sabato 31 marzo 2007

The electro-wave-trash queen!!!

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Ecco il link...è lei la regina della musica italiana...che stacco di gambe sta donna!!!o come la definiscono "the electro-wave-trash queen: Miss Donatella Rettore"

http://www.youtube.com/watch?v=F1SOrZ4_970



per chi non gradisse l'originale, ecco delle altre interpretazioni:



http://www.youtube.com/watch?v=MomDdkqALPE



http://www.youtube.com/watch?v=LAJSUbytIXI



venerdì 30 marzo 2007


Tratto dai margini del mio libro di economia aziendale:
"Su gran parte della Terra vivono minuscoli insettini, che si affannano correndo, distruggendo, amando e odiando senza un attimo di respiro. Ma l'attività che li impegna più di tutte le altre è sognare. Essi sognano in continuazione, sognano di notte, sognano mentre studiano, mentre lavorano, mentre ridono e mentre piangono. Sognano anche quando non lo sanno, e partoriscono dalle loro menti quantità inimmaginabili di fantasie, speranze, alti ideali e allucinazioni erotiche. Alcuni sogni , i più folli, i più assurdi, scappano in tutte le direzioni, planano dolcemente sull'asfalto, sussurrano articoli a famosi giornalisti, cullano il sonno notturno dei più piccini, per volarsene via al loro risveglio. I più vecchi ogni tanto si aggrappano ad un albero, a una roccia, tentando di attecchire, ma un soffio di vento li porta subito via. Il nostro mondo è troppo sterile per loro. Ma alcuni altri, i più tenaci, si attaccano alle spalle dei loro sognatori come globi luminosi, e li guidano, li aiutano a rialzarsi, li prendono a calci diventando via via più grandi, finchè, con un'esalazione di sollievo, non si avverano."
Perchè i sogni che realizzerete siano sempre di più di quelli delusi.

Non ne posso più!!!!Perchè, perchè non posso usare una scopa come tutte le streghe normali, un aspirapolvere, un mocho Vileda?!Perchè devo usare per forza quel casino di pedali, leve e tergicristalli che viene chiamata comunemente auto? (per chi non lo sa, sto studiando per prendere la patente) Che schifo, schifo!!! E questi quiz?Un esempio:
Se, percorrendo una strada di montagna, investite un'alce gravida, dovete:
a)caricarla nel portabagagli, applicare al muso che sporge l'apposito pannello per carichi sporgenti, e portarla dal veterinario.
b)passarle sopra più e più volte per accorciare le sue sofferenze.
c)praticare un cesareo di emergenza, e allevare poi il piccolo alcino come fosse vostro.
Per non parlare delle mie brillanti prove di guida. Tanto per cominciare, spiegatemi perchè devono esserci così tanti comandi. Tre pedali, un numero imprecisato di marce, un fottìo di levette e lucine. Pensare che da piccola mi divertivo tanto a fare finta di guidare girando solo il volante, e facendo leggere la cartina a mia sorella (che all'epoca aveva tre anni). Vogliamo poi discutere di tutti i segnali presenti a Torino? Cartelli, disegnini per terra, freccette per aria... Ma si divertono a collezionarli? Nessuno può conoscerli tutti, è inumano.
-Ma dai Giulia, il cartello rotondo con omino rosso in campo blu e con rifiniture verdi è diverso dall'omino blu in campo verde con rifiniture rosse.-mi spiega esasperato il mio insegnante. E se io sono daltonica?! E questa storia delle precedenze. Capisco non investire il pedone che è già in mezzo alla carreggiata, ma non vedo perchè un banale cartello e un pò di freccette per terra dovrebbero dare il diritto a quel tamarro sul mega SUW di passare prima di me. Il fatto è che so che non riuscirò mai ad acquisire la guida disinvolta di Betty Bum. In mezzo ad un incrocio ultra-trafficato:
-Senti Fulvio, mi reggi il volante? Mi tolgo un attimo la maglia che ho caldo!
Che invidia! Io ho ormai raggiunto il ragguardevole numero di dieci guide (dieci ore!!!) e ancora non riesco a eseguire una curva che non finisca nella fiancata della macchina che sta girando accanto a me. Alla mia penultima guida l'insegnante, dopo una manovra particolarmente ardita, mi fa:
-Guarda, potrai passare la prova di guida solo se l'esaminatore sarà Bocelli.
Augh!Io vi avverto. Venerdì 20 aprile, qualunque cosa accada, non passate dalle parti della Gran Madre. Sarò lì a fare la prova, e purtroppo ho ancora la fastidiosa tendenza, quando sono agitata, a confondere il pedale del freno con quello dell'accelleratore.

giovedì 29 marzo 2007

Paura, eh?





Mannaggia la miseria.



Debbo forse incominciare a preoccuparmi.



E' passata una settimana dall'ultima volta.Ho paura, ma non è ancora arrivato e credo non arriverà.



Non capisco cosa mi sta succedendo, le mie emozioni, non le capisco, non sono più in grado di controllarle.



E poi.



Panico.



Puro.



Adrenalina.



Tachicardia.



Dispnea e apnea.



Un peso opprimente al cuore, scarsa lucidità.



E ti coglie così, d’improvviso, ad esempio quando stai dipingendo un bauletto per un amica, o appena dopo colazione.


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Folgorata, scossa, ma viva. Sono spaventata.



Sto tenendo dentro forse troppa tensione. Una parte di me si è spezzata, e si è perduta. Ma perché? Un caro amico che capisce quello che sto provando, perché ci è passato pure lui, dice che ho accumulato troppa tensione, perché penso troppo, e la ragione non è l’unico approccio alla vita. Devo ascoltare il cuore. Ma io non lo sento, anzi lo sento, ma solo durante gli attacchi che batte fortissimo e mi salta in gola, allora cerco di deglutirlo, di nuovo, in modo che torni giù, al suo posto.
Ma tanto fa quel che gli pare.

Il problema è che non capisco cosa mi sta dicendo.
E poi non dormo, dormo poco, non ci riesco più.
Ho un animale rabbioso nel petto, è incontenibile, sta lì e si divincola. Non so come placarlo.Mi inquieta...arriva di soprassalto.Mi turba.Mi molesta. Fa paura.














Non so cosa rappresenta, o forse ho solo paura di saperlo e non indago sulla sua natura.

Non è un disperato messaggio di aiuto.



E’uno sfogo, magari se tiro fuori qualcosa, anche solo scrivendolo, il peso si affievolisce un po’. Prima di tentare le cure di uno specialista, che sia psicologo o omeopata o ipnologo voglio provarci con la mia cura.
Credo che funzioni.


Un stucon e un baset a tutte.

lunedì 26 marzo 2007

L'Ekonomia dei Kapperi!


Dedicato al nostro GAS!!!!!!
Ebbene si!!!
E' ufficiale!!!!
Siamo un Gruppo di Acquisto funzionante, efficiente!!!
Camminiamo perfettamente sulle nostre gambe!!!!!
Beh, forse per la completa AUTARCHIA è un po' prestino......
Non si vive di soli CAPPERI!
....Sotto sale...
...12 barattoli da 150 grammi per l'esattezza!!!....
...chissà perchè
il tipo che me li ha consegnati,
guardandomi strano,
mi ha chiesto...
...Ma vi nutrite solo di questi???
Bah!Evidentemente non sa che venerdì ci arrivano anche Thè e Biscotti!!!!!!!
!AHahAHah!
VedoGiàLaNostraKomuneIndipendenteKheKreaUn'AlternativaAlSistemaEconomicoMondiale!!
...
Ehm,
forse i 2 kg di capperi mi hanno dato un po' alla testa!





Altro giro...in biblioteca, e magari poi sulle Ande!



Oh bene...miei fidi lettori.
Oggi sono tornata in biblioteca e ho preso in prestito ben tre nuovi film.


Non so per quale strano motivo la bibliotecaria non mi ha punita sospendendomi il prestito causa puntuale (uhauhau) ritardo nel riconsegnare i dvd, e mi ha concesso di prortarmi via:




  • "Apri gli occhi" di Alejandro Amenabar con Penelope Cruz

  • "Harry ti presnto Sally "(in Inglese to improve my English che va sempre bene!!)

  • "La morte sospesa" (touching the void) vincitore di un Oscar Inglese come miglior film 2004 BAFTA + 52°film festival internazionale della montagna Genziana d'Oro

Ora lo so che siete lì frementi per avere la mia recensione e io mio caro pubblico non vi deluderò. Stasera studio, ma spero vivamente di riuscire entro la fine della settimana a fornirvi un esauriente profilo dei film e anzi, dato che oramai il piccolo (si fa per dire, visto che è moooolto più alto di me) Livio è di casa(sempre che "Uno" non ci distragga troppo), credo che presto sperimenteremo la scrittura di un pezzo a 4 mani , magari su "La morte sospesa" che è un documentario su due alpinisti che scalano le Ande Peruviane (la nostra prossima impresa-uscita AUSF) Ci stai Livio??

domenica 25 marzo 2007

TANTO PER CAMBIARE UN PO'...


Boh...siccome è da tanto che nessuna posta nulla...posto io...anche se non ho nulla di particolare da raccontare

Magari metto una bella foto. Ecco sì è meglio!

Ciao balenghi!!!

lunedì 19 marzo 2007

Era meglio se domenica avessi studiato??



Ebbene reduce da quest’ultima escursione Ausf ho tratto un bilancio sommario delle vittime:

-il mio ginocchio sinistro
-le ginocchia di Livio, nonché la spalla destra
-gli stinchi di Martino
-la gamba di Andrea
-il cervello di Fulvio

Tutto sommato poteva andarci peggio, no?

No!!

E’ stata una giornata abbastanza sfigata:
Il treno delle 8.35 ci ha abbandonati per problemi tecnici alla stazione di Condove (ma non sono sicura che fosse proprio lì perché non ero ancora del tutto sveglia nonostante i 3 caffè della colazione!!) Abbiamo aspettato il successivo, grazie al quale abbiamo recuperato pure Valentina e Elena.
Dopo ore di ritardo finalmente baciamo la terra della Val di Susa proprio a Bussoleno!!
Cartine alla mano cerchiamo di capire come arrivare al rifugio Ampampero, e...per strada incontriamo il caro Davide in compagnia di una dolce fanciulla diretti ad arrampicare (...adesso si dice così??).
Ci salutiamo tutti con l’entusiasmo di “Carramba che Sorpresa”, e ognuno prosegue per il proprio cammino (ricordo che Giovedì sera ci si vede ai balli Occitani!!!)!
Gli Astigiani però sprovvisti di cibo vagano per Bussoleno alla ricerca di un mini-market da cui rifornirsi, mentre noi consigliati da due ragazzi ottantenni del luogo (come li ha definiti Martino) cominciamo la nostra scalata verso il "Pampero"! Sono 1000 metri di dislivello, da Bussoleno a Mattie su per la strada asfaltata e poi sentierino tra i boschi (bello erto, sentiero 510) che conduce al Cervetto.
Bordello...le cartine non segnano i sentieri su cui ci inerpichiamo...mah... gli Astigiani e Fulvio che dopo essersi procacciati il pranzo, hanno imboccato un sentiero ALTRNATIVO su da Tignai sono ormai una spedizione parallela completamente distaccata da noi.


Bene, il nostro allegro gruppetto di donzelle su cui ha vigilato Martino prosegue a passo sostenuto chiacchierando di Argentina, Ricerca, Montagna, Giornalismo il tutto inframezzato da piacevoli pause cioccolatose o biscottose, fino al Cervetto. Sono le 2 e degli Astigiani solo notizie telefoniche, giungeranno?
Ebbene poco dopo spuntano in quel del Cervetto (graziosissimo borghetto in pietra, ex alpeggio, ci ho lasciato un pezzo di cuore!) proprio i nostri giovani eroi, uno con la gamba fuori uso e un altro, secondo le indiscrezioni dei compagni, con notevoli problemi intestinali!
Finalmente riuniti proseguiamo tutti insieme fin su al Rifugio Ampampero. Mangiamo come disperati perché ormai sono le 3 e l’ipoglicemia appanna i nostri cervelli!Due lanci col Frisbee che ovviamente finisce sempre giù per la scarpata.

Le donzelle ci salutano perché devono andare al corso di Tango, e noi sotto mia esasperante esortazione ci dirigiamo al Paradiso delle Rane!!
Mezz’oretta e giungiamo a una paludosa pozza putrida, bruttina, davvero bruttina…tristezza si vede solo una rana e molte uova. Sconfortata da quella visone proseguiamo e...arriviamo al vero Paradiso delle Rane!!un bel canneto che delimita un laghetto d'acqua tutto sommato limpida, il posto è tenuto bene c’è anche un percorso per i ciechi e i tabelloni in brail!
Sono le 5 ... siamo alle strette coi tempi, consci che comunque perderemo il treno che avevamo deciso di prendere per non tornare troppo tardi, ci lanciamo giù per tutti i 1000 metri di dislivello che ci attendono, in un disperato e improvvisato percorso “fuori pista” per raggiungere la stazione!Perdiamo di nuovo gli Astigiani che azzoppati opteranno per un autostop e arriveranno ad Asti prima che noi saliamo sul treno che ci condurrà a Torino.
Giù per pietraie, pezzi di strada, boschi, praticelli, verso il castello Borello (il castello di Nimbus), e poi verso il cimitero di Bussoleno(dove ho avuto la mia allegra crisi da sforzo prolungato, e sono sopravvissuta...)appena in tempo prima del calar delle tenebre.


Stazione: abbiamo appena perso il treno, ognuno con la propria Moretti offerta da Martino, tanta stanchezza sulle spalle, i rimasugli del pasto da sgranocchiare insieme, il treno che ha altri 25 minuti di ritardo, i Chupa Chups di Livio, Fulvio che parla con le proprie mani, la telefonata del Testa che annuncia il loro arrivo ad Asti, meravigliosamente soddisfatti della giornata coi piedi dolenti e gli scarponi pieni di sassolini e terra, i nostri sguardi però ancora pieni di energia urlano che non rimpiangiamo nemmeno un millimetro di montagna percorsa assieme.
Noi...seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!
Un abbraccio ai miei compagni di cammino, infaticabili !




Ps: Scendendo per una scarpata molto ripida
Livio si gira “Cazzo siamo dei veri uomini!!!!!”
Era rivolto anche a me… le pagherai tutte GRISSINO!!!Arggh preparati!

sabato 17 marzo 2007

Neo-ingegnera rapita a Torino , ultimo avvistamento in una focacceria a Genova!

Dopo l'avvistamento a Genova rapita e rapitrici sfuggono alla cattura seminando gli inseguitori grazie al celere mezzo di trasporto di cui ci rimane solo questa foto.....
Bella Gita Oggi!!!!
Attraverso la furesta appenninica
fino all'antica metropoli di Ciaè
(...chi non conosce Ciaè...nota quanto l'antica Babilonia!)
N.B:per i botanici e aspiranti tali. NON, RIPETIAMO, NON scrivete sui cartellini identificativi di una pianta che è particolarmente imponente, resistente e LONGEVA.....sospettiamo fortemente che ciò acceleri il deperimento e il successivo e inevitabile trapasso del povero vegetale
(...IN BREVE: PORTA SFIGA!!!!!!!)..
..inoltre tale descrizione stona con lo scheletro rinsecchito che rimane dello sventurato alberello.
E. in collaborazione con .G

venerdì 16 marzo 2007

Ali di Chicken Little piccanti al curry




Ecco, ieri sono andata in biblioteca, verso sera per noleggiare un dvd.
Ovviamente la scelta non è quella di una videoteca, e i film più belli già li avevo visti, così presa da un impeto di regressione infantile ho preso chicken little.
Se volete perdere 90 minuti della vostra vita avete scelto il film giusto.


E’ davvero tremendo, forse perché era da tanto tempo che non guardavo i “cartoni animati” (che poi in realtà nemmeno sono disegnati, ma fatti a computer…che tristezza!!ah i vecchi disegnatori di cartoni, che nostalgia, son finiti i bei tempi di “Biancaneve e i sette nani” e “Gli Aristogatti”)
Ebbene è la storia di questo piccolo pollo con seri problemi di nanismo disarmonico (infatti ha una testa gigantesca) che suscita una certa tenerezza e dei suoi amichetti: il suino Alduccio Cotechino (nb: come purtroppo il maiale anche se “animato” rimanga comunque connotato come pietanza), l’amica oca-brutto anatroccolo e l’unico che si salva è Pesce (che essendo appunto un pesce, non parla se non con gorgoglii per tutto il film)


La trama si snoda su due piani: quello sentimentale e sdolcinato del giovane galletto che cerca di conquistare la fiducia del padre, e quello della trama-avventura che si svolge intorno all’invasione degli alieni. Quest’ultimo è sostanzialmente un collage riveduto e reso digeribile agli infanti dei più recenti e veduti film sugli extraterresti (La guerra dei mondi-X-files-Alien…), toh, nemmeno la fantasia di trovare qualcosa di innovativo.
Il film è atroce, veloce e isterico, irritante e rende secondo me i bambini nervosi e iperattivi.


Ci sono rimasta male, forse perché essendo così tanto tempo che non guardavo un cartone animato, lo shock è stato forte.
Io trovavo coinvolgente la buona vecchia trama delle favole e delle fiabe, innamorata dei bei disegni fatti da uomini e non da pc, di trame più lente e di personaggi più studiati e meglio costruiti…insomma penso che per davvero non vorrò più vedere i nuovi film della Disney, al massimo mi rivedrò i vecchi cult della mia generazione sfornati da quella che da sempre è la Multinazionale delle favole del nostro tempo.
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Post scriptum: Indovinate che sto cucinando? Ali di Chicken little piccanti al curry...questo film è un vero disastro, ma la mia pappa per fortuna no!...buon appetito!!

giovedì 15 marzo 2007

Rischi di nascere sotto il regno di Enrico IV

Vorrei, amiche, condividere con voi, non dico un intero capitolo, ma quasi, di un libro che mi ha turbata e appassionata tantissimo. E’ il primo libro che Lui mi ha prestato dopo che ci eravamo amati per la prima volta. Non a caso ho scelto questa parte, infatti le premesse tra di noi erano le stesse, e mi auguro che presto ritornino ad essere nuovamente così. Buona lettura.

Da “La danza immobile” di Manuel Scorza
(quello degli orsetti e vacca sacra)

Rischi di nascere sotto il regno di Enrico IV

"Non uscimmo dalla stanza per diversi giorni. Ci nutrimmo di niente e di tutto,di prosciutto di pomodori e di alcune uova che Marie Claire trasformava in delizie. Un indurito formaggio di capra e rinsecchiti tozzi di baguette: solo questo mangiammo il quinto giorno Di tutto e di niente. Soprattutto di niente. I nostri corpi pensavano, sapevano, semplici come l’acqua, che le loro carni, le nostre carni, non avevano bisogno, non potevano avere bisogno di altro nutrimento che il loro piacere.
Verso mezzogiorno, Marie Claire si alzò agile dal letto:
- Qui manca qualcosa.
La sua nudità protetta appena da un pullover blu scuro, ondeggiò nella stanza, andò verso il tavolo, apri un cassetto e ne estrasse un foglio di carta e pennarelli colorati che mostrò vittoriosamente:
- Lo sai che Balzac, in circostanze come le nostre, ma che per lui non erano le nostre perché lui non era felice, il grande Balzac una volta si vide costretto ad avere per cena solo un pane?E sai cos’ha fatto? Intorno al suo unico pane, sulla tavola, ha disegnato col gesso i raffinati piatti di un banchetto immaginario:squisitezze inventate che gli permisero di trasformare il suo solitario pane di bisognoso nel compagno dei banchetti del trionfante Rastignac…
Marie Claire scelse un pennarello e spruzzò la tovaglia di puntini gialli. Sorrise di nuovo:
- Ed ecco le costellazioni. Ogni puntino dorato è un sole. Avrebbe potuto succedere che tu e io Santiago e Marie Claire, esistessimo su costellazioni diverse, separati da milioni di anni luce.
Un altro pennarello sbozzò una sfera rossa.
- Ma abbiamo avuto la fortuna di nascere sullo stesso pianeta. Questa è la terra.
Un altro pennarello riempì di numeri azzurri i bordi della tovaglia.
- In questi numeri è contenuto tutto il tempo. Questi numeri sono tutti gli anni, tutti i secoli. Perché pur ritrovandoci entrambi sulla terra, io avrei potuto nascere in India sotto il regno Asoka, e tu a Parigi,qui, sotto Enrico IV. E invece no. La fortuna ha voluto che, entrambi sulla terra , nascessimo in questo secolo, ci conoscessimo in quest’anno, vivessimo quest’istante…
E adesso con tutti i colori nella mano destra, nascondendo con arcobaleni le costellazioni, le comete, le stelle che cadevano, la Terra, le epoche, Marie Claire ricoprì interamente il tavolo di rose , di magnolie, di gerani, di campanule, di orchidee impossibili. Mi abbracciò e con gli occhi in lacrime:
- Questa è la mia gratitudine perché tu e io siamo vivi, e siamo qui, adesso tu e io, qui tu e io….
Gettò in aria i pennarelli e mi baciò. Più volte rotolammo nei precipizi del nostro godimento. Dopo mesi di labbra, anni di fianchi, secoli di seni, millenni di gemiti, che erano istanti, ci avviluppammo in un lungo sonno. Ma i nostri corpi non dormirono. Mentre io sognavo che avevo trovato a Parigi una donna meravigliosa e sognavo che dormivo con lei, e dormivo con lei, il mio corpo e il suo corpo insonni non si rassegnavano al riposo, seguitavano a cercarsi, a trovarsi, a nascere, a morire. E di nuovo morivivevamo, odiamavamo, dormivegliavamo, svanivestivamo. E di nuovo litigadormipacificasvegliavamo, svergognatamente felici."




Suonano alla porta è Lui. Spero di svegliarmi domattina svergognatamente felice come un tempo. Buonanotte a tutti

martedì 13 marzo 2007

L'oscura creatura-quinta e ULTIMA parte-

Enorg le veniva inutilmente in contro lanciato al galoppo. Ormai solo cinquecento metri dividevano i due eserciti in avanzata.
Poi si udì una voce.
Era una voce potentissima, soprannaturale, che spazzò il campo di battaglia come una tempesta di sabbia… era la voce di Sonera.
Lauta si voltò. A due o trecento metri c’era l’esercito avversario che avanzava determinato. Cercò Sonera tra le sue file… non c’era, poi si accorse che la voce veniva da più in alto. La mezz’elfa era in cima allo scheletro di un albero secco, proprio in mezzo al campo di battaglia. In mano reggeva un barattolo vuoto... Lauta capì all’istante che era il barattolo di Magia Mille Usi, e che ora Sonera la stava utilizzando per amplificare la propria voce… ma a che scopo?
I due eserciti si erano fatti vicinissimi
“ FERMATEVI!” urlò Sonera. La sua portentosa voce percorse le file dei soldati vibrandogli fin dentro le ossa. I due eserciti, si fermarono, le mani sugli elmi, atterriti
“ VOI NON DOVETE COMBATTERE! “ continuò Sonera con la stessa intensità “ AVETE LETTO LE PROFEZIE, E SIETE VENUTI QUI A LOTTARE CONTRO IL MALE. MA NON AVETE CAPITO CHI E’ IL MALE REALMENTE! ” Sonera inspirò profondamente, tutti gli occhi erano puntati su di lei “ LA PROFEZIA DICE CHE IL MALE RAGGIUNGERA’ ELFOIHR! E’ VERO! SE QUESTA GUERRA SARA’ COMBATTUTA, SE IL VOSTRO SANGUE SI SPARGERA’ SU QUESTE TERRE… IL MALE SARA’ ARRIVATO! IL MALE NON VIENE DA EST O DA OVEST! NON E’ UN ESERCITO… NON ESISTONO UN ESERCITO DEL MALE ED UNO DEL BENE!.... “ Sonera deglutì e prese fiato “ SE COMBATTERETE, ENTRAMBI SARETE ESERCITI DEL MALE!” Sonera si interruppe un istante, poi riprese, forte come prima “ VI DIMOSTRO CHE CIO’ CHE DICO E’ VERO! CHI CREDE DI FAR PARTE DEL MALE ALZI LA MANO! CHI E’ CONVINTO DI COMBATTERE PER LE TENEBRE LO DICA! FORZA, CHI E’ QUI PER SCONFIGGERE IL BENE?!” Nessuno si mosse, erano tutti immobili, atterriti, Sonera aprì nuovamente la bocca “ SE QUI NESSUNO FA PARTE DELL’OMBRA, CONTRO CHI AVETE INTENZIONE DI COMBATTERE? CHI VOLETE UCCIDERE? DI CHI SARA’ IL SANGUE CHE…” Sonera si interruppe di colpo, lasciò cadere il barattolo vuoto “ ANDREW!” Urlò facendo tremare anche la terra. Poi saltò giù dall’albero. L’eco del suo urlo risuonava ancora. La mezz’elfa atterrò come un gatto, e, davanti agli occhi allibiti dei due eserciti, corse facendosi largo tra le file di cavalieri verso un uomo che montava un cavallo baio.
“ Andrew!” ripetè, la voce le era tornata normale, la magia si era esaurita, abbracciò la testa scura dell’animale “ sei qui, stai bene!” le ci volle un po’ per riprendersi dall’emozione, poi si voltò verso l’uomo a cavallo, che la stava guardando sbigottito, si trattava di Risicato “ Tu! scendi subito dal mio cavallo!” disse afferrandogli una gamba e sbattendolo a terra.
La situazione era così paranormale, che nessuno reagì. Sonera montò in sella, e si avviò dritta verso est, decisa a lasciarsi tutto alle spalle. Siccome almeno un milione di sguardi la stava seguendo si sentì tuttavia in dovere di aggiungere “ em… Scusate il disturbo… adesso potete pure scannarvi…”. Gli sguardi di tutti la seguirono fino a che non sparì dietro una collina.
Un mormorio si sparse tra i due eserciti. I comandanti non riuscivano a farsi ascoltare, tutti erano intenti a scambiarsi opinioni
“ E’ VERO CHE VOI NON SIETE L’ESERCITO DEL MALE?” domandò una delle creature pelose togliendosi l’elmo per vederci meglio
“ NO E VOI?” gli fu risposto
“ NO! MA QUESTO VUOL DIRE CHE LA MEZZ’ELFA DICEVA LA VERITA’?”
“ bhe… si direbbe che c’e l’abbiamo fatta…” urlò Lauta per sovrastare il clamore del dibattito
“ già… si direbbe…” replicò Enorg voltando il cavallo ed incamminandosi lungo il corridoio libero tra i due eserciti sconvolti “ e sai una cosa… dopo il discorso di Sonera credo di aver capito a che Oscura Creatura si riferiva Golpat… “ Lauta sorrise
“ sì…” disse seguendolo “ l’ho capito anch’io… parlava della guerra…”
“ già!” sospirò Enorg “ mi resta solo un dubbio… come diavolo ha fatto quella mercenaria… Sonera… a fare quel discorso? Come ha potuto parlare con tanto cuore di un argomento che crede essere un’idiozia?” Lauta sorrise nuovamente
“ oh…” disse “ lo ha fatto pensando ad Andrew!” Enorg guardò l’amica, alle loro spalle il tumulto dei due eserciti andava allontanandosi
“ bhe…” disse “ che ne diresti allora di andare a fare un brindisi…
a Andrew: il cavallo che ha fermato la guerra!”



Dedicato alla nostra ING. preferita

!!!!!106/110!!!!!



per Oggi:






BeppeAnna


Attenziò

Concentraziò

Ritmo e

Vitalità

Devo dare di gas

voglio energia

metto carbone e follia

se mi rilasso, collasso

mi manca l'aria e l'allegria perciò...

Attenziò...

Odio il pigiama e vedo rosso
terra mi chiama non posso

restare chiuso fra quattro mura

ho premura di vivere perciò...

Attenziò...

Sto fermo un giro non passo dal via
non gioco e vado via

fuori dal vaso fuori di testa
sempre un piede sul motore

Attenziò...









Per domani:




Manifesto

(testo: erriquez - musica: erriquez / finaz)




Oggi non lavoro, oggi non mi vesto

resto nudo e manifesto

Sono fuori dal coro, nettamente diverso
le mode se ne vanno, io resto!

e manifesto!

contro!

ogni occasione è persa

i calci di rigore sulla traversa

Resto nudo e manifesto

Faccio un gesto e manifesto

Oggi guardo il cielo...

Penso a meno stress e più farfalle, meno

chiacchere alle spalle

Non ho più silenzio, non ho più un pretesto

gli eroi se ne vanno, io resto!

e manifesto!

contro!

ogni occasione persa

i calci di rigore sulla traversa

contro! paranoie e tempeste

rimanere fuori dalla feste

Resto nudo e manifesto

Faccio un gesto e manifesto

Oggi guardo il cielo

Resto nudo e manifesto

Faccio un gesto e manifesto

Oggi guardo il cielo...

BandabARDò






lunedì 12 marzo 2007

L'oscura creatura-quarta parte-

“ dovremmo fermare la guerra…” buttò lì Enorg, ben sapendo quanto fosse impensabile tentare di farlo
“ … sì, ma come?” domandò Lauta, senza per altro aspettarsi una risposta
“ non ne ho la minima idea!” replicò Enorg
“ forse io posso aiutarvi!” intervenne nuovamente la badante prendendoli alla sprovvista
“ e come?” domandarono i due amici all’unisono
“ bhe… poco prima che veniste voi è stata qui una mezz’elfa… voleva che Golpat la aiutasse a fare non so che… mi ha fatto un sacco di domande e poi è andata via con un barattolo di Magia Mille Usi, insomma, niente di eccezionale, solo un po’ di magia debole per le piccole evenienze… e anche lei voleva fermare la guerra… e sembrava avere un piano ben preciso su come fare…” Enorg e Lauta fissavano la governante con gli occhi sbarrati “ è andata verso est… era a piedi, se avete dei cavalli potreste raggiungerla ed unirvi a lei…”

Lauta ed Enorg cavalcarono così velocemente che raggiunsero la mezz’elfa poco prima di mezzanotte.
Sentendo i cavalli che si avvicinavano la creatura scattò in piedi. Alla luce della luna i due amici poterono vedere i suoi lunghi capelli biondi raccolti in code ed intrecciati con del metallo. Aveva due occhi attenti dal taglio obliquo, socchiusi in un’espressione ostile. Lauta notò che su entrambi gli avambracci portava il tatuaggio della consociazione dei mercenari.
Enorg iniziò a parlare… ma sembrava che la mezz’elfa non prestasse la minima attenzione a quel che stava dicendo. Al contrario si avvicinò silenziosamente, e scrutò con attenzione i due cavalli montati da Lauta ed Enorg. Fatto questo indietreggiò nuovamente, inspirò e parlò
“ Bene… “ disse con voce sicura e fredda “ volete battervi insieme o separatamente? Per me non ha molta importanza!” fece cenno di avanzare con la mano ed estrasse la propria spada. Enorg fece arretrare il cavallo di qualche passo
“ non hai ascoltato quello che dicevo? “ domandò “ noi non siamo qui per attaccarti!”
“ okey, allora sparite prima che mi penta della mia indulgenza!” replicò la strana creatura
“ senti… “ fece Lauta “ noi siamo qui per aiutarti! Sappiamo che vuoi fermare la guerra di Elfohir!” la mezz’elfa socchiuse gli occhi ancora di più
“ e… vorreste aiutarmi…” domandò con sospetto “ perché?”
“ perché sappiamo la verità sulla profezia!” fece Enorg. La mezz’elfa sbuffò
“ quale verità?” chiese con scarsissimo interesse. Lauta ed Enorg restarono perplessi, poi Enorg spiegò
“ la consociazione degli armieri ha dato due interpretazioni diverse di un’antica profezia di Golpat… che non parlava affatto di un esercito del bene ed uno del male… e questo solo per scatenare una guerra ed armare entrambe le parti!”
“ ah…” fece la mezz’elfa “ e con ciò?” Lauta ed Enorg guardarono quella strana creatura senza capire
“ bhe… è per questo che la guerra va fermata!” disse Enorg “ perché sarebbe un inutile massacro!”
“ bhe, che grande scoperta… è una guerra…” sbuffò la mezz’elfa
“ ma… non capisci? Si ammazzeranno senza motivo!”
“ come in tutte le guerre, per quanto mi riguarda…” sospirò la ragazza “ ma del resto non mi importa perché c’è una guerra… l’importante è che ci sia… così non resto disoccupata!” fece un sorriso molto esplicativo batté il piatto della spada su uno dei tatuaggi. Lauta ed Enorg erano stupefatti
“ ma…” cominciò Enorg incredulo “ non ti importa perché combatti? da che parte stai?... non ti importa del bene e del male?”
“ il colore della divisa è l’unico particolare che cambia… il colore dei soldi è sempre lo stesso… e pure quello del sangue!” Lauta si scosse lo stupore di dosso, in fondo anche per lei, come disertrice, un esercito valeva l’altro, tuttavia domandò “ …e … perché vuoi fermare questa guerra?”
“ oh… non voglio che succeda qualcosa ad Andrew!” rispose la mercenaria, i suoi occhi si erano fatti improvvisamente più grandi, e la sua voce sembrava meno gelida, quasi malinconica.
“ …chi è Andrew?” domandò Lauta, mentre il suo pensiero correva a Risicato
“ Andrew è il mio cavallo…” rispose la mezz’elfa “ due notti fa c’è stato un terribile temporale… lui si è spaventato per i tuoni ed è scappato… ho perso le sue tracce…” ora i suoi occhi erano enormi e pieni di tristezza. Lauta ed Enorg rimasero in silenzio, senza capire “ sono andata da Golpat per chiedergli come ritrovarlo… ma quel vecchio pazzo non faceva che farneticare… così mi sono fatta dare un po’ di Magia Mille Usi dalla sua governante e ho deciso di fermare la guerra! ”
“ … perché?... perché fermare la guerra? ” domandò Enorg incredulo.
“ perché? “ domandò la mercenaria con voce accorata, quasi folle “ perché da qualsiasi parte sia andato Andrew si imbatterà in uno dei due eserciti!... e finirà arruolato! Lo sapete quanti cavalli da guerra muoiono in una battaglia?” aspettò un istante che uno dei due dicesse qualcosa poi rispose “Almeno il quaranta percento! E poi lui non è nemmeno più tanto giovane… ha quindici anni… la vita media di un cavallo da combattimento è di sette! Capito? sette anni!”
“ ma…” borbottò Enorg “ ma… anche tu lo portavi in guerra… il cavallo dico…”
“ bhe, certo che lo portavo in guerra!” si rivoltò la mercenaria “ è il mio lavoro… ma ci stavo attenta! Non mi buttavo mica a capofitto nella mischia come fate voialtri invasati… potrebbe capitare tra le mani di uno di quei folli con la somma aspirazione dell’eroe che fanno di tutto per farsi ammazzare…” la mercenaria si voltò dando le spalle ai due amici. Si asciugò le lacrime. Quando si voltò il suo aspetto era quello di prima, i suoi occhi erano completamente asciutti e nuovamente stretti nell’indifferenza.
“ ed ora, se non vi dispiace, vorrei dormire: domani mi aspetta un lungo cammino!”
“ assurdo…” borbottò Enorg rivolto a Lauta “ vuole fermare la guerra per un cavallo!”
“ bhe…” replicò questa leggermente imbarazzata “ non poi così tanto… io più che altro voglio fermarla per mio fratello… e come intelligenza forse il suo cavallo lo batte pure…“ Enorg fissò l’amica un istante, poi le sorrise
“ em…” visto che… per motivi diversi… vogliamo tutti la stessa cosa…” cominciò rivolto alla mezz’elfa
“ …non potremmo collaborare?” completò Lauta. La mercenaria non disse nulla, ma dal suo sguardo si capiva che non trovava la proposta particolarmente allettante.
“ con i cavalli potremmo raggiungere il campo più in fretta…” aggiunse Lauta “ e qualunque piano tu abbia in mente in tre saremo più efficaci che non tu da sola!”
“ bhe… immagino che tu abbia ragione…” fece la mezz’elfa soppesando l’idea “ potreste essermi utili voi due…”
“ bene!” fece Enorg “ hai già un piano?” la mercenaria lo guardò con aria divertita
“ … un piano…” sbuffò rinfoderando la spada “ siamo in tre, dobbiamo fermare un esercito… non è che ci siano molte alternative sul da farsi! Comunque ora è tempo di dormire… domani bisognerà essere in forma!“ ciò detto si coricò sul mantello “ sogni d’oro!”

Il giorno seguente, mentre si dirigevano verso ovest, Lauta e Enorg furono costretti a chiedere nuovamente di quale piano si trattava. La mezz’elfa rimase sconcertata
“ Davvero non avete idea di come fermare un esercito in tre?” chiese
“ bhe… no” rispose Enorg leggermente scocciato “ il giorno che l’hanno spiegato a scuola dovevo essere malato!” la mezz’elfa rise
“ bhe… c’è una sola cosa da tentare!” fece “ decapitarlo!”
“ decapitare l’esercito?”
“ certo! Un corpo senza testa non funziona e se un esercito non scende in campo l’altro ha poco da combattere!” quest’affermazione fu seguita da un breve silenzio, poi, vedendo che nessuno dei suoi due compagni aveva afferrato il concetto, la mercenaria aggiunse “ insomma… dobbiamo intrufolarci ed accoppare generale, ufficiali, comandanti… i capi insomma… un esercito senza comandanti è un esercito decapitato… sbandato…” Lauta fermò il cavallo che montava insieme ad Enorg “ …sarebbe meglio ammazzare gli eletti, ma quelli non crepano neanche se li butti in un tritacarne!... Ovviamente sarà meglio che agiamo solo io e te…” indicò Lauta “ nessuno ti sospetterà: a giudicare dalla divisa sei un loro soldato… e quanto a me, bhe, i mercenari di solito non si mettono ad ammazzare chi li paga o chi fa sì che qualcun altro li paghi… tu invece… potresti coprirci la ritirata!” la mezz’elfa si interruppe “ ma che avete? … non siamo ancora arrivati e gia vi manca il coraggio?” Lauta si schiarì la voce a disagio
“ em… vedi mezz’elfa…”
“ piantala di chiamarmi mezz’elfa, mi chiamo Sonera!”
“… vedi … Sonera…” riprese Lauta “ io… io non vorrei evitare di ammazzare i soldati dell’esercito dell’est… loro non sanno delle profezie… non c’entrano niente…” Sonera rimase in silenzio, senza capire
“ e… come intendevate fermare la guerra, senza ammazzare nessuno?” domandò
“ bhe…” borbottò Lauta “ non saprei… potremmo rapire i capi… tentare di farli ragionare…”
“ oh ” fece la mercenaria sarcastica “ capisco… volete farli ragionare… o rapirli nel loro stesso accampamento… un giochetto da ragazzi…” fece una risatina poi si rabbuiò “ credevo che sareste serviti a qualcosa voi due…” disse pensierosa “ ma se le cose stanno così sarà meglio che faccia da sola… chi fa da se fa per tre!” ciò detto, spronò il proprio cavallo verso Enorg e Lauta disarcionandoli “ vi prendo i cavalli in prestito…” disse “ non vorrei mai che vi venisse in mente di mettermi i bastoni tra le ruote…” prese le redini del cavallo che poco prima portava i due amici e partì al piccolo galoppo.
“ Fermati! ” urlò Enorg rimettendosi in piedi “ Sonera fermati! ”
“ da sola non ce la farai mai! “ Sonera si fermò. Per qualche istante Lauta pensò che lo avesse fatto grazie a ciò che aveva detto, ma presto capì che non era così.
Sonera si era fermata perché in lontananza, davanti a lei si scorgeva una sorta di massa luccicante, formicolante, che pareva avanzare lentamente. Sonera, Lauta ed Enorg si voltarono verso Ovest. Anche lì, tra la bruma del mattino si scorgeva in lontananza una grande folla in avanzata.
“ è troppo tardi!” urlò Sonera “ gli eserciti sono già partiti!” la mezz’elfa sembrò non impiegare neanche un secondo a riflettere, fece voltare i cavalli e tornò al galoppo da Lauta ed Enorg
“ dovete raggiungere i vostri comandanti e cercare di fermarli!” disse smontando da cavallo. Enorg scosse la testa, aveva gli occhi pieni di terrore
“ tu non capisci! Nessuno ci ascolterà! Tutti credono alla profezia!” Lauta gli mise una mano sulla spalla, un’espressione di decisione sul volto
“ Enorg… dobbiamo fare il contrario! Io andrò dal tuo esercito, tu dal mio… ci spacceremo per ambasciatori e cercheremo di negoziare la pace… è un suicidio, ma non vedo cos’altro…” Sonera la interruppe
“ bene, perfetto ottima idea!” disse spingendo Enorg verso uno dei cavalli “ movetevi!” Lauta ed Enorg montarono in sella, si guardarono
“ buona fortuna! ” disse Enorg
“ buona fortuna…” disse Lauta volgendo nervosamente lo sguardo all’esercito di creature pelose e maledicendo l’imbecillità di Risicato
“ piantatela con i convenevoli e muovetevi!” urlò la mezz’elfa.
I due amici si voltarono e partirono in direzione opposta, senza sapere se si sarebbero rivisti. Sonera rimase in piedi, nella polvere: ma non era sua intenzione rimanere con le mani in mano.

Lauta raggiunse per prima l’esercito nemico. Si fermò a trenta metri dalle loro fila. Il suo cavallo era irrequieto, perché percepiva il suo terrore. Osservò per qualche secondo lo schieramento di creature da pelo folto e dallo sguardo ostile… le pareva impossibile che appartenessero alla stessa specie di Enorg: erano orribili. La ragazza fece appello a tutta la sua capacità di cavarsela e si costrinse a parlare
“ io…” cominciò con la voce che le tremava “ IO SONO L’AMBASCIATRICE DELL’ESERCITO DELL’OVEST!” annunciò urlando perché la sua voce arrivasse forte e chiara “ CHIEDO DI PARLARE COL VOSTRO COMANDANTE!” ci fu un lugubre mormorio tra i ranghi delle creature pelose, poi una voce profonda le rispose
“ PARLA!” Lauta tremò: era sempre stata molto brava ad arrangiare i discorsi più assurdi e bugiardi, ma questa volta presagì che tutta l’abilità del mondo non sarebbe stata sufficiente. “ NOI DELL’OVEST SIAMO DISPOSTI AD INTERROMPERE LE OSTILITA’! “ urlò “ SIAMO DISPOSTI A FARE IL PRIMO PASSO VERSO LA PACE! CI RITIREREMO!” Lauta avrebbe voluto dire qualcosa di più, convincerli, ma per quanto fosse abile nell’arte dell’inganno non le venne in mente nessuna illuminazione “ SPERO CHE SIATE SAGGI ABBASTANZA DA FARLO ANCHE VOI!” la voce le si spense nella gola e la stupidità di quanto aveva chiesto la colpì con violenza: come poteva un esercito intero ritirarsi dopo mesi di preparativi solo per quelle sue quattro parole? Lauta serrò le redini nelle mani, il suo cavallo era sempre più irrequieto, le mancò terribilmente il flaccido sacchetto di interiora da stringere. Nonostante tutto osò sperare. Se Enorg fosse riuscito ad arrestare l’esercito dell’ovest forse, le sue parole sarebbero state credute…
Ad Enorg tuttavia non era andata meglio. Non era nemmeno riuscito ad aprire bocca.
“LO CONOSCO QUELLO!” aveva urlato Risicato dalle retrovie “ E’ UN INGANNO… NON E’ UN AMBASCIATORE! “
Lauta vide il comandante dell’ex esercito di Enorg aprire la bocca, trattenne il respiro
“ VEDO CHE IL MALE NON HA ALCUN RITEGNO NELLA RICERCA DELLA VITTORIA!” urlò il comandante “ INVIA AMBASCIATORI CON FALSE NOTIZIE… TUTTAVIA AVREI L’AVREI CREDUTO PIU’ ABILE NELLO SVIARCI!”
Lauta stava per replicare qualcosa, ma l’inconfondibile rumore di un esercito che attacca la raggiunse alle spalle: Enorg aveva fallito.
Tutto era perduto.
Mentre voltava il cavallo e si lanciava al galoppo, una catena di pensieri si srotolò nella sua mente: una ridda di soldati di entrambe le parti sarebbe morta, Sonera sarebbe morta, Risicato sarebbe morto, Enorg sarebbe morto, lei sarebbe morta… per cosa?

Gas

Stasera parlerò di Gas...no non nel senso chimico del termine...o nel senso di puzzette (la fama di quelle di .G la precedono..ah aha ah..no in realtà non è vero, sono solo gelosa!)
Stasera , dicevo, parlerò di Gas.
Ebbene io, Donna Teresa, E come Ekke cazzo, e Babigirl lo facciamo.

E' la prima volta per tutte..

Non stiamo più nella pelle...

Ci abbiamo provato tante di quelle volte e poi per un motivo o per un altro, non siamo mai arrivate a concludere...

Ma stavolta, ci siamo spinte così in là come mai avevamo fatto prima!!!

Abbiamo la "lista delle spesa" e basta solo più fare l'ordine a casa Wiwa!!!!



Volete saper cos'è un gas e cos'è casa wiwa??
Ecco er link bischeri!!!




http://www.arpnet.it/mente/casawiwa/

http://www.retegas.org/

Appello a tutti quelli che hanno una coscienza...mettetevi una mano lì (ho detto lì!!!non Lì!!!)
E se volete noi siamo disposte ad accogliervi nel nostro piccolo Gas che speriamo cresca e diventi bello e forte...


domenica 11 marzo 2007

I have a dream...

Io ho un sogno.

Sogno un mondo dove la gente si guardi in faccia, non dico sempre ma almeno quando si vive vicini o appiccicati o insieme nella stessa casa.
Sogno un mondo dove l’uomo non sia al servizio della tecnologia ma il contrario.
Sogno un mondo dove l’agricoltura biologica sia vista come il modo più intelligente e razionale di coltivare e dove il recupero, il riciclaggio, il risparmio e il riparare le cose rotte siano la filosofia dominante, e non solo un ideale di una minoranza.
Sogno un mondo dove le persone si possano parlare veramente, al di là delle differenze linguistiche e culturali.
Sogno un mondo dove esistano persone che votino davvero la propria esistenza alla mediazione fra culture diverse, e possano camminare a testa alta dicendo “Io sono un interprete.”
Sogno un mondo dove i medici, gli infermieri e gli assistenti sociali siano messi in condizione di svolgere sempre il loro lavoro al meglio.
Sogno un mondo dove la diversità non sia considerata un ostacolo ma un’opportunità, e soprattutto un mondo dove le persone si rendano conto che siamo tutti diversi, e non che alcuni sono più diversi di altri.
Sogno un mondo dove si possa chiacchierare di antiche divinità greche, trame di opere liriche, matematica quantistica ed antropologia e non solo di automobili, donne/uomini, l’ultimo gossip o il film visto al cinema.
Sogno un mondo dove nessuno pensi di aver finito di imparare, a nessuna età. E a chi mi chiede “Perché imparare una cosa nuova poche ore prima di morire?” come Socrate risponderei: “Per lo stesso motivo per cui si impara una cosa anni e anni prima di morire.”
Sogno un mondo dove le persone sappiano distinguere tra le cose di cui hanno veramente bisogno e quelle che invece no.
Sogno un mondo dove una persona si possa svegliare la mattina, scendere in piazza e mettersi a leggere un libro ad alta voce, e la gente si fermi ad ascoltarla.
Sogno un mondo dove agli autori sia riconosciuto il giusto compenso, ma in cui la cultura non sia monopolio di una casta di persone ma possa circolare liberamente.
Sogno un mondo in cui non esista più la prescrizione per i reati amministrativi e in cui la truffa sia punita come reato penale, in modo che tutti quelli che vogliono fare i furbi si adeguino.
Sogno un mondo in cui le persone oneste siano sempre ricompensate, e non solo dalla loro coscienza. Troppe persone sono disoneste non per vero tornaconto, ma per disinteresse, perché pensano che ad essere onesti non ci si guadagna niente. E sogno un mondo in cui il crimine paghi. Sempre. Senza por tempo in mezzo e soprattutto con gli interessi invece che a prezzo scontato.
Sogno un mondo in cui se una canzone ti emoziona, un libro ti stupisce, un film ti colpisce tu possa scrivere all’autore e dirgli quello che pensi. E magari che l’autore si prenda il tempo di risponderti, personalmente e non tramite segretari.
Sogno un mondo in cui tutti conoscano la Lingua Italiana dei Segni. Così. Perché è stupenda, e favorisce il silenzio. E più silenzio vuol dire meno mal di testa, meno nervoso, meno tensione, più tranquillità.

Mi sono sicuramente dimenticata qualcosa, ma è tardi. E come primo post credo di aver dato. Mi piaceva mettere subito le cose in chiaro, sperando che le altre Streghe condividano almeno alcuni punti. Buona notte a tutti…

Spedizione di giovani esploratori in avan scoperta, verso nuovi orizzonti per salvarci dalla desertificazione...mah speriam bene!!

Oh che meraviglia
oggi sono ritornati i giovani esploratori dell'Ausf Torino, partiti la scorsa settimana per lontane terre (hic sunt leones!!) ovvero alla volta della Sicilia.
Vorrei pubblicare qui sul nost
ro blog solo alcune delle più rappresentative foto-testimonianza della loro pantagruelica avventura:

1- Il sig. Testa e alcuni pratici fotogrammi su come sbucciare una vera arancia siciliana, cosa che non è da tutti i giorni, ma soprattutto alla portata del primo "pinco pallino"che passa




2- Il sig. Livio, che sono sicura ha fatto strage di cuori tra le bellezze mediterranee presenti al meeting, in versione "Crocodile dundee", "Steven Seagal" con la mitica bandana di ACSION MAN e "idolo di una boy band" insomma il poster che tutte le adolescenti vorrebbero appeso nella loro cameretta!!!





3-Fulvio....no, non c'è bisogno di parole, in questo
caso le immagini parlano da sole...e come sono eloquenti !!!!







4- Il mitico Angelo al suo primo meeting naziona
le!!Provato ma almeno apparentemente soddisfatto!!!


L'oscura creatura-terza parte-

L’accampamento dell’esercito del male era diverso da come Lauta se lo era immaginato. Non c’erano cumuli di immondizia, non c’era gente che urlava, i prigionieri non venivano torturati per le strade, non c’erano orde di Creature che si aggiravano sbandate per il campo alla ricerca di qualcosa da ammazzare. In pratica non c’era quel maligno caos che ci si aspetta regnare tra le fila dell’esercito del Male.
Le tende erano montate piuttosto ordinatamente, le strade abbastanza pulite, e le Creature Oscure sembravano intente in quelli che sono i normali impegni di un soldato: manutenere le armi e le corazze, giocare a carte, spulciarsi a vicenda, fare un po’ di buon vecchio nonnismo…
I due ragazzi furono condotti in una serie di grosse gabbie di bambù tutte assolutamente vuote. Furono spinti in due gabbie vicine ed abbandonati a loro stessi, senza che nessuno si preoccupasse di slegarli.

Lauta aveva tentato di liberarsi le mani in tutti i modi, tentando di ignorare il fratello che si gettava urlando contro le sbarre. Alla fine era crollata, forse profondamente addormentata per la stanchezza o forse svenuta per il dolore alla mano ferita.
Quando riaprì gli occhi soffocò a stento un urlo. Era notte, e nella prigione non era più sola.
Una Creatura Oscura la osservava immobile dal lato opposto della prigione di bambù. Era ovvio che era lì per ucciderla.
Lauta si chiese se anche Risicato fosse nella sua stessa situazione. Voltò tremante la testa. Il fratello giaceva sul fondo della gabbia, addormentato e completamente solo. Lauta era troppo terrorizzata per farsi domande: tornò a guardare la nera Creatura…

Ora, in una tale situazione, possono accadere due sole cose. Se siamo di fronte ad un individuo qualunque, questo verrà dilaniato senza pietà. Se al contrario ci troviamo al cospetto di un eroe sarà lui ad avere la meglio. In entrambi i casi comunque la Creatura Oscura salterà addosso a chi si trova davanti, bramosa di uccidere.
Non sono previsti altri scenari. E Lauta, era a conoscenza di questa ineluttabilità.
Quando la Creatura, al posto di saltarle addosso, parlò, Lauta restò pertanto assolutamente attonita.
“ Spero vivamente che tu sia una persona dalla mente aperta!” disse la Creatura. Lauta rimase immobile, incredula. Non solo la Creatura aveva trasgredito il protocollo, non gettandosi su di lei, ma aveva anche parlato… e per di più con una certa proprietà di linguaggio! Tutto ciò era inconcepibile!
Lauta deglutì… per quanto fosse difficile confondere la frase che aveva appena udito con un ringhio belluino, dovette chiedere di ripetere.
“ Sci… scusa… cos’hai detto?”
“ Ho detto…” ripeté l’essere con voce chiara e tranquilla “ che mi auguro che tu sia in grado di capire cosa ti dirò! E soprattutto che tu sia in grado di accettarlo!” Lauta si fece scappare uno sbuffo: la conversazione le sembrava completamente surreale “ io mi chiamo Enorg…” continuò la Creatura.
“ Bhe…” borbottò Lauta, mentre quasi le veniva da ridere “ io sono Lauta… em… piacere…” era assurdo come mettersi a fare due chiacchiere con un pescecane.
“ Piacere mio!” fece la creatura
“ Posso… posso chiederti come mai sei entrato nella mia gabbia… em… Enorg?” chiese Lauta tentando di capirci qualcosa.
“ Non ci sono entrato di mia volontà!” disse l’essere “ sono agli arresti…” così dicendo ruotò il torso e mostrò le mani legate dietro la schiena.
“ Oh…” borbottò la ragazza, rimase in silenzio qualche secondo, poi aggiunse “ e… come mai ti hanno messo agli arresti nella gabbia dei prigionieri nemici?”
“ Probabilmente perché sperano che tu mi uccida” spiegò con calma Enorg, Lauta trasecolò.
“ Che io, uccida te?”
“ Sì…”
“ guarda che se mai, forse sperano il contrario!” replicò Lauta.
“ Non credo proprio…” disse Enorg con tono pacato e convincente “ altrimenti mi avrebbero sciolto le mani!”
Lauta scosse il capo, nel tentativo di snebbiarsi la mente.
“ Bhe, guarda che hanno lasciato legata anche me!”
“ Sì ” ammise l’essere “ ma è diverso…” poi rimase in silenzio, come se cercasse le parole adatte per dire qualcosa. In fine sollevò lo sguardo su Lauta e disse “ ora ti dirò qualcosa che ti sconvolgerà!” il suo tono era calmo ma deciso “ le nostre vite dipendono dalla tua capacità di accettare o meno le mie parole.” Lauta rimase in silenzio, in attesa, la creatura parlò nuovamente “ noi non siamo le Creature Oscure della profezia!” ci fu un lungo silenzio.
“ Senti Enorg…” fece Lauta “ non so cosa tu abbia in mente di fare… ma se vuoi convincermi ad aiutarti a scappare non c’è bisogno che ti arrampichi sui vetri… a me non importa se sei dell’Esercito del Male… se mi dai una mano a salvare la pellaccia mia e di mio fratello ti aiuto comunque…” Enorg la fissò per un istante, poi ripeté:
“ Io non faccio parte dell’esercito del Male… perché non esiste nessun Esercito del Male!” Lauta scosse la testa sconfortata da tanta ostinazione nel mentire.
“ Sì,” disse “ certo, e dimmi un po’, se non siete l’Esercito del Male, come mai ci attaccate?”
“ Per via della Profezia!” rispose Enorg “ vi attacchiamo perché la Profezia dice che l’Esercito del Male arriverà ad Elfohir da Est! E voi… voi venite da Est!”
“ Da ovest!” corresse Lauta “ …la Profezia dice che le Creature Oscure giungeranno da ovest!”
“ La vostra Profezia dice così! ma la nostra dice che arriveranno da Est!” Lauta scosse la testa.
“ Mi stai dicendo…” fece scettica “ che voi ci attaccate perché pensate che siamo l’Esercito del Male?”
“ Esatto!”
“Ma è ridicolo!” sbottò la ragazza “ come potremmo essere l’esercito del Male!?”
“ Dimmi perché no?” domandò Enorg con lo stesso tono che potrebbe usare un insegnante che cerca di far ragionare un alunno in difficoltà…
“ Bhe, ma ci hai visti? Noi non corrispondiamo a nessuno dei requisiti di un Esercito del Male!” Enorg sorrise
“ Bhe, a dire la verità corrispondete a delle Creature Oscure tanto quanto noi!”
“ Non farmi ridere!” sbottò Lauta “ senza offesa, ma voi siete cattivi, sporchi ed attaccate in grandi orde, urlando come indemoniati…” Enorg sospirò:“ in battaglia non mi è sembrato che voi foste gentili, puliti e pettinati… non vi ho visti avvicinarvi in fila per due spargendo petali di rosa e cantando soavi melodie …” Lauta ci rifletté un secondo… ripensandoci il suo esercito, come del resto tutti gli eserciti in cui aveva militato fino a quel momento, era composto di rozzi soldatacci e quanto alla loro tattica, se di tattica si poteva parlare, consisteva nel gettarsi contro gli avversari come una mandria di bisonti.
“ Bhe…” borbottò “ ma noi… ciòè, voglio dire… le Creature Oscure sono brutte… e noi…”
“ Senza offesa…” disse Enorg imitando il tono di voce che Lauta aveva usato poco prima “ ma per quanto mi riguarda voi siete orribili… tutti glabri, senza un pelo, la pelle scura come l’ebano… i labbroni enormi… ” l’essere si fermò a guardare l’effetto delle proprie parole, poi aggiunse “ immagino che voi ci troviate altrettanto disgustosi!” Lauta tentennò… forse la creatura diceva la verità… osò pensare, poi si riscosse: “ bhe, se sapete che tutta la guerra è un errore… come mai continuate ad attaccarci?”
Enorg sospirò: “ … sono l’unico che lo sa…” disse come se si sentisse un po’ in colpa
“ l’unico che lo sa?” sbottò Lauta “ e cos’aspetti a spargere la voce?” per la prima volta Enorg parve alterarsi
“ secondo te perché mi hanno sbattuto qui?” domandò con voce tagliente. Lauta lo osservò senza parlare, e lui riacquistò l’aria afflitta di poco prima “ non mi credono…” spiegò “ non mi crede nessuno… e non mi crederai neanche tu!” ci fu un lungo silenzio. Lauta scrutò Enorg: Poteva quell’orribile creatura dire la verità? Poteva essere tutto un enorme errore? Più la ragazza osservava Enorg, meno questa le incuteva terrore… in fondo aveva una bella pelliccia, lucida e morbida… e due enormi occhi scuri, che sembravano sinceri… e poi, forse, bello e brutto erano davvero una questione di ottica…
“ io ti credo…” disse
“ davvero?” chiese Enorg stupito
“ sì… come l’hai scoperto?” Enorg fece un respiro profondo
“ ho trovato una delle vostre profezie sul campo, a battaglia finita… e tu mi hai dato la conferma… i miei commilitoni pensano che sia tutto un vostro trucco per trarci in inganno!” Lauta annuì
“ girati” disse
“ girarmi…?” domandò Enorg improvvisamente preoccupato
“ sì, ti sciolgo le mani… poi tu sciogli me e ce la battiamo!” Enorg la guardò sospettoso per un istante poi le voltò le spalle.

“ E il tuo commilitone lì?” domandò Enorg in un bisbiglio
“ è mio fratello…” disse Lauta forzando la gabbia di Risicato facendo più piano possibile. Una volta che fu dentro premette la mano sulla bocca del fratello che si svegliò emettendo un suono soffocato
“ Ris… non gridare, sono io, stiamo scappando…” spiegò Lauta. Risicato annuì cercando di alzarsi, ma la sorella lo trattenne a terra “ senti… una delle creature scapperà con noi… è dalla nostra parte…” Risicato sbarrò gli occhi
“ cosa?!! Una Creatura Oscura?!”
“ bhe… senti ne discutiamo una volta fuori… ma ora stai zitto! ” Risicato tacque, ma lanciò uno sguardo di fuoco ad Enorg.
Con molta lentezza i tre riuscirono a strisciare verso la scuderia.
“ Ris, ti avevo detto di prenderne tre di selle!” sibilò Lauta
“ lui non verrà con noi!” disse Risicato in tono irrevocabile
“ Ris, non fare il cretino! “ replicò Lauta “ se siamo liberi è grazie ad Enorg!”
“ Enorg?!” sbottò il ragazzo “ non mi dirai che questi bestioni pelosi hanno dei nomi!” Lauta perse la pazienza, con uno scatto afferrò il fratello per il bavero e lo torse fino a mozzargli il fiato
“ ora, tu la pianti di fare il cretino!” sibilò “ non è il momento! C’è un buon motivo perché venga con noi! Ti spiegheremo tutto una volta fuori da qui!...” Lauta lasciò andare il colletto di Risicato, che si massaggiò la gola fissandola risentito, ma non fece obbiezioni.

“ Ris senti…” fece Lauta una volta che furono sufficientemente lontani “quello che dice Enorg ha senso! Che motivo avrebbe per mentirci?” Risicato guardò la sorella pieno di rabbia
“ è una Creatura Oscura! Non gli serve certo un motivo per mentire!!” urlò
“ ascoltami…” ripeté Lauta nel disperato tentativo di farlo ragionare “ se fosse…” ma il fratello non la lasciò terminare
“ io me ne torno dai nostri!” disse “ dai buoni! Se tu vuoi continuare a familiarizzare col nemico fa pure: dirò che sei morta in battaglia… così non disonorerai la famiglia!” Lauta imprecò
“ sai una cosa?” chiese urlando ardente di rabbia “ non capisco se sei davvero convinto di combattere contro il male o se in fondo hai solo voglia di ammazzare qualcuno… chiunque esso sia!” Risicato le rivolse uno sguardo indignato
“ io lotterò con onore contro il Male!” annunciò ergendosi in tutta la sua altezza “ vinceremo noi! ” Enorg che era stato per tutta la discussione in disparte, silenzioso, tossicchiò
“ cosa ti rende così sicuro?” domandò in tono di educata curiosità. Risicato fece uno sbuffo sprezzante
“ il Bene vince sempre!” rispose. Enorg sospirò
“ certo…” disse “ il bene vince sempre… non c’è libro di storia in cui una guerra sia stata vinta dai cattivi…” Risicato suo malgrado emise un suono di approvazione
“ esatto!” Enorg lo osservò con i suoi grandi occhi scuri
“ sì… ma i libri di storia non li scrive chi perde le guerre…” Enorg lasciò che ci fosse un breve silenzio, perché Risicato potesse riflettere su questo aspetto della storiografia, poi aggiunse “… tu davvero pensi che se vincessimo noi, sui libri di storia figureremmo come cattivi?” Risicato parve vacillare per un istante, ma poi si riprese. Urlò qualche frase incomprensibile alla volta di Enorg e della sorella, poi montò a cavallo e partì al galoppo verso est.
“ bel tentativo…” disse Lauta osservando tristemente la polvere che Risicato, sempre più lontano si stava lasciando dietro. “ Cosa hai intenzione di fare ora?” domandò poi
“ bhe… questa guerra va fermata!” rispose Enorg
“ cosa? Sei matto? Non possiamo fermare la guerra!” fece Lauta voltandosi verso l’amico “ non li convinceremo mai!... non siamo neanche riusciti a fermare mio fratello… e ti assicuro che quanto a stupidità è nella media!”
“ ma non possiamo lasciare che si massacrino inutilmente!” proruppe Enorg
“ bhè… se hai un’idea… sarò la prima a seguirti!” replicò Lauta in tono piatto, fissando il fratello ormai lontano. Enorg parve in difficoltà, ma poi l’ombra di un’idea attraversò il suo sguardo
“ potremmo andare a parlare a Golpat, il vecchio stregone che ha emanato le profezie…” disse “ quanto meno potrebbe spiegarci perché le ha fatte contraddittorie!”
“ bhe… potrebbe non essere stato lui a farle… potrebbe averle inventate un pirla qualsiasi!” obbiettò Lauta
“ penso che le profezie possano essere fatte solo da Stregoni… deve esserci una specie di protezione magica contro le false profezie… è per questo che tutti ci credono così tanto!”
“ bhe… ma allora come è possibile che si contraddicano a vicenda? Se non sono fasulle dovrebbero essere vere entrambe! ”
“ sì… non saprei… è quello che mi piacerebbe chiedere a Golpat!”

Golpat era un vecchio. Ma non quel tipo di vecchio che ci si aspetterebbe da uno stregone. Prima di tutto non aveva ne barba bianca ne cappello a punta. Poi non era affatto grosso ed imponente come si conviene ad un vecchio stregone. In fine non si poteva proprio paragonarlo ad una vetusta quercia o ad un’atavica roccia, come è da contratto.
Golpat aveva infatti un mento ispido e pieno di croste, una coppola di lana marrone a coprire la testa glabra. Era magro e ricurvo, e più che ad un solido albero faceva pensare ad un krecher rimasto troppo tempo in un luogo umido.
“ Sei sicuro che sia lui?” chiese Lauta osservando il vecchietto che dormiva pericolosamente inclinato da un lato e con la bocca spalancata
“ la direttrice della casa di riposo ha detto che è lui…” borbottò Enorg titubante “ e poi guarda… c’è scritto sulla targhetta… Golpat Gallfert. In caso di ritrovamento riportare a Villa Camomilla, la casa di riposo del mago festoso… cavoli… mi sembra messo maluccio…”
“ già… secondo te…” Lauta non finì la frase perché un’inserviente aveva preso a passarle uno straccio sui piedi “ scusi…” le chiese Lauta indicando Golpat “ possiamo svegliarlo?”
“ se vi riesce…” rispose la donna facendo spallucce e smettendo di passare lo straccio “ ha il sonno un po’ pesante… fidatevi, io lo so, sono la sua badante personale… quando morirà passeranno giorni prima che qualcuno se ne accorga…”
“ ah…” fece Lauta “ scusi signor Golpat…” chiese toccando leggermente il mago che come unica risposta cominciò a colare bava da un lato della bocca “ signor Golpat?!”
Lo stregone si svegliò solo dopo vari tentativi, sembrava molto confuso. La badante gli infilò in bocca la dentiera senza tante smancerie
“ chi… chi sei tu? sei Sara?”
“ Sara è sua figlia…” spiegò la badante senza preoccuparsi di abbassare la voce “ non viene a trovarlo da un anno ormai…”
“ em… no io sono qui per farle una domanda a proposito di una sua profezia…” disse Lauta tutto d’un fiato, desiderosa di uscire dall’imbarazzante situazione al più presto
“ devi alzare la voce…” disse la badante “ è un po’ duro d’orecchi…” poi si voltò verso Golpat e cominciò ad urlare a squarcia gola “ LA SIGNORINA QUI- VUOLE CHIEDERTI QUALCOSA- SU UNA TUA PROFEZIA!”
“ prozia? ” domandò Golpat “ quale prozia? io non ho nessuna prozia!”
“ PROFEZIA!” ripetè la badante
“ ah… prozia… sì, ho una prozia… Prozia Ester…” fece Golpat lasciando Lauta ed Enorg alquanto interdetti
“ PRO-FE-ZIA!” sillabò la badante, con le labbra ad un centimetro dall’orecchio di Golpat. Il vecchio parve capire
“ una mia… profezia…?” ripetè “ quale mia profezia?”
“ QUESTA!” urlò Lauta spingendogli rapidamente una delle due pergamene sotto il naso.
“ oh…” fece Golpat esaminandola “ oh… questa non è mia ” detto questo si addormentò di colpo, e qualche secondo dopo la saliva gli stava già tracimando oltre la dentiera, come acqua che scavalca una diga
“ ma…” borbottò Lauta
“ ma questa deve essere sua!” protestò Enorg rivolto disperatamente alla badante
“ oh… Golpat sarà anche un vecchio rincoglionito… ma non si sbaglia mai sul lavoro!” rispose questa
“ ma… io sono sicuro che sia sua…” ripetè Enorg “ è importantissimo sapere di chi sia…”
“ bhe…” borbottò la badante “ se è così importante per voi… forse posso darvi una mano…” ciò detto si guardò in torno con aria circospetta, come se si aspettasse di essere spiata, ed afferrò la mano inerte di Golpat “ dammi la profezia…”
“ em… veramente… sarebbero due vorremmo sapere se…”
“ dammele…” insistette la badante con una certa premura, Lauta le diede la propria profezia ed Enorg si affettò ad imitarla. La badante vi adagiò sopra la mano del vecchio stregone, poi assunse un’aria concentrata. Si unì un lieve sfrigolio, come di un tocco di burro che frigge in una padella, ed alcune scintille rosse schizzarono dalle pergamene… La badante riaprì gli occhi ed abbandonò la mano di Golpat
“ non ditelo in giro che ho usato la sua magia… sarebbe vietato…” fece la donna visibilmente sovreccitata “ ma sapete com’è… quando serve… e poi questi vecchi maghi la magia non sanno più trattenerla… sono incontinenti… fargliela uscire è facilissimo… figuratevi che alcuni se la perdono da soli… è per questo che abbiamo smesso di dargli da mangiare i fagioli… certi peti magici che comparivano draghi e unicorni per ore… scusate se parlo così tanto… ma mi fa quest’effetto se uso la magia più di due volte al giorno… sapete… prima Odeon aveva vomitato è non avevo affatto voglia di pulire col metodo classico… poi quella mezz’elfa…” la donna si scosse, e parve riprendere il controllo di se, Lauta ed Enorg ancora travolti dal flusso di parole rimasero imbambolati
“ comunque…” riprese la badante con un po’ più di calma porgendo indietro le profezie “…sono due diverse versioni della stessa profezia... in effetti non sono propriamente di Golpat ne l’una ne l’altra… sono interpretazioni di una sua profezia… emanate tutte e due lo stesso giorno dalla consociazione degli armigeri… strano che si contraddicano se sono state emanate entrambe dalla stessa consociazione…” Lauta ed Enorg si scossero
“ ma…” Lauta stava per dire che era una cosa priva di senso, quando l’orribile verità si delineò con chiarezza nella sua mente “ non… non può essere!” balbettò
“ hanno… dato due interpretazioni diverse apposta per scatenare una guerra…” fece Enorg altrettanto sconvolto
“ … e vendere armi ad entrambi gli eserciti…” completò Lauta
“ probabile…” aggiunse la badante, incapace di restare in silenzio “ la vera profezia diceva:
Nell’anno del corvo
il male giungerà ad Elfohir
due eserciti cercheranno lo scontro
Morte e distruzione si spanderanno sulla terra
Che si arresti l’incedere del male
Che si fermi la creatura oscura!”
Lauta ed Enorg si grattarono entrambi la testa
“ cosa vuol dire? ” domandò Lauta “ non è molto chiara… di che creatura oscura parla? ”
“ ovvio che non è chiara!” fece la badante “ è una profezia… le profezie devono essere nebulose e criptiche, lo stabilisce l’articolo nove della legge dei maghi… comma tre mi pare… ” Enorg e Lauta si guardarono
“ ed ora cosa facciamo?” domandò Lauta

venerdì 9 marzo 2007

Delirio su lavagna


Piccola chicca reperita dal web...davvero curioso sto video pescato da you-tube
Credo sia stato fatto unendo vari fotogrammi di schizzi fatti su una lavagnetta...secondo me davvero geniale, spero abbiate una connessione veloce...besos

L'oscura creatura-seconda parte-






[....] la ragazza prese fiato “ ma lo sai quante guerre ci sono contro il Male?
Miliardi… e lo sai come funzionano?
Bhe, te lo dico io: qualsiasi cosa accada il Bene trionfa sempre!
Gli Eletti, i Predestinati, gli Eroi, le fidanzate degli Eroi si salvano, si coprono di gloria e finiscono sui libri di storia…”
Lauta fece una pausa osservando il fratello minore “ e lascia che te lo dica…”- fece -“ tu non sei un Eletto, non sei un Predestinato, non sei un Eroe… e, a meno che i tuoi gusti sessuali non siano più fantasiosi di quanto penso, non sei nemmeno la fidanzata dell’eroe!”.
Risicato cercò di replicare, ma Lauta lo precedette con furia “ lascia che telo dica! Tu sei lo sfigato figlio di puttana che crepa sul campo senza che nessuno se ne accorga! Servi solo per la coreografia, ecco a cosa servi!” il giovane soldato rimase in piedi barcollando leggermente:
“ bhe…” disse “ almeno… almeno avrò dato il mio contributo!” ed aggiunse, mentre il fuoco di poco prima tornava a scintillargli negli occhi “ mentre tu te la sarai data a gambe!”
“ perfetto…” sbuffò Lauta “ verrò a portarti i fiori sulla tomba…
...anzi sulla fossa comune… perché gli sfigati figli di puttana non sono abbastanza importanti per avere una tomba!”.
Nei giorni seguenti Lauta ce la mise tutta per convincere il fratello. Ma non ci fu nulla che poté smuovere il giovane militare. Infine Lauta era stata costretta a desistere. In un primo momento aveva deciso di andarsene e lasciare lo stolto fratello al suo destino ma poi ci aveva ripensato. Non poteva abbandonarlo a morte certa… non poteva permetterlo. A convincerla fu più che altro il pensiero di sua madre. Lola era una prostituta che credeva profondamente nei valori della famiglia, e a sapere che i suoi figli si disinteressavano l’una dell’altro sarebbe morta di crepacuore.
Così Lauta rimase nell’esercito al fianco del fratello fino alla prima battaglia.
Vi è una vasta gamma di Oscure Creature del Male. Ma si può dire che esse corrispondano pressappoco tutte allo stesso schema. Sono grosse, brutte, cattive, sporche, nere e in linea di massima mediamente stupide. Parlano a grugniti ed attaccano in grandi orde urlando come indemoniate.
Per quanto riguardava Lauta, quelle che in lontananza si stavano lanciando verso di lei e il suo esercito corrispondevano a tale cliché. In più erano coperte da una folta pelliccia e dotate di zanne.
Lauta, con una mano strinse l’impugnatura della spada cercando di farsi forza. Il contatto con la spada non la rassicurò per nulla, la mollò ed afferrò il sacchetto di interiora di pecora che le pendeva dalla cintura. Il debole –ploch- che si udì ebbe un potere calmante su di lei… ma non era ancora giunto il momento di usarle.
Lauta lanciò l’ennesima occhiata al fratello, che stava a qualche metro di distanza da lei, impaziente di farsi ammazzare, poi tornò a guardare l’orda di nemici in avvicinamento. Ormai le creature Oscure non distavano che qualche centinaio di metri. Lauta udì il comandante che urlava di andare alla carica e cercando di restare vicina al fratello si lanciò in avanti.
A Lauta sembrava che non fosse passato più di un secondo da quando aveva cominciato a correre a quando aveva raggiunto i nemici. Sembrava di essere in un incubo: Creature Oscure le piombavano contro da ogni parte. Lei le schivava e si faceva piccola cercando di strisciare verso Risicato. D’un tratto una delle bestie la aggredì con un’ascia, e lei dovette gettarsi a terra per evitarla. Atterrò in una pozza di fango e sangue in cui galleggiavano interiora che probabilmente non erano di pecora. Scivolò di lato e si rialzò guardandosi intorno: Non vedeva più il fratello! Nella battaglia che infuriava lo aveva perso di vista. Presa dal panico si mosse di lato evitando un nuovo fendente sbucato dal nulla: non sarebbe resistita ancora a lungo. Doveva trovare il fratello. D’un tratto lo vide. Troneggiante su una massa di cadaveri, con la spada insanguinata che riprendeva fiato. Lauta si mise a correre verso di lui, doveva raggiungerlo prima che ingaggiasse un nuovo combattimento. La ragazza correva tirando gomitate a destra e a manca, incurante di colpire gli amici o i nemici. Finalmente lo raggiunse alle spalle. Con rapidità sfoderò la spada, la sollevò sopra la testa. Poi con tutta la forza che aveva la abbatté di piatto sull’elmo del fratello.
Risicato, rimase immobile, mentre il suo elmo risuonava come una campana. Poi crollò a terra.
Lauta lanciò una rapida occhiata in giro, sperando che la scena fosse passata inosservata nel trambusto. Poi si sdraiò accanto al fratello e sparpagliò il contenuto del sacchetto sulle loro armature.
Fingersi morta fu molto più dura del solito. Siccome aveva dovuto raggiungere il fratello non aveva potuto indossare un’armatura molto robusta, che le avrebbe impedito i movimenti. Ed ora, ogni qual volta qualcosa le cadeva addosso o la urtava, le pareva di sentire le proprie ossa spezzarsi. Quando una delle creature oscure le pestò la mano fu lì lì per lasciarsi sfuggire un grido, ma resistette. Fu davvero terribile. Ma anche le cose più terribili finiscono.

Lauta, udì i corvi gracchiare. Di solito questo era il segno che tutto era finito, che il campo di battaglia era ormai popolato solo di cadaveri e mangiatori dei medesimi. Questa volta tuttavia la ragazza esitava a tirarsi su. In fine lo fece. Si sentiva come se ogni singolo membro dei due eserciti le fosse passato sopra saltando. Aveva una lunga ferita sul costato, dove l’armatura troppo leggera aveva ceduto, e la mano che le avevano pestato era gonfia e pulsante, il resto del corpo era maculato di lividi ed ematomi di ogni forma e dimensione. Ma era viva, si disse. Ed anche suo fratello, se bene malconcio e ancora privo di sensi respirava ancora.
Lauta si alzò: il pericolo non era ancora finito. Ora doveva allontanarsi da lì il più in fretta possibile, per di più trasportando il corpo inanimato del fratello. Si guardò in torno alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarla nell’impresa.
Ora se Lauta fosse stata un’eroina, un’eletta o qualcosa di simile, il destino le avrebbe prestato soccorso. Sarebbero arrivati una gigantesca aquila, un cavallo alato, una fenice o un unicorno che avrebbero raccolto lei ed il fratello e li avrebbero portati in salvo. Oppure, una qualche buonanima, che passava proprio di lì per caso, li avrebbe portati via senza fare domande. Alla peggio, un cavallo bianco sbandato sarebbe trottato verso di loro con leggiadria, pronto a farsi carico delle loro chiappe.
I due giovani però erano figli di puttana qualunque e per quanto aguzzasse la vista Lauta vedeva solo avvoltoi così bolsi di cibo da non poter più spiccare il volo. Così si rimboccò le maniche e si mise in cerca del materiale necessario a costruire una lettiga.
Ben presto si procurò due resistenti alabarde cui tolse la lama. Poi sottrasse a tre ex commilitoni i rudi maglioni che portavano sotto l’armatura. Rivoltò all’interno le maniche dei maglioni e vi infilò dentro il manico delle alabarde. Certo non era poetico come un cavallo alato, o pratico come l’aiuto di una buonanima, ma i disertori figli di puttana sanno adattarsi.
La ragazza caricò il fratello sulla lettiga e trascinandosela dietro si avviò lentamente verso sud.

Lauta camminava ormai da moltissimo tempo e aveva però percorsa pochissima strada, facendo una fatica tremenda a trascinare la lettiga sul terreno accidentato e coperto di cadaveri. Ed ora che si trovava su una pista liscia e compatta le sembrava un sogno. Certo era vagamente cosciente che rimanere su una strada era pericoloso, ma del resto era troppo stanca per stare a rimuginarci sopra.
Quando la pattuglia di Creature Oscure le si parò davanti i suoi riflessi erano così appannati dalla fatica che non riuscì nemmeno a pensare di fuggire.
L’individuo che sembrava il capo intimò di fermarsi. Lauta sentì un’ondata di adrenalina che spazzava via parte della stanchezza. Si guardò intorno, ma era cosciente di non avere vie di fuga. Rimase immobile, paralizzata.
“ Prendetela!” ordinò la creatura. Lauta ebbe il folle istinto di scappare a gambe levate, ma per farlo avrebbe dovuto abbandonare il fratello.
La lettiga dovette mollarla comunque mentre due delle creature pelose le piombavano addosso. Sentì il –dong- dell’elmo di Risicato che batteva per terra. Tentò di divincolarsi con poca convinzione e ben presto si trovò con mani e piedi legati. Poi fu caricata di peso su un carretto insieme al fratello ancora svenuto, che era stato comunque legato.
Il carretto partì. Lauta schiacciò la faccia contro le assi del carretto per non mettersi a piangere. Non solo Risicato sarebbe morto comunque, ma sarebbe morto per colpa sua! E poi sarebbe morta pure lei…
Le pareva di sentire il proprio cuore gonfiarsi furiosamente come se avesse voluto spaccarle il petto. La mano ferita, stretta dalla corda, le faceva un male intollerabile. Sentiva che il proprio stomaco si sarebbe presto rivoltato come un calzino. Stava per vomitare dalla disperazione, ma reagì. Diede una testata contro le assi: non era il momento di farsi prendere dal panico! Cosa avrebbe detto sua madre a vederla così?
– C’è sempre un modo di cavarsela!- le aveva detto Lola quando una volta da piccola si era messa nei guai – l’unica cosa che bisogna fare è aspettare con calma che arrivi il momento giusto per riuscirci… e non farsi prendere dal panico perché se uno ha il panico non vede le occasioni che gli si presentano!- questo le aveva detto sua madre attraverso le sbarre della prigione di Esinlud quando era stata condannata all’impiccagione per aver rubato un asino. Lauta l’aveva ascoltata e la sera stessa era riuscita a scappare attraverso il canale di scolo.
Lauta respirò profondamente, sebbene la mano le facesse ancora furiosamente male, lo stomaco si era placato ed il cuore sembrava tornato delle dimensioni originarie.
“ Mmm…” fece Risicato al suo fianco, aprendo un occhio “ ma che è successo?”
“ siamo stati catturati dalle Creature Oscure…” rispose Lauta con tono piatto.
“ ora ricordo!” fece Risicato cercando di sollevarsi “ quei codardi mi hanno preso alle spalle! Brutte carogne! Se solo mi avessero affrontato a viso aperto…” Lauta evitò di contraddire il fratello “ …assassini a sangue freddo! Io vi ammazzo tutti!”
“ calmati… non è il caso di farli incavolare…” gli fece notare lei “ vedrai che troviamo un modo per tagliare la corda prima che ci scannino…”
“ io li ammazzo tutti, brutti bastardi figli di puttana!” urlava il ragazzo “ MI SENTITE? VI AMMAZZERO’ UNO PER UNO!” rotolò da un lato tentando di divincolarsi “ UNO PER UNO CAPITO!?”
“ vuoi calmarti?” ripetè Lauta con maggiore insistenza “ questi ci linciano!” ma Risicato non ne voleva sapere.
“ Slegatemi e vi faccio vedere io! Vi sbudello tutti quanti!” Lauta decise di ricorrere alle maniere forti per calmare il fratello. A piedi uniti gli sferrò un calcio nello stomaco
“ non so tu…” gli disse mentre lui boccheggiava senza fiato “ ma io vorrei ancora provare a cavarmela… e ti sarei enormemente grata se cercassi di aiutarmi: ci serve un piano!” Lauta attese che il fratello dicesse qualcosa, ma evidentemente non era ancora in grado di farlo, quindi proseguì “ tanto per cominciare vorrei proprio sapere come mai non ci hanno già fatti fuori…”
“ pr…sa.. gh..” esalò Risicato
“ come scusa?”
“ per… il …sangue…” rispose il ragazzo cercando di tornare a respirare normalmente
“ per il sangue? Che sangue?”
“ per… il nostro sangue! … non ci uccidono perché una volta all’accampamento vogliono bere il nostro sangue!” il ragazzo prese una boccata d’aria come se uscisse da sott’acqua.
“ oh…bhè…” fece Lauta “… piuttosto macabro, ma direi che questo ci avvantaggia!…”
“ ci avvantaggia?!” urlò Risicato “ hanno colpito in testa anche te?”
“ se vogliono bere il nostro sangue è difficile che lo facciano appena arrivati…” spiegò Lauta “ probabilmente dovranno preparare una qualche cerimonia, magari un festino… e questo ci assicurerà abbastanza tempo da escogitare un piano di fuga!”.