giovedì 13 settembre 2007

Battaglia per le terre di Sondra-Non mi fermerete!!!!!

Le cinque amiche ripresero il viaggio. Sikandra ed Eleonora continuavano a leggere la trilogia in sella, la prima il primo libro e la seconda il secondo: le due torri
“ sembra davvero un malvagio con la M maiuscola questo Sauron!” disse Sikandra.
Il viaggio proseguì, punteggiato di letture ad alta voce di brani tratti dai due libri, che descrivevano gli scempi e le malvagità perpetrate da Sauron. Ben presto l’unica a restare immune alla preoccupazione restò Aurora, che canticchiava beata poesiole sulla neve e sugli uccellini. Le altre, man mano che avanzavano si sentivano via via sempre più atterrite, e scrutavano l’orizzonte in attesa di cogliere la torre dalla quale si ergeva l’occhio misterioso.
Lo avvistarono verso il pomeriggio, quando stavano attraversando l’ennesimo villaggio abbandonato. Per il momento non si vedeva che una sottile torre scura, stagliata contro un cielo grigiognolo, dall’umore incerto.
Ben presto la torre cominciò ad allargarsi, e ad assumere contorni ben definiti. Le principesse sfoderarono i cannocchiali.
Sulla cima della torre, sorretto tra due spuntoni se ne stava l’Occhio.
Era un gigantesco occhio dall’iride rosiccia, dai riflessi metallici, che ruotava continuamente in tutte le direzioni, fino a far venire il mal di mare.
“ forse…” borbottò Antanuka “ Eleonora non ha tutti i torti!” Neve si voltò a guardare la cavernicola con aria arrabbiata
“ non vorrai tornare indietro pure tu!?” chiese. Antanuka deglutì, punta sul vivo
“ ehm… no… no figurati…” disse madida di sudore, ripensando a quello che Sikandra ed Eleonora avevano letto a proposito di quel dannato Sauron
“ bene, allora perché ci siamo fermate?” domandò Neve spronando vigorosamente il suo cavallo nero.

I tre libri di Eleonora erano chiari. Intorno a Sauron non c’era vita. Tutto era distrutto ed abbandonato. Solo l’Esercito del Male metteva piede sotto lo sguardo di quel malefico occhio.
Ormai le cinque amiche erano vicine. Pochi passi e sarebbero entrate nel campo visivo del misterioso occhio. Cosa sarebbe accaduto quando l’Occhio le avrebbe viste? Avrebbero avuto addosso l’Esercito del Male? Sarebbero state massacrate tutte? Spazzate via dalla crudeltà di Sauron?
Varcarono quel confine invisibile trattenendo il fiato.
Per qualche istante l’Occhio rimase immobile, e così le principesse. Poi lo strano essere voltò la sua pupilla metallica contro di loro. Furono attimi di estrema tensione. Le principesse a stento respiravano, come unica consolazione c’era il fatto che Aurora fosse ancora sveglia.
Passò qualche secondo in cui non accadde nulla, l’Occhio le fissava immobile, gelido. Poi le principesse si mossero, e l’Occhio le seguì, muovendosi appena, accompagnandole in ogni minimo movimento. Era inquietante, assolutamente inquietante, ma Aurora era sveglia e non succedeva niente. Le principesse si fecero coraggio e cominciarono ad avanzare. L’Occhio continuò a seguire i loro movimenti, e le cinque amiche se ne stavano in sella rigide e compassate, con le mani posate sulle armi.
Successe all’improvviso.
Un urlo.
L’Occhio si spostò di scatto.
Le principesse estrassero le armi, pronte ad usarle per difendere la loro stessa vita. Ma non pareva ce ne fosse bisogno. Ad urlare era stata una ragazza, che ora gesticolava come un’indemoniata
“ Perché te la sei scopata?!” urlava rivolta ad un giovanotto con indosso una maglietta traforata “ che bisogno avevi di scoparti quell’oca!?” continuava la ragazza mentre il ragazzo cercava di avvicinarsi per calmarla
“ ma è stata lei che mi provocava…” disse il ragazzo “ però io amo te, lo sai! Amo solo te!”
Le principesse, le mani ancora strette sulle armi, rimasero attonite a guardare la grottesca scenetta. Ed anche l’enorme Occhio seguiva il movimento dei due giovani
“ ehi puttanella!!” si intromise arrivando trafelata una seconda ragazza “ tu lui lo lasci stare capito!” disse avvicinandosi alla prima ragazza fino quasi a toccarle il naso
“ oh! Cala lo sguardo troia! Lui è mio!” disse questa allontanando la rivale con una spinta. L’altra le si avventò contro

“ ehi tu a me non mi spingi capito!?” disse restituendo lo spintone. In breve la cosa degenerò in quella che sembrava una zuffa fra galline per decidere chi doveva beccare per prima il granturco. Volarono schiaffi, unghiate, e sputi.
Le cinque principesse erano semplicemente allibite, ed effettivamente, considerando il fatto che si aspettavano l’attacco di un esercito di orchi assetati di sangue, era piuttosto comprensibile.
Quando si ripresero e riuscirono ad allontanarsi, le due contendenti erano attaccate per i capelli ed urlavano come maiali scannati, mentre il giovinotto in maglietta traforata faceva blandi tentativi di separarle.
“ Ma da dove spuntavano fuori quei tre?” domandò Eleonora ancora attonita “ non doveva essere tutto disab…” non finì la frase, perché voltato l’angolo fu palese che le terre sovrastate dall’Occhio gigante erano tutto tranne che disabitate.
C’era gente ovunque. Tutti di giovane età e tutti umani, di ambo i sessi. Ma la cosa strana era che nessuno pareva comportarsi in maniera normale.

Un ragazzo ed una ragazza facevano sesso in un angolo, in piena vista ed in una maniera che denotava una certa qual snodabilità di entrambi. Un gruppetto faceva il bagno in una piscina, ed i più tenevano i costumi da bagno in mano, e li agitavano. Una ragazza stava cuocendo della carne alla brace in mutande e maglietta, e non mancavano liti come quella delle due ragazze di prima… Insomma tutti attiravano in qualche modo idiota l’attenzione.
Neve alzò lo sguardo verso l’Occhio. Questo si muoveva da una scena all’altra, prediligendo chi si comportava in maniera più cretina.
“ tutta questa storia non mi piace…” borbottò Antanuka “ sembrano pazzi!”
“ ehi dolcezza!” disse una voce “ sembri una tipa interessante… ti va di farci un’orgetta?” a parlare era stato un ragazzo a torso nudo, che indossava un paio di jeans cascanti, con in vista una vasta pezzatura di mutanda, ed era rivolto ad Aurora
“ che cos’è un’orgetta?” chiese questa candidamente, ma il giovane non ebbe tempo di rispondere
“ porta il tuo culo e la tua mutanda fuori dalla mia vista!” ringhiò Neve che gli stava puntando contro la balestra e sembrava piuttosto arrabbiata “ hai cinque secondi di tempo!” il ragazzo sollevò le mani
“ yo, yo… calmati pupa!” disse con tono strascicato “ a me piacciono le ragazze che si arrabbiano facilmente!” il ragazzo stava per aggiungere qualcos’altro, che probabilmente, conoscendo Neve, gli sarebbe costato la vita, ma Sikandra lo prevenne, frapponendosi tra lui e Lolly
“ senti… ti do, un consiglio da amica…” disse “ l’ultimo che ha chiamato Neve pupa ora guarda l’erba dalla parte delle radici, quindi io fossi in te me ne andrei!” ma il ragazzo non parve turbato, anzi, si portò le mani alla bocca ed urlò
“ ehi, gente, venite a vedere! Sono arrivate delle tipe nuove!” ben presto le cinque amiche furono circondate di ragazzi ghignanti. Sikandra si voltò verso Neve, che sembrava prossima a perdere il controllo e a fare una strage
“ calmati!” disse “ non vogliono farci male!” Neve ringhiò
“ sappi che la cosa non è reciproca!” Antanuka dovette issare Aurora di peso sul proprio cavallo perché un paio di ragazzi stavano cercando di farla smontare dal suo
“ propongo di andarcene!” disse Eleonora spronando il cavallo, mentre Sikandra lottava con Neve per strapparle di mano la balestra “ l’Occhio è fisso su di noi e non mi piace affatto!” Antanuka sollevò lo sguardo e vide l’iride rossa di quel gigantesco occhio puntata dritta su di loro. Anche i ragazzi parevano averlo notato, e questo, per qualche motivo, sembrava incitarli. Uno di loro provò a montare sul cavallino di Aurora, ma si trovò il carro armato degli anfibi di Neve tatuato in faccia
“ dai!” supplicò Neve “ ridammi la balestra! Giuro che non ne ammazzo nessuno!” ma Sikandra si guardò bene dall’assecondarla e spronò il suo cavallo.
“ andiamocene di qua!” disse.
I ragazzi ostacolavano i cavalli, e più di uno rischiò di rimanere spiaccicato sotto gli zoccoli grossi come ruote del destriero di Antanuka. Ma alla fine le principesse riuscirono a lanciarsi al galoppo. Per prima Antanuka, con Aurora, poi Eleonora che teneva le redini del cavallino malva. In fine Sikandra e Neve, quest’ultima col cavallo quasi imbizzarrito dalle staffilate che gli rifilava Sikandra, per costringere l’amica ad allontanarsi.
I ragazzi provarono un inseguimento, ma fu tutto inutile, ben presto le principesse furono fuori dal villaggio e dalla portata dell’Occhio.

“ Ora mi ridai la balestra?” domandò Neve ancora abbastanza irritata. Sikandra gliela lanciò e lei la prese al volo. “ Non capisco perché non hai voluto che mi divertissi un po’?” disse con una punta di risentimento, reinfilando l’arma nella sua custodia di cuoio
“ non mi sembrava il caso di piantar su troppo casino!” disse Sikandra secca “ Eleonora ha notato che l’Occhio ci stava seguendo!” Neve sbuffò
“ sembrava piuttosto innocuo…” replicò la principessa, ma lei stessa non ne era del tutto convinta
“ questo non possiamo saperlo!” le rispose Sikandra con durezza
“ sono contenta di essere venuta via!” si intromise Eleonora calore “ …non si può dire che quel coso non fosse inquietante!” Neve tacque, non poteva negare di pensarlo anche lei. La principessa si voltò, e fra la polvere sollevata dai loro cavalli intravide l’Occhio. Che cos’era veramente? Qual’era la sua funzione? Poteva in qualche modo rappresentare un pericolo?
Le principesse rallentarono ed i cavalli si misero al passo. Davanti a loro c’era l’ennesimo villaggio.
Fu con uno strano sollievo che le principesse lo trovarono deserto.
“ Bene!” disse Antanuka “ se non ci imbattiamo in qualche altro guaio dovremmo essere fuori dalle Tornelle per domani…” Eleonora alzò la testa con aria preoccupata
“ non possiamo farcela prima di notte?” domandò. Antanuka scosse la testa, aiutando Aurora a tornare sulla sua cavalcatura
“ no…” disse “ a meno di non sfinire i cavalli dovremo accamparci…” Eleonora non disse nulla ma era evidente che avrebbe preferito essere lontana da quel posto prima di sera.

Le principesse avanzavano ancora un po’, lasciandosi alle spalle qualche altro villaggio deserto.
Verso le cinque iniziò a soffiare il vento. Era un vento maligno, che sollevava la sabbia e la polvere in mulinelli ed accecava le cinque amiche. Per le sette le principesse erano sfinite e con i nervi a fior di pelle
“ Fermiamoci al prossimo villaggio!” disse Sikandra cercando di schermarsi gli occhi con la mano
“ sono d’accordo!” disse Neve, ed Antanuka fece un cenno affermativo. Solo Eleonora pareva dubbiosa
“ non potremmo fermaci qui?” domandò.
“ qui non c’è riparo dal vento…” spiegò Neve, che era troppo stanca per capire che l’amica preferiva il vento al passare una notte in uno dei villaggi abbandonati. Eleonora annuì e si fece coraggio: si vergognava troppo per insistere.
Quando incontrarono il primo villaggio ormai stava calando la notte. Entrare nelle stradine deserte fu un sollievo, perché il vento era molto meno intenso. Ma durò poco.
Le principesse si accamparono tra due case che facevano angolo. A nessuna delle cinque passò neanche per la testa di entrare in una delle abitazioni abbandonate. Accesero un fuoco, ma l’atmosfera lugubre di quel posto era come una presenza tangibile, e non si attenuò.
Mangiarono in silenzio, con gli ululati del vento ed i rutti di Antanuka come unico sottofondo, poi decisero di mettersi a dormire.

Eleonora aprì gli occhi e si rigirò. Era notte fonda. Il vento era sparito, e nel cielo sgombro brillava una sottile falce di luna. La principessa rimase qualche momento assorta, ad osservarla. Poi, proprio quando aveva deciso di rimettersi a dormire, sentì un rumore.
Tese le orecchie improvvisamente preoccupata. Il rumore si ripeté… sembravano delle voci… Eleonora si guardò intorno. La strada davanti a loro era sgombra. Si mise in piedi trattenendo il fiato. Le voci continuavano. Si sentivano appena, ma non come se fossero bisbigli, più come se fossero voci normali attutite…
“ Neve…” sussurrò Eleonora sfiorando l’amica con la punta del piede “ svegliati…” Neve scattò in piedi brandendo il coltello
“ ah…” borbottò rinfoderando l’arma “ sei tu…”
“ ci sono delle voci!” spiegò Eleonora in un bisbiglio. Neve tese le orecchie
“ non capisco da dove vengano…” sibilò la principessa Lolly attonita
“ chi può essere?” chiese Eleonora preoccupata
“ sarà il caso di scoprirlo!” le rispose Neve accucciandosi per svegliare Antanuka, mentre Eleonora faceva altrettanto con Sikandra ed Aurora
“ mmh… che vuoi!?” domandò la cavernicola uscendo malvolentieri dal sonno
“ ci sono delle voci…” spiegò rapidamente Neve. Aurora si stropicciò gli occhi, e tutte furono estremamente contente nel costatare che era sveglia.
“ io vado a vedere!” disse Neve
“ vengo con te!” si affettò a proporsi Sikandra
“ Aurora è sveglia…” disse Antanuka “ vuol dire che non c’è pericolo… io dico di andare tutte!” le altre annuirono.

Le cinque principesse tentarono di capire da dove venisse il rumore. Era lieve, e sembrava non avere una provenienza precisa, come se fosse prodotto da più punti diversi
“ viene da dentro le case…” bisbigliò Sikandra con l’orecchio poggiato contro un muro, poi fece cenno verso la porta dell’abitazione abbandonata e le altre la seguirono con passo felpato.
La porta di legno era rotta, e penzolava dai cardini in malo modo. Non’appena le principesse l’ebbero raggiunta il rumore parve intensificarsi.
Sikandra spinse la porta il più delicatamente possibile, ma questa produsse un cigolio agghiacciante. Le principesse rimasero immobili, per vedere se qualcuno le avesse sentite, ma i rumori non parvero cambiare.
Le cinque si fecero coraggio e misero piede nella casa. La stanza era buia, ma da una porta posta su uno dei lati proveniva una luce soffusa, simile a quella che emanavano gli schermi nella casa di Melvin. Solo che questa luce tremolava, a tratti diventava più intensa, a tratti pareva spegnersi. Le principesse si diressero verso la porta nel massimo silenzio, i respiri mozzati… le voci provenivano da lì, come la luce. Ora si sentivano distintamente…
“ dov’è finito Zamarrone?” chiedeva una voce femminile
“ non saprei… sarà infrattato con Jennyfer…” rispondeva una seconda voce
“ io quella puttanella la ammazzo!!”
Sikandra fu la prima a raggiungere la porta.
Dentro la seconda stanza c’erano tre persone.
Una donna, un uomo ed un ragazzino.
Tutti e tre erano seduti in terra, e fissavano immobili un’enorme sfera davanti a loro.
Era la sfera l’origine della luce e delle voci. Al suo interno si muovevano delle persone, e come sfondo c’era la vista notturna di un villaggio. Le principesse lo riconobbero immediatamente: era il villaggio che si trovava ai piedi del Grande Occhio.
L’intrusione delle cinque principesse non parve disturbare i tre personaggi, che rimasero immobili a fissare la sfera luminosa.
“ Ehm… salve…” borbottò Sikandra “ scusate il disturbo…” il ragazzino si voltò a guardarle, aveva un visetto smunto e magrissimo con due occhi enormi, arrossati. Le osservò per qualche secondo poi tornò a fissare la sfera.
Gli altri due non si mossero.
“ Sik…” bisbigliò Eleonora bianca come un cencio “ andiamo via…” ma Sikandra non le diede retta
“ voglio capire che cavolo sta succedendo qui!” disse, poi si voltò verso la famiglia seduta davanti alla sfera e si avvicinò “ ehm… potreste spiegarmi cosa…”
“ shhht!” la zittì la donna voltando il viso tirato verso di lei come una vipera “ Lola sta per beccare Jennyfer e Zamarrone insieme!” Sikandra si scosse
“ come? ” chiese. Il bambino si voltò nuovamente verso di lei, aveva un dito sulla bocca, e stava anche lui per soffiare come un serpente, ma si bloccò. Per qualche secondo rimase immobile, pallido alla luce verdognola della sfera, col magro dito indice sulle labbra sottili. Poi la bocca gli si spalancò in un lungo oohhh di meraviglia
“ mamma! Papà! “ strillò “ sono le cinque tipe che abbiamo visto oggi nella sfera!” l’uomo e la donna si voltarono, e sui loro volti emaciati e smunti si dipinse un’espressione di meraviglia. La donna scattò in piedi
“ non ci posso credere!” disse, mentre il marito ed il figlio si alzavano “ sono proprio loro!” le principesse rimasero immobili, piuttosto preoccupate
“ guarda papà!” disse il ragazzino saltellando verso Neve “ lei è quella che ha tirato un calcio in faccia a Policromo!” Neve fece un sorriso tirato, assolutamente a disagio
“ entrate, prego entrate!!!” disse la donna facendo febbrilmente cenno di accomodarsi nella stanza
“ vi possiamo offrire qualcosa?” domandò sollecito il marito. Sikandra guardò le amiche che parevano pietrificate sulla porta, poi si sedette
“ potreste spiegarmi cos’è questa sfera?” domandò, mentre le altre vedendola seduta si decisero ad entrare nella stanza
“ questa?” domandò il padre sedendosi anche lui con evidente eccitazione “ è la Vision Sfera… quarantatre pollici!” spiegò l’uomo agitando le braccia sottili contro cui sbatacchiavano le maniche troppo larghe di una camicia lisa. Sikandra lo fissò senza capire
“ e a cosa serve?” chiese
“ il Grande Occhio proietta nelle sfere dei villaggi delle Tornelle tutto quello che accade nel paese alle sue pendici!” disse l’uomo “ oggi vi abbiamo viste che passavate!” aggiunse tutto eccitato
“ siete state una forza!” disse il bambino che era così eccitato da non riuscire a star fermo, e con i suoi occhi smisurati sembrava completamente spiritato. Sikandra non sembrava soddisfatta, le era sfuggito qualcosa
“ proietta quello che succede nelle sfere dei paesi delle Tornelle?” domandò “ questo vuol dire che i paesi della cintura intorno all’Occhio non sono disabitati?” l’uomo scosse la testa
“ no… ma gli abitanti stanno per lo più in casa a guardare le sfere…” spiegò. Le cinque principesse erano allibite
“ stanno in casa a vedere nelle sfere quello che fa la gente sotto l’Occhio?” domandò Sikandra incredula
“ esatto!” fece l’uomo. Le principesse si scambiarono uno sguardo basito. Eleonora era pallidissima, forse pensava che quel genere di follia potesse essere contagiosa. Sikandra non aveva più parole
“ c… capisco…” borbottò
“ ehm…” fece la donna a disagio “ mi chiedevo… se…” giocherellò con dei fogli che stringeva fra le mani così magre da sembrare artigli “ se potevate farci un autografo…” Sikandra la guardò come si guarda qualcuno che ti si è appena presentato come Napoleone Bonaparte
“ m… ma certo…” balbettò prendendo il foglio
“ può mettere ad Adamanda Fillis?” chiese la donna arrossendo. Sikandra firmò la dedica e passò rapidamente il foglio alle compagne, che la imitarono in tutta fretta.

Le principesse riuscirono ad uscire da quella casa maledetta solo all’alba. I loro ospiti continuavano a trattenerle, a chiedere autografi, ad offrire da bere, a fare domande. Non appena furono all’aria aperta montarono in sella e si lanciarono al galoppo fuori dal paese.
Si misero al passo solo quando furono ben sicure di aver messo abbastanza spazio tra loro ed il villaggio.
L’avanzare era lento, le principesse erano stanche per la notte insonne, ma l’umore andava risollevandosi. Il paesaggio stava cambiando. Il terreno diventava via via più scuro, umido e fertile. Ben presto i cavalli si trovarono ad affondare gli zoccoli in un folto manto erboso.
I villaggi delle Tornelle erano terminati: a perdita d’occhio
non si vedeva altro che erba, alta, accarezzata dal vento e punteggiata di fiori gialli e di soffioni che disperdevano nell’aria i loro semi.

“ Siamo nei Verdi Pascoli… oltre queste colline comincia la Terra delle Nebbie!” ricordò Neve alle altre, scrutando lontano.
Avanzare immerse in quel verde paesaggio riempiva di pace le principesse, che erano tutte ben felici di essersi lasciate le Tornelle alle spalle. Verso mezzogiorno si accamparono, mangiarono e si concessero un sonnellino ristoratore, sdraiate in mezzo all’erba.
Antanuka si svegliò di soprassalto ed ebbe un sussulto. A svegliarla era stato una specie di minuscolo rinocerontino color verde acqua, dotato di un buffissimo paio di ali da libellula. L’esserino era grosso poco più di un cucciolo di cane, e volava ronzando rumorosamente, come un gigantesco moscone. Mentre Antanuka lo guardava l’animale prese la rincorsa, poi le si buttò contro la pancia, rimbalzando via. Antanuka rise, l’animaletto parve studiarla, poi si diresse verso Neve e la colpì col suo piccolo, tozzo corno
“ ehi ma cazzo…” bofonchiò la principessa svegliandosi “ ma… che carino…”
Ben presto tutte le principesse furono sveglie. Il rinocerontino alato non era solo, comparve subito un minuscolo ippopotamino con ali da farfalla, immediatamente seguito da una piccola mandria di mucchine pezzate di rosa anch’esse alate. Gli esserini erano vivaci e piuttosto curiosi, si infilavano nelle bisacce, volavano attorno ai cavalli, ed il piccolo rinoceronte provò persino a colpire il destriero di Antanuka, che per lui doveva essere più grosso di una montagna.
Fu a malincuore che le principesse rimontarono in sella, interrompendo i giochi delle piccole creature.
Lungo il cammino trovarono molti di questi esserini, intenti a bottinaie di fiore in fiore o ad inseguirsi, ed il piccolo rinoceronte le seguì per un certo pezzo, continuando a colpire Antanuka, con estrema cocciutaggine.
A metà pomeriggio scorsero un uomo. Se ne stava solo in mezzo al prato, con un filo d’erba in bocca, ed un lungo bastone ricurvo in mano. Quando le vide sollevò la mano in segno di saluto
“ Salve!”
“ salve!” risposero le principesse avvicinandosi “ dista molto la Terra delle Nebbie?” domandò Neve. L’uomo si sfilò l’erba dalla bocca
“ quattro o cinque giorni di viaggio…” disse. Era un uomo anziano, con una bella barba bianca e l’aria serena. Indossava un vecchio vestito da pastore e portava una bisaccia. “ lei dov’è diretto?” gli chiese Sikandra. L’uomo sollevò le spalle
“ io vivo qui!” disse indicando una piccolissima abitazione all’orizzonte “ sono un pastore di sognotti!”
“ sognotti?” chiese Sikandra “ sono gli animaletti con le ali che abbiamo incontrato?”
“ esatto!” disse il vecchio con un sorriso “ bestiole interessanti non’è vero?” Sikandra annuì
“ e perché li alleva?” domandò. Il vecchio fece un secondo sorriso
“ è il mio lavoro “ disse “ io li accudisco, li curo se si ammalano, li faccio crescere…” Sikandra dovette fare una faccia strana, perché il vecchio aggiunse “ i sognotti sono una parte importantissima nell’ecosistema delle Terre di Sondra, senza di loro le terre inaridirebbero, si seccherebbero e diventerebbero sterili, il mondo perderebbe i suoi colori e resterebbe freddo e spento… è proprio a causa della loro importanza che vengono allevati proprio qui, vicino alla Terra delle Nebbie, che è il cuore delle Terre di Sondra, il centro di tutto!” Le principesse ascoltarono le parole del vecchio pastore… loro erano dirette proprio lì, nel centro di tutto. Lì avrebbero scoperto la verità su tutti gli strani fenomeni che stavano sconvolgendo il paese!

La marcia continuò. A sera si accamparono e ripresero il cammino il giorno seguente. Incontrarono molti altri sognotti, e qualche altro pastore solitario, sempre felice di dar loro indicazioni ed ospitalità.
La pace di quei luoghi fece dimenticare alle principesse di essere inseguite. I poliziottoli, la trollizzia, le strane Creature che davano loro la caccia sembravano lontani ed inoffensivi.
Le cinque amiche non sospettavano minimamente della trappola che stava per chiudersi loro addosso.

Durante il terzo giorno di marcia le principesse cominciarono a notare un grande flusso di sognotti che si muoveva in direzione opposta alla loro. Fino a quel momento non avevano notato nei loro movimenti una qualche premeditazione. Sembrava più che gli esserini si muovessero a casaccio. Ora invece si stavano spostando in massa e pareva che avessero una direzione ben precisa in mente. Quando videro uno dei pastori le cinque amiche chiesero subito spiegazioni.
“ Stiamo migrando…” spiegò il pastore, che era in marcia pure lui “ ci allontaniamo dalla Trivella…” le principesse si guardarono l’un l’altra
“ che trivella?” chiese Sikandra
“ la Trivella ad Alta Voracità…” spiegò l’uomo con un fondo di tristezza nella voce “ le fonti ufficiali dicono che è un mezzo di trasporto per mettere in comunicazione i due lati delle Terre di Sondra… ma in verità si dice che sia un macchinario per estrarre l’oro dal terreno…” continuò, e pareva che ogni parola gli costasse una fatica immensa “ pare che il sottosuolo di questi pascoli ne sia ricco… ora stanno scavando un lungo canale in cui verrà messa la trivella, che facendo su e giù succhierà l’oro… i sognotti sono creature molto sensibili, hanno bisogno di pace e tranquillità, così ci spostiamo…” le principesse guardarono il pastore, era una cosa terribile! “ voi dove siete dirette?” domandò l’uomo
“ alla Terra delle Nebbie!” spiegò Neve, il pastore fece un sospiro
“ non sarà facile!” disse “ ormai gran parte del canale è già stato ultimato, oltrepassarlo sarà un problema… i Verdi Pascoli sono divisi in due!”

La notizia data loro dal pastore anticipò di poco lo scenario che si parò davanti alle cinque amiche.
I pascoli, così verdi e fertili, si interrompevano di botto, sostituiti da un terreno fangoso, costellato di grosse montagne di terra.
Un cantiere.
Un gigantesco, immenso cantiere, che si affacciava sul canale appena completato. Le principesse avanzarono fra piccole carriole e minuscoli attrezzi da scavo, che stavano ad indicare che con tutta probabilità il canale era opera dei nani. Gli zoccoli dei cavalli affondavano nel terreno limaccioso.
Dopo circa cinquecento metri cominciava l’abisso. Il canale era molto largo, e così profondo che non se ne vedeva il fondo. Dalle sue viscere risaliva un’aria gelida dall’odore di muffa.
“ ma i nani che l’hanno costruito come facevano a passare?” chiese Antanuka
“ penso che usassero questi condotti…” rispose Neve che era smontata da cavallo, e stava indicando una specie di minuscolo tombino “ ma per noi sono troppo piccoli… forse potrei passarci appena io…” aggiunse in tono non molto convinto osservando il piccolo profondissimo buco che scendeva a perpendicolo nelle viscere della terra
“ forse potremmo calarci giù con delle corde…” disse Antanuka che nel buco avrebbe a mala pena potuto infilarci un braccio
“ anche ammettendo di avere una corda abbastanza lunga… come risaliamo di la?” chiese Sikandra “ le pareti sono troppo friabili per scalarle…”.
Il problema fu discusso a lungo. Il cantiere sembrava completamente abbandonato ed in giro non si vedeva neanche un nano a cui chiedere aiuto. Il canale proseguiva dritto fino all’orizzonte, impossibile da aggirare. Neve rimase silenziosa, fissando il buco che scendeva nella terra.
“ C’è un solo modo…” disse d’un tratto con un lungo sospiro
“ quale?” domandò Sikandra.
“ scendo giù, risalgo di là… voi mi gettate una corda ed io la assicuro da qualche parte… poi voi passate a forza di braccia…” le principesse parvero rifletterci… effettivamente sembrava l’unica proposta realmente fattibile, anche se piuttosto complicata e non priva di rischi.
“ ovviamente dovremo lasciare i cavalli…” aggiunse Neve, mentre le amiche ancora riflettevano.
“ Ma tu te la senti di scendere in quel budello da sola?” le chiese Eleonora osservando con sommo terrore lo strettissimo buco. Neve fece spallucce
“ non è di sicuro la mia massima aspirazione ma non vedo altri modi…” rispose
“ se ti succedesse qualcosa non potremmo aiutarti!” disse Sikandra. Neve sbuffò
“ l’alternativa è tornare in dietro “ disse semplicemente “ credo che sia un rischio da correre!”.

Per quanto l’idea di separarsi non piacesse a nessuna delle cinque amiche, il piano di Neve fu approvato. Non c’era altro modo.
La principessa si tolse il gilet di cuoio e la cintura a cui portava appesi sia la balestra che il suo fedele coltello, e porse il tutto ad Antanuka. Poi si avvicinò al buco.
“ In bocca al lupo!” disse Eleonora mentre Neve si sedeva sul bordo del buco e si apprestava ad aggrapparsi ai minuscoli pioli della scala.
La principessa si calò nel varco e posò il piede su uno dei pioli.
Lo spazio di manovra era limitatissimo. Neve riusciva a malapena a muovere le braccia quel tanto che bastava ad afferrare la presa successiva. Non si era mossa nemmeno di un metro che già sentiva un senso di oppressione quasi insopportabile. Alzò lo sguardo e vide le facce fiduciose delle sue amiche guardarla. Strinse i denti. Doveva farcela.
Scese ancora, di piolo in piolo, strisciando contro le pareti scavate nella terra, che le franava addosso. Non guardava verso l’alto perché la terra le finiva negli occhi, e preferiva rimanere concentrata su ciò che stava facendo. Ben presto piombò nel buio più completo. Portarsi una torcia era semplicemente impensabile, così cercava a tentoni il nuovo piolo, con le braccia quasi completamente addotte, che cominciavano a farle un male cane.
-In bocca al lupo…- così le aveva detto Eleonora… Neve si ritrovò a pensare che quel condotto più che alla bocca di un lupo somigliava ad un intestino. Cercò di scacciare quella visione delle cose dal momento che faceva di lei un pezzo di merda.
Neve ansimava, la gola soffocata da un odore di umido e muffa, la terra che le bloccava le narici e le andava negli occhi. Le braccia erano in fiamme, decise di stirarsele e rimase appesa come un salame, con le braccia estese sopra la tesa. Alzò lo sguardo. Il buco da cui era entrata non era che un puntino luminoso… le si serrò la gola all’idea che una volta raggiunto il fondo avrebbe dovuto rifare lo stesso tragitto per risalire. Ma la principesse Lolly non era certo un tipo che si scoraggiava facilmente. Aveva detto alle sua amiche che sarebbe arrivata dall’altra parte? E così avrebbe fatto!
Il tragitto sembrava infinito. Neve scese lenta ma inesorabile, fino a che, non sentì la parete che le premeva contro la schiena interrompersi. Sotto di lei una debole luce illuminava il terreno: la fine della scala.
Neve esalò un sospiro di sollievo e si lasciò cadere, atterrando con agilità sul fondo.
Non ebbe neanche il tempo di stiracchiarsi.
Li sentì prima di vederli.
Udì il rumore di un acciarino e poi fu abbagliata da una torcia.
“ Buon giorno principessa Lolly!” disse una voce acuta. Neve guardò i poliziottoli. Erano almeno una trentina, e le puntavano addosso le piccole balestre. La principessa rilassò i muscoli che si erano tesi, in preparazione alla fuga o alla lotta. Non ce l’avrebbe mai fatta, erano troppi. Affrontarli sarebbe stato un suicidio, e scappare su per il canale non era pensabile.
La situazione era disperata.
“ Girati principessa Lolly!” disse il poliziottolo che reggeva la torcia, con il tono di chi assapora la vittoria. Neve rimase immobile per qualche secondo, analizzando la situazione
“ il mio nome è Neve!” disse poi, girandosi. I poliziottoli risero
“ ma certo… come no!” scherzò il loro capo, mentre tre o quattro si avvicinavano e le legavano le mani ed i piedi.
“ Ora vieni!” le ordinò il poliziottolo capo “ e non fare scherzi!” Neve sbuffò
“ che scherzi potrei fare legata come un salame?”.
I poliziottoli, senza smettere di puntarle addosso le armi la guidarono nel canale. Dal fondo si vedeva una striscia di cielo, abbagliante. Sembrava di essere in un solco inciso nella terra dalla lama di un gigantesco coltello. Doveva essere profondissimo: almeno seicento metri, per trenta di lunghezza.
Neve osservò con attenzione. I poliziottoli sembrava fossero accampati lì. C’erano delle tende… la principessa trovò lo spirito di rallegrarsi: non c’era segno della presenza di Trollizzia… forse non avevano trovato modo di far scendere gli ottusi, enormi troll in quel dannato fosso…
“ ora ci divertiremo un poco!” disse il capo con un tono assai maligno, guidando Neve verso una delle tende più grosse.

Nella tenda c’erano un grosso tavolo, ed una sedia a misura di umano, e Neve si chiese come fossero stati portati fin lì. Venne fatta sedere, le mani legate dietro la schiena. Il poliziottolo capo si arrampicò sul tavolo, imitato da due colleghi, che si schierarono davanti a Neve.
Il capo prese a passeggiare sul tavolo con le mani dietro la schiena.
“ ora…” disse con tono risoluto “ io ti farò un paio di domande…” si fermò un momento, poi riprese a passeggiare “ … e tu risponderai!” aggiunse “ senza mentire! oppure te ne pentirai!” Neve assunse un’aria spaventata degna di una diva del muto
“ … per la carità non fatemi del male! vi dirò tutto!” disse in tono lamentevole “ le mie amiche…” fece un singhiozzo straziante “ sono morte… io… sono l’unica rimasta e…” il poliziottolo capo si bloccò davanti a lei, un sorriso maligno stampato sul volto
“ le tue amiche stanno benissimo e sono in cima al canale!” disse “ lo sappiamo!” Neve rimase spiazzata: se sapevano già dov’erano le altre principesse… cosa volevano da lei?
“ se lo sapete cosa volete da me?” domandò abbandonando il tono piagnucoloso “ non vi aiuterò mai a catturarle!” il poliziottolo rise
“ non abbiamo bisogno del tuo aiuto per farlo!” disse “ loro sono già spacciate!” Neve lo fissò alla ricerca dei segni di una menzogna, ma non ne trovò “ non c’è neanche bisogno che ci scomodiamo noi…” proseguì il poliziottolo “ tra poco Loro saranno qui... e per le tue amiche sarà la fine!”
“ loro chi?” chiese Neve
“ le Creature!” rispose il poliziottolo in tono soddisfatto “ sarebbero arrivate da tempo se non fossero state depistate!” aggiunse riprendendo a fare su e giù “ ma dopo la vostra seconda fuga avevamo perso le vostre tracce… ed abbiamo dovuto disperdere le forze per cercare di rintracciarvi… per fortuna poi siete passate sotto il Grande Occhio!” il capo dei poliziottoli si concesse una breve risata “ quando siete apparse nelle sfere non credevamo ai nostri occhi!” Neve seguiva il suo andirivieni con aria disgustata
“ e sentiamo…” disse “ se non vi servo a catturare le mie amiche… cosa cazzo volete da me?” il poliziottolo si fermò dritto davanti a lei e la fissò con i suoi minuscoli, malvagi occhietti
“ dicci dove si nasconde la strega Fatima!” intimò. Neve rimase spiazzata per la seconda volta
“ Fatima?” chiese con sincera sorpresa “ ma se non la vedo da…” non finì la frase, perché uno dei poliziottoli schierati davanti a lei l’aveva colpita violentemente sulla faccia con un calcio. Neve sollevò la testa e rise
“ anche se sapessi qualcosa di Fatima… dovreste impegnarvi ben di più per farmi parlare!” disse sputando un po’ di sangue. Il poliziottolo la osservò qualche secondo, poi ripeté la domanda
“ dicci dove si trova Fatima e cosa intende fare!” intimò. Neve fece un sorrisino
“ perché vi interessa così tanto?” domandò. Il poliziottolo attese qualche istante, soppesando quale fosse il modo migliore di agire
“ sai meglio di me quanto Fatima ci stia mettendo i bastoni fra le ruote!” disse in fine. Neve non ebbe reazioni visibili, ma non capiva… cosa combinava Fatima? E perché era considerata così pericolosa? “ se non fosse per lei vi avremmo catturate molto tempo fa!” aggiunse continuando a fare avanti e indietro “ ha confuso le acque, ha organizzato la resistenza ed ha riempito le Terre di Sondra di false segnalazioni della vostra presenza! È per questo che le Creature non sono ancora qui! Vi cercavano da tutt’altra parte…” il poliziottolo si interruppe, poi fece un sorriso sardonico “ ma la pacchia è finita!” disse “ tra poco le Creature saranno qui a catturare le tue compagne… e tu ci dirai dove trovare anche Fatima, così sarà soffocata ogni resistenza!” Neve tornò a ridere
“ oh, anche se sapessi qualcosa non ve lo direi di certo!” disse. Il poliziottolo si fermò e la scrutò a lungo, poi schioccò le dita
“ bene…” disse “ l’hai voluto tu!”.
Un quarto poliziottolo balzò sul tavolo portando una piccola scatoletta rosa, la posò davanti a Neve, fece un piccolo inchino e si ritirò. Il capo dei poliziottoli si avvicinò alla scatola e la aprì. La principessa sbiancò
“ siete… disumani!” disse, estremamente contenta di essere appena riuscita a liberare le mani dalle corde.

Neve fu rapidissima. Afferrò la sedia e falciò tutti e tre i poliziottoli sul tavolo, mandandoli a sbattere contro la tela della tenda, tramortiti. Poi afferrò per la collottola i due poliziottoli che stavano per terra vicini a lei e ne fece cozzare le testoline pelate l’una contro l’altra.
Il tutto era avvenuto molto velocemente, e senza che i poliziottoli potessero gridare. Neve tese le orecchie. Forse c’era la possibilità che nessuno fuori dalla tenda avesse sentito…
La principessa si avvicinò all’uscita della tenda e sbirciò fuori… nessuno stava accorrendo, ma c’era un piccolo drappello armato ad una decina di metri di distanza. Neve contò almeno una ventina di uomini… la maggior parte della pattuglia. Rientrò nella tenda, prese una balestra ed un piccolo pugnale ad uno dei poliziottoli svenuti. Poi andò verso il lato opposto alla porta e con cautela aprì un lungo taglio nel tessuto. Sbirciò attraverso lo strappo… nella penombra non si vedeva nessuno.
Uscì. Silenziosa come un’ombra si allontanò, verso la parte opposta del canale. Nessuno la vide, ed arrivò indisturbata ad un tunnel identico a quello che aveva ridisceso per arrivare laggiù. Abbandonò il pugnale e la balestra sul terreno, poi si allontanò seguendo la parete del canale, verso un altro tunnel. Seguire le sue tracce non sarebbe stato difficile, ma non voleva facilitare troppo i poliziottoli.
Neve prese un bel respiro e cominciò la salita.
Fu lunga e dura. Issarsi di piolo in piolo nello spazio ridotto era molto più faticoso che scendere. Ma Neve ce la mise tutta. Non si fermò nemmeno un istante. Nella sua mente vorticavano mille pensieri confusi dalla fatica. Quanto tempo avrebbero impiegato i poliziottoli ad accorgersi della sua fuga? Cosa stava succedendo alle Terre di Sondra? Che ruolo aveva Fatima? Cosa avrebbero potuto fare loro cinque una volta raggiunte la Terra delle Nebbie? Neve andava avanti ormai solo per inerzia. Un piolo, un altro piolo, e poi un altro… uno alla volta. Quando si sentiva sopraffare dalla fatica, e le sembrava impossibile salire anche solo più un piolo si diceva: mi fermerei se questo fosse l’ultimo? Ed allora andava avanti, ancora un altro, spremendo ogni goccia di energia.
Quando arrivò davvero all’ultimo piolo fu come rinascere. Si trovò all’aria aperta all’improvviso, senza che si fosse accorta di essere arrivata. Era calata la notte, ed il buio le aveva impedito di rendersi conto che la fine del tunnel era vicina.
Rimase ferma, ansimante qualche secondo, lasciando che l’aria fresca della notte le restituisse un po’ di energia, ma non c’era tempo.
Neve udì dei rumori provenire dal tunnel. Afferrò una piccola carriola carica di terra e la gettò nel pozzo. Non aspettò di capire che effetto avesse sortito la sua azione, e fece lo stesso per i pozzi vicini.

“ehi!” gridò Neve affacciata sullo strapiombo “ ragazze?!”
Le quattro principesse che erano intorno ad un fuoco dall’altra parte del canale sobbalzarono.
“ NEVE!” gridò Eleonora raggiante di felicità“ cel’hai fatta!”
“ muovetevi con la corda!” urlò la principessa “ sul fondo del canale ho beccato i poliziottoli… ci sono alle costole!” Le quattro amiche non se lo fecero ripetere. Eleonora, che aveva già preparato una freccia legata ad un lungo cordino la incoccò, poi la lanciò oltre il canale. Neve corse a recuperarla, tirò il cordino alla cui estremità era legata una spessa corda, lunga a sufficienza per passare il canale, e troppo pesante per essere portata dalla freccia.
Nel preciso istante in cui Neve assicurò la corda ad un grosso albero, dall’altra parte del canale Aurora crollò a terra addormentata.
“ Muovetevi cazzo!” gridò Neve correndo verso uno dei buchi e cominciando a spingerci dentro la terra che c’era ammonticchiata affianco. Da dentro il tunnel si udirono delle strida soffocate.
Sikandra fu la prima a passare il canale reggendosi alla corda con le braccia e le gambe, seguita da Eleonora e da Antanuka che si era legata Aurora alla schiena.
Neve stava seduta per terra esausta.
“ Non sono molti…” disse “ ma dei poliziottoli stanno risalendo attraverso i buchi… ho cercato di fermarli con della terra ma…” Antanuka si guardò intorno, adocchiò un gruppetto di giganteschi blocchi di roccia. La principessa si rimboccò le maniche, si sputò sulle mani e sollevò il primo blocco. Senza eccessivo sforzo lo posizionò sul primo buco. Fece lo stesso per tutti i buchi più vicini
“ Questo dovrebbe tenerli impegnati per un po’!” disse battendosi via la terra dalle mani.
Neve si mise in piedi, e si legò in vita la cintura con il suo coltello e la balestra che Eleonora le porgeva
“ ci sono pattuglie di poliziottoli lungo tutto il canale…” disse “ non ci metteranno molto ad essere informate della nostra posizione… dobbiamo muoverci!” le altre annuirono.

Corsero per un bel pezzo. Neve era allo stremo delle forze.
Quando la luna fu alta nel cielo Aurora si svegliò.
“ Penso… che possiamo fermarci…” ansimò la principessa Lolly piegata in due con una mano sulla milza
“ sì…” disse Sikandra “ dovremmo esserci allontanate abbastanza…” Neve si abbandonò per terra esausta.
“ … le Creature sono dirette qui!” disse. Le quattro principesse si sedettero affianco all’amica
“ come lo sai?” chiese Antanuka
“ mel’hanno detto i poliziottoli…” rispose Neve cercando di riprendere fiato “ mi hanno catturata… erano all’imboccatura del tunnel… non ho potuto fare nulla per evitarli!” le amiche trattennero il fiato
“ e poi…?” Neve trasse un lungo respiro
“ mi hanno interrogata…” disse “ volevano sapere di Fatima… per fortuna sono fuggita prima che mi cerettorturassero!” Antanuka emise un gemito di sorpresa e orrore
“ hanno usato la cerettortura?” domandò orripilata
“ no… sono fuggita in tempo!” disse Neve
“ cos’è la cerettortura?” chiese Sikandra. Antanuka si volse verso di lei
“una pratica barbara e disumana!” disse
“ depilazione a caldo! ” Sikandra si ritrasse con aria atterrita
“ è orribile!”

“ Siamo arrivate!” disse la voce di Antanuka. Neve aprì gli occhi
“ ma cosa…?” borbottò guardandosi intorno
“ ti ho portata in spalla…” spiegò Antanuka mentre Neve si rimetteva in piedi
“ ma quanto ho dormito?” chiese la principessa
“ parecchio!” disse Sikandra “ siamo alle porte della Terra delle Nebbie!” Neve volse lo sguardo e la vide. Pochi metri più in là il verde prato era inghiottito da una fitta coltre di nebbia densa e bianchissima
“ abbiamo pensato di svegliarti!” aggiunse Sikandra. Neve fece un grugnito, si vergognava non poco di essere stata portata in braccio come una poppante… se le amiche non l’avessero svegliata prima di entrare nelle Terre della Nebbia non glielo avrebbe mai perdonato.
“ Direi che è il caso di andare!” disse Eleonora, lo sguardo perso contro quel muro di nebbia candida. Le principesse si avvicinarono alla coltre di nebbia. Era così densa da sembrare dotata di una consistenza vera e propria, e vorticava leggermente, come mossa da un vento interno.
“ penso che dovremmo prenderci per mano!” propose Antanuka
“ sì!” fu d’accordo Sikandra “ Aurora nel centro!” aggiunse, trovando l’immediata approvazione delle altre. Le cinque amiche si schierarono. Mano nella mano si accostarono alla parete di nebbia. Nessuna disse nulla, ma fu come se avessero contato fino a tre per muoversi in contemporanea. Trattennero il respiro, come per tuffarsi in mare e varcarono il muro.

Pensiero insostenibile



Immaginatevi la scena di un film,


una scena di pericolo, caos, catastrofe, violenza....in mezzo alla folla una bambina


(scusate la partigianeria nella scelta del genere...)


sola, indifesa!


Non dovrebbe essere così...


il caos, la guerra, le tragedie possono succedere,


è nell'ordine delle cose,


ma quell'essere indifeso dovrebbe avere una protezione,


la salvezza garantita...una mamma, un papà, uno zio, una nonna,


un maestro o un eroe estraneo che


si tuffa, la piglia al volo e la salva.


Insomma, il minimo garantito!da un film.


Ma se nella pellicola


che diventa reale scorrendo davanti ai vostri occhi


il salvatore non interviene?


Beh cazzo, ci sono io!


Ci sono io a levare dalla strada l'indifesa,


evitando l'impensabile!


Ma quante pellicole al mondo scorrono


senza un salvatore garantito?

mercoledì 12 settembre 2007

Borghezio a Bruxelles

"Crociata anti-Islam a Bruxelles, Borghezio in cella

In una manifestazione alleanza tra l’estrema destra fiamminga e il leghista che accusa:

«La polizia mi ha colpito nelle parti intime»

BRUXELLES — L'Europarlamentare leghista Mario Borghezio finito in cella e con lui anche i vertici dell'ultradestra fiamminga Vlaams Belang, per un totale di 154 fermi. Si è conclusa così la manifestazione anti-islamica convocata simbolicamente proprio l'11 settembre nel cuore del quartiere europeo a Bruxelles, e vietata già un mese fa dal sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans. Una vicenda che ha anche risvolti diplomatici, tanto che il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha dato consegna all'ambasciatore Sandro Maria Siggia di presentare una nota ufficiale di protesta per la violazione dell'immunità parlamentare del leghista. La manifestazione, che Thielemans aveva vietato con la motivazione che era impossibile garantire la sicurezza, era stata organizzata da un gruppo chiamato «Stop the Islamisation of Europe» (Sioe)é[...]Dai filmati disponibili in vari siti Internet, a dire il vero, non si trovano conferme alle parole di Borghezio su spintoni e botte, piuttosto si vede l'eurodeputato leghista gridare ripetutamente «Eurabia!» e «vergogna!» ai poliziotti che stanno spingendo sul pulman Vanhecke, lui sì in modo piuttosto duro. Gli agenti hanno poi accompagnato anche Borghezio sul mezzo. "

Primo pensiero: Belgi vi amo tutti, anche i poliziotti!!!

Secondo, fulminante, pensiero è: TENETEVELO!!!VI PREGO, PERFAVORE!TENETEVELO!!!!

Poi....non è che che vi prendete anche D'ALEMA?

martedì 11 settembre 2007

Battaglia per le terre di Sondra-Pardon...ormai la fò e la disfo come la tela di Penelope!

Fu solo constatando che Aurora era fresca come una rosa che le principesse trovarono il coraggio di avvicinarsi all’accampamento.
La notte era calata da un pezzo, ma l’accampamento che circondava Lacshmy sembrava ancora pieno di vita.
Pareva che ogni singola creatura delle Terre di Sondra si fosse riunita lì. C’erano elfi, che cantavano struggenti melodie dalle loro tende aeree attaccate agli alberi come nidi. C’erano nani che sbucavano da buchi nel terreno reggendo grandi boccali di birra nana. C’erano halfling che giocavano a poker davanti a piccoli fuochi. C’erano orchi che arrostivano quarti di bue. C’erano driadi che si aggiravano eteree e trasparenti senza una meta apparente. C’erano fatine che svolazzavano qua e la giocano a rincorrersi.
Tutti smisero di colpo di fare ciò che stavano facendo. Restarono immobili con gli occhi puntati sulle principesse. Sembrò durare un’eternità, le cinque amiche restarono immobili, sotto gli sguardi di tutti quegli esseri, come sotto un gigantesco riflettore. Poi scoppiò un boato. Sulle prime Antanuka pensò che le stessero attaccando, tanto è vero che brandì la mazza pronta ad opporre una fiera resistenza, ma poi si rese conto che erano urla di giubilo.
La massa di gente fu loro addosso, e le cinque principesse si trovarono quasi soffocate da abbracci e grandi pacche, fino a che non vennero sollevate di peso (anche Antanuka) e portate in trionfo, verso le mura di Lacshmy.
Al loro arrivo l’enorme ponte levatoio dell’ingresso principale della città fu calato tra grida di giubilo.
Il corteo non si fermò fino a che non giunse ad un imponente edificio di marmo bianco, tutto illuminato. Qui le principesse vennero fatte scendere, e spinte all’interno.
Le accolse una grandissima sala, decorata da imponenti arazzi e percorsa da un chilometrico tappeto rosso. Davanti a loro, affiancato da due nani in armatura argentea, seduto su un magnifico scranno d’oro massiccio, stava un ometto in pigiama blu.
“ Inchinatevi al cospetto del grande re…” cominciò il primo nano con voce altisonante “ Hhimhhaelhhekherlhrhchhhhhasfhhuhljjjhhhhhxkjdfqjuhfujyyyhhhhhhh
hhhhhhh…” il nano continuò a declamare l’incredibile nome del re fino ad raggiungere un colorito cianotico, poi crollò a terra di schianto
“…haaldrihhilllhahahhhehdhfhdhdhchdhshshshhshshshshshhshshshshhshshshshsh!” terminò l’altro nano con evidente sforzo. Ci fu un breve silenzio, in cui non successe nulla, poi Neve si scosse
“ non mi dirai che tua madre ti chiamava così per sgridarti!?” disse osservando scettica l’omino
“ figurati!” fece questo, per nulla risentito della mancanza di rispetto mostrata dalla principessa “ era asmatica… lei mi chiamava Ugo… potete chiamarmi così anche voi!”
“ bene… ehm… re Ugo…” cominciò Eleonora “ perché ci avete fatte portare qui?”
“ non vi ci ho fatte portare io!” fece Ugo “ è stata la folla!”
“ okay… ma perché!?” chiese Sikandra
“ ma perché siete delle eroine!” fece re Ugo
“ eroine?” chiese Antanuka, forse più stupita del fatto che qualcuno si fosse riferito a lei con un diminutivo che non per altro “ e cosa avremmo fatto di eroico?”
“ questo non lo so!” replicò cristallino re Ugo “ ce lo ha detto la strega Fatima!”
“ Fatima?” saltò su Neve “ Fatima è qui?”
“ non più!” rispose Ugo, mentre le principesse si voltavano a guardare Neve che sembrava sapere qualcosa di questa Fatima “ è andata via dicendo che aveva un impegno urgente giusto un paio di giorni fa… ma ci aveva avvertiti che sareste arrivate… e che vi servivano vestiti e munizioni!” ciò detto Ugo batté le mani ed entrarono un paio di paggi con abiti nuovi su misura e faretre piene di frecce.
“ perché fai questo per noi?” chiese Sikandra osservando con desiderio uno splendido vestito rosso fuoco in braccio ad uno dei paggi. Ugo fece spallucce
“ le Terre di Sondra stanno cambiando… e stanno cambiando in peggio!” disse “ Fatima dice che voi siete l’unica speranza… se fallirete la resistenza cadrà con voi!” Le principesse si guardarono l’un l’altra a disagio
“ la resistenza… quale resistenza?” borbottò Antanuka
“ beh… noi siamo la resistenza…” fece Ugo con semplicità “ noi combatteremo l’Esercito del Male e facciamo quelle cose lì che si fanno di solito!” le principesse erano sempre più disorientare
“ c’è un Esercito del Male?” domandò Neve
“ Ugo ha il pigiama blu! ” disse Aurora, il re la guardò un istante senza capire, poi tornò a concentrasi su Neve
“ beh… da qualche parte ci sarà pure un Esercito del Male no? Voglio dire, si sa che queste cose vanno così!”
“ ma…” Antanuka si sentiva scoppiare la testa. Le centinaia di domande che aveva si affollarono tentando di uscire tutte insieme, si spintonarono e crearono un ingorgo tale che la povera cavernicola finì col emettere una sorta di strano gargarismo senza senso
“ quello che voleva chiedere Antanuka…” cominciò Eleonora “ è cosa diavolo sta succedendo?” Antanuka emise un grugnito di ringraziamento, ed Ugo fece nuovamente spallucce
“ non è che Fatima sia stata chiarissima… “ borbottò il re “ però in tutte le Terre di Sondra si avverte qualcosa di strano, gli animali diventano aggressivi, molte persone sono state arrestate senza un valido motivo, altri sembrano completamente rincoglioniti…”
“ sì ma…” fece Sikandra stordita “ noi cosa c’entriamo?”
“ beh… “ fece Ugo “ di tutti i nuovi ricercati delle terre di Sondra voi siete le uniche inseguite personalmente da quegli strani esseri trasparenti, quelle Creature… insomma sembra… che siate in qualche modo importanti… che possiate fare la differenza…”
Per l’ennesima volta le principesse si scambiarono sguardi preoccupati e confusi
“ Ma Fatima…” domandò Neve “ non vi ha detto cosa dobbiamo fare?” Ugo scosse la testa
“ no… ha detto che la principessa Bianca Neve sapeva già tutto…” Neve sbuffò
“ tutto un cazzo!” disse tra i denti “ mi ha solo detto di andare nella nebbia…”
“ e tu… voi…” si corresse Ugo “ … ci andrete?”
“ era quello che stavamo tentando di fare…” fece Sikandra “ andare nella Terra delle Nebbie!” Ugo fece un gran sorriso e si voltò verso i paggi che trasportavano vestiti ed altri oggetti
“ perfetto!” disse “ concedetemi allora di offrirvi questi doni!” ciò dicendo sollevò dal mucchio dei vestiti uno splendido vestito rosso fuoco. Aveva l’allacciatura laterale, alla cinese, recava il superbo ricamo nero di un drago, ed era corredato di un paio di pantaloni scuri
“ per Sikandra, principessa dalla curiosità inestinguibile ed ardente come il fuoco!” la principessa si fece avanti con gli occhi che le luccicavano di desiderio e prese il vestito. Poi si ritirò accarezzando il morbido tessuto con le dita.
“ per Antanuka, principessa dalla potenza micidiale e dal cuore gentile!” disse Ugo porgendo un gigantesco abito di pelle di drago con bottoni d’osso intagliato. Antanuka arrossì e si affrettò ad accogliere il dono con un piccolo sgraziatissimo inchino
“ per Aurora, principessa dal cuore e dalla mente libere come l’aria!” Aurora si avvicinò
“ hai il pigiama blu!” ripeté ad Ugo prendendogli dalle mani un delicato vestito azzurro cielo, corredato da una coroncina di nontiscordardimé
“ per Eleonora, principessa dalla fantasia culinaria inestinguibile!” continuò Ugo prendendo dal paggio un bel sari blu con ricami azzurri dalle forme arzigogolate
“ ed in fine per Lolly, detta Neve, principessa dal grande coraggio e grande spacciatrice di cocaina!” il re porse a Neve, che era molto lusingata, un gilet di cuoio nero, irto di spuntoni d'argento, una T-short verde acido con un bel teschione nero ricamato ed un paio di guanti a mezze dita di pelle di drago “ vedo che i jeans strappati già li hai!” fece Ugo strizzandole l’occhio, poi si schiarì la voce ed aggiunse
“ inoltre mi sono permesso di fornirvi altra roba… la troverete nelle bisacce dei cavalli!”
“ cavalli?!” domandò Neve incredula
“ certo…” fece re Ugo ergendosi in tutta la sua modesta statura “ è il minimo che potessi fare!” re Ugo stava per aggiungere qualcos’altro ma un fatina entrò frullando le ali e planò su di lui. Il re si sporse in avanti e la fatina gli disse qualche parola all’orecchio. Ugo si rabbuiò
“ i miei informatori mi dicono che il nemico è alle porte!” disse “ si trova sulla strada maestra e punta dritto su Lacshmy!…” il re schioccò le dita e subito comparve un gruppo di guardie armate “ presto scortate le principesse alle stalle e fatele portare fuori da Driad… fate chiamare il generale… dobbiamo organizzare la difesa il più in fretta possibile!”
Nella concitazione che seguì le principesse non ebbero nemmeno il tempo di ringraziare Ugo. Furono spinte fuori dalla stanza e scortate nelle scuderie mentre nel palazzo del re si scatenava una febbrile confusione.
“ presto!” incitò una delle guardie aiutando Aurora a montare su un cavallino dall’insolito mantello color malva. Le principesse non se lo fecero ripetere, Sikandra salì in sella ad un cavallo arabo dall’aria piuttosto nevrile, Antanuka si issò su un cavallo da tiro dal aspetto elefantiaco, Eleonora su un bel quorter baio e Neve su un superbo cavallo nero da battaglia.
Non appena toccò la sella Aurora si accasciò con un lieve russare
“ ma che…” fece la guardia sorreggendo la principessa perché non cadesse
“ merda!” ringhiò Neve voltando la sua cavalcatura e raggiungendo Aurora “ bisogna legarla!” disse alla guardia piuttosto perplessa, che tuttavia andò a prendere una corda. Neve assicurò Aurora con la corda poi afferrò le redini del suo cavallo “ via,via via…” disse spronando la propria cavalcatura
“ ferme!” intimò la guardia “ se vi allontanate a cavallo non ci metteranno trenta secondi a trovare la vostra pista e a raggiungervi!” Neve lo fulminò con lo sguardo tirando con forza le redini per fermarsi
“ hai un’idea migliore?” chiese
“ Driad vi manderà sull’altura con la magia… da lì proseguirete a cavallo!” disse l’uomo guardandosi in torno, poi si rivolse al compagno “ dov’è Driad?”
“ il re le ha ordinato di scendere…” borbottò la seconda guardia “ ma non la vedo…”
“ Che volete questa volta?” domandò una vocetta acuta, proveniente da una minuscola bimbetta dai capelli biondi in camicia da notte “ stavo facendo un sogno bellissimo!” la guardia fu subito dalla bambina e le spiegò cosa volevano da lei. La piccola divenne improvvisamente pensierosa
“ se lo faccio cosa avrò in cambio?” domandò gingillandosi sulla punta dei piedi. Neve emise un ringhio e le puntò contro la balestra
“ posso dirti cosa avrai in cambio se non lo fai!” minacciò. La bimba non si scompose, fece un piccolo sbuffo e la freccia di Neve si trasformò in un bel gladiolo
“ ma che…?” borbottò Neve, mentre la bambina tornava a rivolgersi alla guardia
“ allora? ” insistette “ cosa avrò in cambio?” la guardia parve riflettere
“ cosa vorresti?” domandò
“ voglio poter scegliere io cosa mangiare a pranzo e a cena!” disse la bambina decisa. La guardia tentennò
“ beh… e cosa ti piacerebbe?”
“ panna montata e meringhe!” rispose con sicurezza Driad
“ sia a pranzo che a cena?” chiese la guardia
“ sia a pranzo che a cena!” replicò la streghetta
“ credo si possa fare…” disse la guardia che grondava sudore per la tensione. Antanuka, Neve e Sikandra tirarono un sospiro di sollievo, ma Eleonora si schiarì la voce con aria contrariatissima
“ panna e meringhe? Ma siete matti? Una bambina non può mangiare sempre panna e meringhe!! Ha bisogno di un’alimentazione variata!” Neve fissò l’amica truce
“ ci voleva solo più l’alimentazione variata!” fece portandosi una mano alla fronte
“ guarda un po’!” continuò Eleonora rivolgendosi alla bambina che la guardava con un broncio mortifero “ assaggia questo pezzo di torta al fumo di viole…” disse porgendo una fetta di dolce estratto chi sa da dove. La bimba tentennò, scrutando con aria diffidente la torta, poi la prese e ne assaggiò un pezzetto. Non appena le papille gustative della bambina si trovano a confronto con l'opera di Eleonora, i suoi occhi stretti nel sospetto si spalancarono per l’estasi
” è buonissima!” fece la piccola maga stupita
“ sono contenta che ti piaccia!” disse Eleonora soddisfatta “ se ci aiuti a fuggire ti prometto che avrai altre torte del genere!” Driad, che ora aveva gli occhi grossi come dobloni, annuì come sotto ipnosi, poi schioccò le dita.
Le cinque amiche ed i rispettivi cavalli si trovarono d’improvviso sull’altura da cui erano scese verso Lacshmy, con un voltastomaco terribile ad unico ricordo del viaggio appena compiuto.
“ Sarà meglio allontanarci…” borbottò Antanuka verde in volto, con una mano sullo stomaco
“ aspetta…” borbottò Sikandra che ondeggiava leggermente sul suo cavallo, come se fosse sul ponte di una nave in mezzo ad una burrasca “ voglio vedere cosa succede a Lacshmy!” Antanuka stava per recriminare che era pericoloso, ma in quel momento Aurora emise un lamento e si svegliò, segno che non c’era pericolo immediato.
Sikandra frugò nella bisaccia della sua cavalcatura e ne estrasse un lungo cannocchiale d’ottone. Lo allungò e lo puntò sulla città fortificata. Le amiche fecero lo stesso.
Le parole di Re Ugo le avevano molto influenzate, e tutte e cinque si aspettavano di vedere un Esercito del Male marciare sulla piccola città. Si aspettavano orde su orde di mostroidi, orchetti, orribiletti, urgali, bestiosauri, fammin, elefanti assassini, dracul, cloni, borg, nazcul e via così. Si aspettavano uno scontro epico, sangue ed eroismo, insomma quelle cose così, che dall’alto e da lontano sono molto pittoresche.
Ma nella valle sottostante non successe nulla del genere.
Il nemico era sì alle porte, ma si trattava dei soliti poliziottoli e della trollizia. Più che ad uno scontro epico sembrava di assistere all’assalto della polizia ad una comune hippy… qualcuno fuggiva, qualcuno si beccava randellate in testa, qualcuno mostrava i documenti con aria colpevole… la resistenza pareva piuttosto blanda, quasi assente, e poi… c’era dell’altro…
Fu Sikandra a notarlo per prima
“ Non vi pare che ci sia qualcosa di strano?” domandò senza togliere l’occhio dal cannocchiale
“ sì!” rispose Aurora, che puntava il suo cannocchiale diritto nel cielo “ ci sono le stelle cadenti!” Sikandra la ignorò
“ ma non dovevano organizzare una difesa?” domandò Neve irritata
“ già…” fece Sikandra “ ma non è quello… c’è qualcosa di strano… nell’aria…” le principesse strinsero gli occhi per capire a cosa si riferiva l’amica. Effettivamente c’era qualcosa di strano nell’aria… tremolava… come quella sopra l’asfalto quando fa molto caldo…
“ guardate vicino alle tende degli elfi…” disse Eleonora con uno strano tono nella voce. Proprio affianco alle tende aeree degli elfi, si notava uno stano addensamento, come se l’aria in quel punto avesse una consistenza, come se si fosse in qualche modo coagulata, come se ci fosse qualcosa di fluttuante, pulsante, senza una forma precisa… e le principesse ricordarono le parole della badante di Golpat…
Analgesia… niente sangue, niente cadaveri… solo menti piegate…
“ che sia una delle Creature…?” si chiese Eleonora ad alta voce, mentre un brivido le percorreva la schiena. Come al solito fu Neve a mettere fine alle chiacchiere
“ non so voi, ma io non ho intenzione di scoprirlo!” disse voltando il cavallo “ farei che levare le tende!” aggiunse.

Per l’ennesima volta le principesse si trovarono chine sulla mappa delle Terre di Sondra per decidere quale fosse la direzione migliore da seguire. Eliminate le Terre Ursine, ed i dintorni di Lacshmy rimanevano due alternative. Una era il Canion del Cane Stanco, lungo, e disabitato. L’altra era attraversare le Tornelle, un territorio pianeggiante densamente popolato.
Se da un lato viaggiare attraverso le Tornelle significava farsi vedere da molta gente, decidere per il Canion del Cane Stanco voleva dire esporsi ad imboscate di ogni genere e negarsi qualsiasi via di fuga.
Le principesse erano in disaccordo. Antanuka e Neve preferivano rischiare un imboscata che non esporsi agli occhi di centinaia di potenziali spie. Sikandra ed Eleonora optavano invece per le Tornelle, la prima perché trovava più interessante visitare queste che non un lungo canalone di roccia uguale a tanti altri. La seconda perché riponeva molta fiducia nella gente.
Aurora, interpellata nella speranza che il suo voto facesse la differenza, disse che a lei avrebbe fatto piacere andare in un bar dove servissero tisane al lampone, e non risolse nulla.
Fu Neve, come al solito, a tagliare la testa al toro
“ a poche yarde da qui è segnata la Casa Del Mago Melvin!” disse indicando il punto sulla mappa “ potremmo interpellare lui… è sulla strada, e non ci costringerebbe a fare nessuna deviazione!” Così fu deciso, e le principesse ripresero il cammino.

La casa di Melvin si trovava in un bel boschetto di betulle. Era un edificio grigio, squadrato, ed aveva tutte le finestre sbarrate
“ Forse è scappato come Fatima…” disse Neve osservando le assi inchiodate sulle finestre
“ tentar non nuoce…” disse Sikandra bussando comunque alla porta. Per qualche istante non successe nulla, poi qualcuno infilò un paio di banconote sotto la porta
“ La-lasciala sullo zerbi-bino!” disse una voce roca dall’interno della casa “ e ti-tieni il resto” Sikandra si allontanò dalla porta presa alla sprovvista
“ ehm…” disse “ noi cerchiamo Mago Melvin…”
“ n-non sei quello che po-porta le pizze?” chiese la voce con una certa preoccupazione
“ no…” rispose Sikandra “ …vorremmo parlare con mago Melvin…” ripeté la principessa sempre più dubbiosa, poi aggiunse “ …sei tu?”
“ co-cosa volete da lui?” domandò la voce piuttosto elettrica
“ chiedergli se…” ma Sikandra non riuscì a finire la frase, perché la porta si dischiuse appena. Da dentro la casa proveniva una strana soffusa luce verdognola, e la faccia brufolosa di un ragazzo spiava le cinque amiche da dietro un paio di occhiali spessissimi. Un’espressione di stupore misto a spavento si dipinse sul volto del giovane quando mise a fuoco le cinque principesse
“ v-voi… voi sie-siete fe-femmine!” disse come se fosse un’assurdità, e poi richiuse la porta di colpo. Le principesse si guardarono confuse, Neve stava per aprire la bocca quando la porta si dischiuse di nuovo
“ po-potete entrare…” balbettò il ragazzo osservandole con un’espressione di assoluto stupore.
L’interno della casa del mago era buia, eccetto per la luce verdognola che pareva provenire da numerosi schermi disposti un po’ ovunque. Eleonora inciampò e finì lunga e distesa per terra.
“ Cosa sono tutti questi fili?” chiese la principessa rimettendosi in piedi e massaggiandosi un ginocchio.
“ i ca-cavi di c-collegamento…” rispose il ragazzo che si spostava nell’oscurità con le stesse movenze di un topo nella sua tana.
Quando i loro occhi si abituarono alla penombra le cinque amiche cominciarono a distinguere qualche particolare in più. Il pavimento era un groviglio di fili, tutte le superfici orizzontali erano occupate da schermi su cui scorrevano le immagini più varie: piccole astronavi sparanti, parole, pagine web e così via. In mezzo a quel caos si potevano vedere avanzi di pizza e di pasti cinesi
“ dov’è Melvin?” domandò Neve. Il ragazzo si girò, era pallido e secco, come una pianta cresciuta al buio, cosa che probabilmente era
“ io s-sono Melvin!” rispose. Neve lo osservò con aria scettica
“ non sembri proprio un mago!” disse.
“ lo s-sono…” borbottò Melvin “ so-sono un m-mago dei computer!” Neve sollevò un sopraciglio, sempre più scettica
“ allora potresti aiutarci a risolvere un piccolo problema?” domandò Sikandra
“ ce-certo!” disse Melvin con entusiasmo “ vi serve una co-connessione rapida ad i-nternet? Volete aprire u-un blog? Avete un vi-virus? Volete c-creare un virus? Volete v-violare il sistema di si-sicurezza del P-pentagono?” Antanuka guardava Melvin con la bocca leggermente aperta, attonita, poi si voltò verso le amiche
“ questo è pazzo!” bisbigliò.
“ veramente…” borbottò Sikandra “ vorremmo sapere che strada è meglio prendere per andare nella Terra delle Nebbie…” Melvin si portò una mano al mento e si stuzzicò un brufolo con aria pensosa
“ no-non saprei… ” disse “ vi s-servirebbe un GPS”
“ cos’è un GPS?” chiese Eleonora che non ci si raccapezzava più
“ è un na-navigatore s-satellitare!” spiegò Melvin. Antanuka si portò l’indice alla tempia in un gesto molto esplicativo
“ senti Melvin… non so cosa sia un navigatore satellitare… ma a noi serve semplicemente che tu ci faccia una piccola previsione del futuro…” disse Eleonora cercando di semplificare le cose. Melvin si crucciò
“ volete g-giocare in borsa?” domandò
“ n…no…” borbottò Eleonora che non sapeva più che pesci pigliare, cercando di respingere Antanuka che aveva preso a tirarle il vestito per convincerla a lasciar perdere “ interpretare gli spiriti… leggere nelle sabbie del tempo… insomma quelle cose che fate voi maghi!” Melvin si grattò la nuca
“ no-non i maghi del computer!” disse, poi parve rifletterci per un secondo “ però forse un mo-modo c’è…” borbottò fra se e se “ potreste po-provare col S-solitario Divinatorio… ve-venite con me!”
Le principesse seguirono il mago dei computer in un’altra stanza, fino ad uno degli ennesimi schermi. In questo nuotavano un sacco di piccoli pesci. Melvin toccò un aggeggio grigio che stava sul tavolo ed i pesci scomparvero lasciando sullo schermo l’immagine di due verdi colline ed un cielo azzurro
“ wow! ” fecero le principesse in coro, meravigliate dalla potenza di quel sortilegio. Melvin le ignorò e continuò a muovere il piccolo oggetto grigio. Sullo schermo comparvero delle carte da gioco disposte in modo particolare
“ ecco q-qui!” disse Melvin “ voi po-ponete il q-quesito, poi fate il so-solitario… se vi riesce la r-risposta è sì, se non vi vi-viene, la risposta è no!”
“ e come si fa a fare il solitario?” chiese Eleonora. Melvin spiegò rapidamente le regole, poi si congedò
“ ora s-scusate ma di là sto s-scaricando della roba!” disse filando via nell’ombra
“ bene…” disse Sikandra “ poniamo questo quesito!”
“ okay…” fece Neve riflettendoci “ che ne dite di… dobbiamo attraversare il canion?”
“ per ma va bene!” disse Sikandra “ ora proviamo a fare il gioco…” come Melvin le aveva istruite le principesse presero a muovere il piccolo aggeggio grigio, schiacciandone i piccoli tasti e spostando le carte sullo schermo
“ mi sa che abbiamo perso!” disse Sikandra, Mentre Neve cercava istericamente di mettere una regina di picche su un re di fiori “ la regina nera va su un re rosso!” Neve sbuffò
“ che regola del cazzo!” disse lasciando perdere “ e poi qualcuna mi spieghi perché la donna non può stare negli spazi vuoti ed il re sì… questo è maschilismo bello e buono!” Sikandra fece spallucce
“ comunque sia, quelle erano le regole e tu hai perso… quindi si passerà per le Tornelle!” Antanuka sospirò
“ i patti erano i patti!” ammise mentre Neve metteva su un’aria piccata “ direi che possiamo andarcene… questo posto mi fa sentire a disagio…” continuò la cavernicola
“ okay…” rispose Sikandra “ avvertiamo Melvin “
“ forse dovremmo dargli una mano a scaricare…” fece Antanuka “ mi sembra un tipo piuttosto debolino…”
Ma quando trovarono Melvin nella stanza affianco questo non stava spostando nessun oggetto, ed era incollato ad uno degli schermi
“ noi…” cominciò Sikandra “ andremmo via…” Melvin non rispose, ne diede segno di aver notato la loro presenza. Le principesse fecero spallucce ed infilarono la porta… I maghi dei computer erano proprio tipi strani.

Nonostante i dubbi sulla validità della fonte dell’informazione le principesse si diressero verso le Tornelle, come indicato dal Solitario Divinatorio.
Il primo dei piccoli villaggi che incontrarono appariva disabitato. Le strade erano deserte e polverose. Le case avevano l’intonaco scrostato, e diverse tegole mancavano dai tetti. Le piante nelle aiuole erano secche, e solo le erbacce più tenaci resistevano ai bordi delle strade. Gli zoccoli dei cavalli che calpestavano il terreno arido erano l’unico suono che si udiva oltre al vento.
Le cinque amiche non parlavano. Una stana sensazione di desolazione le aveva colpite.
Lasciato alle spalle il villaggio abbandonato, il morale delle principesse parve risollevarsi, ma non durò a lungo.
Anche il secondo villaggio in cui entrarono era completamente deserto. Le cinque amiche trattenevano il fiato prima di voltare ogni angolo. Pur senza volerlo ammettere, credevano a re Ugo. E dietro ogni svolta della strada, si aspettavano di trovare mucchi di cadaveri accatastati, o scie di sangue lasciate alle spalle dal fantomatico Esercito del Male.
Quando lasciarono il secondo villaggio, senza aver trovato nessuna traccia degli abitanti, ne vivi, ne morti, i loro nervi erano tesissimi.
“ Beh… effettivamente se va avanti così non dobbiamo temere nessuna spia…“ tentò di scherzare Neve, ma la sua ironia era permeata di tensione
“ ma che fine avranno fatto tutti?” si chiese Eleonora con un filo di voce
“ che sia davvero passato un Esercito?” domandò Sikandra. Antanuka grugnì a disagio
“ avrebbero lasciato qualche traccia…” borbottò la cavernicola osservando il terreno dalla vertiginosa altezza del suo destriero
“ già…” rispose Eleonora “ ma allora cosa può aver costretto gli abitanti ad andarsene?” nessuna delle amiche le rispose, e la sua domanda si perse nel vento insieme alla polvere.

Nel pomeriggio le principesse si accamparono, poco fuori dall’ennesimo villaggio abbandonato. Il morale era a terra, e le amiche si concessero una sosta piuttosto lunga.
Re Ugo aveva fornito loro un sacco di roba utile, corde, armi, cannocchiali. Ma non aveva tralasciato qualche dono meno indispensabile ma altrettanto gradito. Neve aveva trovato nella sua bisaccia un bel libro intitolato Piccoli spacciatori crescono. Antanuka un grosso volume: i dieci segreti della la caccia al mammut. Aurora un piccolo libro di poesie con splendide illustrazioni ad acquarello. Sikandra un volumone dal titolo Guida alla sperimentazione in tutte le sue forme. Ed Eleonora una trilogia: Divorzio, come ottenerlo: relazione sulle peripezie di uno che c’è riuscito.
Tutte e cinque le amiche si immersero profondamente nelle proprie letture.
Fu Eleonora ad alzare la testa per prima.
“ Anty… mi daresti un secondo la mappa…” disse con aria crucciata “ vorrei controllare una cosa…” Antanuka si sfilò la mappa dal vestito senza alzare gli occhi dal libro e la porse all’amica. Eleonora la prese e la dispiegò. Se le principesse non fossero state così prese dalla lettura avrebbero notato il volto di Eleonora farsi pallido
“ dobbiamo tornare indietro!” disse la principessa con tono preoccupato ma deciso. Neve sollevò lo sguardo dal paragrafo che stava leggendo
“ eh?” domandò distrattamente
“ dobbiamo tornare indietro!” ripeté Eleonora. Si sollevarono anche le teste di Sikandra ed Antanuka, mentre Aurora rimase china sul suo libro.
“ tornare indietro? Ma ormai siamo quasi ad un quarto del tragitto!” borbottò Antanuka “ e poi sei stata tu a dire che…” ma Eleonora non la fece finire
“ so perché i villaggi sono abbandonati!” disse. Le tre amiche la guardarono senza parlare “ è colpa di Sauron!” continuò lei, con la voce vibrante di preoccupazione
“ e chi cazzo è Sauron?” domandò Neve. Eleonora portò la cartina alle amiche ed indicò un punto in centro alle Tornelle
“ quello è Sauron!” disse. Antanuka, Neve e Sikandra aguzzarono la vista per capire di cosa si trattasse. Il sottile indice di Eleonora indicava il minuscolo disegno di un occhio, raffigurato in cima ad una specie di torre
“ un occhio?” domandò Antanuka senza capire
“ esatto!!” fece Eleonora “ è l’Occhio del Male! L’occhio di Sauron! Re Ugo diceva la verità: c’è un Esercito del Male, e Sauron ne è il capo supremo!” le tre principesse guardavano l’amica piuttosto preoccupate
“ e come sai queste cose?” chiese Sikandra
“ è scritto in questi libri!” disse Eleonora porgendo i libri donatele da re Ugo “ raccontano le vicende dell’unica persona al mondo che sia riuscita ad ottenere il divorzio legalmente e…” Eleonora stava per continuare ma Neve la interruppe
“ ehi… non sapevo che divorziare fosse così complicato da queste parti!”
“ lo è!” disse Eleonora con calore “ le pratiche sono lunghe e difficili, figuratevi che bisogna gettare l’anello nuziale giù in un vulcano attivo… è l’unico modo per distruggerlo, e con lui il vincolo coniugale…”
“ non capisco come tutto questo c’entri con la nostra situazione…” borbottò Antanuka alla quale il divorzio interessava ben poco. Eleonora si voltò verso di lei
“ in questi libri sono citati Sauron e il suo esercito…” spiegò lei “ e c’è anche la descrizione di Sauron stesso: un gigantesco occhio senza palpebre che domina sui territori circostanti, che sono ridotti a lande desolate!” Ci fu un breve silenzio, durante il quale Antanuka e Neve osservarono meglio il piccolo occhio disegnato nel centro delle Tornelle, mentre Sikandra leggeva qualche pezzo del primo libro di Eleonora: La compagnia dell’anello
“ questa storia è proprio interessante!” disse la ragazza “ è chi sarebbe questo Gandalf?” Eleonora si riscosse dalle proprie riflessioni
“ eh? Oh, sì, Gandalf è l’avvocato divorzista!” spiegò, poi si rivolse alle amiche con una cera serietà “ secondo voi cosa dobbiamo fare?” Antanuka fece spallucce
“ ormai siamo qui… tornare indietro ci costerebbe un sacco di tempo…”
“ sono d’accordo con lei!” disse Neve “ e poi non sono convita che l’occhio sulla cartina sia proprio questo Sauron di cui parli… la didascalia dice G.F.!” Eleonora controllò la mappa e parve calmarsi un pochino
“ tu cosa ne pensi Sik?” domandò all’amica che si era immersa nella lettura della compagnia dell’anello
“ penso che se si trattasse di Sauron sarebbe davvero interessante!” disse. Eleonora sollevò gli occhi al cielo
“ tre contro una… proseguiamo…” disse rassegnata “ spero solo di essermi sbagliata!”.

mercoledì 5 settembre 2007

Astenersi i deboli di stomacO

Convocazione SaBBa

OGGETTO: saluto a .G


Ci siamo,

la più svampita delle streghe parte!
nientemeno che per Pechino!
( Invidia....)

Quindi


ATTENZIONE
ATTENZIONE
il SABBA di saluto è convocato per stasera

alla festa dell'UNITA' al Parco Stura

Ci si trova là dalle 20.00 in poi


Per chi vuole rischiare un passaggio sull'aspirapolvere volante,
pardon,
l'auto,
di DEVI alle 19.00-19.15 si faccia trovare a Imladris.


Per la cena io e Donna Teresa,
per mantenere alte le tradizioni alimentari streghesche,
garantiamo lasagne da asporto...

quel che si dice fast food ...


...e per digerire cosa c'è di meglio concerto dei
MODENA CITY RAMBLERS?

A 'stasera gente.

Bellezze ASIATICHE2

Giusto per fare un pò la lesbica di turno, vi mostro io alcune bellezze orientali, ma al femminile (poi vediamo cos'ha da ridire Fulvio in proposito)










E non osare dire che nemmeno una di queste ti piace perchè sei un bugiardone!!!!Piacciono pure a me!!

martedì 4 settembre 2007

Mi hanno fregato!!!

Ragazze, è inutile. Ci sono caduta di nuovo. Mi hanno fregato ancora.

Un bel po' di tempo fa mi arriva una mail con l'offerta di fare delle ore di assistenza presso una ragazza tetraplegica spastica con atetosi. Io, un po' per il bisogno di lavoro, un po' perché non ci ho pensato bene, ho detto di sì. Nessuno mi ha più ricontattato per tre mesi e non ci pensavo ormai più, quando mi arriva una mail che mi invita ad andarla a conoscere.

Io ci penso e dico "cavolo, no! Prima i sordi, poi adesso anche i disabili... non ce la fo. Dico di no."

Sono andata all'appuntamento serissima e convinta. Adesso dico mi dispiace ma nel frattempo ho già trovato un'altra soluzione... Ero preparatissima, sul serio. Pronta a tutto... ma proprio a tutto...

E invece no. Non ero preparata ad Arianna, al suo sorriso, alla sua intelligenza limpida e vivissima, al suo vocabolario ricchissimo, alla sua testa adatta in tutto e per tutto ai suoi 31 anni di età. Diplomata, legge moltissimo, usa il computer, scrive sms, tutto questo non avendo il controllo di nulla dal collo in giù. Non parla, comunica attraverso un alfabeto fatto di smorfie, eppure dice cose sensate ed intelligenti, cita film e libri, scherza e ti fa ridere come niente.

Questa è Arianna.

Che devo dire, ragazzi? La prossima settimana inizio. Sarà dura all'inizio farsi strada fa le varie smorfie che sembrano tutte uguali, ma lo faccio volentieri. Saranno solo poche ore alla settimana, gliel'ho già anticipato, e lei mi ha risposto che tutto il tempo che posso stare insieme a lei per lei è il regalo più bello.

Ari, non ti conosco ancora ma ti voglio già bene. Finché posso strizzare un'ora dalla mia giornata per stare con te sappi che lo farò. Tu non mi puoi abbracciare ma lo faccio io. Un bacio, la tua Babi.

Memoria

Mattina-ore 9.00- 3/settembre/2007

Davanti al fornello, E. deve scegliere, afferra la caffettiera, versa, VUOTA!
Si, di caffettiere ce ne sono 2,
la memoria dovrebbe risalire nel tempo a 10 secondi prima e dirmi qual'è quella che ho appena spento mentre gorgheggiava....ma....

E.: "Ma che CRETINA che SONO!

D.T.:" Non si parla male degli ASSENTI!!!!"

Umorismo mattiniero a Imladris...del resto Donna Teresa è sveglia già da un po', al contrario mio che non mi sono svegliata neanche quando, con terribile ritardo sulla tabella di marcia, mi sono dolorosamente alzata dal letto....


Che MerdadiMemoria!

....però...2002...autunno:



...un pomeriggio assolato ma non caldo,
camminando lenti sul selciato,
presi da uno straordinario ambiente
che ti satura pur rimanendo estraneo,
.
ci inoltriamo in questa Mostar,
.
sogno, seguo il filo delle mie riflessioni,
al risveglio mi ritrovo con un solo compagno di viaggio,
.
un intesa silenziosa,
.
continuiamo a inerpicarci per le strade
fino a quando un filo invisibile non ci riconduce al fiume,
.
di nuovo
.
davanti all'imponenza del PONTE ormai assente.
.

.
Discesa,
.
ripida come una scalata,
un improbabile tavolino da Caffè
sopra le acque verdi e turbolente del fiume,
la faccia di un cameriere,
.
una maschera dura,
.
ancora più improbabile.

.

Caffè. Grazie.


Caffè...e una piccola scimmietta rossa,


come cucchiaino.
.

Insomma la morale è:
Se sei dotata di una MemoriadiMerda impara quali Caffè dimenticare e quali NO!

domenica 2 settembre 2007

Bellezze ASIATICHE!







Voi pensate che questo post sia dedicato a .G con tanti auguri di un buon soggiorno cinese.......
e invece NO la dedica e tutta per........... FULVIO!
Ma voi care streghe rifatevi pure gli occhi!
E . G potrebbe meditare sul souvenir da portare alla sua carissima amica E.;)....


illusioni in islanda

E' mezzanotte. Il sole si finge tramontato dietro alle colline, ma non lo è. L'aria è in balia di un buio indeciso, verdognolo ed incompleto.
La capitale è deserta. Non una macchina per le strade, non una persona affacciata alle case.
Solo vento. Vento gelido che non trova nemmeno una cartaccia da sollevare.

Tutto sembra fatto per illuderci.
Il sole non tramonta, come se il domani non dovesse arrivare mai.
Le strade sono vuote, come se la città fosse nostra.
E tu mi baci, come se non ti avessi appena ferito, come se non ci fossimo appena detti addio.

Ma le porte della capitale di ghiaccio sono chiuse per noi. La città non ci appartiene.
Il sole sorgerà senza essere tramontato.
E noi non ci rivedremo più.

Ma se mi baci di nuovo, per un istante, un solo, brevissimo, lunghissimo istante... Il sole si fermerà davvero.
La città ci apparterrà.
E diventeremo padroni del tempo.

Gli UNICI CARCIOFI CHE HANNO UN VALORE SONO QUELLI CHE POSSO MANGIARE


Questa frase geniale, dell'altrettanto geniale spettacolo di Claudio Bisio "I bambini sono di sinistra" mi sembra ricollegarsi perfettamente alle riflessioni di MM sul vero valore delle cose(e del letame in particolare) in questo Mondo che le "Scale di valori" sembra essersele giocate in Borsa.



venerdì 31 agosto 2007

A spalare merda

La sveglia che ti martella i timpani, bocca da sonno, palpebra che oppone strenua resistenza all'adempiere della mia volontà, piede giù dal letto e sono sveglia. Mi preparo il caffettino al volo, guardo l'orologio "Porco io, son tardi anche stamattina". Acchiappo camice e stivali, schiaffo tutto in macchina che dopo qualche giorno puzza pesantemente di stalla (mia mamma che si rifiuta di entrare anche se le servirebbe per fare la spesa "Ma non lo puoi mettere un Ambra Magìc???") E via, su per i Castelli a casa di Enrico, percorrendo la mitica via Biss (=biscia) che è davvero un serpentino nero che si snoda per chilometri con curvoni che si susseguono uno drio man che l'altro arrivo con la nausea in Via Mandre. Scendo dalla macchina, respiro profondo per riprendermi dallo zig zag e suono a casa di Enrico. Prontamente mi accoglie la figlia (2 anni e mezzo, una socia che promette veramente bene) che mi dice
"Signorina giochiamo??"non ha mai imparato il mio nome
"Ehm veramente devo lavorare col tuo papà"
"Ma non giochiamo?Devi fare le punture alle mucche che stanno male?"
"Eh sì"

Con Enrico ci rinchiudiamo nel laboratorio e esaminiamo i campioni raccolti e incubati per 24 ore, centrifuga per mezz'oretta, striscio il vetrino e colorazione di Gram (blu di Genziana e Eosina) Al microscopio si esamina il precipitato e l'eventuale presenza di batteri o muffe in modo da intraprendere una terapia mirata e non con antibiotici a caso. Nel frattempo il telefono squilla incessantemente: sono gli allevatori. Enrico appunta diligentemente tutte le chiamate su dei fogliettini che poi ordina in base al percoso da fare o all'urgenza del caso. Si saluta la Maria e la Isa e si parte. Di nuovo in senso inverso via Biss, i succhi gastici si shakerano bene col caffè e via. La maggior parte della chiamate sono per delle fecondazioni artificiali. "Dotor la vaca la è vegnesta mata" =la vacca è diventata matta, che poi ho scoperto che non si trattava della sindrome della mucca pazza ma del calore. Indossiamo guanti ascellari e via palpazione rettale, è in calore??? Se sì allora l'allevatore sceglie il seme del toro che preferisce su consiglio del mitico Enrico:
Pantene (Limousine che butta piccolo, buono perchè il vitello vien venduto da carne e non dà problemi al parto)
Italo (è un piemontese che da noi ha un certo successo, perchè i vitelli sono piccoli e nascono bene)

Toy story(che se non sbaglio è un Blue Belga)
E via dicendo
La maggior parte delle chiamate sono per o diagnosi di gravidanza o fecondazioni artificiali. Enrico mi insegna a distinguere le varie "Facies"(facce) delle vacche per capire se stanno bene, male, sono recettive, in calore e via dicendo. Vi dirò che a me le facce delle vacche sembravano gira e rigira tutte uguali, solo dopo alcuni giorni ho cominciato ad intuire le vaghe differenze. Mentre Enrico prepara le bollette per l'allevatore io gioco coi bocin, che sono curiosi da morire e mi succhiano le dita, scambiandomi per un enorme mammella di mucca.
Poveracci: vengono separati subito dalla madre e allattati con latte zero e poveri cucciolotti sono lì tutti assieme che si fanno compagnia, si succhiano reciprocamente le orecchie e si prendendono a testate (di solito sono così piccoli che non hanno ancora le corna).

Di nuovo in macchina e via alla stalla di G. è nato da poco un Jersey, il toro sta male, ha una zampa gonfia e c'è una vacca in chetosi. "Il bocin è un spetacol" Non riconosco subito la razza perchè tra il vero e i libri ci sono abissi. Cerchiamo intanto di capire perchè la vacca è in chetosi, e l'occhio esperto di Enrico che mi chiede di ipotizzare una diagnosi ha già risolto il problema. Mentre mi arrovello a cercare eziologie improbabili
"Varda ben la sua vicina"mi suggerisce
Che sia contagiata anche lei?No
E' una vacca grassissima:Gelsomina

"Vedi: la Gelsomina gli porta via il cibo: questa vacca è in chetosi perchè la vicina si mangia anche la sua razione"
Detto fatto, accorciamo la catena della Gelsomina, e sta volta riconosco che la sua Faces è incazzata e diamo doppia razione alla povera Lalla, mentra la Gelsomina volge la sua espressione in invidia.
La Carolina invece è la vacca da guardia, è una manza tutta nera che quando sente avvicinarsi qualcuno alla stalla o una macchina arrivare salta su due zampe e si affaccia alla piccola finestra della stalla e sporge il muso per curiosare chi arriva. Sotto l'attento sguardo di Carolina partiamo alla volta di un altra stalla.
Mastiti. E' il male più rognoso e diffuso nelle stalle delle vacche da latte. In quest'altra stalla, abbastanza piccola, mentre raccogliamo campioni di latte da esaminare, per capire che tipo di terapia iniziare, all'angolo, tra la paglia spuntano 4 gattini, di massimo 3 settimane, microscopici che esplorano le gigantesche vicine.Poco lontano dietro alle corsie delle vacche 2 "anare mute"covano le loro uova e mi guardano soffiando minacciose, un pò più in là, mamma e anatroccoli passeggiano tra una maremmana e una pezzata rossa.Per condire il tutto arriva un grosso e affettuoso spinone che nel bel mezzo di una palpazione rettale mi poge insistentemente una pallina da tennis: vuole giocare! E' incredibile la varietà di animali presenti in questi ambienti.
In un'altra stalla ancora, in provincia di Vicenza, l'allevatore (che è anche un ragazzo abbastanza giovane e simpatico) riesce a far convivere nella stalla e dintorni: gli asini dell' Amiata (quelli grigi con la riga scura sulla schiena,bestie bellissime e socievolissime) e cavalli;
Mentre in quello che noi chiamiamo "il puner"(mia mamma da piccola mi diceva sempre di non entrarci lì, nel pollaio che se no prendevo i "peoci puini"=pidocchi delle galline): polli di tutte le qualità e sorti, oche, anatre, fagiani e faraone.
Nella stalla più grossa invece per la gioia dei miei occhi le scrofe che in quel periodo avevano appena partorito 14 meravigl
iosi porcellini, nel box a fianco inevce già più grandicelli c'erano altrettanti maialetti che correvano come matti a acchiapparsi e morsicarsi le orecchie. Coi maiali naturalmente convivevano tranquillamente le vacche.
E' incredibile, a volte penso che forse è solo un sogno, e mi pizzico la mano.
E' vero? ci sono ancora persone che nonostante tutto hanno passone per questo genere di attività e di vita (una vita che non ti permette di fare altro se non quello, nemmeno le vacanze, se no chi le munge le vacche?chi gli da da mangiare?)?? E mi ha stupito ancora di più vedere che nel ricco nordest (forse siamo diventati troppo ricchi, troppo in fretta e non abbiamo capito dove sta la vera ricchezza) è rimasta ancora una traccia abbastanza profonda della vita contadina. Proprio nel nordest? Beh curioso, il contadino da noi non si chiama più "contadin" ma imprenditore agricolo, e metti anche che si fa i miliardi (perchè da noi poche son le robe che contano: gli abiti firmati, la mercedes decapottabile, una villa da far invidia a quelle sulla costa azzurra, il diamante che è per sempre alla moglie). Poi scopri che i miliardari imprenditori agricoli hanno buchi (che dico buchi?voragini!!!) finanziare da colmare, e sono indebitati fino al collo, ma hanno la decappottabile. Ed è una realtà sconcertante, diffusa anche fra alcuni dei miei più cari amici: bisogna apparire! Abiti firmati dalla testa ai piedi (D&G, Nero Giardini, Armani, Ray Ban) perchè se non sei firmato sei un morto di fame (oppue una comunistoide-anarchica-chenotecapissiuncasso-hippy-drogata-e chi più ne ha più ne metta, come nel mio caso, che forse è anche peggio). E chi se ne importa se devi sgobbare in fabbrica 10 ore al giorno e farti gli straordinari quando puoi avere una mercedes!
Vuoi mettere la soddisfazione?
La soddisfazione di SEMBRARE un figlio di Benetton?
Ma andate un pò tutti a spalare merda dalle stalle!
E allora mi pizzico una mano, e non è un miraggio: esistono!Esistono ancora!!!!E questi sono felici di spalare merda (perchè in pochi lo sanno ma la merda è davvero ricchezza) E allora un pò mi commuovo quando questo trentenne mi sorride e mi chiede se voglio delle uova, e chiede a Enrico se può commutare il suo pagamento in una cena al suo agriturismo...E quasi mi vengono i lacrimoni, perchè lui è ancora più avanti:i soldi sono solo soldi e non valgono più delle uova o di una bella e buona bistecca.
Continuo a pizzicarmi la mano.

giovedì 30 agosto 2007

Partenza


Ormai è fatta:sto partendo! Per chi non lo sapesse, venerdì 7 settembre, ore 10.55 parto per la Cina, per la precisione, PECHINO!!!!!(che?????In classe economica????Dio, che padre braccino!). Ho appena comprato la mia meravigliosa valigia con le tartarughe verdi (che andrà meravigliosamente persa all'imbarco!): ha una capienza di circa 40 chili, che figata!Una figata un pò inutile, dal momento che io ne posso portare solo 20, ma non importa!C'è stato un momento di incomprensione con la commessa, prontamente superato, anche se non capisco il perchè di tutte queste storie. In fondo le avevo solo chiesto una valigia che potesse portare anche i mobili (e allora?Dovrò pure portarmelo via un comodinetto di epoca Ming, o una credenzina Qing!). Inconcepibile! Non ce l'avevano. Comunque sia, ormai i documenti li ho tutti, o almeno così mi illudo; ma in fondo, dove sarebbe il brivido del viaggio se non scoprissi, a 10.000 chilometri da casa, che mi manca qualche fondamentale timbro o bollo?! Ho persino la cartina e una guida (anzi, La Guida!La Rutarda ovviamente!!). A proposito, un paio di ringraziamenti credo che siano d'obbligo:

-ringrazio Eli e Silvia per la cartina e la Rutarda, e per aver intuito che a forza di rimandare, avrei finito per non comprarle mai;

-ringrazio i miei genitori, che dopo mille mugugni si sono convinti a non legarmi al tavolo della cucina per impedirmi di partire, e ringrazio soprattutto mio padre, che dopo tante incertezze non mi accompagnerà fino in Cina per controllare che io non mi perda;

-ringrazio tutti coloro che mi hanno detto che ce la farò, e anche quelli che mi hanno chiesto notizie, dimostrando di interessarsi a me o quantomeno al modo in cui morirò;

-ringrazio Mavia, Teresa, Fulvio e Martino per lo specchio che mi hanno regalato ("ATTENZIONE!! STO RIFLETTENDO UN GENIO"): vi assicuro che non abbandonerà mai il mio zaino!
Spero di potervi salutare ancora, magari mangiando un'ultima volta qualcosa di italiano... Pizza al gorgonzola, spaghetti con le cipolle, kebabb... Quanto mi mancheranno!! Baci

Perchè cani e gatti quando puoi fare il buiatra??



E' stata un'estate strana, avrebbe dovuto essere un'estete di riposo ma non è stata proprio così.
E' stata un estate bestiale, un'estate di campi, vacche, oche e galline, fieno, maiali, gatti, cani, fecodazioni arificiali, asini, palpazioni rettali e tanta tanta merda di vacca (buasssa).
Sveglia alla mattina alle 7.00, caffettino, monta in macchina e corri su per i monti a casa di Enrico (il Dio delle vacche) un veterianario di 105kg alto 2 metri.
Analisi di laboratorio sui campioni di latte o cacca raccolti il giorno prima, la palpebra che si abbassa sull'obbiettivo del microscopio, e streptococchi, o coli o stafilococchi o muffe spiaccicati sul vetrino...
Planning della giornata:in media 20 stalle al giorno.


Il veterinaio passa la metà del tempo in auto.Su e giu per le mie terre da una parte all'altra della Pedemontana dalla provincia di Vicenza al confine con Belluno, e via...Montagne, dolci pendii floridi di vigneti, casette in pietra, campi, fiumi, boschi, luoghi che mi ero dimenicata che fossero così belli.
L'altra metà del tempo un buiatra la passa nel retto di una vacca, e non pensate che sia cosa facile perchè "ragasssa le rosse le urta"(=alla palpazione rettale le pezzate rosse stringono il culo) per cui la mia prima palpazione rettale fatta su una rossa non ho senito niente , o meglio solo tanto caldo e cacca perche avevo un laccio emostatico a livello del bicipte!!!
Ho imparato a distinguere un murmure vescicolare attenuao da uno normale, ho sentito vitelli con forme polmonari bruttissime, ho visto papillomi vaginali grossi come 2 dei miei pugni, ho imparato a usare il metal detecor per ricercare corpi estranei nel reticolo (prestomaco della vacca) perchè le prove algogene non servono a un belino!!!
Ma ragasse la cosa più bella in assoluto che proprio ti strappa il cuore e ti fa credere che non vale la pena stare rinchiuso in un ambulatorio 10 ore al giorno coi cagnolini stitici della matrona
impelliciata sono i parti. Cristo che roba far nascere i vitelli.



E'proprio una cosa che non so spiegare, la mia prima vitella l'ho palpata quando ancora era in utero:la testina le zampette e poi via coi lacci e tirare come pazzi per far uscire questa frisoncina che era oltre il termine di alcuni giorni. E' nata bellissima, sanissima, e si è quasi subito messa in piedi muggendo da neonata (e il muggito del neonato è un'altra roba che ti sconquiffera i visceri). E i contadini, ma quelli di una volta, sono la cornice di questo favoloso mondo che stiamo perdendo, perchè loro, anche se hanno 4 vacche e le stalle non sono a norma, alle bestie vogliono davvero bene, se ne muore una o sta male è lutto in famiglia. Non si azzardano a tentare una terapia a caso prima di chiamarti ("dotor el bocin l'è malà!cossa oni da far??") e hanno rispetto per il tuo lavoro e per la tua competenza. Hanno una tale considerazione del veterinario che dopo la visita alla stalla la vecchietta ti sorride sdentata e con una ragnatela fitta fitta di rughe in faccia e le mani nodose mi porge il catino con l'acqua tiepida e l'asciugamani pulito e mi dice
"ma dotoresa certo che ghe vol vero passion par far sto laoro, ben ela la è dovena...spete che ghe porte el saon!"

Ma perchè fare il veterinario dei cagnolini e gattini quando puoi fare il buiatra???

mercoledì 29 agosto 2007

I'm no superman

Sono tornata!!! E vi dico una cosa, non sono superman (Man e non Woman perchè il lavoro che faccio è una prerogativa maschile e sono divenata ancora un pò più maschia di prima)...queste vacanze sono state molto più dure del previsto, ho lavorato come una matta fino allo sfiorare lo squilibrio mentale (più del solito) ma sono sopravvisuta.
Ah non so se mai riuscirò a postare perchè Martinchio ha installato Linux sul pc (...tiè maledetta corporation della microsoft...) ora però come si usa sto software???mah


Tha violet buning- Superman (per intenderci: è la sigla di Scrubs...)

Out the door, just in time,
Head down the 405,
Gotta meet the new boss by 8am.

The phone rings in the car,
The wife is working hard,
She’s running late tonight, again.

Well, I know what I’ve been told
Uve gotta work to feed the soul
But I cant do this all on my own
No I know, I’m no superman.

I’m no superman

You’ve got your love on line,
You think your doing fine,
But you’re just plugged into the wall,
And that deck of tarot cards
Won’t get you very far
There ain’t no hand to break your fall.

Well, I know what I’ve been told
You’ve gotta know just when to fold
But I can’t do this all on my own
No I know, I’m no superman

I’m no superman

That’s right

You’ve crossed the finish line,
Won the race, but lost your mind
Was it worth it after all?

I need you here with me,
Cause love is all we need, yeah
Just take a hold of the hand that breaks the fall

We’ll I know what I’ve been told,
You got to break free to break the mould,
We’ll I can’t do this all on my own,
No, I can’t do this all on my own,
I know that I’m no
Superman

I’m no superman

I’m no superman

Someday we’ll be together
I’m no superman
Someday

Someday we’ll be together
Someday
I’m no superman

giovedì 16 agosto 2007

OLANDA!

Torno con la fortuna di aver visitato un altro pezzo di mondo,
e di averlo trovato di una bellezza coinvolgente e appassionante...
UNICA!
La gente, la terra strappata al mare,
le mucche frisone (nel loro ambiente naturale!),
i palazzi folli di Rotterdam,
AMSTERDAM!
i canali, le case galleggianti, i pub, , le biciclette, i sapori...gli odori... i coffeeshop...
la musica:
la ragazza che suonava l'organo della West Kerk, il jazz del Cafè Alto, i musicisti per strada
i dipinti
Van Gogh, Verner, Rembrant...i graffitari...
I musei delL'Aja: Escher, la ragazza dall'orecchino di perla...
...e le audioguide impazzite che ti ricordano che devi morire...
e intuiscono pensieri porno in quadri di miti vecchiette!!!!

Insomma un altro pezzo di mondo che è valsa la pena vedere!