lunedì 30 novembre 2009

Questione di accenti....


Càpita, no?

Càpita di entrare in crisi.

Càpita di guardarsi intorno
e non trovare le risposte.

Càpita anche di non sapere
dove poter trovare quelle risposte,
e càpita
,ahimè,
di cercarle nei contesti sbagliati
o dalle persone sbagliate.

Càpita anche
di avere bisogno di una guida,
ma non tutte le guide
sono quelle giuste,
e soprattutto
non si trovano in libreria
come le Routard.

Càpita però che a volte le risposte
risiedano proprio nei libri,
e che le nostre giude forse stavano solo là,
tra le righe.

Allora càpita
che può essere
che mi sono capìta male
e può essere che abbia posto
l'accento
sulla questione sbagliata
o sulla sillaba sbagliata
ed io ne abbia completamente
stravolto il Senso.





Cento anni di vita, come li riassume?
“Sono nata in un periodo vittoriano.
Mio padre,
ingegnere,
che aveva sorelle matematiche e letterate,
riteneva che non si fossero realizzate come mogli e madri,
avendo tentato di conciliare la loro carriera
con il ruolo di madri di famiglia.
Per questo motivo
quando decisi di iscrivermi alla facoltà di Medicina all’Università di Torino
non approvò la mia scelta.
Secondo lui
la carriera di medico era molto lunga
e non adatta ad una donna.
Ne ho sofferto molto
ed è stato l’unico momento
in cui essere donna
mi è sembrata una sgradevole realtà.
C’è stata poi
da parte mia
una pacata ribellione
quando dissi a mio padre
che non desideravo essere né moglie né madre,
volevo dedicarmi esclusivamente alla medicina,
volevo essere indipendente
e il matrimonio richiedeva sacrifici che non avrei sopportato.
A quel punto mio padre disse
che se quello era il mio desiderio
non me lo impediva ,
pur avendo molti dubbi sulla mia scelta.
Una volta inserita nel mondo accademico
non ho avuto alcun problema in quanto donna.
I soli problemi che sono sopravvenuti
sono stati quelli conseguenti alla promulgazione delle leggi razziali.
Durante quel periodo
non sono mai stata pessimista:
chi è pessimista è sconfitto in partenza.
Bisogna affrontare la vita con coraggio
e totale disinteresse della propria persona.
Mai occuparsi di noi stessi,
ma essere interessati a quello che ci circonda.
Bisogna pensare agli altri
o a quanti hanno un disperato bisogno di aiuto,
come le popolazioni dei paesi in via di sviluppo.
Nella mia vita l’aiuto al prossimo ha avuto priorità su tutto,
ancora più delle scoperte scientifiche”





Come è cambiata la donna in questi cento anni?
“Negli anni Trenta del secolo passato
su cento studenti di sesso maschile soltanto cinque studentesse
erano iscritte al mio corso di laurea.
Oggi il numero delle studentesse iscritte alle facoltà di Biologia e Medicina
è alla pari e in molti casi supera gli iscritti dell’altro sesso.
Una situazione,
questa,
che si riscontra soltanto nei Paesi ad alto sviluppo scientifico e tecnologico.
Attualmente le donne,
in particolar modo nel settore sociale,
stanno dando un notevole contributo,
ma la loro partecipazione in tutti i campi è ancora limitata.
Come nel passato siamo ancora governati da una oligarchia prevalentemente maschile,
mentre si dovrebbe dare alle donne quello spazio che è stato loro sempre negato.
Sono convinta che
sarebbe di enorme importanza
avvalersi del contributo femminile
per affrontare i problemi del XXI secolo.
Le donne hanno dimostrato straordinarie capacità
nell’affrontare problemi di estrema urgenza,
superando difficoltà burocratiche
e contrapponendosi con coraggio a dogmi secolari”.






Il mondo le sembra più razionale di ieri?

"Viviamo ancora dominati da bassi impulsi,
come cinquantamila anni fa.
Perché il nostro cervello ha una componente arcaica e limbica
(che ha sede nell'ippocampo)
che è aggressiva,
emotiva
e affettiva
ed è quella che ha permesso all'australopiteco di salvarsi,
quando è sceso dagli alberi
e ha affrontato il mondo.
L'altra componente,
cognitiva e neocorticale,
è molto più recente
e corrisponde alla fase dello sviluppo del linguaggio.
Purtroppo questa parte non riesce ancora a controllare quella più antica che,
anzi, nei momenti estremi
(guerre, crisi, carestie)
torna dominante.
Sono le condizioni ambientali,
in definitiva,
a metterla in funzione:
nei regimi totalitari
, per esempio,
l'attività del cervello arcaico è al massimo".





Ma lì risiedono anche le emozioni: dobbiamo metterle a tacere?
"Occorre tenerle sotto controllo.
Ed è quello che andrebbe insegnato anche a scuola.
L'educazione è ancora troppo legata al binomio vittoriano punizione-premio.
I bambini non sono cuccioli di cane,
hanno una componente cognitiva sulla quale bisog
na far leva fin dalla nascita".





Ho perso un po' la vista, molto l'udito.
Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene.
Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni.
Il corpo faccia quello che vuole.
Io non sono il corpo: io sono la mente.



Mi rivolgo a (Storace) chi ha lanciato l'idea
di farmi pervenire le stampelle
per sostenere la mia "deambulazione"
e quella dell'attuale Governo,
per precisare che non vi è alcun bisogno.
Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi",
dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore,
non soltanto delle persone bisognose,
ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà",
mentali e di comportamento,
esprimo il più profondo sdegno
non per gli attacchi personali,
ma perché le loro manifestazioni
riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.



Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita.


A me nella vita è riuscito tutto facile.
Le difficoltà me le sono scrollate di dosso,
come acqua sulle ali di un'anatra.





Chi ha la fortuna di possedere la fede
si avvale di un sostegno impareggiabile in tutte le fasi del percorso vitale.
Se si sostiusce a un Dio antropomorfo,
che premia i buoni,
l'imperativo inciso nel programma genetico dell'Homo sapiens
che il bene ha un premio in se stesso,

e il male ha il suo castigo,
il laico e il credente troveranno la risposta


domenica 29 novembre 2009

Margherita dolcevita


Margherita Hack:

Lettera aperta al premier Berlusconi




Caro cavaliere,
perché non ha il coraggio di affrontare i suoi vari processi,
invece di impegnare per mesi il parlamento a trovare un modo per evitarli,
violando la costituzione
che afferma che
“la legge è uguale per tutti”
e non “per tutti eccetto Silvio”?


Abbia un po’ più di coraggio e di fiducia nella giustizia.
Se è innocente non ha nulla da temere.
Se invece sa di essere colpevole dia le dimissioni.


E abbia anche un po’ più di rispetto per la democrazia e il parlamento.
Se i suoi colleghi deputati e senatori del suo partito
non sono d’accordo con lei
hanno tutto il diritto di esprimerlo
e lei non ha il diritto di minacciarli
di espellerli dal suo partito,
che non è la sua azienda.



(28 novembre 2009)

Tailpipes...

sabato 28 novembre 2009

Alla cortese attenzione della mia anima




"Non è una questione di eleganza,
volevo solo,
come dire...
minare le sue incrollabili certezze,
perché per noi è importante
convivere col dubbio e l'ignoranza...
"




"Sì ma il manuale..."



"Guardi,
il manuale contiene
una serie di affermazioni scientifiche
il cui grado di certezza è molto variabile,
di alcune per esempio
non siamo affatto sicuri,
altre
sono quasi certe
e comunque nessuna è certa in maniera definitiva,
capisce?
E' proprio questo
che è importante per noi:

la libertà
di poter dubitare di qualunque cosa.

E' una libertà che la scienza
s'è conquistata con una lotta dura e faticosa
contro l'autorità,
che poi in questo caso
sarei io..."




venerdì 27 novembre 2009

alla cortese attenzione della mia specialistica


« Con rischi indicibili e traversie innumerevoli io ho ritrovato la strada per questo castello oltre la città dei Goblin.
La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande.
Tu non hai nessun potere su di me!
»


mercoledì 25 novembre 2009

Bisogni

"Ma puoi sapere meglio di me quali sono i miei bisogni?"

La domanda che ogni buon cooperante teme di sentirsi porre una volta o l'altra...
E non solo ogni buon cooperante!!!!!!



lunedì 23 novembre 2009


"La lotta che conduce verso le cime
basta a riempire
il cuore di un uomo"

Albert Camus

"...e basta anche a riempire il cuore di una donna"

Catalpa

sabato 21 novembre 2009

...pero seguimos ententar!

iniziative libere e bonobe

Ciao! Segnalo due iniziative interessanti
(ovviamente per chi è interessato a interessarsi e dunque a trovarle interessanti)
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

QUESTA SERA
alle h. 20.30 circa, alla Fabbrica delle E
(si, sempre quella in Corso Trapani, 91)
i MODENA CITY RAMBLERS
presentano il libro e il dvd della carovana di musica e antimafia
ONDA LIBERA
una serie di concerti tenutisi in beni confiscati alle mafie in tutta Italia.
e poi la proposta internescional
(come direbbero gli Elii)

MARTEDI' 24 NOVEMBRE
h. 16.00 in AULETTA BONOBO
(c/0 Palazzina Einaudi, c.so Regina Margherita 60 circa)
"NUNCA MAS.
La storia dei desaparecidos argentini raccontata dalle sue luchadoras"

incontro con
Vera Vigevani Jarach, madre di Plaza de Mayo, linea fundadora
e Norma Berti, militante della memoria sopravvissuta alle torture della dittatura militare argentina

Ciao!

venerdì 20 novembre 2009

La serata della scienza 1: i liquidi non newtoniani

LA SERATA DELLA SCIENZA

Presentano
la dottoressa Devi Wonvillebrand
e
l'esimio professor Randall Osborne dell'università di Tampa

I LIQUIDI NON NEWTONIANI



video

giovedì 19 novembre 2009




Siamo pervase dalla nostalgia per l'antica natura selvaggia.
Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento.
Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio.
Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti.
Ma l'ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dietro di noi,
nei nostri giorni, nelle nostre notti.

Ovunque e sempre,
l'ombra che ci trotterella dietro
va indubbiamente a quattro zampe.



Pinkola Estés Clarissa




MI SUCCEDE SEMPRE

lunedì 16 novembre 2009

Cerco un centro di gravità




C'era una volta Wonder Woman.
Voleva salvare il mondo.
Ma in realtà
aveva solo bisogno di salvare sè stessa.









Una vecchia bretone
con un cappello e un ombrello
di paglia di riso e canna di bambu'
capitani coraggiosi
furbi contrabbandieri macedoni
gesuiti euclidei
vestiti come dei bonzi per entrare a corte
degli imperatori
della dinastia dei Ming
Cerco un centro di gravita' permanente
che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
-avrei bisogno di


Cerco un centro di gravita' permanente
che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Over and over again


Per le strade di Pechino
erano giorni di maggio
tra noi si scherzava a raccogliere ortiche
Non sopporto i cori russi
la musica finto rock la new wave italiana
il free jazz punk inglese
neanche la nera africana


Cerco un centro di gravita' permanente
che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
-avrei bisogno di


Cerco un centro di gravita' permanente
che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente
Over and over again
Over and over again

Nihil est tam difficile et ardum
quod non humana mens vincat
et in familiaritatem
perducat adsidua meditatio




Nulla v'è di tanto difficile e arduo
che la mente dell'uomo non vinca
e che la continua meditazione
non riduca in suo potere

venerdì 13 novembre 2009

ClanDESTINI doc



I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l' impossibile
amalgama delle molte cose che sono.




I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.




Un alito di musica o di sogno, qualcosa che faccia quasi sentire, qualcosa che non faccia pensare

Pessoa





Milano 13/11/2009 Occupiamo Piazza Affari


un gioco

poche, semplici regole.
sostenere lo sguardo dell'altro.
anche quando sei voltato di spalle.
è una sfida.
le mani si sfiorano. sempre. chiudi gli occhi.
ora guido io. ora guidi tu.
un tocco leggero mi accompagna lontano.
un passo indietro, mi riprendi.
gesti lenti, gesti veloci.
una battaglia e un ballo.
respiro, per ricordarmi che ne ho bisogno.

INCONSISTENTE.
NONOSTANTE CIO',
(O PERCIO')
PESANTE.

Morirò di sete



Annuso nell'intorno.

Ovunque.

A volte colori

altre luci.

Poi ricordi

e immagini.


E cerco

E scavo.

Tra le parole distratte.

Ma non trovo nulla.

Solo paura.


Sola.

Solo rassegnazione.


Sola.


Come quando

in mano tieni una zolla di terra arida.



Io sono quella.

Una zolla di terra arida,

dura, plasmata dalle avversità,

defraudata della sua fertilità.


Il guaio è che

è tutta aria,

quella m'arriva.

Calda.



Non lo voglio il fuoco.

Non c'è più nulla da bruciare.

Ho bisogno di acqua

se no morirò di sete.



giovedì 12 novembre 2009



E' un corrdoio stretto e bianco.
Ci sono molte porte.

Una
.
Sulla destra
.
Spalancata
.


Angusto spazio.
Dentro.
Luce.
Solo una scrivania.
E' lì.


Parlo ma senza suoni.
Non mi può udire.
tra le sue scartoffie.
Non mi sente.
Parlo ma non m'ascolta.


Tra le mie mani
un plico di fogli
scritti da me.


Cerco il suo sguardo.
Si nega.
Solo spalle.

Cerco la sua attenzione.
Si nega.
Solo le sue spalle per me.

Cerco la sua approvazione.
Si nega.
Solo le sue spalle per me,
e un desolante silenzio.


Leggo i fogli che ho in mano.

"Ci siamo divertiti
dove
tutti gli altri
di solito
s'annoiano.
Soli.
In un vecchio bosco."



martedì 10 novembre 2009

Pensando a Copenhagen??

rullo di tamburi

...
ASPETTANDO DI POTER MANDARE A FANCULO i LIBRI DI TESTO del mio ULTIMO ESAME (sostenuto circa mezz'ora fa, di cui i risultati saprò tra circa 15 minuti...)

...

(parentesi per citare una delle domande.

L'istruzione universitaria, dal punto di vista economico, è:

- un bene privato puro

- un bene pubblico puro

- un bene misto

- un bene libero

La risposta economicamente corretta è la 3...)


Comunico a tutte le interessate o meno che mercoledì 11, alle h. 18 presso la Fabbrica delle "E" (c.so Trapani 92), STEFANO BENNI presenterà il suo ultimo libro, "Pane e Tempesta".

L'incontro è in contemporanea a quello organizzato in Auletta Bonobo con il sindacalista francese amico del custode trotzkista, ma se riesco vorrei fare un salto da entrambi...
boh, io ve l'ho detto, comunque dovevo trovare un modo per passare il tempo!!!

A volte è l'arte a salvarci e a volte siamo noi a salvare l'arte


Mi siedo in cucina,
nel silenzio,
senza luce,
e assaporo l'amara sensazione dell'assurdo.
Piano piano la mia mente va alla deriva.

Pierre Arthens...
Despota brutale,
assetato di gloria e di onori,
il quale tuttavia si sforza sino alla fine
di perseguire con le parole un'inafferrabile chimera,
lacerato tra l'aspirazione all'Arte e la brama di potere...

In definitiva, dov'è il vero?
E dove l'illusione?
Nel potere o nell'Arte?

Non è forse con la persuasione di discorsi imparati a memoria
che portiamo alle stelle le creazioni umane,
mentre denunciamo come crimine di illusoria vanità
la sete di dominio che ci agita tutti
- sì, tutti,
ivi compresa una povera portinaia nella sua guardiola striminzita,
la quale,
pur avendo rinunciato al potere esteriore,
ciò non di meno insegue nella sua testa sogni di potenza?

Come scorre la vita dunque?
Giorno dopo giorno ci sforziamo
con risolutezza
di fare la nostra parte in questa commedia fantasma.
Da primati quali siamo,
la nostra attività consiste essenzialmente
nel mantenere e curare il nostro territorio
affinché ci protegga e ci soddisfi,
nell'arrampicarci
o almeno non scendere
nella scala gerarchica della tribù,
e nel fornicare in tutti i modi possibili
- foss'anche con la fantasia -
sia per il piacere
che per la discendenza promessa.
Allo stesso modo
usiamo una parte non trascurabile della nostra energia
per intimidire o sedurre,
poiché queste due strategie
da sole
assicurano la brama territoriale,
gerarchica e sessuale
che anima il nostro conatus.
Ma niente di tutto ciò raggiunge la nostra coscienza.

Parliamo di amore,
di bene e di male,
di filosofia e di civiltà,
e ci attacchiamo a queste rispettabili icone
come una zecca assetata al suo cagnolone caldo.
Tuttavia,
talvolta
la vita ci pare una commedia fantasma.
Come strappati da un sogno,
ci guardiamo agire e,
raggelati nel constatare il dispendio vitale
necessario a conservare i nostri requisiti primitivi,
ci chiediamo sbigottiti che cosa ne è dell'Arte.

D'improvviso,
le nostre smorfie frenetiche
ci sembravano il colmo dell'insensatezza,
la nostra casetta confortevole,
frutto di un debito ventennale,
una vana usanza barbara,
e la nostra posizione nella scala sociale,
tanto dura da conquistare
e così eternamente precaria,
una logora vanità.

Riguardo alla nostra discendenza,
la contempliamo con occhio nuovo e inorridito
perché,
senza gli abiti dell'altruismo,
l'atto della riproduzione appare profondamente fuori luogo.
Restano solo i piaceri sessuali;
ma, trascinati nel fiume della miseria primigenia,
vacillano come tutto il resto,
poiché la ginnastica senza amore
non rientra nel quadro delle nostre lezioni imparate a memoria.

L'eternità ci sfugge.

Nei giorni in cui tutte le credenze romantiche,
politiche,
intellettuali,
metafisiche
e morali
che anni di istruzione ed educazione
hanno tentato di imprimere in noi
crollano sull'altare della nostra natura profonda,
la società,
territorio attraversato da grandi onde gerarchiche,
affonda nel nulla del Senso.

Fuori
i poveri e i ricchi,
i pensatori,
i ricercatori,
i potenti,
gli schiavi,
i buoni e i cattivi,
i creativi e i coscienziosi,
i sindacalisti e gli individualisti,
i progressisti e i conservatori;
non sono che ominidi primitivi
i cui sorrisi e le cui smorfie,
le andature e le acconciature,
il linguaggio e i codici,
inscritti nella mappa genetica del primate medio,
significano solo questo:
mantenere la posizione o morire.

In quei giorni avete disperatamente bisogno d'Arte.
Aspirate ardentemente a riavvicinarvi all'illusione spirituale,
desiderate appassionatamente che qualcosa vi salvi dal destino biologico,
affinché la poesia e la grandezza non siano del tutto estromesse da questo mondo.
Allora bevete una tazza di tè
oppure guardate un film di Ozu,
per sottrarvi al cerchio delle disfide
e delle battaglie
che sono prerogativa della nostra specie dominante,
e per dare a questo patetico teatro
l'impronta dell'Arte e delle sue opere maggiori.










Muriel, Barbery

lunedì 9 novembre 2009

Un presidente donna


Credo che per noi donne non conti molto
il sesso (quello di appartenenza intendo)


Doretta Cattaneo, Presidente CAI, Muntagne Noste 2008, storie di donne e di montagna.

memoria collettiva

Qualcuno si ricorda con chi ho parlato al telefono oggi?

(by Catalpa)

L'EVOCAZIONE DEL DEMONIO

Il gatto nero percepiva intorno a se un vago mormorio.
Poi, qualcuno lo sollevò per le zampe e lo costrinse ad aprire svogliatamente gli occhi.
Si trovava in una cripta, immersa nella penombra, piena di uomini incappucciati che si genuflettevano ritmicamente gracidando una litania in latino.
“ Ecco oh Malefico!” tuonava l’uomo che lo teneva sospeso “ ecco il nostro sacrificio per te!” l’uomo, il Gran Sacerdote, come lo chiamavano i suoi fedeli, aveva una voce gravida di tensione e stringeva il gatto nero così forte da fargli male alle zampe. L’animale fece un vago tentativo di divincolarsi, poi, proprio quando si era arreso all’idea di penzolare per aria come uno straccio, il Gran Sacerdote lo mise giù. Sollevato all’idea di poggiare di nuovo le zampe, il gatto si accoccolò e fece subito pipì.
Un’impressionante quantità d’urina impregnò il panno di velluto e sgocciolò giù, lungo l’altare di pietra.
Il Gran Sacerdote compì un gesto ieratico e, ignorando coraggiosamente il puzzo di pipì che si spargeva per la cripta, afferrò un lungo pugnale d’argento. Solennemente lo sollevò sopra il gatto nero.
Dal canto suo l’animale, felice di avere finalmente la vescica vuota, chiuse gli occhi.
“ Noi…” tuonò il Gran Sacerdote, il pugnale levato “ noi, i tuoi seguaci più fedeli, ti evochiamo oh Signore del Male…” prese fiato, levando più alto il pugnale sul gatto, che, indolente, si stava apprestando a fare un pisolino “ con il sacrificio di questa Vittima noi…”
Il Gran Sacerdote non finì la frase, ne calò il pugnale sul povero micio.
Al contrario vi fu un boato terribile, la cripta tremò e l’uomo finì per terra con tutti i paramenti cerimoniali.
Ci fu un attimo di caos. La litania cessò di colpo sostituita da lamenti spaventati e colpi di tosse mentre una nuvola di polvere si allargava nel sotterraneo, il Gran Sacerdote scivolava nella pipì tentando invano di rimettersi in piedi.
Poi la polvere si diradò e cadde il silenzio più assoluto: in mezzo alla cripta si era materializzato un uomo.
Si trattava di un uomo giovane, coi capelli scuri e l’aria triste di un ballerino di tango rimasto senza nessuno con cui ballare. Indossava un abito nero di alta sartoria e un’impeccabile camicia vermiglia, ma ai piedi calzava un logoro paio di scarpe da ginnastica rosse.
Nel silenzio più attonito, l’uomo si passò una mano sui capelli impomatati e disse
“ salve a tutti… mi stavate chiamando?”
Per qualche istante nessuno si mosse ne parlò, poi il Gran Sacerdote aprì la bocca. Dovette fare due tentativi, che lo fecero somigliare ad un pesce appena estratto dall’acqua, per riuscire a darle fiato.
“ tu…” deglutì e si corresse sudando freddo “ lei… lei è…”
“ io sono il diavolo” gli andò gentilmente in aiuto il ballerino di tango “ insomma, Satana, il Demonio, Lucifero, Mefistofele, la Bestia, la Legione, il Maligno… quello lì… ho tanti nomi ma sono sempre io… chiamavate me no?” ci fu ancora un lungo silenzio, durante il quale nessuno pareva avere la minima idea di ciò che andava fatto, poi il Gran Sacerdote si prostrò a terra, spalmando la faccia nella pipì di gatto, e tutti i fedeli lo imitarono in gran fretta
“ noi…” mormorò il Sacerdote con voce tremante “ noi siamo onorati che lei abbia… abbia ascoltato il nostro appello… e…”
“ in realtà “ disse il diavolo “ sarei venuto comunque… sapete, sto facendo un giro per tutte le sette che mi adorano con un comunicato importante…” Il Gran Sacerdote schiacciò ancora di più la faccia a terra
“ saremo onorati di obbedire ad ogni suo comando, e…”
“ benissimo” tagliò corto il demonio “ allora vi comando di sciogliere la setta… dal momento che io sto dando le dimissioni!”
Ancora una volta calò il silenzio più assoluto, ed ancora una volta fu il Gran Sacerdote a costringersi a romperlo
“ sta… cosa?”
“ sto dando le dimissioni!” ripeté paziente il diavolo “ me ne vado, chiudo bottega!”
“ ma p…perché!?” uggiolò il Gran Sacerdote incapace di capire
“ beh, perché ho fallito!” spiegò senza fronzoli il demonio “ Ho fallito miseramente su tutta la linea e so riconoscere quando è il momento di accettare la sconfitta!”
“ ma signore! Cosa dice!? lei non ha fallito! il Male trionfa ogni giorno di più e noi, i suoi araldi, siamo pronti a…”
“ a fare cosa? Ad accoppare quel gatto lì? Ma lo avete visto? Non si regge neanche in piedi, altro che pugnale d’argento, quello a schiattare ci pensa da solo!” il Sacerdote deglutì lanciando un’occhiata imbarazzata al gatto che si era addormentato sull’altare incurante di tutto il caos che lo circondava.
“ beh…” tentò di difendersi “ potremmo prendere altri gatti… gatti sani, tanti tanti gatti sani e…”
“ e comunque fareste peggio della più squattrinata casa farmaceutica! “ completò il diavolo con un sospiro abbattuto “ ormai è così che gira il mondo: c’è più male in un qualsiasi mascara che nella più efferata setta satanica…”
“ ma non dica così, la prego! “ piagnucolò il Gran Sacerdote “ Noi ci impegneremo di più! Noi porteremo il Male sulla terra ed all’ombra del vostro nome paura e terrore si spanderanno su…” il diavolo sbuffò ed il Sacerdote tacque intimorito
“ senti…” disse il demonio cercando di suonare serio e definitivo “ è inutile! bisogna farcene una ragione, abbiamo fallito! In quanto a bastardaggine l’umanità fa benissimo da sola, il più piccolo arrivista del pianeta riesce a fare crudeltà che io nemmeno mi sogno… e poi, ammettiamolo, siamo partiti subito col piede sbagliato! Da sempre le peggiori carognate l’uomo non le ha dedicate a me! Crociate, Inquisizione, guerre sante… portano tutte il nome di un altro… Fateci caso, ma non è il mio, il nome che urla la gente prima di farsi esplodere nei supermercati, non era il mio, il nome che stava scritto sugli scudi dei soldati, non è il mio, il nome che invoca il cecchino prima di spappolare il cervello di un suo simile… non è il mio nome! È il nome di un altro… di quell’Altro!” il diavolo sospirò profondamente, abbattuto, poi aggiunse tra se e se “ già, quell’Altro, forse dovrebbe anche lui fare un discorsetto hai suoi fedeli…”
Il Sacerdote aprì la bocca ma la richiuse subito dopo, incapace di trovare qualcosa da dire.
“ e poi…” continuò il demonio implacabile “ è una questione di decenza! Che figura ci faccio io, mentre la gente si ammazza in nome suo, mentre si massacrano, si scotennano, si fanno esplodere, mentre le multinazionali testano ogni tipo di prodotto tossico su centinaia di migliaia di cavie, scimmie, conigli, cani… che figura ci faccio io se voi ve ne andate i giro ad accoppare qualche gatto nefropatico in mio nome!?” sospirò, poi aggiunse in tono più pacato “ sarò pure caduto in basso, ma ho ancora dignità da difendere!” detto ciò rimase in silenzio ad osservare i fedeli prostrati e la faccia sconvolta del Gran Sacerdote
“ e…” balbettò infine l’uomo “ e noi…noi cosa dovremmo fare ora?” il diavolo fece spallucce
“ oh, non saprei… fate quello che vi pare… ad esempio potreste portare quel gatto dal veterinario…”

venerdì 6 novembre 2009

a.a.a. cercasi citazione (?)

ciao!
se per caso, da qui ai primi di dicembre, vi capitasse di inciampare in una bella frase su uno dei temi elencati qui sotto, magari scritta da un autore latino americano, vi prego di segnalarmela, perché ho il vuoto pneumatico (come disse qualcuno tempo fa) e non mi viene in mente nulla di particolarmente poetico... sono appesa ad un grafico sul PIL reale dell'Argentina dal 1980 al 2005... -.-'
i temi:
- giustizia sociale
- una società fondata sulle relazioni è più bella di una fondata sul denaro
- povero è bello, se non sei solo
- i soldi non fanno la felicità 
- specie se mal distribuiti
- il FMI fa schifo

...boh? 
e giuro che entro dicembre smetto di bere (caffé)... 
grazie!
vostra
Saxif

giovedì 5 novembre 2009


Quando si è streghe ci si legge anche un po' nel pensiero... e quindi finalmente riesco ad avere dieci minuti liberi di fila per postare la convocazione del SABBA LETTERARIO! Grazie Mavia che hai già fatto metà della fatica convocando tutte...

IL SABBA LETTERARIO E' CONVOCATO PER
VENERDI' 6 NOVEMBRE
(per le più distratte: domani!)
ALLE ORE 20.30
AD IMLADRIS

ma devo ancora sentire le padrone di casa quindi non prendete la precedente affermazione come oro colato!

Il mio numero di telefono ce l'avete e quindi sentiamoci per piacere...

Per quanto riguarda il pomeriggio io voto il laboratorio di cucito, ma anche la pasta fresca va benissimo! L'importante è fare qualcosa tutte insieme che MI MANCATEEEEEE!!!!

Il tema del sabba letterario sarà (due punti)

IL SERPENTE E LA ROSA
ovvero del bene e del male. Cosa significano oggi? Ad esempio, essere streghe è bene o male? E quali altre cose sono bene o male? Il bene e il male esistono come categorie assolute? Chi o cosa è il diavolo oggi? Esiste? E il bene assoluto è solo una costruzione dell'uomo, oppure Dio c'è e vi saluta tutti?

Via di fantasia siorri e siorre!!! :)

A domani!

La ballata dei pronomi



Dimmi chi sono
io
.

Dimmelo
tu
che
io
non lo so più
.

Mi sono persa
di nuovo
daccapo.
In questo mondo
in cui pianto cactus con Elisa
in vasi fuxia.



Dimmelo chi sono.
io
.
Dillo.
Poi
noi
in mezzo ai tanti
e
tu
lo sai già

perchè capisci le cose sempre
prima di me
.
Se lo sai,
allora dimmelo.



Perché a volte ho davvero la sensazione

che te la sei portata via
una parte di me
che
io
vorrei

e vorrei
Ma cosa?


Davvero,
dimmi chi sono
per davvero.


Perché qua dentro la mia testa

è tutto buio
e non voglio più abbagli

che tanto fanno male
agli occhi della ragione



Chi sono?
io
.
Perché dentro ai miei pensieri
è così
freddo
che non sento più

nemmeno le dita...


E mi nascondo,
sperando che
tu
non mi trovi

e non mi veda.
Ma ti spio da dietro le quinte
prima del grande spettacolo
che
io e te
abbiamo orchestrato,
solo che fa acqua da tutte le parti
e
tu
non ti tiri su le maniche
e devo, come al solito, fare tutto
io.


io
ma dimmi
io
.
Dimmelo
.
Se lo sai dimmelo
.


mercoledì 4 novembre 2009


Salve donzelle.

Ho pensato che da Venerdì pomeriggio,
dopo visita a una delle case in valle,
e un thè con psicho
ho un sacco di tempo libero
che vorrei passare con con voi...


Ho delle proposte che potrete rifiutare,
ma ho più alternative per ognuna.
E' giunto il momento di fare fuori il basilico.
Arriva l'inverno,
ormai è condannato
alla morte per congelamento
(nel nostro freezer o nel balcone)
Ma poi ci siamo dette,
perchè invece non assaporarcelo
fresco fresco in compagnia?
Quindi per chi vuole unirsi
al club della pasta fatta in casa (Fattanza)
siete i benvenuti.

La socia bionda a sto giro

vuol fare gli agnolotti stampati

(o a decupage come li chiamo io)
sarà un pomeriggio interessante.

Inoltre è IRRIMANDABILE
l'appuntamento per i detersivi ecologici!!!!
Battete un colpo che ci organiziamo
per questa attività collaterale.


Altrimenti,
propongo pomeriggio di taglio e cucito
a Imladris,
così da cominciare a produrre

anche qualcosina per Piantiamola!
(...oltre alla quasi scritta e al logo
a cui abbiamo "tanto" lavorato ieri pomeriggio...)
Il tutto seguito da serata Letteraria,
o Cinema,

o gossip e aggiornamenti,
o Roulette alcolica
che facciamo di nuovo imbriacare Devi...


Sabato se il tempo ce lo concede,

vorrei fare una capatina in montagna.
Come? Dove?
Decidiamolo insieme.
Piacerebbe...bucare il mare di nuvole...

come suggerise Cla

PERFORMING TOUR

Al PAV
con ALESSANDRO FULLIN



(Il guru di Cardi)
Sabato 7 Novembre, alle ore 22.30
- direttamente da Zelig -
accompagnera' il pubblico in una visita esclusiva
aggirandosi tra le opere del PAV.
Attraverso il proprio stile,
unico e irripetibile tra performance e comicita',
Fullin articolera' un percorso secondo narcisismi,
pensieri e stravaganze artistiche.


In più ricordo che nel week-end
c'è Artissima

"Un osservatorio privilegiato
sulla giovane arte mondiale.
Un appuntamento culturale irrinunciabile
per tutti gli addetti ai lavori
e gli appassionati di arte contemporanea"


E non solo,
c'è pure il raduno delle mongolfiere



a CARAVINO
(un nome, una garanzia):
tanti appassionati provenienti da Italia,
Francia e Svizzera.
Per un intero week end
verrà proposto uno spettacolo unico,
con tante mongolfiere che si alzeranno in cielo;
non mancheranno mongolfiere speciali,
dalle dimensioni e forme tutte diverse.



Oppure l' APA Torino organizza sempre nel suddetto w-end
la 51° edizione della Mostra Provinciale della Valdostana Pezzata Rossa



a Cuorgnè.

Anche quest’anno verrà organizzato il 4° concorso
“Il formaggio di Valdostana”,
(toma stagionata) prodotto in azienda:
il pubblico visitatore sarà il degustatore-valutatore
che incoronerà il formaggio vincitore.

A seguito del successo conseguito nella scorsa edizione
sarà riproposto il concorso “la gara di mungitura”,
aperta a chiunque voglia cimentarsi nell’ impresa
purchè in possesso di una bovina in lattazione proveniente dal gruppo di animali presenti alla Mostra

Altra opzione potrebbe essere quella di andare
finalmente
al MAO
(magari con Cardi che fa da cicerone)
oppure a me piacerebbe davvero tantissimo
andare al museo di Anatomia Umana,
e a quello della Frutta
che tanto son vicini
(ma chiusi alla domenica...)!
Altra mostra
che sembra essere interessante
e che chiude proprio l'8 Novembre,
con la quale percepisco
affinità di genere
è Nomadologie(s) - Storie di una galleria in viaggio.


Insomma di roba da fare ce n'è...
socie e non,
amici (anche maschi,
che non si dica poi che siamo sessiste)
fatevi sotto chi più
ne ha più ne metta
e decidiamo cosa fare nel week-end
Aspetto notizie

martedì 3 novembre 2009

"...che ti serve un'uomo quando hai le corna!!!"


Per la precisione, sono le corna della Signora Carla, la mamma della Laura

lunedì 2 novembre 2009

piede di guerra

...
Ho voglia di picchiare forte.
E' la prima volta che mi capita.
Non sono una persona violenta.
Ma oggi è così. 
Mi iscriverò ad un corso di yoga, 
così mi do una calmata
Ed anche a uno di pugilato, 
che non si sa mai...
Ma giuro, 
che se fai di nuovo quella faccia,
la prossima volta che ti vedo, 
ti riempio di botte.
Ed emerge prepotente 
la tamarra che è in me.
Non so neppure se ne sono capace,
ma il sentimento interno è quello.
E la rabbia mi esce dagli occhi.
Speriamo che esca tutta.
...

Cous Cous


Visto che questa casa è sempre più un albergo,

amiche e amici,
v'invitiamo a

"Cinema in Fattanza"

Con l'intenzione di istituire un appuntamento settimanale,
fisso ma flessibile a seconda degli impegni
per riunirci tutti davanti a un buon film
con un'ottima tisana e un'ottima compagnia

La proiezione di stasera sarà

Cous Cous

(cliccando sul titolo del film vai al link della trama!!!)





Se venite già magiati
l'appuntamento è per stasera alle 20.15
Per chi gradisce un'ottima cenetta vegana
ci si vede alle 19.00
sentitevi liberi di omaggiarci
con doni mangerecci da condividere intorno al tavolo

A dopo.


Lo staff di Casa Fattanza

"Tu ha vero na bela tosa, l'ho conosesta ieri"

"Sì, ma sta tento che no la è méstega"





domenica 1 novembre 2009

oltre 1000 km in 36 ore...

... per capire che le persone non cambiano, nonostante il tempo che poni in mezzo
... per ascoltare, avere i brividi e commuovermi
... per discutere e riflettere
... per dormire nel lettone quasi come ai vecchi tempi
... perché se le persone non cambiano, cambia il tuo modo di vederle 
... perché allora cambi tu, e non vedo l'ora di cambiare ancora
... per scappare il più rapidamente possibile
... per la memoria di ciò che non ho vissuto 
... per sorrisi e falafel
... per chi lavora anche di domenica, ma c'è nonostante tutto
... per un'ora in più
... per le scelte di vita
... per le farfalle nello stomaco
... per i 6 treni e le 12 h di viaggio, con solo 16 minuti di ritardo totale accumulato :)
... per finire 2 libri e scrivere 5 pagine! 

concimi organici sentimantali

Io sono troppo di bocca buona, mi lascio affascinare da cani e porci che passano sulla mia strada poi mi trovo il sentiero pieno di merda!!!!

Ma una volta una signora anziana me l'ha detto: figlola, non sai quante merde dovrai pestare prima di imparare a camminare diritta per la tua stada!!!



Eh, dico, rivolgendomi al Tova...


"In queste cose, sai sempre quello che lasci ma mai quello che Tovi!!!"