mercoledì 15 febbraio 2012


"Tutto avviene in silenzio, anche le manganellate, si sente soltano il cracra dei corvi che si riprendono il cielo d'inverno. Pensiamo di essere pochi, e invece continua ad arrivare gente mai vista, che nessuno aspettava. E si scatena un temporale: un temporale di poliziotti e manganelli e pioggia, da scappare lungo le rotaie e scappando guardare le rotaie per non scivolare, mentre loro vengono avanti all'impazzata con i gipponi lanciati, non ancora i gipponi assassini di pochi mesi dopo, ma corpi blu e neri possenti, contro i nostri corpi, masse in corsa per colpire, non per fare paura. E allora addirittura le finestre del quartiere si aprono sopra le nostre teste, per guardare, e si aprono i portoni per nasconderci e persino le porte dei piani, se quelli vengono su verso di noi: i negozianti escono sulle soglie per capire, e la fuga diventa una festa, sparpagliati per quartieri e mercati a sud della città, lungo quei corsi grandi che sfiorano il ventre della Fiat e le famiglie degli operai inghiottiti dal diavolo che pure spalancano le loro case per proteggerci, ancora ci tengono per figli in quell'utimo inverno di pace.
Quella giornata la segnammo per noi, la polizia fece cattivo raccolto. Io ricordo che fu Igor a portarmi via come se mi tenesse a battesimo. Scappai lungo un mercatocoperto sostenuto da funghi di cemento e poi per un gerbido in discesa che costeggiava una vecchia cascina sopravvissuta alle tangenziali e al cavalcavia, lungo palazzoni da piano regolatore in espansione, fino al mercato delle verdure in via Baltimora, una striscia di campagna strappata alla spine verticali anni sessanta, con i mattoni a vista e le coperture dei balconi in vetrocemento che facevano ombra alle bancarelle, e a terra folla e mazzi di carote, peperoni, banane, arance e voci di signore grasse, e noi coi volantini improvvisati e gambe stanche per la corsa, e adesso sembra strano ma le donne con la borsa della spesa la posavano la borsa, e ci abbarcciavano, a me una diede un mandarino di quelli perfetti con la buccia staccata dagli spicchi, e di nuovo era festa e ti asciugavi via la pioggia e ti sentivi forte, sembrava un inizio, eravamo nascosti nella folla, pezzi della folla e forti di quella folla." 




Luca Rastello Piove all'insù




E' stato un martedì così lungo che è anche mercoledì.

E non mi accorgo di niente.

Lunghi capelli che coprono come edera

sabato 11 febbraio 2012

LE DONNE CONTANO



La sentenza TAR di Torino: le donne non hanno interesse perché né gravide né madri.
Noi siamo quelle donne che hanno deciso di far ricorso personalmente contro la “nuova”(07/2011) delibera della regione Piemonte che favorisce l’inserimento del movimento pro-life all’interno di consultori e ospedali pubblici. 
Siamo quelle donne che, insieme a  migliaia di altre, con presidi, manifestazioni, volantinaggio si sono opposte alla violenza machista delle istituzioni regionali piemontesi.
La questione però non è stata neanche esaminata nel merito poiché le ricorrenti, noi e la Casa delle Donne di Torino,  non abbiamo interesse a ricorrere in quanto nè gravide né madri.(?!)
A parte che questa sentenza decreta l’impossibilità materiale di impugnare qualsiasi provvedimento regionale in materia, perchè è evidente che i tempi previsti per l’interruzione della gravidanza sono incompatibili con quelli di impugnazione di un atto amministrativo
la questione inaccettabile è la qualificazione del nostro non interesse:  noi non contiamo in quanto donne ma solo in quanto macchine riproduttive.
Ancora una volta, le donne non si considerano pregiudicate di per sè dall’inserimento di anti-abortisti all’interno di luoghi preposti specificatamente alla loro salute, ma quella presenza può essere sanzionata solo se “le incubatrici” si trovano in quella particolare dimensione riproduttiva.
Come può lo stato gravido e lo stato di madre essere l‘unica una qualifica legittimante?
Ma come può questa caratteristica biologica scindersi dalla libera scelta sui nostri corpi e sul nostro futuro? 
Come può una donna non fertile, non madre, non gravida non sentirsi pregiudicata, attaccata, offesa da una delibera che antepone l’ideologia alla salute delle donne?
E’appena iniziata l’ennesima guerra ideologica sui corpi delle donne, portata avanti proprio da quelle istituzioni che dovrebbero tutelarci.
Questo inchino del governatore Cota alle lobbies estremiste antiabortiste/(cattoliche) avrà delle gravi conseguenze: violenze, intimidazioni, nuove limitazioni e forme di subordinazione per le donne.
Un incredibile buco nero nei principi di autodeterminazione e civiltà.
Quel che è peggio è che questa guerra si combatterà all’interno di luoghi pubblici demandati specificamente alla tutela della salute: 
luoghi di sofferenze, intimità, gioie; 
luoghi delle donne e NON dei volontari antiabortisti, non delle ideologie, né degli interessi del potere.
Siamo sgomente dell’intrinseco machismo e disprezzo per le libertà nel paese Italia … disprezzo che non tange MAI la sacralità delle le libertà economiche e che punta al controllo dei corpi e delle scelte perosnali.
Eravamo sgomente quando la Ferrero (ora in arresto per vicende di corruzione) ha depositato la delibera.
Eravamo incredule quando abbiamo visto il governatore Cota al Convegno Europeo dei movimenti pro-life
Eravamo allibite quando il 14/09/11 è stata presentata la proposta regionale (PDL) per modificare i consultori in luoghi di preparazione della coppia al matrimonio
Eravamo disgustate alla scoperta della destinazione 3 milioni di euro, a favore della proposta, quando in Piemonte “non ci sono soldi” per gli studenti/studentesse idonei alle borse di studio.
Ora siamo incazzate e incontenibili. 
Prive di fiducia verso le stesse istituzioni che dovrebbero tutelarci.
Contro quest’azione violenta che uccide, mortifica le donne dal personale al politico.
Uniamoci tutte e tutti. Portiamo la bandiera dell’auto-determinazione in ogni territorio.
Pretendiamo rispetto per le nostre scelte, per i nostri corpi, per il nostro futuro
Noi donne contiamo!

INACETTABILE!!!



SENTENZA TAR:

LE DONNE NON HANNO INTERESSE PERCHE' Nè GRAVIDE Nè MADRI

MOLTE DI NOI HANNO PRESENTATO RICORSO PERSONALMENTE ALLA REGIONE PER SENTIRSI RISPONDERE CHE NOI DONNE NON CONTIAMO IN QUANTO DONNE E PERSONE MA IN QUANTO MACCHINE DA RIPRODUZIONE

La Casa delle donne di Torino, insieme alle tante associazioni che si riconoscono nelle Donne di Torino per l'Autodeterminazione, esprime forte indignazione per la sentenza che il Tar ha emesso sul nostro secondo ricorso presentato contro la Delibera della Giunta regionale che prevede l’ingresso dei volontari pro-vita nei consultori e nel percorso sanitario previsto dalla legge 194 per l’interruzione volontaria di gravidanza. 
Ecco le vergognose motivazioni con le quali il nostro ricorso è stato respinto. 
La sentenza sostiene che le giovani donne non hanno interesse a ricorrere, in quanto non sono nè gravide nè già madri (?). 
Ci pare che un’interpretazione di questo genere abbia la conseguenza di rendere, di fatto, la deliberazione della Giunta Regionale non impugnabile; infatti è evidente che i tempi previsti per l’interruzione della gravidanza sono incompatibili con quelli di impugnazione di un atto amministrativo. 
Anche la Casa, a parere del Tar, non ha interesse a ricorrere, in quanto la Giunta Regionale avrebbe ottemperato alla precedente sentenza, ampliando il novero dei soggetti ammessi al convenzionamento con le ASL. 

Nulla la sentenza dice in ordine alla reintroduzione, nella nuova delibera, del requisito della tutela della vita sin dal concepimento, già dichiarato illegittimo e discriminatorio nella prima sentenza. 

Nulla la sentenza dice in ordine all’ulteriore empasse per le associazioni che non abbiano tale requisito, consistente nella necessità di dimostrare un’esperienza e un’attività di almeno due anni. Per quanto concerne il requisito dell’esperienza, almeno biennale, nell’ambito del sostegno alle donne e alla famiglia, in ordine al quale la Casa aveva osservato di non avere, nel proprio statuto alcun riferimento alla famiglia, il tar sostiene che “la particella ‘e’, frapposta nel testo tra ‘alle donne’ e ‘alla famiglia’,” esprime senza dubbio “nelle reali intenzioni della Giunta regionale, una relazione disgiuntiva inclusiva, con la conseguenza che l’esperienza biennale richiesta per l’inclusione negli elenchi in questione, può essere posseduta anche in uno solo dei due ambiti di riferimento contemplati.” 

Dunque, secondo il Tar, la Casa delle donne è ammessa a pieno titolo al convenzionamento con le ASL all’interno del protocollo di attuazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, in dipendenza della sua trentennale esperienza a tutela delle donne. 
Peccato che la ragione che ci ha spinto ad opporci alla Delibera, anche attraverso la strada dei ricorsi, fosse quella di evitare che le donne della nostra Regione, soprattutto nel delicato momento di decidere se diventare madri o meno, siano sottoposte a pressioni di qualsivoglia ideologia. 

Le donne di Torino per l’autodeterminazione, tutti i gruppi e le associazioni di donne della Regione che si sono mobilitati contro la Delibera, le consigliere Regionali e i gruppi di opposizione, continueranno la loro battaglia per difendere le Istituzioni, i Presidi Sanitari e i Consultori dal rischio che diventino palestre di ideologia.

mercoledì 1 febbraio 2012

more catalano

poesia magica per farti tornare allegra

questa poesia è magica
non è una poesia logica
légila stando su un piede solo
quello destro
tenendo il foglio con la tua mano sinistra
indossando un cappello blu
possibilmente rosso
evita comunque il giallo
ma se hai solo cappelli gialli
andrà benissimo

questa poesia magica
va letta ad alta voce
altissima se ce la fai
urlala
stando su un piede solo
possibilmente con un gatto su una spalla
se hai un cane
digli di fare finta di essere un gatto
lui ti vuole bene e lo farà per te
dovrai dunque avere un cappello sulla testa
il colore a tua scelta
un gatto sulla spalla
o un cane che si finge gatto
se il tuo cane è obeso
tieni duro
acciambellatelo intorno al collo

dovrai avere un uovo fresco non sodo non fritto
ma alla coque nella tua mano destra
se non ti piace alla coque va bene sodo
considera che i gatti non amano le uova fritte
i cani che si fingono gatti per farti un favore neanche
ma se non sopporti l’idea di stare su un piede solo
con un cappello colorato sulla testa
e un gatto sulla spalla
o un finto gatto cane acciambellato intorno al collo
senza un uovo fritto nella mano destra
vada per il fritto

questa è una poesia magica per farti tornare allegra
dunque devi essere a tuo agio
mentre la leggi ad altissimissima voce
al centro della stanza
è importante che tu sia dentro una stanza
non all’aperto
poiché se la gente ti vedesse
urlare questa poesia
in mezzo alla via
con un gatto su una spalla
o un cane che si finge gatto acciambellato intorno al collo
un cappello colorato sulla testa possibilmente verde
su un piede solo
con un uovo fritto nella mano destra
beh
capirai anche tu, ragazza che oggi ti sei svegliata triste
che la tua giornata
potrebbe avere uno sviluppo non allegrissimo
tipo trattamento sanitario obbligatorio
e poi
dovrei venire a prenderti al reparto dei pazzerelloni
senza considerare il cane in canile
e il gatto sotto un auto
e non è
questo
che
vogliamo

vogliamo che tu sorrida
adesso
questa poesia è magica
serve a questo

e sai che ti dico?
ci riesce

martedì 17 gennaio 2012





dormire da solo, hai spazio
puoi rotolarti nel letto
puoi fare capriole
cunìculi sotto le coperte
metterti a sghimbescio
mangiare i crekers sbriciolosi
e altro


ma non puoi
accucchiaiarti a un corpo femmina
che gli fai quella cosa spaziale
da dietro
che con la mano le prendi la tetta superiore
e ti assopisci
con il calore
della sua schiena
sulla tua pancia


e se sei fortunato
i vostri respiri
andranno via all’unisono
la tua pancia
la sua schiena
la sua nuca
le tue braccia
i piedi nei piedi
che si carezzano
tenendo il tempo della notte
fottendosene del regno dei cieli



Guido Catalano

sabato 7 gennaio 2012

Sabba?

Donne,
compagne,
sorelle,
mi mancate.
perciò, mi manco un po' anch'io.
Ci vorrebbe un sabba,
una tisana, un bicchiere di vin brulé.
E ho un'insana voglia di montagna e di balli popolari
(ma a ballare oggi non son riuscita a venire).
C'è rimedio?
per ora, un consiglio (di lettura):


giovedì 1 dicembre 2011

Riflessioni serali, libere associazioni e una natura morta con con grappa di gratachi


E' arrivato l'autunno, tempo di frutti, tempo di metter via.

Partito a solcare i 7 mari il possente corsaro nero morì di morbillo....

Il concerto n. 3 per arpa di muschio non l'ho trovato su you tube però anche questo è un pezzo che ha un che di millenario a modo suo...



Comunque col muschio ho disegnato un melo sul muro del pollaio, chissà se cresce....
Ciao socie,
Art.

martedì 29 novembre 2011




Se c’è un amore che desidero
È quello della pietra.
L’ inguine di scogli
Con la sua cavità genitale ,
il corpo robusto del nulla.

Se c’è una sensazione che desidero
È quella della nudità.
Dove i tendini del sole si spezzano ,
la censura dei falsi sentimenti crolla
e l’intimità è libera dalle fasce della poesia.

Se c’è una musica che voglio ,
è quella del sandalo dell’eremita
O del piede nudo che affonda nella sabbia;
l’arpa millenaria di muschio
Con le sue corde aderenti alla roccia.

Se c’è uno sguardo che riesco ancora a sostenere
È quello di una ragazza che dorme ,
o quello d’una pozza d’acqua
che acquieta il mio.



A. Vetuli
Da Come la pietra e il vento (Fermenti 2011)

domenica 27 novembre 2011

Donna Teresa in America: Caffeomanzia

Donna Teresa in America: Dimmi come bevi il caffè e ti dirò chi sei... La prima cosa di cui si lamenta un italiano all'estero è la mancanza di un buon espresso. ...

giovedì 24 novembre 2011

Happy Thanksgiving

Donna Teresa in America: Il titolo di questo post all'inizio doveva essere Happy Halloween e raccontare della mania degli americani per questa festa come: case...

lunedì 21 novembre 2011

Un altro post made in USA

Donna Teresa in America: Justice League: Guardando il film "L'avvocato del diavolo" pensavo al sistema giustiza. La presunzione d'innocenza , è il principio secondo cui...

mercoledì 16 novembre 2011

Guarda che...




Dal vivo,

meglio della chirurgia toracica,
del cioccolato fondente all'arancia
 
di un orgasmo (no...ma vicino)

...


sabato 12 novembre 2011

ODE ALLA CIPOLLA




Ode alla cipolla 

di Pablo Neruda  



 






Cipolla
luminosa ampolla,
petalo su petalo
s’è formata la tua bellezza
squame di cristallo t’hanno accresciuta
e nel segreto della terra buia
s’è arrotondato il tuo ventre di rugiada.
Sotto la terra
è avvenuto il miracolo
e quando è apparso
il tuo lento germoglio verde,
e sono nate
le tue foglie come spade nell’ orto,
la terra ha accumulato i suoi beni
mostrando la tua nuda trasparenza,
e come con Afrodite il mare remoto
copiò la magnolia
per formare i seni,
la terra così ti ha fatto,
cipolla,
chiara come un pianeta,
e destinata a splendere
costellazione fissa,
rotonda rosa d’ acqua,
sulla
mensa
della povera gente.
Generosa
sciogli
il tuo globo di freschezza
nella consumazione
bruciante nella pentola,
e la balza di cristallo
al calore acceso dell’ olio
si trasforma in arricciata piuma d’oro.
Ricorderò anche come feconda
la tua influenza l’ amore dell’ insalata
e sembra che il cielo contribuisca
dandoti forma fine di grandine
a celebrare la tua luminosità tritata
sugli emisferi di un pomodoro
Ma alla portata
delle mani del popolo,
innaffiata con olio,
spolverata
con un po’ di sale,
ammazzi la fame
del bracciante nel duro cammino.
Stella dei poveri,
fata madrina
avvolta
in delicata
carta,esci dal suolo,
eterna,intatta,pura,
come semenza d’astro,
e quando ti taglia
il coltello in cucina
sgorga l’ unica lacrima
senza pena.
Ci hai fatto piangere senza affliggerci.
Tutto quel che esiste ho celebrato,cipolla,
ma per me tu sei
più bella di un uccello
dalle piume accecanti,
ai miei occhi sei
globo celeste, coppa di platino,
danza immobile
di anemone innevato
e vive la fragranza della terra
nella tua natura cristallina.





venerdì 11 novembre 2011

La donna giusta





Come ti dicevo, ci amavamo. 
E ora sto per dirti una cosa, nel caso non la sapessi già: l’amore vero è sempre letale. 
Mi spiego meglio: 
il suo scopo non è la felicità, l’idillio fino a che morte non ci separi, le romantiche passeggiate mano nella mano, sotto i tigli in fiore, attraverso i quali si intravede la fioca luce del lampione che illumina il portico, finché appare la casa che ti accoglie avvolgendoti coi suoi freschi effluvi… 
Questa è la vita, non è l’amore. 
L’amore è una fiamma più sinistra, più tragica. 
Un giorno si accende il desiderio di conoscere questa passione devastante. 
Sai, quando ormai non si vuole più nulla per sé, quando non si cerca l’amore per essere più sani, più tranquilli, più appagati, ma si vuole soltanto essere, in modo totale, anche a costo di perire. 

Questo accade piuttosto tardi nella vita; molti non conosceranno mai un simile sentimento… sono i prudenti: non li invidio. 
Poi ci sono gli ingordi, dalla curiosità insaziabile, che bevono da qualsiasi calice venga loro offerto; sono creature da compatire. 
E ancora ci sono quelli determinati e astuti, i borsaioli dell’amore, fulminei nel rubare un sentimento, abili nell’estorcere un po’ di tenerezza e di intimità dai punti più reconditi del corpo, per poi allontanarsi e svanire nell’oscurità, perdendosi con un sorriso crudele in quel buio caos che è la vita. 
Poi ci sono i vigliacchi e gli accorti che in amore come negli affari calcolano ogni cosa, e annotano su un’agenda le scadenze della vita sentimentale, vivendo secondo precisi promemoria.
Costoro sono la maggioranza: gente vile e meschina. 

Infine, può anche accadere che un giorno qualcuno comprenda quale sia lo scopo dell’amore, per quale motivo la vita abbia offerto questo sentimento al genere umano… 

Lo ha fatto per il suo bene? La natura non è benigna. 
Vuole offrire una speranza di felicità? La natura non ha bisogno di queste illusioni umane, vuole semplicemente creare e distruggere: è questo il suo compito. 
E’ spietata (…) perché il suo piano non tiene in nessun conto il genere umano. La natura ha donato la passione all’uomo, ma pretende che questa passione sia senza riserve.
In ogni vita degna di questo nome arriva il momento in cui ci si immerge in una passione allo stesso modo in cui ci si lancia nelle cascate del Niagara. Naturalmente senza giubbotto di salvataggio. 
Non credo negli amori che sbocciano come una simpatica gita primaverile, quando si parte con lo zaino in spalla intonando allegre canzoni nella foresta inondata dal sole… 
Hai presente quella esuberanza da «giorno di festa» che pervade la maggior parte delle relazioni umane nelle loro fasi iniziali?… Di questa esuberanza non bisogna assolutamente fidarsi. 
La passione non ha niente di festoso. Questa forza truce, che incessantemente crea e distrugge il mondo, non interpella coloro che tocca, non chiede se a loro fa piacere o no, non si preoccupa granché dei sentimenti umani. Dà tutto e tutto pretende; 
esige uno slancio senza condizioni, alimentato dalla stessa energia primordiale della vita e della morte. 
Non esiste altro modo di sapere che cosa sia la passione… sono talmente in pochi a raggiungere questo punto! 
Le persone si stuzzicano e si scambiano carezze a letto, si raccontano un mare di bugie, fingono languori, egoisticamente rubano all’altro ciò che più conviene loro, e forse si degnano di gettargli qualche scarto della loro gioia… 
E non sanno che tutto questo non ha niente a che vedere con la passione. 
Non è un caso se nella storia dell’umanità le grandi coppie di amanti sono circondate dalla stessa aura di rispetto e venerazione degli eroi che, con supremo coraggio, e senza che nessuno li costringesse a farlo, hanno rischiato la pelle in qualche impresa grandiosa o disperata. Sì, anche i veri innamorati rischiano la pelle, nel senso letterale del termine, ed è proprio questa l’impresa nella quale uomo e donna hanno lo stesso ruolo, e mostrano di possedere uno spirito eroico pari a quello di cavalieri che partono alla conquista del Santo Sepolcro. Anche gli amanti coraggiosi sono alla ricerca di un eterno e misterioso Santo Sepolcro, per questo affrontano lunghi pellegrinaggi e ingaggiano lotte durissime nelle quali riportano ferite anche mortali…
Quale altro senso può avere uno slancio così fatale e incondizionato, che spinge l’uno verso l’altro coloro che sono stati toccati dalla passione? La vita si manifesta attraverso questa energia e subito dopo volta le spalle alle proprie vittime. Ecco perché in ogni epoca e in ogni religione gli amanti hanno sempre ottenuto il massimo rispetto: perché salgono sul rogo ogni volta che si gettano l’uno nelle braccia dell’altro. Quelli veri, però, i pochi coraggiosi, gli eletti. Gli altri sperano soltanto di avere una donna alla maniera in cui si desidera un animale da aggiogare, o per trascorrere un’ora tra braccia candide e soavi – vogliono semplicemente che qualcuno blandisca la loro vanità maschile, o che soddisfi un impulso biologico… 
Questo non è amore. 
Dietro ogni vero amplesso c’è la morte con le sue ombre che sono altrettanto intense e assolute dei lampi di luce della gioia. Dietro ogni vero bacio si nasconde il desiderio segreto di annientarsi, quel senso estremo di felicità che non scende a patti con nulla, la consapevolezza che il vero modo di essere felici non è mai stato altro che svanire del tutto e lasciarsi completamente andare a un sentimento. 
E questo sentimento non ha nessun fine. 
Forse è per questo che gli amanti sono stati oggetto di una così grande venerazione nelle antiche religioni o nei poemi del passato… 
Nella coscienza degli uomini è ancora vivo il ricordo di ciò che un tempo era l’amore. Era qualcosa di più, e di diverso da quel che è diventato nella nostra società – cioè una sorta di contratto di compravendità, un passatempo e un gioco al pari del bridge e dei balli… 
E’ ancora vivo il ricordo di come, un tempo a ogni essere vivente fosse imposto un compito temibile: l’amore, vale a dire la piena espressione della vita, la perfetta comprensione del senso dell’esistenza e, quale suo esito, l’annientamento. 
Ma lo si scopre sono molto avanti nella vita. 
E a quel punto quanto poco importa la virtù, o la moralità, o la bellezza, o le buone qualità dell’altro essere coinvolto nell’adempimento di questo compito! 
Amare significa semplicemente conoscere la gioia e poi morire. 
Ma milioni e milioni di persone sperano soltanto in un po’ di aiuto, si aspettano dai loro innamorati rimedi caritatevoli; un briciolo di tenerezza, di pazienza, di indulgenza, qualche moina… E non sanno che quel che ottengono così è insignificante, e che bisogna sapersi donare, in maniera incondizionata, perché il senso del gioco consiste in questo.
 
Così cominciò l’amore tra me e Judit, quando andammo a vivere in una casa alla periferia della città. (…)”

 
Estratto da La donna giusta (1941)
di Sándor Márai (1900-1989) 

 

mercoledì 9 novembre 2011

Cattivi maestri









Stesso cielo, stessa terra, stessa giungla
ma altra vita, altri occhi quando la sai lunga
sempre esami e spese, sempre pesi e corse
aprite casseforti, borse, fuori soldi e risorse
noi siamo geni, e diventiamo pazzi
guarda che occhi che capelli e quanti scazzi
pazzi perché vogliamo vincere questo è il fatto
e vivere anche senza un contratto 

Ricordi Rosarno? Quello sarà l destino
e una casetta di cartone nel campo vicino
il nemico è duro, è muro contro muro
quando cadde Palinuro, Enea prese il futuro
e noi cadiamo in tanti ma avanziamo in centomila
apprendimento e insegnamento insieme, 

serro le fila
mai a testa china, la comunità si raffina
e come va? Che facciamo stamattina?
la vedo bene oggi, mica stiamo moggi, moggi
facciamo un giro al centro e rimettete gli orologi
pare Bastogi quanta gente alle assemblee
dall'università al senato le migliori idee
lì è ressa, polizia al solto benmessa
pur sempre polizia, per definizione: gente fessa
premiamo sul portone in mezzo alle transenne
ci vogliono i bei gesti oltre che belle penne

E' stato bello? Avoija! E' stato bello? Avoija!
E lo rifamo? Avoija! Avoija!
Andate nelle scuole, formate i collettivi
organizzate la rivolta finché siete vivi
andate nelle scuole, andate nelle scuole
ne ammazzano più 10 penne che 10 pistole


sai dove è l'Akbazia? e dove è la Shriraz?
e perché il petrolio va su e giù e cos'è il solare e il gas?
chi lo sa? Dove sta? Meglio non saperlo
vogliono che lasci scuola e che ragioni come un merlo
il cervello non lo ama chi ha paura che reclama
ma noi siamo Einstein e anche Dalai Lama
e anche Che Guevara e niente ci separa
non c'è tetto alle iscrizioni né alle ambizioni di chi impara
così imparo arabo, cinese e portoghese
così va il mondo, gira il mondo e abbiamo ste pretese
se non c'è scambio non c'è conoscenza
e lo scambio lo vogliamo adesso e non abbiamo più pazienza
abbiamo sete di sapere, vogliamo bere
ce ne faremo un mestiere, perché sapere è potere
noi abbiamo scelto e non molliamo mai
la massa il massimo che sceglie è tra mediaset e sky

E' stato bello? Avoija! E' stato bello? Avoija!
E lo rifamo? Avoija! Avoija!
Andate nelle scuole, formate i collettivi
organizzate la rivolta finché siete vivi
andate nelle scuole, andate nelle scuole
ne ammazzano più 10 penne che 10 pistole

pubblica, 

laica 
e solidale
noi la vogliamo 

pubblica, 
laica 
e solidale
a questi gli andrà male,

finché ci siamo noi la scuola
sarà sempre pubblica, laica e solidale

e io lo afferro il senso lo afferro pezzo a pezzo
e leva il crocefisso e il minuto di silenzio
finché ci siamo noi a questi gli andrà male
e la scuola sarà sempre ricca, laica e solidale