lunedì 9 novembre 2009

L'EVOCAZIONE DEL DEMONIO

Il gatto nero percepiva intorno a se un vago mormorio.
Poi, qualcuno lo sollevò per le zampe e lo costrinse ad aprire svogliatamente gli occhi.
Si trovava in una cripta, immersa nella penombra, piena di uomini incappucciati che si genuflettevano ritmicamente gracidando una litania in latino.
“ Ecco oh Malefico!” tuonava l’uomo che lo teneva sospeso “ ecco il nostro sacrificio per te!” l’uomo, il Gran Sacerdote, come lo chiamavano i suoi fedeli, aveva una voce gravida di tensione e stringeva il gatto nero così forte da fargli male alle zampe. L’animale fece un vago tentativo di divincolarsi, poi, proprio quando si era arreso all’idea di penzolare per aria come uno straccio, il Gran Sacerdote lo mise giù. Sollevato all’idea di poggiare di nuovo le zampe, il gatto si accoccolò e fece subito pipì.
Un’impressionante quantità d’urina impregnò il panno di velluto e sgocciolò giù, lungo l’altare di pietra.
Il Gran Sacerdote compì un gesto ieratico e, ignorando coraggiosamente il puzzo di pipì che si spargeva per la cripta, afferrò un lungo pugnale d’argento. Solennemente lo sollevò sopra il gatto nero.
Dal canto suo l’animale, felice di avere finalmente la vescica vuota, chiuse gli occhi.
“ Noi…” tuonò il Gran Sacerdote, il pugnale levato “ noi, i tuoi seguaci più fedeli, ti evochiamo oh Signore del Male…” prese fiato, levando più alto il pugnale sul gatto, che, indolente, si stava apprestando a fare un pisolino “ con il sacrificio di questa Vittima noi…”
Il Gran Sacerdote non finì la frase, ne calò il pugnale sul povero micio.
Al contrario vi fu un boato terribile, la cripta tremò e l’uomo finì per terra con tutti i paramenti cerimoniali.
Ci fu un attimo di caos. La litania cessò di colpo sostituita da lamenti spaventati e colpi di tosse mentre una nuvola di polvere si allargava nel sotterraneo, il Gran Sacerdote scivolava nella pipì tentando invano di rimettersi in piedi.
Poi la polvere si diradò e cadde il silenzio più assoluto: in mezzo alla cripta si era materializzato un uomo.
Si trattava di un uomo giovane, coi capelli scuri e l’aria triste di un ballerino di tango rimasto senza nessuno con cui ballare. Indossava un abito nero di alta sartoria e un’impeccabile camicia vermiglia, ma ai piedi calzava un logoro paio di scarpe da ginnastica rosse.
Nel silenzio più attonito, l’uomo si passò una mano sui capelli impomatati e disse
“ salve a tutti… mi stavate chiamando?”
Per qualche istante nessuno si mosse ne parlò, poi il Gran Sacerdote aprì la bocca. Dovette fare due tentativi, che lo fecero somigliare ad un pesce appena estratto dall’acqua, per riuscire a darle fiato.
“ tu…” deglutì e si corresse sudando freddo “ lei… lei è…”
“ io sono il diavolo” gli andò gentilmente in aiuto il ballerino di tango “ insomma, Satana, il Demonio, Lucifero, Mefistofele, la Bestia, la Legione, il Maligno… quello lì… ho tanti nomi ma sono sempre io… chiamavate me no?” ci fu ancora un lungo silenzio, durante il quale nessuno pareva avere la minima idea di ciò che andava fatto, poi il Gran Sacerdote si prostrò a terra, spalmando la faccia nella pipì di gatto, e tutti i fedeli lo imitarono in gran fretta
“ noi…” mormorò il Sacerdote con voce tremante “ noi siamo onorati che lei abbia… abbia ascoltato il nostro appello… e…”
“ in realtà “ disse il diavolo “ sarei venuto comunque… sapete, sto facendo un giro per tutte le sette che mi adorano con un comunicato importante…” Il Gran Sacerdote schiacciò ancora di più la faccia a terra
“ saremo onorati di obbedire ad ogni suo comando, e…”
“ benissimo” tagliò corto il demonio “ allora vi comando di sciogliere la setta… dal momento che io sto dando le dimissioni!”
Ancora una volta calò il silenzio più assoluto, ed ancora una volta fu il Gran Sacerdote a costringersi a romperlo
“ sta… cosa?”
“ sto dando le dimissioni!” ripeté paziente il diavolo “ me ne vado, chiudo bottega!”
“ ma p…perché!?” uggiolò il Gran Sacerdote incapace di capire
“ beh, perché ho fallito!” spiegò senza fronzoli il demonio “ Ho fallito miseramente su tutta la linea e so riconoscere quando è il momento di accettare la sconfitta!”
“ ma signore! Cosa dice!? lei non ha fallito! il Male trionfa ogni giorno di più e noi, i suoi araldi, siamo pronti a…”
“ a fare cosa? Ad accoppare quel gatto lì? Ma lo avete visto? Non si regge neanche in piedi, altro che pugnale d’argento, quello a schiattare ci pensa da solo!” il Sacerdote deglutì lanciando un’occhiata imbarazzata al gatto che si era addormentato sull’altare incurante di tutto il caos che lo circondava.
“ beh…” tentò di difendersi “ potremmo prendere altri gatti… gatti sani, tanti tanti gatti sani e…”
“ e comunque fareste peggio della più squattrinata casa farmaceutica! “ completò il diavolo con un sospiro abbattuto “ ormai è così che gira il mondo: c’è più male in un qualsiasi mascara che nella più efferata setta satanica…”
“ ma non dica così, la prego! “ piagnucolò il Gran Sacerdote “ Noi ci impegneremo di più! Noi porteremo il Male sulla terra ed all’ombra del vostro nome paura e terrore si spanderanno su…” il diavolo sbuffò ed il Sacerdote tacque intimorito
“ senti…” disse il demonio cercando di suonare serio e definitivo “ è inutile! bisogna farcene una ragione, abbiamo fallito! In quanto a bastardaggine l’umanità fa benissimo da sola, il più piccolo arrivista del pianeta riesce a fare crudeltà che io nemmeno mi sogno… e poi, ammettiamolo, siamo partiti subito col piede sbagliato! Da sempre le peggiori carognate l’uomo non le ha dedicate a me! Crociate, Inquisizione, guerre sante… portano tutte il nome di un altro… Fateci caso, ma non è il mio, il nome che urla la gente prima di farsi esplodere nei supermercati, non era il mio, il nome che stava scritto sugli scudi dei soldati, non è il mio, il nome che invoca il cecchino prima di spappolare il cervello di un suo simile… non è il mio nome! È il nome di un altro… di quell’Altro!” il diavolo sospirò profondamente, abbattuto, poi aggiunse tra se e se “ già, quell’Altro, forse dovrebbe anche lui fare un discorsetto hai suoi fedeli…”
Il Sacerdote aprì la bocca ma la richiuse subito dopo, incapace di trovare qualcosa da dire.
“ e poi…” continuò il demonio implacabile “ è una questione di decenza! Che figura ci faccio io, mentre la gente si ammazza in nome suo, mentre si massacrano, si scotennano, si fanno esplodere, mentre le multinazionali testano ogni tipo di prodotto tossico su centinaia di migliaia di cavie, scimmie, conigli, cani… che figura ci faccio io se voi ve ne andate i giro ad accoppare qualche gatto nefropatico in mio nome!?” sospirò, poi aggiunse in tono più pacato “ sarò pure caduto in basso, ma ho ancora dignità da difendere!” detto ciò rimase in silenzio ad osservare i fedeli prostrati e la faccia sconvolta del Gran Sacerdote
“ e…” balbettò infine l’uomo “ e noi…noi cosa dovremmo fare ora?” il diavolo fece spallucce
“ oh, non saprei… fate quello che vi pare… ad esempio potreste portare quel gatto dal veterinario…”

1 commento:

Catalpa Bignognoides Nana ha detto...

Ti adoro....e adoro pure le patate!!