosse, allora cominci a vacillare.
Cominci a pensare che sei impotente.
Che non puoi fare altro che aspettare seduta su una sedia.
E spremere tutta la speranza che ti rimane.
E ogni minuto allora davvero sfiora l'eternità, per poi fortunatamente sfociare in notizie quasi buone.

Così da quando sono a casa non facciamo che litigare.
Io perchè sono preoccupata per lui.
E lui perchè è in ansia per me.

Ma ci vogliamo un gran bene.


5-Cosa voglio?

Viverla così com'è. Ma senza accontentarmi.


Chi desfa bosco e desfa prà,

se fa dano e no lo sa.

(Chi disfa il bosco e il prato, fa il suo danno senza saperlo)

martedì 12 agosto 2008


Dona nana, tutta tana

Omo basso tutto casso

Lascio alla libera interpretazione,
la volgarità del volgo!!!UHAUAHUAHAUHA

lunedì 11 agosto 2008


El cafè xe bon co 3 S:

Sentà
Scotà
Scrocà


(il caffe buono ha tre S: seduto, bollente, scroccato)

domenica 10 agosto 2008


Hey!!!!

Ben quattro delle cinque medaglie italiane alle Olimpiadi parlano Veneto...che stoffa!!!
E noi?? Brindiamo!!!

A l'ostaria no ghe vago,

ma co ghe son stago

(non vado all'osteria, ma quando ci sono ci rimango)

sabato 9 agosto 2008


Baso devoto no vol essere visto


(Un bacio vero, non ammette testimoni)

venerdì 8 agosto 2008

"Varda che bel, siu vegnesti catarme?"

E' sempre lui, lo conosco da venticinque anni ed è sempre lui.
Sì certo, ora è un pò più calvo, lento, i pochi fili scuri dei suoi capelli si sono fatti ora tutti bianchi, meno incisivi, ma sempre la stessa voglia di vita.
E' il mio nonno adottivo.
Ora spiego.
E' la memoria del mio vero nonno, il nonno Vittorio, che non ho potuto conoscere perchè purtroppo è morto poco dopo che sono nata.
Così lui, il suo migliore amico è diventato il mio nonno.
Credo che ad unirli fosse un'amicizia davvero forte.

Lo adoro. E' la memoria vivente del nonno che mi è stato negato.
Ha visto e vissuto molte cose, ha studiato molto, ha girato il mondo ma non si è mai montato la testa (anche se ha sempre ragione lui).

E mi racconta di quanto matto era nonno Vittorio. E quante ne hanno combinate assieme. Di come gli voleva bene la gente.


E sono qui a fare quattro chiacchiere col nonno che mi racconta di come gli manca nonna, che se n'è andata lo scorso Natale, e vedo che la ama ancora tantissimo (nel vero significato del termine, non con la banalità e la leggerezza con cui alcune persone pronunciano queste due paroline, che sì sono piccole, corte, ma troppo cariche di significato da farti esplodere il petto quando vengono schiacciate sul palato dalla lingua, rimbalzano sui denti e una volta fuori dalla bocca ti lasciano senza fiato)
che l'ha sempre amata,
e non smetterà mai.
Vedo che ha ancora e solo occhi per la sua bellissima moglie.

E piacerebbe anche a me un giorno, a 84 anni avere un marito al mio fianco che mi gurda così.Alla stessa maniera.Con lo stesso modo di amare.

E poi mi parla dei suoi amici.
E mi dice:
"Veditu, la nostra amicizia era come dire...automatica.
Semplice.
Non c'era bisogno nemmeno a volte di dire.
Ci si aiutava
.
C'erano molte cose scontate.
Forti.
Bastava poco, xe passea in caneva a berse un goto de vin.
Eravamo noi.
E ci divertivamo da matti. E la voglia de combinarghen una drio man che l'altra, insieme."


Semplice,
insieme,
aiutarsi,
l'è a volte fadigha ma 'l paga
.


E ride mostrandomi la nera spelonca della sua bocca, con pochi, coraggiosi, sparuti, incisivi
e con lo sguardo perso nei tempi e nei ricordi dei suoi amici, della sua famiglia, dei suoi viaggi:

"Ho avest proprio na bela vita, e ho tantissimi bei ricordi"



Tutti i miei uomini 2


Beh, ognuno fa quel che può. Chi tifa, chi gareggia, chi appende la bandiera del Tibet, chi fa il reporter sans frontier contro la censura cinese.

Ma qui da noi sembra di essere in un altro mondo, in un altro tempo. Sembra che le cose ci sfiorino e non ci tocchino, e se ci toccano il contatto è talmente leggero che non c'è traccia di esso.
Sembra quasi che le montagne filtrino e attutiscano ciò che non è di qua.

Non parlo più di politica coi miei amici, tanto so come va a finire.

E mi arrendo, a troppe cose, perchè sembra di avere a che fare con dei mussat (muli), e tanto son solche 'na femena comunista con un bel cul (e l'essere carine toglie credibilità, ma se sei brutta non hai nemmeno diritto di parola...)
Noi qui gareggiamo, noi ce ne catafottiamo e facciamo le OLIMPIADI del PROSECCO.
E auguri.

Ma gli voglio bene. Sono i miei amici, alcuni leghisti, molti astenuti, qualcuno che si ritiene impavido nel votare la sinistra moderata, a volte xenofobi.
Ma se hai bisogno si fanno in quattro.

E ' brava gente, di paese, di montagna, chiusi, ma con tanta voglia di scappare.
Siamo montagne.
E' difficile da spiegare.
Siamo ardui da scalare, sappiamo essere insidiosi, siamo a volte freddi perchè sulle nostre cime ci sono ancora immensi ghiacciai che tengono botta ai cambiamenti climatici e alla globalizzazione.
Siamo ostili.
Testardi
(quando abbiamo in mente una roba...).

I nostri torrenti freddi ci gelano il sangue
(ed è per questo che beviamo tanti alcolici, fa freddo quassù).

Siamo di roccia, siamo duri, niente ci fa vacillare, anche se a volte pezzi di noi franano schiantandosi al suolo con un gran boato, ma restiamo ammassi di Dolomiti.
Siamo veramente difficili, ma se riesci a conquistarci, come quando scali una montagna, allora avrai un'inestimabile ricompensa.

E non serve che io dica niente, loro sanno.
E allora mi portano al mare, con la mitica UNO fiat, musica dance anni '90, revaival delle feste delle medie, ricordi di adolescenza, e tante risate.

Quanta voglia di mare. E loro mi portano.
Mi grigliano le verdure mentre preparano la carne per loro
"Varda, secondo mi, tu xe da sposar, tu magna anca poc..."

Mi consolano perchè i loro occhi sono pieni di valori come i miei, di cuori strappati, azzannati e gettati in un angolo ma che non hanno perso la voglia e il coraggio di amare ancora, di nuovo, più di prima, occhi di speranza nel futuro.
Occhi che non mentono e non tradiscono.
Occhi fermi che tacciono, risoluti, ma comunque dicono troppo.
Occhi che raccontano di viaggi, de bale, di musica, di vita dura in fabbrica:
"E Dio XXXX l'è do mesi che no i me pagha, DIO XXXX, tra due mesi son senza un laoro, DIO XXXX"
Dove XXXX sta per qualunque cosa vi venga in mente.

Occhi brilli, sbronzi.

Occhi rossi. Di fatica. Di una giornata di lavoro, ma che non rinuncerebbero mai a una serata con gli amici che son tornati in paese da Torino, ma schersitu??
Occhi che quando incrociano il mio sguardo triste mi sussurrano
"speta che'l cate mì, e lo cope, seco!!"
Sono sempre stata la loro cocca. L'unica femmina che resiste da tempo immemore nel gruppo, e il loro istinto di protezione nei miei confronti è incredibile. A volte esagerato.

E le loro bocche, colorate de vin moro, perchè sono uomini che amano L'OMBRA (in dialetto l'ombra è un bicchiere di vino) ed è un amore corrisposto, pericolosamente.
Bocche che contengono a fatica parole che scavalcano le labbra per comporsi in incomprensibili biascichi.

Le loro labbra che sorridono, poi ridono sempre più sguaiatamente, o che hanno sempre una parola, una battuta che mi fa ammazzare dalle risate.
Bocche che parlano la mia lingua.
Bocche nascoste da baffi e barba.
Bocche che tramandano le tradizioni dei veci, che hanno memoria di racconti e consigli contadini.

Le mani, che sanno fare tutto. Tenere un ascia e fare legna. Avventurasi nel motore di un auto per farla ripartire,
mani col nero nefando della fabbrica che non va più via,
mani che si tendono verso di me per aiutarmi a salire su un ripido pendio,
mani che mi passano un bicer de vin,
mani bianche da persone studiate,
mani sudate, grandi e pelose,
mani che caricano un fucile,
mani nude.

Mani che scavano la terra,
mani che piantano semi e raccolgono frutti.
Mani che pizzicano le corde di un basso,
che percuotono la pelle tesa di un bongo,
che incalzano e enfatizzano immagini e parole


E li guardo. E so che sono una parte di me, una bellissima parte di me. Alla quale non voglio e non vorrò rinunciare, e c'è come un sottile filo che ci lega gli occhi, tra di noi, e una specie di complicità per cui qualunque cosa succeda rimarremo legati. Anche a chilometri di distanza, ad anni di tempo.
Loro sono stati la mia infanzia,
la mia adolescenza
e parte della donna che sono ora.

Loro sono tutti i miei uomini



Medego vecio ma chirurgo zovane


(il medico sceglilo vecchio, ma il chirurgo giovane)

giovedì 7 agosto 2008

Ammettiamolo, a volte proprio me le cerco...



Un galo sensa cresta xe un capon

un omo sensa barba xe un coion


(un gallo senza cresta è un cappone, un uomo senza barba un coglione)

e detto francamente, mai detto fu più azzeccato

mercoledì 6 agosto 2008

Carovana-prima tappa-25 luglio-Cuneo, Caparezza

...a gruppetti si arriva con gli zaini ai furgoni, due, recuperati in presito da provincia e cesvol, uno azzurro, con scritto provincia di torino grande come una casa, tanto per non farsi subito riconoscere al sud, l'altro bianco, grosso, ibrido a metano,
l'azzurro per me, scelta casuale a cui rimarrò fedele.
Si parte, manca ancora qualcuna che recupereremo per strada, destinazione Cuneo, Caparezza!
Autostrada, per la prima volta ci distinguiamo per un tratto che rimarrà caratterizzante:
"cazzo! ragazzi siamo in ritardo per beccare Capa! senti gli altri!"
"Pronto! noi siamo in ritardo voi dove siete non vi vediamo!"
"Asti????!???"

...vabbè un gruppo in ritardo e l'altro perso già in Piemonte, 'nduma ben.

La frase significativa della tappa è ovviamente di Caparezza:


...man mano mi convinco
che io sono un Eroe
perchè lotto tutte le ore...
dedicato ai ragazzi di Fossano!


"Morti bianche: al Molino Cordero di Fossano (Cn) con 5 decessi il primato della più grave tragedia sul lavoro degli ultimi anni (ovviamente prima che arrivasse la tyssen a battere il record!)
29 agosto 2007

Sono morti tutti, uno dopo l'altro, nel giro di diciassette giorni, negli ospedali in cui erano ricoverati a Torino ed a Genova, i quattro lavoratori gravemente ustionati nella esplosione del Molino Cordero S.p.A. di via Andrea Paglieri a Fossano, in provincia di Cuneo, avvenuta il 16 luglio scorso, nella quale era morto sul colpo un solo operaio.

Sembrava quindi un episodio come tanti altri, uno dei 1.300 morti sul lavoro che si registrano in Italia; ed invece i suoi quattro compagni di lavoro sono morti con lui, condannati, senza alcuna possibilità di sopravvivere, dalle ustioni estese e profonde causate dall'esplosione.

Fossano quindideve piangere il triste primato della più grave tragedia sul lavoro degli ultimi anni, avendo superato, con 5 morti sul lavoro, il bilancio di vittime dell'incendio alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia, che aveva fatto registrare nel 2006, il 25 novembre, 4 vittime."



A viajare se se descanta, ma chi che parte mona torna indrio mona.


(Quando si viaggia si aprono nuovi orizzonti, ma chi parte MONA torna indietro che è ancora MONA)

Spussa de vero...

martedì 5 agosto 2008


El pevaro xe picolo

ma el spissega


(il pepe è piccolo ma pizzica)

lunedì 4 agosto 2008


Se tutti i bechi portase un lampion,
che gran iluminasion

(se tutti i cornuti portassero un lampione, che grande illuminazione)

domenica 3 agosto 2008


Coi bei, crese i corni


(se stai con uno bello, sarai cornuta)

sabato 2 agosto 2008


Dove che ghe vol fati, no basta le parole.


(dove c'è bisogno di fatti non bastano le parole)


venerdì 1 agosto 2008


mejo un ceo ben compì

che un grant e insemenì


(meglio essere piccoli e ben fatti che alti e stupidi)