sabato 11 luglio 2009

E Dio il settimo giorno si riposò,
ma Catalpa no...

Oggi ho visto seppellire un'altra delle cariatidi
della mia famiglia
Zia Giannina,
che al funerale ho scoperto essere Giovanna
motivo per cui ho sospettato di aver sbagliato chiesa.
92 anni sono tanti
forse dopo così tanto tempo è ancora più
difficile staccarsi dalla vita.

Ricordo la sua risata.
Il bene che mi voleva.
Le burnie di marmellata di prugne.
Il sapore della crostata che si scioglie in bocca.
La sua gamba malata e il bastone.
Ricordo di lei sempre una parola gentile.
Il suo grembiule.
Le mani in pasta.
Le sue preghiere.
Le mani nodose di bozzi di sapere.
L'odore delle sua casa.
Gli occhi felici delle persone semplici.
I fiori nel cortile.
Ricordo di me bambina.

C'è una storia delle donne primogenite della mia famiglia.
Per un motivo o per l'altro
esse finiscono per lasciare Pederobba
e trasferirsi in Piemonte.
Sembra un destino tracciato.
Da più generazioni.
Coloro che si sposano restano prematuramente vedove.
Divengono figure sole, forti, ma solari e cordiali.
Siamo rimaste due.
Due donne.
Due generazioni.
Ho stretto forte la mano di zia,
che l'ha accompagnata fino all'ultimo.
Mi mancherà l'idea di lei
Mi aggrapperò a questo bizzarro destino.
Nel mazzo di fiori
Borragine.
A lei questi erano i fiori che piacevano.

1 commento:

di mestiere il vento. ha detto...

che forte significato possono avere le piccole cose. e quel forte significato le rende grandi, ed importanti.
sono la bellezza dei significati nascosti, la ricerca e la scoperta.