martedì 29 dicembre 2009

E' nato! E' nato!

Si narra da secoli che a Natale ricorra la nascita di un bambinello...
Invece in tale periodo dell'anno, quasi sempre al freddo e al gelo, prendono vita le produzioni absinth :) e non certo per opera dello spirito santo, ma per colpa di un regista scapestrato che coinvolge parte di noi streghe nei suoi folli progetti...
Ebbene questo 2009 si conclude con la realizzazione di un nuovo corto dedicato conto la violenza sulle donne all'interno del concorso di youtube "action for women".

Non sarà facile volare a Venezia, ma se sarà selezionato dalla giuria e votato a furor di popolo a partire dal 28 gennaio (quindi vi voglio tutte pronte con il dito allenato per il clik e con le pozioni giuste per spargere la voce ai quattro venti), prometto di fare un figurone sul tappeto rosso della mostra del cinema di venezia 2010 cercando di non inciampare o peggio urlare come una pazza isterica per una rasetta di un piccione che si crede un paparazzo...

Vi auguro buona visione invitandovi a commentarlo anche su youtube

lunedì 28 dicembre 2009

prima del repertorio

fa parte dei miei ricordi di infanzia,
la trovo molto versatile ad una libera reintrepretazione
anche di spirito teatrale...
immaginatevi per la strada..
piazza castello ad esempio.
inizia la prima schioccando le dita a tempo,
si avvicina la seconda che prima passeggiava
per i fatti suoi, si proprio come una cosa casuale,
e così fa la terza e via dicendo ..
fino iniziare

ye ye ye yè!

Non te ne andare
da chi non t'ama
e dimmi se c'e' chi puo' amarti piu' di me

fino ieri eri tu
che cercavi di me
oggi invece qualcosa e' cambiato perche'
tu vai via da me

non te ne andare
da chi non t'ama
da chi non ha per te
pianto una lacrima

dimmi cosa farai quando t'accorgerai
che le ore piu'belle
eran quelle che tu passavi con me

a me basta che torni,
non mi devi dir niente
ci saran tanti giorni per salvare il nostro amor

non te ne andare
da chi non t'ama
e dimmi se c'e' chi puo' amarti piu' di me

fino ieri eri tu
che cercavi di me
oggi invece qualcosa e' cambiato perche'
tu vai via da me

a me basta che torni,
non mi devi dir niente
ci saran tanti giorni per salvare il nostro amor

non te ne andare
da chi non t'ama
e dimmi se c'e' chi puo' amarti piu' di me

fino ieri eri tu
che cercavi di me
oggi invece qualcosa e' cambiato perche'

tu vai via da me
tu vai via da me
tu vai via da me.

domenica 27 dicembre 2009



Ora
.

Qui
.
E' tutto l'oggi che ci serve
troppo di ieri
e abbastanza di domani.




"...
di tutti i piaceri che lentamente mi abbandonano,
uno dei più preziosi,
e più comuni al tempo stesso,
è il sonno.
Chi dorme poco o male,
sostenuto da molti guanciali,
ha tutto l'agio per meditare su questa voluttà particolare.
Ammetto che il sonno perfetto
è quasi necessariamente un'appendice dell'amore:
come un riposo riverberato, riflesso in due corpi.
Ma qui m'interessa quel particolare mistero del sonno,
goduto per se stesso,
quel tuffo inevitabile nel quale l'uomo,
ignudo,
solo,
inerme,
s'avventura ogni sera in un oceano,
nel quale ogni cosa muta
- i colori,
la densità delle cose,
persino il ritmo del respiro,
un oceano nel quale ci vengono incontro i morti.
Nel sonno,
una cosa ci rassicura,
ed è il fatto di uscirne,
e di uscirne immutati,
dato che una proibizione bizzarra
c'impedisce di riportare con noi
il residuo esatto dei nostri sogni.
Ci rassicura altresì
che il sonno ci guarisce dala stanchezza;
ma ce ne guarisce temporaneamente,
e mediante il procedimento più radicale
riuscendo a fare che non siamo più.
Qui,
come in altre cose,
il piacere e l'arte consistono
nell'abbandonarsi deliberatamente
a quest'incoscienza felice,
nell'accettare di esser sottilmente più deboli,
più pesanti, più leggeri,
più vaghi dell'esser nostro.
Tornerò in seguito sulla popolazione prodigiosa dei sogni:
preferisco parlare di certe esperienze di sonno puro,
di puro risveglio,
che confinano con la morte e la risurrezione.
Cerco di riafferrare
la sensazione precisa di certi sonni fulminei dell'adolescenza,
quando si piombava addormentati sui libri,
ancora vestiti,
e dalla matematica o dal diritto
si era trasportati
d'un tratto
entro un sonno duro e compatto,
denso di energie potenziali,
tanto che vi si assaporava,
per così dire,
il senso puro dell'essere
attraverso le palpebre chiuse.
Evoco i sonni repentini sulla nuda terra,
nella foresta,
dopo estenuanti battute di caccia:
mi destava l'abbaiare dei
cani,
o le loro zampe ritte sul mio petto.
Era un'eclissi così totale che,
ogni volta,
avrei potuto ridestarmi diverso,
e mi sorprendevo
- mi dolevo, a volte -
della disposizione rigorosa
che mi riconduceva da così lontano
nell'angusta particella di umanità che è la mia.
In che cosa consistono
le caratteristiche alle quali teniamo di più,
se contano così poco per chi dorme,
e se per un istante,
prima di rientrare di malavoglia nel mio guscio di Adriano,
giungevo ad assaporare quasi coscientemente quell'uomo vuoto di sè,
quell'esistenza senza passato?
...
Ma ci occupiamo tanto poco
di un fenomeno che assorbe
almeno un terzo dell'esistenza di ognuno di noi
perchè è necessaria una certa dose di modestia per apprezzarne i doni:
Caio Caligola e Aristide il giusto
si equivalgono nel sonno.
Io depongo i miei vani e pomposi privilegi,
non mi distinguo più dal guardiano negro
che dorme di traverso davanti alla mia porta.
Che cos'è l'insonnia
se non la maniaca ostinazione della nostra mente
a fabbricare pensieri,
ragionamenti,
sillogismi
e definizioni tutte sue,
il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi
o alla saggia follia dei sogni?
L'uomo che non dorme
- da qualche mese
a questa parte ho fin troppe occasioni di constatarlo su me stesso -
si rifiuta più o meno consapevolmente
di affidarsi al flusso delle cose."

Yourcenar, Memorie di Adriano




nel mondo degli adulti


"mi hai fregato."

si, purché tornassi a casa.
ho sempre la stessa paura da bimba
quando esci sbattendo la porta
e non so dove vai.

forse sarebbe meglio,
se ognuno vivesse per conto suo.
meno rancori che tornano a galla,
accumulati in anni di convivenza
che renderebbero insopportabile
anche il tuo migliore amico.

le apparenze. i parenti.
contano più della felicità
che si è saputa condividere,
di ciò che si è riusciti a costruire insieme,
con fatica e sudore
con impegno e difficoltà,
in salute e malattia
nella gioia e nel dolore,
...

bla, bla, bla.


sabato 26 dicembre 2009

SERVIZIO

sono cresciuta con questo fare.
Ci credo.
Chiamo valore il servizio.
dedicare una parte di te alla costruzione di qualcosa che non ti viene in tasca direttamente ma ti arricchisce e costruisce come persona passando attraverso altri e altre realtà.
ti aiuta a mantenere in salute la bilancia che hai dentro, quella che ti fa capire che peso dare
alle vicende della vita.
Per cosa è necessario disperarsi, per cosa è bello gioire. quali sono le vie di mezzo. penso che le nostre bilance si costruiscano in base alle nostre esperienze, i vissuti e le persone che incontriamo. gli insegnamenti.
Ho bisogno di fare servizio per me.
ci credo anche come scelta politica.
ci credo come scelta etica.
vi invito
penso sarebbe davvero bello fare un esperienza di srvizio insieme.
pensateci.
vi invio il riferimento di un'associazione che gestisce una mensa ed una comunità, oltre ad avere
molti altri progetti...
non la vonosco ma mi son imbattuta in questa in quanto unica associazione
non cattolica ad occuparsi di senza tetto nel comune di Torino.
lavora anche con il carcere e i minori ma troverete tutte le spiegazioni sul sito.
io non l'ho guardato nel dettaglio perchè non ho internet a casa.
infatti ora scrivo da casa fattanza che ringrazio per l'ospitalità!
a presto vecchie!
www.la-ragnatela.it

COMPLESSI

Complessi, complessini..
ognuno ha i suoi.
pensandola in modo contrario
si può sicuramente affermare che avere un complesso
è anche un modo di esprimersi.
rappresentativo.
a ciascuno il proprio...
ma come si crea un complesso?
si autocostruisce?

...decidiamo di farne parte...
mi sono accorta che siamo
musica.
io l'ho sempre avuto il complesso
ciascuno ha il suo, come già si è detto.
ognuno il proprio suono.
tutti con la stessa importanza ma ciascuno con il proprio ruolo,
fondamentale per il complesso.
Propongo quindi
un complesso che abbia un repertorio corale di
canti partigiani e mondine,
per poi arrivare alla musica degli anni '50-' 60-'70... ponendo
come limite tassativo gli anni 80 (per comprendere anna oxa).


martedì 22 dicembre 2009

Zoppicando verso un qualche futuro...


Risiko è un gioco che mi inquieta profondamente.
Innanzitutto è E T E R N O ,come il monopoli...e questo non va bene,specie se stai perdendo miseramente (una volta ho chiuso in perdita di 253 mila lire...avevo otto anni)
In secondo luogo mi stufa...cioè già al secondo giro sto guardando fuori dalla finestra chiedendomi quanto durerà ancora.
Terzo, gli obiettivi sono qualcosa di mostruoso..."le armate gialle devono conquistare V E N T I Q U A T T R O territori" oppure,"le armate verdi devono distruggere le rosse e conquistare l'asia,l'europa e l'africa"...ma dico vi pare possibile?...ho già fatto fatica a leggere fino in fondo la consegna!

Questo per dire che non sono una brava stratega, non amo le battaglie campali, non riesco a vincere nemmeno quando si gioca a fissarsi negli occhi per vedere chi ride prima...per cui figuratevi in amore quanto possa durare il mio proposito di resistere e lottare...
a dire la verità non penso di aver perso parlandogli...la situazione era insostenibile e mi sentivo bloccata...ora almeno so, so che lui sa e so che non c'è futuro...sì lo sapevo anche prima,ma il confronto aiuta a chiudere.Penso di aver vinto,mi sento più leggera, più "grande", più in grado di affrontare ciò che mi aspetta....perchè non sarà facile,non lo sarà per nulla,ma ho fatto la cosa migliore.Per tutti e due e per chi ci sta intorno.

venerdì 18 dicembre 2009

Davanti a un foglio bianco



Sono almeno due giorni
che davanti a un foglio bianco
rovisto tra i tasti del computer.

Fiuto i ricordi
per inseguire le parole giuste.

Da raccontarlo.


Temo di non poter spiegare
le vene che pizzicano

i polmoni che si restringono
il fiato solido delle grida al cielo di Copenhagen
e il desiderio che attraversa le barriere

per arrivare al Bella Center.
Ho occhi e cuore di delusione
perchè coloro che dovrebbero essere grandi

non sono davvero all'altezza.




E' strano tornare.

E' strano avere un letto caldo
e un sacco di cose scontate
che scontate non sono.


Dovrei essere stanca.
Non ho dormito.
Ma sono i momenti così pieni da soffocarti
che ti caricano.
Troppi i pensieri
per il silenzio del sonno.
Sono tesa
ma ho imparato a non spezzarmi più.
Sono una nota di chitarra
troppo acuta
e che sfugge dalle sbarre

di un pentagramma
che vorrebbe ingabbiarla.



Posiamo lo zaino.
Casa.

Sempre troppo stretta.

Ora. Nessuno.
Prima una fiumana.
Ora.
Silenzio.
Prima...





Sono un clown,
con la faccia dipinta,

un sole sull'occhio sinistro

e verde.
La bocca grande
in un perenne sorriso.

Mary che è alta tre volte tanto
lei valchiria
grande, solida

mi regala un naso rosso come lampone
che indosso davanti allo specchio.
Irrompiamo nelle ambasciate
fingendoci rifugiati climatici in cerca di un paese.
Nessun ambasciata ci vuole.




Qualcuno sulle scale grida

“Take a pictire on your mind
you'll remember this moment forever”


Freddo,
la notte decisa del Nord

tra briciole di stelle

noi
vicine

come nell'estate
come sempre

come un tempo che è al di là del tempo
che non finisce mai
perchè mai è iniziato

è solo un sempre.


Le mani mi fanno male,
ma fa più male
dentro al cuore
che si spezza e singhiozza
quando i neri
tutti incappucciati arrivano
sulla coda

per cominciare la sporca loro vigliacca lotta.
Boati.
L'odore dei fumogeni che pizzica le mucose retratte
un po' dal freddo

un po' dal bruciare.

Noi.

Grande gruppo di gruppi.

Siamo un organismo unito
ma duttile dentro ai tanti.
E la rabbia mi esplode con le molotov
quando capisco la nefandezza di quello che succede.



Sono neri
come lo sporco peggiore.

E si nascondono tra noi

porgendoci i passamontagna

nascondendo la faccia

tra le nostre sorridenti e pulite.
Scappano dalla responsabilità

delle loro azioni
e i più ne pagano le reazioni.

Fetore di viltà nella loro scia.
E non so se sono perle di rabbia

quelle che confluiscono ai bordi dei miei occhi

o conseguenza dei fumogeni.



Ascolto gli indios e una pacha mama

che chiede chi è davvero in debito con chi.
Abbiamo distrutto
rubato

succhiato via
la loro natura,

la sacralità della loro vita.

E per la nostra ridicola economia
li releghiamo comunque a debitori.
Sono in via di sviluppo.
Ma quale?
Quello nostro?

No grazie.





La sera torniamo al pavimento del nostro salone.

Sporco
puzzolente
tragicamente gelato.

Come bachi ci infagottiamo.




Tutte le cucine popolari vegane.
Mi tocca la sapienza delle combinazioni alimentari
e il giusto matrimonio tra i cibi.

Mi esalta il sapore delle radici di zenzero

tra le patate

e le carote
e lo scricchiolare sotto ai denti
dei semi di lino
nell'insalata di cavolo.

Mi commuove la fame.

Mia.
E nei volti dei Compagni.



E' una notte di sputi di stelle,
e macchie di nuvole
spinte altrove dalle eliche degli elicotteri
che volteggiano
l'indice puntato
è un faro

sui nostri pensieri e sui tetti di Cristiania.
Hanno incendiato le barricate
e muri di fumo ci isolano.




Molti sono spaventati.

Io vedo schiere di ragazzi vestiti di nero
dal volto coperto
correre.
Vorrei picchiarli.
Altri corrono spaventati

come una mandria accalcati,
premuti dalla paura vestita in antisommossa
che marcia
violando un'isola di pace.
Ci accerchiano.

Ci puntano sui volti
le loro luci.
Ci scrutano dall'alto
calpestando tegole

e stagliandosi su un cielo così bello
che solo il freddo sa regalare
con tanta sapienza.

Mi sento vicina a tutti i compagni.
Mi commuove la tenerezza
della prepotenza
di chi mi spreme
un limone sulla sciarpa.
Mi si fonde il sangue
prima
solido e ghiacciato
quando cantiamo tra i POLITI
“Bella Ciao”
.
Sento di nuovo
il caldo della solidarietà

quando la nostalgia
del romanticismo

si spande tra tutti
alle parole di un giovane poeta
sopra
una vecchia pietra
che dà più forza ai versi

che forse attraversano le tute antisommossa.
O forse solo ipocrisia
nelle mani che applaudono?
O davvero c'è qualcosa di più?

Mi piace pensarlo
perchè sarebbe un mondo migliore.


Mi rallegra pensare
che
proprio perchè non ho barriere
vengo trafitta da tutto.
Dall'euforia nel parlare dei semi
al conforto di una zuppa calda
a chi mi stringe la mano in corteo
al dolore del devasto
alla delusione di chi non prende posizione.
Niente frontiere.

No border,
no nation

stop deportation.



Le persone poi ti restano dentro.
Le parole ti rimbombano
ad ogni battito
dab lab
dab lab
dab lab

Ti senti parte di un tutto,
le esperienze si insediano nei gesti.

E come al solito
io non sono più io

ma non sono mai stata
più io
di così.

E continuo.

Non sono un'ottimista,
ho speranza.

Another world is possible.


Quante cose ancora da dire
come se lo spazio non fosse abbastanza
e questo tempo sempre troppo stretto.



la terza via

C'è sempre la soluzione 'buonanotte con abbraccio' davanti a un panorama mai visto prima pensando:
"Che cazzo ci facciamo qui?"
"Boh, però mi piace."

martedì 15 dicembre 2009

Proposta

Non questa proposta, cioè, si anche....vabbè a parte i fiori nei cannoni, che ne dite di istituire una giornata stregesca (pagana) prenatalizia per sabato 19?

L'intenzione mia e di Modus Tollens era di proporre una cena, io visto l'invito dell'ANPI per il pomeriggio che vi posto qui sotto, rilancio: che ne dite di un bel brindisi laico e antifascista, seguito da cena?

BICCHIERATA ANTIFASCISTA

Incontro ANPI di fine anno con brindisi
Rete:
Globale
Data:
sabato 19 dicembre 2009
Ora:
15.30 - 18.30
Luogo:
Museo della Resistenza
Indirizzo:
Piazza S. Annunziata (Piazzale Avis)
Città/Paese:
Collegno, Italy


Descrizione

Incontro di fine anno con brindisi

Sabato 19 dicembre dalle ore 15.30,
l'A.N.P.I. Collegno incontra tutti gli iscritti, gli amici, i simpatizzanti e i cittadini interessati, nella propria sede al Museo della Resistenza (piazzale Avis) per i tradizionali auguri di fine anno, con brindisi e buffet,
per avviare i lavori della Sezione per tutto il 2010 e avviare il nuovo tesseramento.
Partecipate numerosi!

IMPORTANTE!!

Per tutti gli studenti, la tessera ANPI 2010 costerà solo 5 €!!! (rispetto agli ordinari 15€).
Per tutelare la Costituzione dai tentativi di stravolgimento. Per condividere i valori di Libertà, Democrazia e Antifascismo. Per la Giustizia e per la Pace. Per essere Cittadini del Mondo.
GENERAZIONE DOPO GENERAZIONE GLI STESSI VALORI!
Manteniamo vivo l'antifascismo a Collegno, iscrivetevi all'ANPI!